NOVITA' FISCALI
Istituzione del codice tributo per il versamento delle somme previste dall’art. 1, comma 1048, della legge 205/2017
Venerdì, 16 Febbraio , 2018
Con la risoluzione n. 14/E del 9 febbraio 2018 l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo per il versamento, tramite il modello F24 Accise, delle somme previste dall’articolo 1, comma 1048 della legge di Bilancio 2018. Il nuovo codice tributo ‘5466’ è denominato ‘Versamento delle somme per la proroga delle concessioni e della titolarità dei punti di raccolta regolarizzati – Art. 1, comma 1048, della legge 27 dicembre 2017 n. 205’.
(Vedi risoluzione n. 14 del 2018)

Biglietto dinamico per la vendita dei biglietti nel settore dello spettacolo. Imponibilità ai fini Iva. Criteri per la determinazione del prezzo di vendita al quale commisurare i biglietti gratuiti
Venerdì, 16 Febbraio , 2018
L’Agenzia delle Entrate dedica la risoluzione n. 15/E del 15 febbraio 2018 alle problematiche fiscali relative all’introduzione del principio del prezzo dinamico (dynamic ticket pricing) per la vendita di biglietti nel settore degli spettacoli. Questa metodologia prevede che il prezzo del biglietto possa continuamente variare in base ad algoritmi di calcolo che tengono conto di varianti predeterminate. Secondo l’istante tale modalità di vendita necessita di approfondimenti con riferimento alla disciplina impositiva dei biglietti omaggio. Chiede, di conseguenza, chiarimenti sulla corretta individuazione del prezzo di vendita al quale commisurare i biglietti gratuiti. Il Dpr 633 all’articolo 3, comma 5, esclude dall’imposizione ai fini Iva le prestazioni spettacolistiche gratuite solo quando rese ai possessori di titoli di accesso rilasciati gratuitamente dagli organizzatori di spettacoli nel limite del 5% dei posti del settore. I biglietti omaggio che eccedono tale limite sono imponibili ai fini Iva. Nel caso prospettato ovvero di prezzi dinamici è corretto fare riferimento al prezzo intero massimo praticato durante il periodo di vendita per la categoria di posti cui i biglietti omaggio danno diritto ad accedere.
(Vedi risoluzione n. 15 del 2018)

Reddito di lavoro dipendente – Indennizzo risarcitorio erogato in esecuzione della stipula di contratti di prossimità
Venerdì, 16 Febbraio , 2018
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 16/E del 15 febbraio 2018, fornisce chiarimenti in merito alla corretta modalità di tassazione degli emolumenti corrisposti ai lavoratori dipendenti in esecuzione di contratti collettivi di prossimità. Nel quesito sottoposto si chiedeva se le indennità erogate a titolo di indennizzo, in esecuzione dei citati contratti finalizzati alla gestione delle crisi aziendali, concorrano o meno alla formazione del reddito. Considerato che i contratti cosiddetti di prossimità possono derogare alle disposizioni di legge o ai contratti collettivi soltanto nell’ambito delle materie tassativamente elencate nel comma 2 del dl 13 agosto 2011 n. 138, e rilevato che tra queste ultime non è ricompresa la normativa fiscale, alle indennità e alle retribuzioni corrisposti in esecuzione dei medesimi contratti dovrà essere applicata l’ordinaria disciplina fiscale prevista per i redditi di lavoro dipendente dall’art. 51 del Tuir. L’Agenzia ha già chiarito che laddove l’indennizzo vada a compensare un mancato guadagno, o nel caso di lavoro dipendente la mancata percezione di redditi di lavoro, le somme corrisposte, in quanto sostitutive di reddito, vanno assoggettate a tassazione e così ricomprese nel reddito complessivo del soggetto percipiente. Solo laddove il risarcimento abbia la funzione di reintegrazione patrimoniale per una perdita sofferta, ovvero non rappresenti una ricchezza nuova, avendo la funzione di riequilibrare il valore d’un patrimonio perduto, tale somma non sarà assoggettata a tassazione. Sulla base di ciò, le indennità che abbiano la finalità di ristorare il lavoratore per la riduzione del salario, risultando sostitutive di reddito di lavoro dipendente, sono da assoggettare a tassazione ai sensi dell’art. 51, comma 1, del Tuir, con conseguente obbligo da parte del soggetto erogante di operare le ritenute.
(Vedi risoluzione n. 16 del 2018)

Permuta tra un Comune e l’Agenzia del Demanio – trattamento tributario ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale
Venerdì, 9 Febbraio , 2018
Con la risoluzione n. 12/E del 31 gennaio 2018 l’Agenzia delle Entrate si occupa del corretto trattamento fiscale applicabile, ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale ad un atto di permuta che interviene tra un Comune e l’Agenzia del Demanio. Il quesito formulato attiene all’esatta interpretazione della disciplina in materia di applicazione dei tributi indiretti agli atti costitutivi o traslativi di diritti reali immobiliari. Per stabilire la corretta tassazione applicabile all’operazione permutativa in esame, l’Amministrazione finanziaria rammenta, in primis, le regole da applicare ai fini dell’imposta di registro; successivamente passa all’analisi delle imposte ipotecarie e catastali applicabili al caso specifico. Sinteticamente il documento di prassi amministrativa sostiene che la permuta di immobili pubblici, che interviene tra lo Stato e un Comune, deve essere assoggettata all’imposta di registro nella misura fissa di 200 euro che grava sull’ente locale. Le imposte ipotecarie e catastali, invece, non sono dovute per il trasferimento in favore dello Stato mentre, relativamente al trasferimento in favore del Comune, l’imposta ipotecaria va corrisposta in misura fissa (200 euro) e l’imposta catastale è dovuta nella misura dell’1%.
(Vedi risoluzione n. 12 del 2018)

Fusione per incorporazione di una società consolidante con società non inclusa nel consolidato – non applicabilità in via analogica della disciplina prevista dal d.m. 9 giugno 2004
Venerdì, 9 Febbraio , 2018
L’Agenzia delle Entrate dedica al consolidato la risoluzione n. 13/E del 2 febbraio 2018. Il documento chiarisce che non si applicano in via analogica le disposizioni che prevedono l’interruzione della tassazione di gruppo prima del compimento del triennio nel caso di una fusione per incorporazione di una società consolidante in una società esterna al consolidato, allorquando il soggetto incorporante sia una Spac (special purpose acquisition company), ossia un veicolo neocostituito, oppure che, pur non essendolo formalmente, possa essere considerato come tale, in quanto non abbia una propria operatività e sia stato costituito al solo scopo di individuare una società target e incorporarla dopo l’acquisto. Il documento di prassi amministrativa esamina il caso di una Spac italiana costituita ai sensi delle norme di Borsa italiana, con l’obiettivo, terminato il percorso di quotazione, di individuare una società target con cui realizzare una operazione di integrazione per quotare le azioni di quest’ultima.
(Vedi risoluzione n. 13 del 2018)

Contributo unificato Giustizia Amministrativa – Estensione dell’utilizzo del modello di pagamento F24 Enti pubblici ai codici tributo istituiti con le risoluzioni n. 123/E e 159/E del 2017
Venerdì, 2 Febbraio , 2018
Con la risoluzione n. 8/E del 25 gennaio 2018 l’Agenzia delle Entrate estende l’utilizzo del modello di pagamento F24 Enti pubblici ai codici tributo istituiti con le risoluzioni n. 123/E del 12 ottobre 2017 e n. 159/E del 21 dicembre 2017. Parliamo dei codici tributo GA01 – GA02 - GA03 - Ga04 e GA05 per il versamento spontaneo del contributo unificato e i codici tributo GA0T – GA0S – GA0Z per il versamento delle somme dovute per l’omesso o insufficiente pagamento del contributo unificato a seguito dell’invito al pagamento da parte degli uffici della Giustizia amministrativa.
(Vedi risoluzione n. 8 del 2018)

Regime di consolidato nazionale e utilizzo delle perdite – Casi particolari
Venerdì, 2 Febbraio , 2018
Con la circolare n. 2/E del 26 gennaio 2018 l’Agenzia delle Entrate chiarisce due aspetti relativi all’utilizzo delle perdite nell’ambito del consolidato fiscale. Il primo riguarda la possibilità per i soggetti aderenti al regime di consolidato nazionale, di utilizzare in accertamento le perdite anteriori all’esercizio dell’opzione, nella particolare ipotesi in cui la rettifica del reddito complessivo proprio della consolidata, operata nell’atto unico, sia relativa a un periodo d’imposta in cui la consolidata abbia trasferito in dichiarazione, come risultato di esercizio, una perdita alla fiscal unit. Il secondo aspetto riguarda il criterio di attribuzione delle perdite maturate nel corso di diversi trienni di opzione della tassazione di gruppo, in ipotesi di interruzione o revoca del consolidato, qualora sia stato medio tempore modificato tale criterio di attribuzione. L’Amministrazione finanziaria chiarisce che nel caso in cui la consolidata si sia trovata ad essere destinataria di un accertamento relativo a un anno in cui abbia trasferito al consolidato una perdita, può chiedere lo scomputo delle perdite ante consolidato per abbattere solo la parte del maggior imponibile accertato che ecceda la perdita di periodo trasferita in sede dichiarativa alla fiscal unit. Nel caso, invece, in cui venga modificato da un triennio all’altro il criterio per l’attribuzione delle perdite all’atto dell’interruzione del consolidato, a prevalere è l’ultimo criterio comunicato in sede di opzione o di rinnovo in relazione a tutte le perdite da attribuire, anche a quelle maturate in passato.
(Vedi circolare n. 2 del 2018)

Termine di conservazione elettronica delle dichiarazioni fiscali
Venerdì, 2 Febbraio , 2018
Con un interpello una società chiede se, per la conservazione elettronica delle dichiarazioni fiscali, debba essere considerata come data di riferimento per l’individuazione del termine di scadenza l’anno di presentazione della dichiarazione, ovvero l’anno del periodo di imposta a cui si riferisce la dichiarazione medesima. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 9/E del 29 gennaio 2018, afferma che per il calcolo del termine di scadenza per la conservazione occorre fare riferimento all’anno di produzione e trasmissione del documento. Ad esempio, per la dichiarazione annuale dei redditi 2017, essendo un documento formatosi nel corso dell’anno 2017, il termine di scadenza per la relativa conservazione coinciderà con il terzo mese successivo al termine di presentazione delle dichiarazioni dei redditi relativa all’anno d’imposta 2017, ossia il 31 gennaio 2019.
(Vedi risoluzione n. 9 del 2018)

Disciplina Ires per la valutazione titoli con il criterio del costo ammortizzato
Venerdì, 2 Febbraio , 2018
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 10/E del 29 gennaio 2018, fornisce chiarimenti in merito alla disciplina Ires per quanto concerne la valutazione dei titoli di società che hanno adottato, nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2016, il criterio del ‘costo ammortizzato’, per la valutazione dei titoli posseduti alla data del 1°gennaio 2016. La società informa che ha deciso di non avvalersi della facoltà prevista dal decreto legislativo n. 139/2015 e ha provveduto a rideterminare al costo ammortizzato il valore di tutti i titoli di debito in suo possesso al 31 dicembre 2016 e, quindi, anche ai titoli ereditati dalle società fuse. Ma ci si chiede cosa accade se si utilizza il nuovo criterio contabile per tutti i titoli in possesso. Il documento di prassi amministrativa precisa che l’introduzione del nuovo criterio del costo ammortizzato si applica solo ai titoli acquistati dopo il 1°gennaio 2016, mentre per i titoli acquistati anteriormente al 2016 la società è tenuta ad applicare le regole fiscali previgenti. In quest’ultimo caso va gestito un doppio binario fiscale. Gli effetti patrimoniali e reddituali di un magazzino sono assoggettati, ai fini fiscali, a due differenti regimi: la disciplina previgente per i titoli acquistati ante 1°gennaio 2016 e ancora in possesso; al costo ammortizzato per i titoli acquistati al 1°gennaio 2016. Il chiarimento più importante ha tuttavia riguardato lo ‘scarico’ del magazzino quando le vendite riguardano entrambi i magazzini fiscali. Poiché la norma non stabilisce il criterio con cui imputare la riduzione dei titoli in magazzino al momento della vendita degli stessi, il documento di prassi amministrativa propende per un criterio proporzionale che evita scelte arbitrarie. Questa modalità comporta che in ciascun periodo di imposta occorre attribuire la vendita dei titoli in base al rapporto tra l’ammontare dei titoli della stessa specie giacenti in ciascuno dei due magazzini fiscali e l’ammontare complessivo dei medesimi titoli posseduti dalla società.
(Vedi risoluzione n. 10 del 2018)

Regime fiscale applicabile alle operazioni di manipolazione su piante ornamentali
Venerdì, 2 Febbraio , 2018
Le attività di manipolazione dei prodotti derivanti dalla coltivazione delle piante rientrano tra le attività agricole connesse per le quali è applicabile la tassazione su base catastale. Lo stesso trattamento fiscale interessa altre operazioni come la concimazione del terriccio, il trattamento delle zolle, la potatura, la steccatura e la rinvasatura. Ad affermarlo l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 11/E del 29 gennaio 2018. L’Amministrazione finanziaria nel 2004 ha già chiarito con la circolare n. 44/E che si considerano attività connesse quelle derivanti dalla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti agricoli ottenuti dall’imprenditore agricolo prevalentemente dalla coltivazione del fondo, dal bosco o dall’allevamento di animali.
(Vedi risoluzione n. 11 del 2018)

Istituzione dei codici tributo per l'utilizzo in compensazione dei crediti d'imposta per l'adeguamento tecnologico finalizzato alla trasmissione dei dati all'Agenzia delle Entrate
Venerdì, 19 Gennaio , 2018
Con la risoluzione n. 2/E del 5 gennaio 2018 l'Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per l'utilizzo in compensazione, mediante modello F24, dei crediti d'imposta per l'adeguamento tecnologico finalizzato alla trasmissione dei dati all'Agenzia delle entrate, di cui all'art. 21-ter del decreto legge 31 maggio 2010 n. 78, inserito dall'art. 4, comma 2, del decreto legge 22 ottobre 2016 n. 193.
(Vedi risoluzione n. 2 del 2018)

Istituzione della causale contributo EBIS denominata 'Ente Bilaterale Nazionale degli impianti ed attività sportive profit e non profit EBISport'
Venerdì, 19 Gennaio , 2018
L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 3/E del 5 gennaio 2018, ha istituito la causale contributo EBIS per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento dell'Ente Bilaterale Nazionale degli impianti ed attività sportive profit e non profit 'EBISport'.
(Vedi risoluzione n. 3 del 2018)

Adempimenti dichiarativi relativi all'esercizio dell'opzione per il regime di branch exemption
Venerdì, 19 Gennaio , 2018
Con la risoluzione n. 4/E del 15 gennaio 2018 l'Agenzia delle Entra fornisce chiarimenti all'istanza di interpello presentata da un'associazione di categoria in cui si fa presente che alcune imprese associate intendono aderire al regime di branch exemption già dal periodo d'imposta 2016. Nell'esercizio dell'opzione le stesse hanno riscontrato che i modelli dichiarativi non sono allineati al contenuto del provvedimento del Direttore delle Entrate del 28 agosto 2017. Per accedere al regime indicato le imprese interessate dovranno presentare un modello Redditi 2017 integrativo e sostitutivo entro il 29 gennaio 2018, ossia entro 90 giorni dalla scadenza del 31 ottobre 2017. Questo, per allineare il comportamento già assunto dalla società con i nuovi chiarimenti del fisco. Per quanto concerne il calcolo del reddito imponibile devono essere disattese le istruzioni del quadro RF dei modelli Redditi 2017. In particolare, la somma dei redditi e delle perdite di tutte le singole branch va ripartita tra le variazioni in aumento (se negativa) o in diminuzione (se positiva), rispettivamente nei righi RF31, con codice 45, e RF55, con codice 41. In relazione all'Ace delle singole stabili organizzazioni, il rendimento nozionale spettante va indicato nel campo Rendimenti totali, al netto della quota eccedente di competenza della branch. Il provvedimento non ammette la presenza di brunch plurime nello stesso stato, anche in presenza di più sedi o impianti autonomi. Pertanto, ai fini dell'opzione e del calcolo dell'utile/perdita da escludere si assume che all'estero vi sia un'unica stabile organizzazione, fatta eccezione per l'ipotesi in cui il singolo sito produttivo integri i presupposti applicativi della disciplina Cfc.
(Vedi risoluzione n. 4 del 2018)

Deposito Iva
Venerdì, 19 Gennaio , 2018
Con la risoluzione n 5/E del 16 gennaio 2018 l'Agenzia delle Entrate interviene sui depositi Iva dopo le modifiche contenute nel dl n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla legge n. 225/2016, in vigore dal 1°aprile 2017. Se il soggetto che procede all'estrazione dei beni dal deposito Iva coincide con quello che ha effettuato l'immissione in libera pratica con introduzione dei beni nello stesso deposito, non esiste l'obbligo di prestare la garanzia prevista dall'art. 50-bis, comma 6, del dl 331/1993. La garanzia è necessaria solo per i soggetti che intendono avvalersi del reverse charge anche se non possiedono i requisiti di affidabilità. Chi procede all'estrazione dei beni e coincide con colui che ha effettuato l'introduzione degli stessi nel deposito Iva ha già prestato garanzia e, dunque, è esentato dalla presentazione di una ulteriore garanzia 'in uscita'. Per tale soggetto restano però ferme le modalità di svincolo della garanzia 'in entrata', ovvero contratta al momento dell'introduzione dei beni nel deposito. La garanzia che sostiene le operazioni di immissione in libera pratica di beni destinati ad essere introdotti in depositi Iva è diversa da quella che sostiene le operazioni di estrazione degli stessi; le due garanzie, inoltre, sono tra loro indipendenti. Ciò trova conferma dal fatto che le due garanzie sono prestate da due soggetti diversi e hanno anche una diversa durata temporale. In alcuni casi per l'immissione di beni in libera pratica mediante introduzione nel deposito Iva non vi è l'obbligo di prestare la garanzia 'in entrata'.
(Vedi risoluzione n. 5 del 2018)

Regime di non imponibilità per le navi adibite alla navigazione in alto mare – chiarimenti
Venerdì, 19 Gennaio , 2018
Non rischia sanzioni l'armatore che fornisce la documentazione idonea a rappresentare con precisione le tratte effettuate dalla nave. Con questa documentazione il fornitore verifica la circostanza del prevalente impiego in alto mare. Ciò assume valenza soprattutto se il cessionario ha indebitamente richiesto il regime di non imponibilità previsto per le cessioni di navi adibite alla navigazione in alto mare, requisito questo che ricorre qualora la nave è stata impiegata, nel periodo d'imposta precedente, in misura superiore al 70% in viaggi oltre le 12 miglia marine. E' uno dei chiarimenti forniti dall'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 6/E del 16 gennaio 2018 che integra quanto già espresso con la risoluzione n. 2/E/2017 che ha dichiarato non imponibili ad Iva le cessioni di navi adibite alla navigazione in alto mare. Il documento di prassi amministrativa ricorda che il viaggio in alto mare è il tragitto compreso tra due punti di approdo, durante il quale vengono superate le 12 miglia nautiche. Tale superamento implica che l'intero viaggio è da considerare avvenuto in alto mare. Un viaggio effettuato interamente nelle acque territoriali di un altro Paese (diverso dall'Italia) va considerato, ai fini della normativa Iva italiana, interamente effettuato in alto mare. Per quanto concerne la documentazione idonea a provare la prevalenza dei viaggi effettuati in alto mare, questa va effettuata sulla base della documentazione ufficiale. Ossia il giornale di navigazione o il giornale di bordo; la cartografia dei viaggi e i dati estratti dai sistemi di navigazione satellitare; i contratti commerciali, le fatture e i relativi mezzi di pagamento. Questi documenti servono al fornitore a verificare il prevalente impiego della nave in alto mare. Laddove il soggetto acquirente non sia in grado di esibire al fornitore la documentazione attestante la navigazione in alto mare, perché ad esempio impossibilitato da cause documentali, può far ricorso ad una dichiarazione dell'armatore o del comandante della nave diretta ad attestare che la nave è adibita effettivamente e prevalentemente alla navigazione oltre le 12 miglia. Come affermato nella risoluzione n. 2/E/2017 in relazione alle navi in costruzione, è possibile un'applicazione provvisoria del regime di non imponibilità sulla base di una dichiarazione dell'armatore che attesti l'effettiva intenzione di adibire il mezzo alla navigazione in alto mare, anche alle ipotesi in cui si riscontra una obiettiva discontinuità nell'utilizzo del mezzo.
(Vedi risoluzione n. 6 del 2018)

Comunicazione dei dati per la dichiarazione dei redditi precompilata da parte delle Ipab
Venerdì, 19 Gennaio , 2018
La legge di stabilità 2016 prevede l'obbligo per le strutture autorizzate e non accreditate, di inviare al Sistema tessera sanitaria i dati relativi alle prestazioni sanitarie erogate, ai fini della elaborazione della dichiarazione dei redditi. Le residenze assistenziali sanitarie, le case di cura e le residenze per anziani sono quindi tenute a trasmettere al Sistema le spese relative alle prestazioni sanitarie detraibili, quando queste siano rimaste a carico dell'utente. Parliamo di prestazioni attestate da documenti fiscali di spesa rilasciati su richiesta del cliente. Nell'ipotesi di ricovero di un anziano in un istituto di assistenza la detrazione spetta esclusivamente per le spese mediche e non anche per quelle relative alla retta di ricovero. Con la risoluzione n. 7/E del 16 gennaio 2018 l'Agenzia delle Entrate precisa che se l'ente è dispensato ai sensi dell'art. 36 bis del Dpr 633/1972 dagli obblighi di fatturazione e di registrazione, relativamente alle operazioni esenti da imposta, non è neanche obbligato a rilasciare ricevute fiscali, fermo restando l'obbligo di rilasciare fattura su richiesta del cliente. Laddove l'utente abbia richiesto il rilascio dei documenti fiscali o laddove l'ente renda prestazioni esenti ai sensi dell'art. 10 numeri 18) e 19) del Dpr 633/1972, l'IPAB ha l'obbligo di comunicare tali dati al Sistema tessera sanitaria, mentre tale obbligo non sussiste per le prestazioni per le quali non siano stati emessi documenti fiscali.
(Vedi risoluzione n. 7 del 2018)

La disciplina della detrazione dell'Iva dopo le modifiche introdotte dal dl 50/2017
Venerdì, 19 Gennaio , 2018
Con la circolare n. 1/E del 17 gennaio 2018 l'Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in ordine alla disciplina del diritto alla detrazione dell'Iva, dopo le modifiche apportate dal dl 50/2017, in vigore dal 24 aprile 2017, convertito con modificazioni dalla legge n. 96/2017. L'articolo 2 del decreto legge ha ridotto i termini entro cui i soggetti passivi di imposta possono detrarre l'Iva relativa ai beni e ai servizi acquistati o importati. Modificata anche la disciplina della registrazione delle fatture e, in particolare, la norma concernente il termine ultimo entro cui annotare le fatture relative ai beni e ai servizi acquistati e importati dal soggetto passivo. Le nuove disposizioni in tema di detrazione dell'Iva e di registrazione delle fatture e bollette doganali trovano efficacia a partire dai documenti emessi il 1°gennaio 2017. Le modifiche seguono la normativa comunitaria; pertanto, il diritto alla detrazione va esercitato con riferimento all'anno di ricevimento della fattura d'acquisto, anche se l'esigibilità dell'imposta si è verificata in precedenza. Ad esempio, l'Iva risultante da fatture ricevute nel 2018 per operazioni del 2017 dovrà essere detratta nelle liquidazioni periodiche del 2018, e al più tardi nella relativa dichiarazione annuale da presentare nel 2019; non potrà, invece, essere detratta con riferimento all'anno 2017, nel quale si è verificata l'esigibilità dell'imposta, ma non era disponibile la fattura. Il diritto alla detrazione può esercitarsi nell'esercizio in cui si realizzano entrambi i requisiti necessari allo scopo: quello sostanziale della intervenuta esigibilità dell'imposta e quello formale del possesso della fattura. La circolare chiarisce, inoltre, che l'imposta non detratta nell'anno in cui è pervenuta la fattura potrà comunque essere recuperata dal contribuente presentando una dichiarazione integrativa 'a favore', entro la scadenza dei termini per l'accertamento. Anche la tardiva emissione o ricezione della fattura non è di ostacolo all'esercizio del diritto di detrazione con riferimento al periodo d'imposta in cui il documento è stato ricevuto e registrato, anche se l'esigibilità si è verificata in anni precedenti. Una fattura di acquisto ricevuta nel 2018 per beni consegnati nel 2017, potrà essere annotata in contabilità, al più tardi, entro il 30 aprile 2019. Qualora la registrazione avvenga tra il 1°gennaio e il 30 aprile 2019 essa dovrà essere effettuata in un'apposita sezione del registro Iva degli acquisti relativo a tutte le fatture ricevute nel 2018, facendo concorrere l'imposta medesima alla formazione del saldo Iva della dichiarazione relativa al 2018, da presentare entro il 30 aprile 2019.
(Vedi circolare n. 1 del 2018)

Istituzione della causale contributo 'ENAB' denominata 'Ente Nazionale Autonomo Bilaterale – E.N.A.B. IMPRESE'
Venerdì, 19 Gennaio , 2018
Con la risoluzione n. 1/E del 5 gennaio 2018 l'Agenzia delle Entrate ha istituito la causale contributo 'ENAB' per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento dell'Ente Nazionale Autonomo Bilaterale 'E.N.A.B. IMPRESE'.
(Vedi risoluzione n. 1 del 2018)

Tassazione ai fini dell'imposta di registro e dell'imposta di bollo di un contratto d'appalto stipulato tra un comune e un'organizzazione di volontariato
Venerdì, 12 Gennaio , 2018
Con la risoluzione n. 158/E del 21 dicembre 2017 l'Agenzia delle Entrate risponde ad un quesito formulato da un Comune sull'affidamento in appalto, ad un'organizzazione di volontariato, del servizio di mantenimento e custodia di animali randagi. L'interpellante chiede come debba essere trattato l'atto pubblico amministrativo ai fini dell'imposta di registro e dell'imposta di bollo alla luce delle modifiche normative introdotte in materia per le organizzazioni di volontariato dal decreto legislativo che ha istituito il Codice del Terzo settore. Il dubbio concerne la possibilità di avvalersi delle esenzioni dall'imposta di registro e dall'imposta di bollo previste dall'art. 8 della legge 266/1991. L'Amministrazione finanziaria chiarisce che qualora il contratto di appalto venga registrato entro il 31 dicembre 2017, esso sarà considerato esente dall'imposta di registro e dall'imposta di bollo. Per le registrazioni effettuate dopo il 31 dicembre 2017, l'atto sarà considerato esente dall'imposta di bollo ma sarà assoggettato all'imposta di registro con aliquota del 3%. Ciò in quanto dal 1°gennaio 2018 trovano applicazione le agevolazioni previste dall'art. 82 del Codice del Terzo settore.
(Vedi risoluzione n. 158 del 2017)

Istituzione del codici tributo per il versamento delle somme dovute per omesso o insufficiente pagamento del contributo unificato, richieste dagli uffici della Giustizia Amministrativa
Venerdì, 12 Gennaio , 2018
Con la risoluzione n. 159/E del 21 dicembre 2017 l'Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per il versamento, tramite il modello 'F24 Versamenti con elementi identificativi' (c.d. F24 ELIDE), delle somme dovute per omesso o insufficiente pagamento del contributo unificato, richieste dagli uffici della Giustizia Amministrativa. L'operatività dei nuovi codici tributo decorre dal 1°gennaio 2018.
(Vedi risoluzione n. 159 del 2017)

NOVITA'
SAF: SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE MEDIOADRIATICA COMMERCIALISTI
Corso SAF su Il Bilancio. Redazione, controllo e revisione
 
La SAF Medioadriatica Commercialisti lancia il nuovo corso di alta formazione dedicato alla redazione, controllo e revisione del bilancio d’esercizio e consolidato; le 200 ore di lezione si svolgeranno a San Benedetto del Tronto (AP)  e consentiranno di maturare, secondo le rispettive discipline, crediti formativi utili ai fini sia della formazione professionale continua che della revisione legale.
Gli interessati dovranno presentare domanda d’iscrizione entro il 23 marzo 2018, il corso inizierà il 6 aprile 2018 per concludersi il 3 maggio 2019. 
Per maggiori informazioni rinviamo alla brochure ufficiale qui allegata.

allegato
20 FEBBRAIO 2018
26 FEBBRAIO 2018
28 FEBBRAIO 2018
cOrganismo per la composizione della crisi da sovraindebitamento elearning odcec MACERATA-CAMERINO
Istituzione del codice tributo per il versamento delle somme previste dall’art. 1, comma 1048, della legge 205/2017
Con la risoluzione n. 14/E del 9 febbraio 2018 l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo per il ...continua

Biglietto dinamico per la vendita dei biglietti nel settore dello spettacolo. Imponibilità ai fini Iva. Criteri per la determinazione del prezzo di vendita al quale commisurare i biglietti gratuiti
L’Agenzia delle Entrate dedica la risoluzione n. 15/E del 15 febbraio 2018 alle problematiche fiscali ...continua

Reddito di lavoro dipendente – Indennizzo risarcitorio erogato in esecuzione della stipula di contratti di prossimità
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 16/E del 15 febbraio 2018, fornisce chiarimenti in merito alla ...continua

Permuta tra un Comune e l’Agenzia del Demanio – trattamento tributario ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale
Con la risoluzione n. 12/E del 31 gennaio 2018 l’Agenzia delle Entrate si occupa del corretto trattamento ...continua

Fusione per incorporazione di una società consolidante con società non inclusa nel consolidato – non applicabilità in via analogica della disciplina prevista dal d.m. 9 giugno 2004
L’Agenzia delle Entrate dedica al consolidato la risoluzione n. 13/E del 2 febbraio 2018. Il documento ...continua