NOVITA' FISCALI
Detrazioni fiscali per interventi edilizi - comunicazione delle opzioni di cui allart. 121 Dl Rilancio
Giovedì, 12 Maggio , 2022

Il decreto legge n. 4/2022 convertito nella legge n. 25 del 28 marzo 2022 ha previsto che, per le spese sostenute nel 2021, nonch per le rate residue non fruite delle detrazioni riferite alle spese sostenute nel 2020, le comunicazioni per la cessione del credito e lo sconto in fattura, dovevano essere trasmesse allAgenzia delle Entrate entro lo scorso 29 aprile.

Sul punto sono arrivate segnalazioni allAgenzia delle Entrate da contribuenti, professionisti e associazioni di categoria, nelle quali si evidenziava che anche a seguito di modifiche normative, sono state scartate numerose comunicazioni trasmesse entro il 29 aprile 2022, data di scadenza per inviare le opzioni.

AllAmministrazione finanziaria chiedevano se e come poter ovviare alle criticit.

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 21/E del 5 maggio 2022, ha sostenuto che per consentire la sistemazione delle comunicazioni scartate o errate sar possibile, dal 9 al 13 maggio, inviare le comunicazioni sostitutive e lannullamento delle comunicazioni trasmesse e accolte dal 1 al 29 aprile 2022, per le rate residue delle spese del 2020 e le spese del 2021. Gli interessati potranno anche ritrasmettere le comunicazioni scartate dal 25 al 29 aprile 2022, per le rate residue delle spese del 2020 e del 2021.

Entro il 13 maggio 2022 dovranno essere inderogabilmente inviate le comunicazioni sostitutive o gli annullamenti di comunicazioni trasmesse dal 9 al 13 maggio 2022.

I crediti collegati alle comunicazioni correttamente ricevute dal 1 al 29 aprile 2022 e dal 9 al 13 maggio 2022 saranno caricati entro il 17 maggio 2022 sulla piattaforma dellAgenzia delle Entrate.

Resta fermo il caricamento sulla piattaforma, entro il 10 maggio 2022, dei crediti emergenti dalle comunicazioni relative alle spese del 2022, correttamente ricevute nel mese di aprile 2022, per le quali eventuali sostituzioni e annullamenti devono essere trasmessi entro il giorno 5 del mese successivo. Quindi, il 5 maggio 2022.


(Vedi risoluzione n. 21 del 2022)

Modifiche al regime fiscale dei piani di risparmio a lungo termine (PIR)
Giovedì, 5 Maggio , 2022

PREMESSA

La legge di Bilancio 2022 ha modificato la disciplina dei piani di risparmio a lungo termine (PIR) con lo scopo di innalzare la soglia dei limiti di investimento nei PIR ordinari, di escludere specifici vincoli per i PIR Alternativi e modificare la disciplina del credito dimposta per le minusvalenze realizzate nei PIR Alternativi, rimodulandone lammontare e il termine di utilizzabilit.

Lapplicazione del regime fiscale PIR consente al titolare di fruire dellesenzione dalla tassazione per i redditi finanziari derivanti dagli investimenti inseriti nel piano, a patto che questi ultimi siano detenuti per almeno 5 anni.

Gli investimenti che compongono il PIR devono rispettare precisi limiti quantitativi di investimento, determinate caratteristiche, specifici vincoli di composizione e limiti.

LAgenzia delle Entrate, con la circolare n. 10/E del 4 maggio 2022, ha fornito i chiarimenti in merito alle predette modifiche apportate alla disciplina dei PIR.

Le diverse tipologie di PIR

In base alla normativa vigente al momento dellapertura del piano distinguiamo diverse tipologie di PIR:

  • PIR 1.0, piani costituiti dal 1gennaio 2017 e fino al 31 dicembre 2018, a cui si applicano le regole previste dalla legge di Bilancio 2017;
  • PIR 2.0, piani costituiti dal 1gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2019, a cui si applicano le regole previste dalla legge di Bilancio 2017, come modificate dalla legge di Bilancio 2019;
  • PIR 3.0, piani costituiti dal 1gennaio 2020 in applicazione dellart. 13-bis Dl n. 124/2019, cui si applicano anche le disposizioni previste dalla legge di Bilancio 2017 e dalla legge di Bilancio 2019, se compatibili;
  • PIR Alternativi, piani costituiti dal 19 maggio 2020, in applicazione del comma 2-bis del predetto articolo 13-bis, cui si applicano anche le disposizioni previste dalla legge di Bilancio 2017 e dalla legge di Bilancio 2019, in quanto compatibili.
Attualmente, pertanto, possibile costituire esclusivamente PIR 3.0 e PIR Alternativi. Inoltre, nel caso di persone fisiche, tali soggetti possono detenere un solo PIR ordinario (PIR 1.0, 2.0 o 3.0) e, per effetto delle modifiche apportate dalla legge di Bilancio 2022, pi PIR Alternativi.

Nuovi limiti di investimento dei PIR ordinari

La legge di Bilancio 2022 intervenuta sulla legge di Bilancio 2017 modificando i limiti di investimento previsti per i PIR ordinari ovvero quelli gi costituiti al 1gennaio 2022, al fine di potenziare lutilizzo del PIR per convogliare lafflusso del risparmio verso leconomia reale.

Prima delle modifiche dellultima manovra, la legge di Bilancio 2017 prevedeva che limporto investito nel PIR ordinario non potesse superare complessivamente 150 mila euro, con un limite, per ciascun anno solare, di 30 mila euro.

Con le modifiche della legge di Bilancio 2022 le somme e i valori che le persone fisiche fiscalmente residenti in Italia possono destinare ai PIR ordinari non possono superare il plafond complessivo di 200 mila euro, con un limite di plafond annuo di 40 mila euro.

I nuovi limiti di investimento si applicano agli investimenti effettuati nei PIR ordinari a decorrere alla data di entrata in vigore della legge di Bilancio 2022, ossia dal 1gennaio 2022, a prescindere dalla data di costituzione del piano.

Modifiche ai PIR Alternativi

In merito ai PIR Alternativi le modifiche normative hanno interessato la deroga al principio di unicit, secondo il quale era possibile detenere un solo PIR ordinario e un solo PIR Alternativo, nonch una rimodulazione dellammontare del credito dimposta e il termine entro cui detto credito pu essere utilizzato.

Deroga al principio di unicit

La manovra 2022 introduce modifiche alla normativa dei PIR Alternativi, ossia i PIR costituiti a decorrere dal 19 maggio 2020 che investono prevalentemente in strumenti finanziari con lintento di favorire lafflusso di risorse verso le PMI.

La principale novit introdotta dalla legge di Bilancio 2022 riguarda lesclusione - limitatamente ai PIR Alternativi - dei vincoli allinvestimento previsti dalla legge di Bilancio 2017. Con la modifica possibile ora detenere, contemporaneamente, un PIR ordinario e pi PIR Alternativi. Questultimi, tuttavia, non possono essere cointestati a pi persone.

Nellipotesi di una pluralit di PIR Alternativi, il titolare dei piani non potr destinare somme e valori in misura eccedente il limite annuale di 300 mila euro e quello complessivo di 1.500.000 euro.

Sar onere del titolare dei piani monitorare il rispetto del plafond annuale e complessivo, non potendo i singoli intermediari presso i quali sono aperti i medesimi conoscere lammontare delle risorse destinate nei piani detenuti presso altri soggetti. A tal fine, la persona fisica titolare del piano dovr autocertificare il rispetto di tali limiti al momento dellapertura del piano e ad ogni versamento successivo, nonch comunicare a ciascun intermediario presso il quale detiene un PIR Alternativo il raggiungimento del plafond annuale e complessivo.

I dati relativi alla tipologia di PIR sottoscritto e necessario alla verifica del rispetto del plafond annuale e complessivo saranno oggetto di comunicazione, da parte dellintermediario in qualit di sostituto dimposta presso cui costituito il PIR, in sede di presentazione del modello 770.

Modifiche al credito dimposta

Per i PIR Alternativi costituiti dal 1gennaio 2021, le disposizioni della legge di Bilancio 2021 prevedono, a beneficio delle persone fisiche titolari di PIR Alternativi, un credito dimposta pari alle eventuali minusvalenze, perdite e differenziali negativi realizzati relativamente agli strumenti finanziari qualificati effettuati nel corso del 2021, a condizione che gli investimenti siano detenuti per almeno 5 anni e il credito dimposta non ecceda il 20% delle somme investite negli strumenti finanziari medesimi. Il requisito temporale deve essere rispettato in relazione allo strumento finanziario relativamente al quale si realizza la minusvalenza.

Detto credito dimposta costituisce un beneficio fiscale riconosciuto alla persona fisica titolare di un PIR Alternativo in luogo dellutilizzo delle eventuali minusvalenze, perdite o differenziali negativi realizzati a seguito della cessione o del rimborso degli strumenti finanziari qualificati detenuti nel piano medesimo per almeno 5 anni.

Lultima manovra economica ha previsto un credito dimposta anche in relazione agli investimenti qualificati effettuati nel 2022, rimodulando sia lammontare del credito sia il termine entro cui detto credito pu essere utilizzato. Il credito dimposta in relazione agli investimenti qualificati effettuati nel 2022 pari al 10% dellammontare degli investimenti medesimi; detto credito deve essere utilizzato in 15 anni, in quote di pari importo.

Ai fini della determinazione dellammontare massimo di credito dimposta spettante in relaziona agli investimenti effettuati nel 2021, la circolare n. 19/E/2021 ha chiarito che tale credito dimposta non pu eccedere il 20% dellintera somma investita negli strumenti finanziari qualificati detenuti nel piano, fino al momento di realizzazione della minusvalenza. Pertanto, ai fini della determinazione dellammontare massimo di credito dimposta spettante, rilevano non solo le somme investite negli strumenti finanziari qualificati nel corso del 2021, ma anche le somme investite, sempre negli strumenti finanziari qualificati, negli anni successivi risultanti alla data di realizzo della minusvalenza.

Pertanto, ai fini della determinazione del credito dimposta spettante nella misura del 10% sugli investimenti effettuati nel 2022 occorre tener conto delle somme e valori investiti negli strumenti finanziari qualificati risultanti alla data di realizzo della minusvalenza. Detto credito dovr essere ripartito in 15 quote annuali.

Ulteriori considerazioni in merito al credito dimposta

Non cambiano le altre previsioni circa le modalit di utilizzo del credito dimposta in esame, per le quali continuano a trovare applicazione le indicazioni della circolare n. 19/E/2021. Il contribuente pu, quindi, scegliere se utilizzare il credito direttamente in sede di dichiarazione annuale dei redditi, a partire da quella relativa al periodo dimposta in cui le minusvalenze, perdite e differenziali negativi si considerano realizzati ovvero in compensazione mediante il mod. F24.

Inoltre gli investitori possono decidere di trasformare le eventuali minusvalenze realizzate in credito dimposta oppure di utilizzarle in deduzione delle plusvalenze dai proventi e altri differenziali positivi secondo le modalit ordinarie.

Qualora il contribuente decida di utilizzare le suddette minusvalenze come credito dimposta lo stesso deve essere utilizzato entro i limiti previsti dalla norma, mentre leventuale importo delle minusvalenze eccedenti il limite del 10% per gli investimenti effettuati dal 2022 (20% per gli investimenti del 2021) pu essere portato in deduzione dalle plusvalenze, proventi e differenziali positivi secondo le modalit di cui allart. 6 Dlgs n. 461/1997.


(Vedi circolare n. 10 del 2022)

Nuova Classificazione Ateco 2007 aggiornamento 2022
Giovedì, 5 Maggio , 2022

Con la nota informativa dello scorso 29 dicembre lISTAT ha reso noto la pubblicazione della nuova Classificazione Ateco 2007 aggiornamento 2022, decorrente dal 1gennaio 2022.

Le modifiche apportate alla classificazione Ateco 2007 riguardano laggiornamento di alcuni codici attivit. Gli aggiornamenti interessano 11 sezioni della classificazione, su un totale di 21; sono introdotti 20 nuovi codici e aggiornate oltre 60 note di inclusione e di esclusione.

Le sezioni interessate dalla modifica sono le seguenti:

  • Sezione A - Divisione 01
  • Sezione C - Classe 10.89 - Classe 16.23 - Classe 24.33 - Classe 27.40
  • Sezione F - Classe 43.21 - Classe 43.29
  • Sezione G - Classe 45.20 - Categoria 46.18.3 - Classe 46.90
  • Sezione I - Classe 55.20 - Classe 56.10
  • Sezione K - Classe 66.19
  • Sezione M - Classe 69.20 - Classe 71.20 - Classe 73.11 - Classe 74.90
  • Sezione N - Classe 77.39
  • Sezione R - Classe 90.01 - Classe 92.00 - Gruppo 93.2
  • Sezione S - Classe 96.01
  • Sezione T - Classe 97.00

Gli aggiornamenti consistono:

  1. nella eliminazione di codici Ateco e loro sostituzione con nuovi;
  2. nella istituzione di nuovi codici Ateco;
  3. nella modifica descrizione/contenuto di codici Ateco esistenti.

I contribuenti hanno la possibilit di verificare i codici Ateco collegati alla propria posizione fiscale e registrati in Anagrafe Tributaria accedendo alla propria area riservata del sito internet dellAgenzia delle Entrate utilizzando SPID, CNS o CIE. I professionisti possono accedere allarea riservata con le credenziali Entratel/Fisconline.

I contribuenti sono tenuti a valutare, in base alla nuova Classificazione Ateco 2007 pubblicata dallISTAT, se il codice comunicato in precedenza sia stato oggetto di variazione.

Tutti gli operatori interessati dallaggiornamento dei codici attivit sono tenuti ad utilizzare i nuovi codici negli atti e nelle dichiarazioni da presentare allAgenzia delle Entrate.

Ladozione della nuova Classificazione Ateco 2007 non comporta lobbligo di presentare unapposita dichiarazione di variazione dati.


(Vedi risoluzione n. 20 del 2022)

Istituzione del codice tributo per lutilizzo del credito dimposta a favore delle imprese editrici di quotidiani e di periodici per lacquisto della carta utilizzata per la stampa delle testate edite
Venerdì, 29 Aprile , 2022

Il decreto legge Rilancio ha riconosciuto, per lanno 2020, un credito dimposta pari al 10% della spesa sostenuta nellanno 2019 dalle imprese editrici di quotidiani e di periodici iscritte al registro degli operatori di comunicazione per lacquisto della carta utilizzata per la stampa delle testate edite. La misura stata riconosciuta anche per lanno 2021 dal decreto legge Sostegni-bis.

Il Dipartimento per linformazione e leditoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la circolare del 14 dicembre 2021, ha fornito chiarimenti e indicazioni per lattuazione dellagevolazione in parola.

Larticolo 8 della citata circolare prevede che il credito dimposta utilizzabile in compensazione, presentando il modello di pagamento F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dallAgenzia delle Entrate, pena lo scarto delloperazione di versamento, a partire dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione dellelenco dei soggetti beneficiari da parte del Dipartimento per linformazione e leditoria.

Contestualmente alla pubblicazione il citato Dipartimento trasmette il suddetto elenco alla medesima Agenzia. Ciascun beneficiario pu visualizzare lammontare del credito dimposta fruibile tramite il proprio cassetto fiscale.

Per consentire lutilizzo in compensazione, tramite mod. F24, del credito dimposta di cui trattasi, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 19/E del 22 aprile 2022, ha istituito il codice tributo 6974 denominato Credito dimposta a favore delle imprese editrici di quotidiani e di periodici iscritte al registro degli operatori di comunicazione per lacquisto della carta utilizzata per la stampa di testate edite - art. 188 del decreto legge n. 34/2020.


(Vedi risoluzione n. 19 del 2022)

Istituzione dei codici tributo per lutilizzo dei crediti dimposta a favore delle imprese a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti per lacquisto di energia elettrica e di gas
Venerdì, 15 Aprile , 2022

Per compensare i maggiori oneri sostenuti dalle imprese per lacquisto di energia elettrica e di gas naturale il legislatore ha introdotto misure agevolative attraverso diversi provvedimenti legislativi. Ci riferiamo ai decreti energia, ossia al decreto legge n. 17 del 1marzo 2022 e al decreto legge n. 21 del 21 marzo 2022.

Il decreto legge n. 17 prevede, allarticolo 4, il riconoscimento a favore delle imprese a forte consumo di energia elettrica di un contributo sotto forma di credito dimposta, pari al 20% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel secondo trimestre 2022. Tale contributo stato innalzato al 25% dal decreto legge n. 21/2022.

Larticolo 5 prevede, invece, il riconoscimento di un contributo straordinario a favore delle imprese a forte consumo di gas naturale. Il contributo, sotto forma di credito dimposta, pari al 15% della spesa sostenuta per lacquisto del medesimo gas, consumato nel secondo trimestre solare dellanno 2022. Anche tale contributo stato innalzato al 20% dal decreto legge n. 21/2022.

Il decreto legge n. 21 del 21 marzo 2022 prevede, allarticolo 3, il riconoscimento a favore delle imprese diverse da quelle a forte consumo di energia elettrica di un contributo straordinario sotto forma di credito dimposta, pari al 12% della spesa sostenuta per lacquisto della componente energetica, effettivamente utilizzata nel secondo trimestre dallanno 2022.

Larticolo 4 dello stesso decreto prevede invece il riconoscimento a favore delle imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale, di un contributo straordinario sotto forma di credito dimposta, pari al 20% della spesa sostenuta per lacquisto del gas, consumato nel secondo trimestre dellanno 2022.

I crediti dimposta sopra elencati, entro la data del 31 dicembre 2022, devono essere utilizzati in compensazione mediante modello F24, oppure ceduti a terzi.

Per consentirne lutilizzo in compensazione lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 18/E del 14 aprile 2022, ha istituito i seguenti codici tributo:

  • 6961 denominato Credito dimposta a favore delle imprese energivore (secondo trimestre 2022) - Art. 4 Dl n. 17/2022.
  • 6962 denominato Credito dimposta a favore delle imprese a forte consumo gas naturale (secondo trimestre 2022) - Art. 5 Dl n. 17/2022.
  • 6963 denominato Credito dimposta a favore delle imprese non energivore (secondo trimestre 2022) - Art. 3 Dl n. 21/2022.
  • 6964 denominato Credito dimposta a favore delle imprese diverse da quelle a forte consumo gas naturale (secondo trimestre 2022) - Art. 4 Dl n. 21/2022.

Il termine del 31 dicembre 2022 per lutilizzo in compensazione ovvero per la cessione dei crediti dimposta indicati si applica anche al credito dimposta di cui allart. 15 Decreto legge n. 4/2022, per la fruizione del quale stato istituito il codice tributo 6960.


(Vedi risoluzione n. 18 del 2022)

Commento alle novit fiscali - legge di Bilancio 2022 - Imposte dirette
Giovedì, 7 Aprile , 2022

LAgenzia delle Entrate dedica la circolare n. 9/E del 1aprile 2022 alle novit normative in materia di imposte dirette contenute nella legge di Bilancio 2022.

Proroga dellesenzione ai fini Irpef dei redditi agrari e dominicali

La proroga in discorso ha ad oggetto lesenzione fino al 31 dicembre 2022, ai fini Irpef e delle relative addizionali, dei redditi dominicali e agrari relativi ai terreni dichiarati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola.

La norma, introdotta dalla legge di Bilancio 2017, estende allanno dimposta 2022 la previsione per la quale non concorrono alla formazione della base imponibile ai fini dellIrpef i redditi dominicali e agrari relativi ai terreni dichiarati dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali. Lesenzione dalla tassazione si applica non solo ai terreni posseduti e condotti ma anche a quelli presi in affitto per curarne la conduzione.

Sono esclusi dal beneficio i soci delle snc e delle sas che abbiano optato per la determinazione del reddito su base catastale. Possono invece fruire dellagevolazione le societ semplici che attribuiscono per trasparenza redditi fondiari ai soci persone fisiche in possesso della qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale.

Proroga delle detrazioni per interventi di efficientamento energetico, di ristrutturazione edilizia e del bonus mobili

La legge di Bilancio 2022 proroga fino al 31 dicembre 2024 le detrazioni spettanti per le spese sostenute in merito agli interventi di efficienza energetica, di ristrutturazione edilizia e per lacquisto di mobili (articoli 14 e 16 Dl n. 63/2013).

Per gli interventi di efficienza energetica (c.d. ecobonus) lart. 14 del Dl n. 63 citato ha previsto che possibile avvalersi della detrazione nella misura del 65% per le spese di: riduzione del fabbisogno energetico da riscaldamento; sostituzione di impianti di riscaldamento con impianti a condensazione; realizzazione di interventi su edifici esistenti riguardanti strutture opache verticali o orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi; installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda.

Per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, che interessino linvolucro delledificio con unincidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda delledificio stesso, la detrazione spetta nella misura del 70% e sale al 75% per gli interventi di riqualificazione energetica relativi alle parti comuni di edifici condominiali finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva che conseguono almeno la qualit media di cui al decreto del Mise 26 giugno 2015, pubblicato nel supplemento ordinario n. 39 alla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 15 luglio 2015.

bene, tuttavia, precisare che, con riferimento agli interventi sopra citati, per le spese sostenute dal 1gennaio 2018 la detrazione ridotta al 50% per lacquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari e per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A.

La detrazione sale invece al 65% per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione, di efficienza almeno pari alla classe A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti o impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione.

Sempre la legge di Bilancio 2022 proroga al 31 dicembre 2024 il vecchio termine del 31 dicembre 2021 per avvalersi della detrazione per interventi di efficienza energetica nella misura del 50%, relativi allacquisto e alla posa di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, fino ad un valore massimo della detrazione di 30 mila euro.

In merito alle detrazioni per gli interventi di ristrutturazione edilizia e per lacquisto di mobili e grandi elettrodomestici, la legge di Bilancio 2022 proroga al 31 dicembre 2024 il vecchio termine del 31 dicembre 2021, per avvalersi della detrazione nella misura del 50% per le spese documentate relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici come pure per i lavori antisismici e per la messa in sicurezza statica degli stabili ubicati nelle zone sismiche ad alta pericolosit.

Per quanto concerne la detrazione per lacquisto di mobili e grandi elettrodomestici, la legge di Bilancio 2022 sostituisce integralmente la misura disciplinata dallarticolo 16, comma 2, Dl n. 63/2013 prevedendo il riconoscimento di una detrazione dallimposta lorda per le spese documentate sostenute negli anni 2022, 2023 e 2024 per lacquisto appunto di mobili ed elettrodomestici bianchi finalizzati allarredo degli immobili oggetto degli interventi edilizi. La detrazione spetta nella misura del 50% delle spese sostenute ed calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10 mila euro per lanno 2022 e a 5 mila euro per gli anni 2023 e 2024.

Si ha diritto alla detrazione a condizione che gli interventi di recupero del patrimonio edilizio siano iniziati a partire dal 1 gennaio dellanno precedente a quello dellacquisto dei mobili e dei grandi elettrodomestici. Qualora gli interventi di recupero del patrimonio edilizio siano effettuati nellanno precedente a quello dellacquisto, ovvero siano iniziati nellanno precedente a quello dellacquisto e proseguiti in detto anno, il limite di spesa per lacquisto di mobili e degli elettrodomestici considerato al netto delle spese sostenute nellanno precedente per le quali si fruito della detrazione.

In altre parole significa che: per gli acquisti effettuati nel 2021, necessario che i lavori siano iniziati dal 1gennaio 2020 mentre, se sono iniziati nel 2019, la detrazione non spetta; per gli acquisti effettuati nel 2022, necessario che i lavori siano iniziati dal 1gennaio 2021, mentre se sono iniziati nel 2020, la detrazione non spetta.

Proroga del bonus verde

La legge di Bilancio 2022 proroga fino al 2024 il bonus verde introdotto dalla legge n. 205/2017. Si tratta della detrazione del 36% delle spese per la sistemazione a verde di aree scoperte private, comprese pertinenze, recinzioni, impianti di irrigazione e per la realizzazione di coperture a verde e giardini pensili.

La detrazione del 36% dallimposta lorda delle spese sostenute ha un limite di spesa pari a 5 mila euro annui per unit immobiliare residenziale. Il bonus spetta anche per le spese sostenute per gli interventi sulle parti comuni esterne di edifici condominiali, entro lo stesso limite di 5 mila euro per unit immobiliare ad uso abitativo. In questo caso, la detrazione spetta al singolo condmino nel limite della quota a lui imputabile, a patto che essa sia stata effettivamente versata al condominio.

Danno diritto alla detrazione anche le spese di progettazione connesse agli interventi indicati mentre non spetta per le spese di manutenzione ordinaria periodica dei giardini preesistenti non correlata ad un intervento innovativo come pure per i lavori in economia.

La detrazione del 36% relativa al bonus verde ripartita in dieci quote annuali di pari importo nellanno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.

Proroga del bonus facciate

La legge di Bilancio 2022 estende, fino al 31 dicembre 2022, la detrazione del bonus facciate riducendone la percentuale dal 90 al 60%. Possono beneficiare di questa detrazione anche gli interventi di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A o B ai sensi del decreto del Ministro dei lavori pubblici n. 1444/1968.

Bonus affitto per i giovani

La legge di Bilancio 2022 riconosce, dallanno dimposta 2022, un bonus affitti a favore degli under 31 enni con un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro. Il contratto di locazione deve riguardare ununit immobiliare o parte di essa da destinare ad abitazione.

Linteressato ha diritto ad una detrazione dallimposta lorda di 991,60 euro per i primi 4 anni di durata contrattuale. Se superiore, la detrazione pari al 20% dellammontare del canone di locazione entro il tetto massimo di 2 mila euro di detrazione.

Rispetto alla vecchia disciplina la nuova aumenta da 30 a 31 anni non compiuti il requisito anagrafico per usufruire della detrazione. Come anticipato ammette la possibilit che il contratto di locazione abbia ad oggetto una porzione dellimmobile, ad esempio una stanza. Innalza il periodo di spettanza del beneficio dai primi tre ai primi quattro anni del contratto, purch il conduttore mantenga i requisiti anagrafici e reddituali previsti. Il requisito anagrafico soddisfatto anche se ricorre per una parte del periodo dimposta. Ad esempio, se linteressato compie 31 anni in data 30 giugno 2022 e stipula il contratto di locazione precedentemente a tale data, ha diritto a fruire della detrazione limitatamente al periodo dimposta 2022; qualora, invece, stipuli il contratto di locazione il 30 giugno 2022 o successivamente, non potr fruire della detrazione in parola.

Occorre ricordare che limmobile agevolato deve essere adibito a residenza del locatario. La modifica della legge di Bilancio 2022 prevede una detrazione maggiore pari al valore pi alto tra limporto forfetario di 991,60 euro e il 20% dellammontare del canone, comunque nel limite di 2 mila euro.

Per fruire del beneficio necessario stipulare un contratto di locazione ai sensi della legge n. 431/1998 e che limmobile adibito a residenza del locatario sia diverso dallabitazione principale dei genitori. Confermato il vigente limite di reddito: la detrazione spetta se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro.

Agevolazioni per lo sviluppo dello sport

La legge di Bilancio 2022 prevede diverse misure a favore dello sport. Sul piano fiscale, per gli anni 2022, 2023 e 2024, a vantaggio delle federazioni sportive nazionali riconosciute dal Coni, stabilisce che gli utili derivanti dallesercizio di attivit commerciali non concorrono a formare il reddito imponibile ai fini Ires e il valore della produzione netta ai fini dellIrap.

Lagevolazione ha la finalit di favorire lo svolgimento dellattivit sportiva tenuto conto dei contenuti sociali, educativi e formativi dello sport, con particolare riferimento alla fase post-pandemia.

La misura pu essere fruita a patto che, in ciascun anno, le federazioni sportive destinino almeno il 20% degli utili allo sviluppo delle infrastrutture sportive, dei settori giovanili e della pratica sportiva dei soggetti con disabilit.

La legge di Bilancio 2022 prevede che la disciplina del credito dimposta per le erogazioni liberali in denaro per gli interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche (c.d. bonus sport) si applichi per lanno 2022, limitatamente a favore dei soggetti titolari di reddito dimpresa, nel limite complessivo di 13,2 milioni di euro.

Il credito dimposta, ripartito in tre quote annuali di pari importo, deve essere utilizzato dai soggetti interessati mediante il meccanismo della compensazione.

Proroga delle agevolazioni fiscali per eventi sismici

La legge di Bilancio 2022 proroga al 31 dicembre 2021 le esenzioni ai fini Irpef e Ires previste in relazione ai redditi dei fabbricati, ubicati nei territori delle regioni del centro Italia interessati dagli eventi sismici del 24 agosto 2016, purch distrutti o oggetto di ordinanze di sgombero, in quanto inagibili. I suddetti redditi non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini dellIrpef e dellIres fino alla definitiva ricostruzione e agibilit dei fabbricati stessi e comunque fino allanno dimposta 2021.

Societ di capitali svolgenti attivit di locazione immobiliare in via prevalente non quotate

La legge finanziaria 2007 ha introdotto un regime fiscale agevolato per le societ di investimento immobiliare quotate in borsa (SIIQ), che svolgono in via prevalente lattivit di locazione immobiliare, in base al quale il reddito derivante da tale attivit esente da imposizione, sia ai fini Ires che Irap.

Ai fini dellapplicazione della disciplina opzionale non necessario lesercizio esclusivo dellattivit di locazione immobiliare, in quanto le societ che optano per il regime restano libere di svolgere, seppur in via marginale, altre attivit il cui reddito sar soggetto alle regole di tassazione in capo alla societ, anche ai fini Irap.

La societ di investimento immobiliare non quotata in borsa (SIINQ), invece, una societ per azioni, residente nel territorio dello Stato, non quotata, svolgente attivit prevalente di locazione immobiliare, la quale pu aderire al regime speciale a condizione che sia controllata, dunque anche indirettamente, da una SIIQ e sempre che:

  • il 95% dei diritti di voto nellassemblea ordinaria e il 95% dei diritti di partecipazione agli utili siano detenuti da una o pi SIIQ;
  • la SIINQ partecipi al consolidato fiscale della SIIQ controllante;
  • la SIINQ abbia esercitato lopzione congiunta con la consolidante SIIQ per il regime speciale in questione.

Ci premesso, la legge di Bilancio 2022 estende il potenziale perimetro di esercizio dellopzione congiunta per il regime agevolato. Infatti dispone che: possono esercitare lopzione congiunta le societ di capitali costituite anche nella forma di Sas e di Srl (oltre alle Spa), a condizione che abbiano un capitale sociale non inferiore a 50 mila euro, qualora siano possedute per pi del 50% dei diritti di voto esercitabili nellassemblea ordinaria e pi del 50% dei diritti di partecipazione agli utili da una SIIQ o da una SIINQ; possono esercitare lopzione congiunta le societ di capitali costituite anche nella forma di Sapa e di Srl, a condizione che abbiano un capitale sociale non inferiore a 50 mila euro, qualora siano possedute per almeno il 50% dei diritti di voto esercitabili nellassemblea ordinaria e almeno il 50% dei diritti di partecipazione agli utili da una o pi SIIQ o da una o pi SIINQ, a condizione che la restante percentuale sia detenuta da uno o pi FIA, c.d. immobiliari di cui allart. 12 del regolamento di cui al decreto del Mef 5 marzo 2015 n. 38.

In altre parole la legge di Bilancio 2022 stabilisce che il regime fiscale di favore possa essere esteso, in presenza di opzione congiunta, alle Spa, alle Sapa e alle Srl, con capitale sociale non inferiore a 50 mila euro, non quotate, residenti nel territorio dello Stato, svolgenti anchesse attivit di locazione immobiliare in via prevalente e partecipate nelle percentuali e dai soggetti previsti dalla novella normativa.

Per tutti i soggetti che aderiscono al regime speciale di gruppo resta lobbligo di redigere il bilancio desercizio in conformit ai principi contabili internazionali e di rispettare le disposizioni di cui dai commi 119 a 141 dellarticolo 1 della legge finanziaria 2007.

Estensione a ricercatori e docenti della possibilit di optare per lapplicazione delle agevolazioni fiscali per il rientro dei cervelli

La legge di Bilancio 2022 ha modificato la norma sul rientro dei cervelli.

In particolare dispone che i docenti o ricercatori, che siano stati iscritti allAire o che siano cittadini di Stati membri della Ue, che hanno gi trasferito in Italia la residenza prima dellanno 2020 e che alla data del 31 dicembre 2019 risultino beneficiari degli incentivi per il rientro in Italia di ricercatori residenti allestero, possono optare per lapplicazione delle disposizioni di cui al comma 3-ter dellarticolo 44 del decreto legge n. 78/2010, previo versamento di:

  1. un importo pari al 10% dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia oggetto dellagevolazione Incentivi per il rientro in Italia di ricercatori residenti allestero, relativi al periodo dimposta precedente a quello di esercizio dellopzione, se il soggetto al momento dellesercizio dellopzione stessa ha almeno un figlio minorenne o diventato proprietario di almeno ununit immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti al trasferimento, ovvero ne diviene proprietario entro 18 mesi dalla data di esercizio dellopzione di che trattasi, pena la restituzione del beneficio addizionale fruito senza lapplicazione di sanzioni.;
  2. un importo pari al 5% dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia oggetto dellagevolazione Incentivi per il rientro in Italia di ricercatori residenti allestero, relativi al periodo dimposta precedente a quello di esercizio dellopzione, se il soggetto al momento dellesercizio dellopzione ha almeno tre figli minorenni e diventa o diventato proprietario di almeno ununit immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei 12 mesi precedenti al trasferimento, ovvero ne diviene proprietario entro 18 mesi dalla data di esercizio dellopzione in parola, pena la restituzione del beneficio addizionale fruito senza lapplicazione di sanzioni.

La disposizione in esame introduce anche per docenti e ricercatori rientrati in Italia fino al 2019 la possibilit di optare per lestensione dellambito di applicazione del regime agevolativo a otto, undici o tredici periodi di imposta complessivi, previo versamento di un'imposta forfetaria.

Per beneficiare di tale facolt gli interessati devono essere stati iscritti allAire o, in alternativa, essere cittadini di Paesi membri della Ue; devono aver gi trasferito in Italia la residenza fiscale prima dellanno 2020; devono risultare gi beneficiari, alla data del 31 dicembre 2019, dellagevolazione fiscale per docenti e ricercatori.

Enti sportivi operanti nella Provincia autonoma di Bolzano

La legge di Bilancio 2022 modifica il trattamento fiscale agevolato di redditi diversi di cui allarticolo 67, comma 1, lettera m), primo periodo del Tuir, riguardante, tra laltro, le indennit di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i compensi ai collaboratori tecnici per prestazioni non professionali presso attivit sportive dilettantistiche.

Anche per gli importi erogati dalle Federazioni delle associazioni sportive della Provincia autonoma di Bolzano e dall'Unione delle societ sportive altoatesine operanti prevalentemente nella provincia autonoma di Bolzano, la qualificazione fiscale come redditi diversi subordinata a due condizioni: deve trattarsi di importi non rientranti in altre categorie reddituali e, in particolare, di importi non conseguiti nellesercizio di arti e professioni n in relazione alla qualit di lavoratore dipendente; devono essere corrisposti a fronte di prestazioni riconducibili allesercizio diretto di attivit sportive dilettantistiche.

Nella locuzione esercizio diretto di attivit sportive dilettantistiche sono ricomprese la formazione, la didattica, la preparazione e lassistenza allattivit sportiva dilettantistica.

Le somme che rientrano nellambito applicativo dellart. 67, comma 1, lettera m) del Tuir sono destinatarie del regime di tassazione agevolato.

Dal 1gennaio 2023 entreranno in vigore le modifiche alla disciplina relativa alla tassazione dei redditi di lavoro sportivo.

Limite crediti compensabili

La legge di Bilancio 2022 ha disposto che a decorrere dal 1gennaio 2022, il limite massimo dei crediti di imposta e dei contributi compensabili, ovvero rimborsabili ai soggetti intestatari di conto fiscale, elevato a 2 milioni di euro. Il provvedimento modifica il limite previsto dallarticolo 34, comma 1, primo periodo, della legge n. 388/2000 e ne sancisce la stabilizzazione a regime nella misura di 2 milioni di euro a partire dal 2022.


(Vedi circolare n. 9 del 2022)

Istituzione del codice tributo per lutilizzo del credito dimposta per lacquisto di sistemi di filtraggio acqua potabile
Giovedì, 7 Aprile , 2022

Allo scopo di razionalizzare luso dellacqua e ridurre il consumo di contenitori in plastica la legge di Bilancio 2021 ha istituito un credito dimposta, nella misura del 50% delle spese sostenute tra il 1gennaio 2021 e il 31 dicembre 2023, per lacquisto e linstallazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare finalizzati al miglioramento qualitativo delle acque per il consumo umano erogate da acquedotti.

I soggetti in possesso dei requisiti per accedere al credito dimposta sono tenuti a comunicare allAgenzia delle Entrate, dal 1febbraio al 28 febbraio dellanno successivo a quello di sostenimento delle spese agevolabili, lammontare delle spese ammissibili sostenute nellanno precedente.

Come anticipato ciascun beneficiario ha diritto ad un credito dimposta del 50% delle spese complessive risultanti dallultima comunicazione validamente presentata.

Lammontare massimo del credito dimposta fruibile pari al credito dimposta indicato nella comunicazione validamente presentata moltiplicato per la percentuale resa nota da un provvedimento del direttore dellAgenzia delle Entrate entro il 31 marzo di ciascun anno.

In relazione alle spese sostenute i beneficiari possono utilizzare il credito dimposta in compensazione; per le sole persone fisiche non esercenti attivit d'impresa o di lavoro autonomo valido lutilizzo nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo dimposta di sostenimento delle spese agevolabili.

Ai fini dellutilizzo in compensazione, il mod. F24 presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici delle Entrate, pena il rifiuto delloperazione di versamento. Il credito dimposta utilizzato in compensazione non pu eccedere limporto disponibile, pena lo scarto del modello.

Ciascun beneficiario pu visualizzare il credito dimposta fruibile tramite il proprio cassetto fiscale accessibile dallarea riservata del sito internet dellAgenzia delle Entrate.

Per consentire ai beneficiari lutilizzo in compensazione del credito dimposta in parola, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 17/E del 1aprile 2022, ha istituito il codice tributo 6975 denominato CREDITO DIMPOSTA PER LACQUISTO DI SISTEMI DI FILTRAGGIO ACQUA POTABILE - art. 1, commi da 1087 a 1089, della legge n. 178/2020.


(Vedi risoluzione n. 17 del 2022)

Tenuta della contabilit in forma meccanizzata
Venerdì, 1 Aprile , 2022

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 16/E del 28 marzo 2022, ha fornito chiarimenti sulla tenuta della contabilit in forma meccanizzata dopo la procedura semplificata introdotta dallarticolo 12-octies del decreto legge 30 aprile 2019 n. 34, aggiunto dalla legge di conversione 28 giugno 2019 n. 58.

Il decreto ricorda che i documenti informatici rilevanti ai fini tributari devono possedere le caratteristiche dellimmodificabilit, integrit, autenticit e leggibilit. Vanno inoltre conservati affinch: siano rispettate le norme del codice civile e le disposizioni dellamministrazione digitale e delle relative regole tecniche e le altre norme tributarie concernenti la corretta tenuta della contabilit; siano consentite le funzioni di ricerca e di estrazione delle informazioni dagli archivi informatici, in relazione al cognome, al nome, alla denominazione, al codice fiscale, alla partita Iva, alla data o associazioni logiche di questi ultimi, laddove tali informazioni siano obbligatoriamente previste.

I registri contabili in formato elettronico, ai fini della loro regolarit, non devono essere stampati sino al terzo mese successivo al termine di presentazione della relativa dichiarazione dei redditi, salvo esplicita richiesta da parte degli organi di controllo in sede di accesso, ispezione o verifica. Entro lo stesso periodo vanno posti in conservazione nel rispetto delle norme relative alla conservazione digitale dei documenti.

Volendo fornire un quadro di insieme la risoluzione rimanda alle risposte gi fornite alle istanze dei contribuenti nn. 236 e 346, rispettivamente pubblicate il 9 aprile ed il 17 maggio 2021.

Come disposto dal Codice dellAmministrazione digitale, lecita la tenuta dei registri e delle scritture contabili su supporto informatico in alternativa a quella cartacea che dovr essere limitata, come anticipato, ai casi di accesso, ispezione o verifica degli organi di controllo.

La novit non ha modificato la conservazione delle scritture informatiche, che deve rispettare le prescrizioni del decreto del 17 giugno 2014 del Mef.

La corretta tenuta di registri e scritture contabili su supporto informatico si considera conclusa solo dopo lapposizione di un riferimento temporale opponibile a terzi sul pacchetto di archiviazione.

Il contribuente ha a disposizione tre mesi di tempo dal termine di presentazione delle relative dichiarazioni annuali per concludere correttamente il processo di conservazione. I tre mesi raddoppiano e diventano sei con riferimento al periodo dimposta in corso al 31 dicembre 2019 come previsto dallarticolo 5, comma 16, del decreto legge n. 41/2021 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 69 del 21 maggio 2021.


(Vedi risoluzione n. 16 del 2022)

Principali novit in materia di imposta di registro, Iva e Irap contenute nel decreto Milleproroghe 2022
Venerdì, 1 Aprile , 2022

PREMESSA

Con la circolare n. 8/E del 29 marzo 2022 lAgenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alle disposizioni relative allimposta di registro, Iva e Irap introdotte dal decreto Milleproroghe 2022, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 15 del 25 febbraio 2022.

Il documento di prassi amministrativa dedica il primo paragrafo alla sospensione dei termini per lapplicazione dellagevolazione prima casa. Il secondo invece riservato alla proroga dei versamenti per i soggetti che svolgono attivit di allevamento avicunicolo o suinicolo nelle aree soggette a restrizioni sanitarie a causa di influenza aviaria e peste suina africana. Il terzo ed ultimo paragrafo concerne la proroga del termine per versare lIrap non corrisposta a causa dellerrata applicazione dellesonero introdotto dal decreto Rilancio.

SOSPENSIONE DEI TERMINI AGEVOLAZIONE PRIMA CASA

La conversione in legge del decreto Milleproroghe 2022, ha prorogato, dal 31 dicembre 2021 al 31 marzo 2022, i termini di scadenza in merito agli adempimenti da effettuare per non perdere lagevolazione prima casa ottenuta in sede di rogito notarile.

Lagevolazione concerne lapplicazione dellimposta agevolata al 2% alla compravendita dell immobile da destinare ad abitazione principale. La sospensione dei termini introdotta dalla legge n. 15/2022 investe anche i mesi di gennaio e febbraio 2022 che erano rimasti fuori dalle proroghe.

Per la pandemia da Covid-19 il legislatore aveva, dapprima con il decreto Liquidit, proceduto alla sospensione dei termini per 313 giorni, ossia dal 23 febbraio al 31 dicembre 2020. Successivamente con il decreto Milleproroghe 2021, convertito nella legge n. 21/2021, la scadenza del 31 dicembre 2020 slittata al 31 dicembre 2021. Come gi anticipato, il decreto legge n. 228/2021 ha prorogato la scadenza del 31 dicembre 2021 al 31 marzo 2022. Tuttavia questultimo provvedimento entrato in vigore lo scorso 1marzo, lasciando scoperti i due mesi di gennaio e febbraio.

Con la circolare in parola lAgenzia delle Entrate ha parificato tutti i contribuenti facendo in modo che tutti possano beneficiare dellagevolazione, anche coloro che ritenendo decaduto il beneficio prima casa per decorso dei termini decadenziali abbiano versato maggiori somme a titolo di imposta, interessi e sanzioni. Questi contribuenti hanno pertanto diritto al rimborso.

Parlando di benefici prima casa ci siamo soffermati sulla sospensione dei termini agevolativi, ossia sul periodo in base al quale il contribuente chiamato a compiere le attivit che sono subordinate al mantenimento del bonus. Per fare un esempio, ogni contribuente tenuto a trasferire la residenza nel comune in cui ubicata labitazione oggetto di atto traslativo agevolato entro 18 mesi dal rogito.

PROROGA DEI VERSAMENTI PER I SOGGETTI CHE ESERCITANO ATTIVITA DI ALLEVAMENTO AVICUNICOLO E SUINICOLO NELLE AREE SOGGETTE A RESTRIZIONI SANITARIE

Per alcune categorie di allevatori la legge n. 15/2022, avente decorrenza dal 1marzo 2022, prevede la proroga, fino al 31 luglio 2022, dei versamenti relativi alle ritenute alla fonte, alle trattenute riguardanti laddizionale regionale e comunale allIrpef effettuate dai sostituti dimposta, nonch dei versamenti Iva, le cui scadenze ordinarie cadono nel periodo 1gennaio - 30 giugno 2022.

La finalit della legge quella di sostenere le attivit economiche colpite dalle recenti emergenze sanitarie, prevedendo il rinvio di alcune scadenze fiscali per le imprese che operano in aree soggette a particolari restrizioni.

Beneficiano della proroga gli esercenti attivit di allevamento avicunicolo e suinicolo che alla data di inizio del periodo di proroga dei termini, ossia al 1gennaio 2022, hanno la sede operativa in uno dei comuni rientranti nelle aree assoggettate a particolari restrizioni da ordinanze o disposizioni delle autorit competenti a seguito della verifica di casi di peste suina africana o di influenza aviaria.

Non beneficiano dellagevolazione in commento coloro che, alla data del 1gennaio 2022, avevano sede operativa in un comune in cui era cessata lefficacia delle restrizioni dovute allemergenza.

La proroga trova applicazione anche qualora le restrizioni vengono disposte dalle autorit competenti in data successiva al 1gennaio 2022, ma solamente con riferimento ai versamenti che scadono nel periodo compreso tra la data di decorrenza delle restrizioni sanitarie e il 30 giugno 2022.

In merito allambito soggettivo di applicazione della norma la circolare ritiene che rientrano tra i soggetti che svolgono attivit di allevamento avicunicolo o suinicolo coloro che, indipendentemente dalla forma giuridica adottata, esercitano lattivit in via non marginale rispetto allattivit complessivamente svolta. A tal fine, per il riscontro del requisito della non marginalit, pu farsi riferimento al volume daffari del periodo dimposta precedente a quello in cui sono state emanati lordinanza o il dispositivo che hanno dichiarato le restrizioni. In particolare, le attivit di allevamento avicunicolo o suinicolo possono considerarsi non marginali nellipotesi in cui abbiano generato un volume daffari non inferiore al 10% di quello complessivo.

Come gi detto lagevolazione ha ad oggetto la proroga dei termini di versamento di adempimenti, come quelli citati, in un arco temporale pi ampio. Non beneficiano della proroga i versamenti dovuti a seguito di atti emessi dallAgenzia delle Entrate o dallAgenzia delle Entrate-Riscossione come pure i versamenti delle somme da ravvedimento operato nel periodo dal 1gennaio al 30 giugno 2022.

Pur non essendo espressamente previsto, atteso che si tratta di una proroga del termine per leffettuazione dei versamenti, la cui scadenza normativamente fissata al 31 luglio 2022, si ritiene che in relazione a tali versamenti non sono dovuti interessi fino a tale data.

Gli eventuali versamenti gi effettuati nei mesi di gennaio e febbraio 2022, ossia prima della data di decorrenza della disposizione, non potranno essere oggetto di rimborso.

PROROGA DEL TERMINE PER VERSARE LIRAP NON CORRISPOSTA PER ERRATA APPLICAZIONE DELLESONERO PREVISTO DAL DECRETO RILANCIO

Il decreto Milleproroghe 2022 intervenuto sul decreto Agosto, posticipando dal 31 gennaio 2022 al 30 giugno 2022 il termine entro cui pagare, senza applicazione di sanzioni e interessi, il saldo Irap 2019 e il primo acconto Irap 2020, non versati a causa dellerrata applicazione delle misure di esonero contenute nel decreto Rilancio, in relazione alla determinazione dei limiti e delle condizioni previsti dalla comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno delleconomia nellattuale emergenza del Covid-19 (c.d. Temporary Framework).

Il legislatore, con lart. 24 del decreto Rilancio, aveva previsto che i soggetti con un volume di ricavi non superiori a 250 milioni di euro nel periodo dimposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del medesimo decreto Rilancio, nonch i lavoratori autonomi con un corrispondente volume di compensi, non fossero tenuti al versamento:

  • del saldo dellIrap relativo al periodo dimposta in corso al 31 dicembre 2019;
  • della prima rata dellacconto Irap dovuto per il periodo dimposta successivo.

Il citato decreto Agosto ha riconosciuto la possibilit di procedere, entro il 30 novembre 2020, al pagamento, senza applicazione di sanzioni e interessi, dellIrap non versata a causa dellerrata applicazione delle previsioni di esonero contenute nel decreto Rilancio. Tale termine stato prorogato pi volte. Lultimo rinvio stato operato dal decreto Milleproroghe 2022 che ha fissato al 30 giugno 2022 il termine per il saldo Irap 2019 e per il primo acconto 2020.

Con il decreto dell11 dicembre 2021 il Mef ha stabilito le modalit di attuazione ai fini della verifica del rispetto dei limiti e delle condizioni previste dalle Sezioni 3.1 e 3.12 della comunicazione della Commissione europea, entro la quale possibile beneficiare dellaiuto.

Il Direttore dellAgenzia delle Entrate, con un provvedimento in corso di emanazione, individuer termini, modalit e contenuto dellautodichiarazione con la quale il beneficiario degli aiuti di Stato dovr attestare che limporto complessivo degli aiuti fruiti non supera i massimali di legge.


(Vedi circolare n. 8 del 2022)

Modalit e termini per la rettifica della rendita catastale proposta e relative annotazioni negli atti del catasto - efficacia e applicabilit della rendita attribuita
Giovedì, 24 Marzo , 2022

PREMESSA

LAgenzia delle Entrate, con la circolare n. 7/E del 17 marzo 2022, ha fornito alcuni chiarimenti sia per quanto concerne la natura del termine di dodici mesi previsto dal decreto del Mef n. 701/1994 per la determinazione della rendita catastale definitiva, sia sullambito applicativo della disposizione di cui allart. 74 della Legge n. 342/2000, relativo allefficacia della notifica degli atti attributivi o modificativi delle rendite catastali.

Il documento di prassi amministrativa si occupa, in particolare, della gestione del procedimento di verifica della rendita proposta ai sensi del decreto ministeriale citato.

Quadro normativo di riferimento e prassi

Il decreto del Mef n. 701/1994 ha introdotto la procedura informatica denominata DOCFA che consente al contribuente di formulare una proposta di rendita per le unit immobiliari oggetto di dichiarazione in catasto fabbricati. La procedura permette, naturalmente, anche laggiornamento della banca dati catastale con il classamento e la relativa rendita.

Il dichiarante che ha la titolarit del bene propone liscrizione in catasto con lattribuzione della categoria, classe e relativa rendita catastale. Si tratta di una rendita proposta fino a quando lufficio non provvede con mezzi di accertamento informatici o tradizionali, anche a campione, comunque entro dodici mesi dalla data di presentazione alla determinazione della rendita catastale definitiva.

Il Dipartimento del Territorio, con le circolari n. 189/T del 1996 e n. 83/T del 1999, ha fornito istruzioni in merito alle norme di semplificazione delle attivit correlate allaccertamento del valore fiscale ai fini delle diverse imposte. I documenti pi recenti risalgono al 2005 e al 2012.

In tema di efficacia della rendita iscritta negli atti catastali, lart. 74 della legge n. 342/2000 stabilisce che dal 1gennaio 2000 gli atti attributivi o modificativi delle rendite catastali di terreni e fabbricati sono efficaci a decorrere dalla loro notificazione, a cura dellufficio competente per territorio, ai soggetti intestatari della partita. Dallavvenuta notificazione decorre il termine di cui allart. 21 Dlgs n. 546/1992 per proporre ricorso.

Modalit e termini per la rettifica della rendita catastale proposta. Orientamenti giurisprudenziali di legittimit

Il termine di dodici mesi per la determinazione della rendita catastale definitiva non ha natura perentoria e non stabilito a pena di decadenza. Lo dice la Suprema corte nella sentenza n. 34246/2019.

I giudici del Palazzaccio chiariscono che in tema di catasto dei fabbricati lintroduzione della procedura DOCFA consente al dichiarante di proporre la rendita dellimmobile. Tale procedura serve a rendere pi rapida la formazione del catasto o il suo aggiornamento attribuendo alla dichiarazione presentata la funzione di rendita proposta fino a quando lufficio non provveda alla determinazione della rendita definitiva. Il termine di un anno assegnato allufficio, dunque, non ha natura perentoria con conseguente decadenza dellamministrazione dal potere di rettifica ma meramente ordinatoria.

La Corte di cassazione ribadisce che il decorso del termine di un anno per la determinazione della rendita catastale definitiva, non comporta la decadenza per lamministrazione dal potere di verifica. Se lamministrazione non provvede a definire la rendita del bene, valgono le dichiarazioni presentate dal contribuente, fino a quando lufficio non proceda alla determinazione della rendita definitiva.

Notifica atti attributivi o modificativi delle rendite catastali. Orientamenti giurisprudenziali di legittimit

Lart. 74 della legge n. 342/2000 al paragrafo 1 ha stabilito che dal 1gennaio 2000 gli atti attributivi o modificativi delle rendite catastali per terreni e fabbricati sono efficaci a decorrere dalla loro notificazione ai soggetti intestatari.

In merito si posto il dubbio sullutilizzabilit, a fini impositivi, della rendita attribuita o modificata con riferimento ai periodi anteriori alla notifica del relativo atto attributivo o modificativo.

In merito la Cassazione ha chiarito che lespressione contenuta nellart. 74 secondo cui gli atti sono efficaci solo a decorrere dalla loro notificazione, va intesa nel senso che la notifica degli atti attributivi soltanto condizione della loro efficacia: laggettivo efficacia non intende conferire volont legislativa di attribuire alla notifica del provvedimento attributivo della rendita una forza costitutiva.

Linciso solo a decorrere dalla loro notificazione indica limpossibilit giuridica di utilizzare una rendita se non notificata ma non esclude la utilizzabilit della rendita (una volta) notificata a fini impositivi anche per annualit dimposta sospese o suscettibili di accertamento e/o liquidazione e/o rimborso.

Lart. 74 va dunque interpretato nel senso che dalla notifica decorre il termine per limpugnazione dellatto attributivo o modificativo, ma ci non esclude lapplicabilit della rendita anche al periodo precedente, stante la natura dichiarativa e non costitutiva dellatto attributivo della rendita.

Le annotazioni iscritte negli atti catastali relativamente allart. 1, comma 3, del D.M. 701/1994

Alla luce dei pronunciamenti della Cassazione e dei chiarimenti formulati in merito alla natura del termine e dellefficacia e utilizzabilit delle rendite catastali, la circolare precisa che le procedure di gestione delle dichiarazioni Docfa saranno adeguate a quanto previsto dal presente documento, al fine di consentire linserimento, negli atti informatizzati, di specifiche locuzioni in relazione alle fattispecie ricorrenti.


(Vedi circolare n. 7 del 2022)

Istituzione del codice tributo per lutilizzo del credito dimposta a favore delle imprese energivore
Giovedì, 24 Marzo , 2022

Il decreto legge n. 4/2022 prevede il riconoscimento a favore delle imprese ad alto consumo di energia elettrica di un contributo straordinario sotto forma di credito dimposta, nella misura del 20% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2022.

Il credito dimposta in parola utilizzabile esclusivamente in compensazione, mediante modello F24.

Per consentire lutilizzo in compensazione di questo credito dimposta, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 13/E del 21 marzo 2022, ha istituito il codice tributo 6960 denominato credito dimposta a favore delle imprese energivore (primo trimestre 2022) - art. 15 del decreto legge 27 gennaio 2022 n. 4.


(Vedi risoluzione n. 13 del 2022)

Istituzione dei codici tributo per la restituzione spontanea del contributo a fondo perduto non spettante di cui allart. 9-quater del Dl Ristori
Giovedì, 24 Marzo , 2022

Il Decreto legge Ristori ha previsto, per lanno 2021, il riconoscimento di un contributo a fondo perduto a favore del locatore di immobile ad uso abitativo, ubicato in un comune ad alta tensione abitativa, che riduca il canone del contratto di locazione in essere alla data del 29 ottobre 2020 del locatario per il quale limmobile costituisca labitazione principale. Tale contributo arriva al 50% della riduzione del canone, entro il limite massimo annuo di 1.200 euro per singolo locatore.

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 14/E del 21 marzo 2022, ha istituito i codici tributo per consentire la restituzione spontanea del contributo a fondo perduto non spettante e per il versamento di sanzioni ed interessi tramite il mod. F24 Versamenti con elementi identificativi (c.d. F24 ELIDE).

I nuovi codici tributo sono: 8143 denominato Contributo a fondo perduto per riduzione del canone di locazione - Restituzione spontanea - CAPITALE - art. 9-quater, comma 1, Dl n. 137/2020; 8144 denominato Contributo a fondo per riduzione del canone di locazione - Restituzione spontanea - INTERESSI - art. 9-quater, comma 1, Dl n. 137/2020; 8145 denominato Contributo a fondo perduto per riduzione del canone di locazione - Restituzione spontanea - SANZIONE - art. 9-quater, comma 1, Dl n. 137/2020.


(Vedi risoluzione n. 14 del 2022)

Istituzione del codice tributo per lutilizzo del credito dimposta in favore dei titolari di impianti pubblicitari destinati allaffissione di manifesti e ad analoghe installazioni pubblicitarie commerciali
Giovedì, 24 Marzo , 2022

Il decreto legge Sostegni-bis, allarticolo 67-bis, ha previsto il riconoscimento di un credito dimposta in favore dei titolari di impianti pubblicitari privati o concessi a soggetti privati, destinati allaffissione di manifesti e ad analoghe installazioni pubblicitarie di natura commerciale, anche attraverso pannelli luminosi o proiezioni di immagini.

I soggetti in possesso dei requisiti per accedere al credito dimposta in parola sono tenuti a comunicare allAgenzia delle Entrate limporto dovuto per lanno 2021 a titolo di canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione tributaria, per la diffusione di messaggi pubblicitari per un periodo non superiore a sei mesi. A tal fine deve essere preso in considerazione il canone in concreto versato dal contribuente.

Lammontare massimo del credito dimposta fruibile pari allimporto del canone risultante dallultima comunicazione presentata, in assenza di successiva rinuncia, moltiplicato per la percentuale resa nota dallAgenzia delle Entrate.

Il credito dimposta utilizzabile esclusivamente in compensazione a partire dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento che rende nota la percentuale.

Ai fini dellutilizzo in compensazione, il mod. F24 presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici delle Entrate, pena il rifiuto delloperazione di versamento. Il credito dimposta utilizzato in compensazione non pu eccedere limporto disponibile, tenuto conto delle fruizioni gi avvenute o in corso, pena lo scarto del mod. F24.

Con il provvedimento del 18 marzo 2022 il Direttore dellAgenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha determinato la percentuale di fruizione del credito dimposta che pari al 100%.

Ciascun beneficiario pu visualizzare lammontare del credito dimposta fruibile tramite il proprio cassetto fiscale.

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 15/E del 22 marzo 2022, ha istituito il codice tributo per consentire ai beneficiari di utilizzare in compensazione il credito dimposta in parola. Il nuovo codice tributo il seguente: 6973 denominato CREDITO DIMPOSTA IMPIANTI PUBBLICITARI - art. 67-bis Dl n. 73/2021.


(Vedi risoluzione n. 15 del 2022)

Istituzione del codice tributo per lutilizzo del credito dimposta a favore delle farmacie per lacquisto e il noleggio di apparecchiature di telemedicina
Giovedì, 17 Marzo , 2022

Il decreto legge n. 137 del 28 ottobre 2020 (meglio noto come decreto Ristori) ha previsto il riconoscimento, a favore delle farmacie, di un contributo sotto forma di credito dimposta nella misura del 50%, utilizzabile esclusivamente in compensazione, per lacquisto e il noleggio, nellanno 2021, di apparecchiature necessarie per le prestazioni di telemedicina.

Ai fini dellutilizzo in compensazione del credito dimposta in parola, il modello F24 va presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici dellAgenzia delle Entrate, pena il rifiuto delloperazione di versamento, a decorrere dal giorno 15 del mese successivo a quello in cui stata data comunicazione al beneficiario del riconoscimento del credito da parte del ministero della Salute.

Per consentire lutilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito dimposta di cui trattasi, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 11/E del 14 marzo 2022 ha istituito il codice tributo 6959 denominato Credito dimposta a favore delle farmacie per favorire laccesso a prestazioni di telemedicina nei piccoli centri - art. 19-septies del decreto legge n. 137/2020.

Il Ministero della Salute trasmette allAgenzia delle Entrate, entro il giorno 5 di ciascun mese e con modalit telematiche, lelenco dei soggetti che nel mese precedente sono stati ammessi a fruire dellagevolazione e limporto del credito dimposta concesso, nonch le eventuali variazioni e revoche.

In fase di elaborazione dei mod. F24 presentati lAgenzia delle Entrate verificher che i contribuenti che hanno presentato i modelli siano gli stessi presenti nellelenco dei beneficiari e che lammontare del credito dimposta utilizzato in compensazione non ecceda limporto indicato in tale elenco, pena lo scarto del modello F24.

Lammontare del credito dimposta utilizzabile in compensazione pu essere consultato dai beneficiari accedendo al cassetto fiscale attraverso i servizi telematici messi a disposizione dallAgenzia delle Entrate.


(Vedi risoluzione n. 11 del 2022)

Istituzione dei codici tributo per lutilizzo dei crediti relativi alle detrazioni cedute e agli sconti praticati ai sensi dellart. 121 del decreto legge Rilancio
Giovedì, 17 Marzo , 2022

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 12/E del 14 marzo 2022, ha istituito i codici tributo per lutilizzo in compensazione, tramite il modello F24, dei crediti relativi alle detrazioni cedute e agli sconti in fattura praticati.

Lo sconto sul corrispettivo dovuto o la cessione di un credito dimposta di pari ammontare possono essere esercitate in relazione alle spese sostenute per interventi di: recupero del patrimonio edilizio; efficienza energetica (ecobonus e superbonus); adozione di misure antisismiche (sismabonus e superbonus); installazione di impianti fotovoltaici; installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici; superamento ed eliminazione di barriere architettoniche.

Si rimanda alla risoluzione per lindividuazione dei singoli codici tributo. I crediti cedibili o utilizzabili in compensazione sono quelli risultanti dalle comunicazioni di esercizio delle opzioni di cui allart. 121 del decreto Rilancio, inviate allAgenzia delle Entrate nelle modalit e nei termini previsti.

Affinch i crediti possano essere utilizzati in compensazione, oppure ulteriormente ceduti, necessario che il fornitore o il cessionario confermino lesercizio dellopzione, utilizzando la Piattaforma cessione crediti disponibile nellarea riservata delle Entrate.

Attraverso questa Piattaforma, in alternativa allutilizzo in compensazione tramite mod. F24, i fornitori e i cessionari possono cedere i crediti ad altri soggetti.

In fase di elaborazione dei modelli F24 ricevuti, sulla base dei dati risultanti dalle comunicazioni delle opzioni e dalle eventuali successive cessioni, lAgenzia delle Entrate effettua controlli automatizzati allo scopo di verificare che lammontare dei crediti utilizzati in compensazione da ciascun soggetto non ecceda limporto della quota disponibile per ciascuna annualit, pena lo scarto del modello F24.


(Vedi risoluzione n. 12 del 2022)

Chiarimenti in merito alle discipline della rivalutazione e del riallineamento di cui allart. 110 del decreto Agosto e della rivalutazione per i settori alberghiero e termale di cui allart. 6-bis del decreto Liquidit
Venerdì, 11 Marzo , 2022

Con la circolare n. 6/E del 1marzo 2022 lAgenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito al regime fiscale della rivalutazione e del riallineamento contenuto nellarticolo 110 del decreto legge Agosto (Dl n. 104/2020), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 126/2020.

Alla luce delle criticit segnalate dai contribuenti, dagli ordini professionali e dalle associazioni di categoria nelle istanze di interpello, il documento di prassi amministrativa interviene utilizzando lo schema della domanda-risposta.

La parte prima della circolare dedicata ai profili sostanziali. La parte seconda contiene, invece, specifici chiarimenti in ordine alla disciplina della rivalutazione dei beni prevista per i settori alberghiero e termale. La parte terza verte sugli aspetti procedurali.

Tenuto conto che la disciplina prevista dal citato articolo 110 rinvia a previsioni gi presenti nei precedenti regimi di rivalutazione e riallineamento, si applicano, in quanto compatibili, i chiarimenti forniti nei diversi documenti di prassi come la circolare n. 14/E/2017 che, a sua volta, rimanda alle circolari n. 18/E/2006, n. 11/E/2009 e n. 13/E/2014.

Rispetto alla bozza diffusa lo scorso novembre il documento presenta diverse novit ed integrazioni a riprova della complessit dei temi trattati. E proprio in considerazione di questa complessit lAgenzia rassicura che non saranno previste sanzioni per gli errori commessi sulla disciplina delle rivalutazioni e dei riallineamenti.

La rassicurazione del direttore Ruffini motivata anche dal fatto che la circolare arrivata fuori tempo massimo per presentare le dichiarazioni integrative emendative. Il 28 febbraio scaduto, infatti, il termine di invio delle dichiarazioni. Il documento precisa che gli uffici valuteranno caso per caso la non applicabilit delle sanzioni qualora riscontrino condizioni di obiettiva incertezza in relazione a comportamenti difformi eventualmente adottati dai contribuenti anteriormente alla pubblicazione della presente circolare.

LAgenzia, nel suo documento dedicato alle discipline della rivalutazione e del riallineamento, tiene conto delle novit contenute nella legge di Bilancio 2022 e precisa che in considerazione dei rilevanti impatti sulle decisioni di investimento delle imprese, in via opzionale, consente agli interessati di revocare, anche parzialmente, lapplicazione della disciplina dellarticolo 110 del decreto Agosto, esercitando il diritto alla restituzione delle imposte sostitutive versate secondo modalit e termini che saranno resi noti con un provvedimento del Direttore dellAgenzia delle Entrate in corso di predisposizione.

Rispetto alla bozza il documento di prassi cambia orientamento in merito alla base imponibile per lapplicazione dellimposta sostitutiva del 10% ai fini dellaffrancamento della riserva in sospensione dimposta. La circolare prende atto che la Corte di cassazione ha pi volte affermato che la base imponibile costituita dallimporto della riserva iscritto in bilancio, al netto della sostitutiva pagata per la rivalutazione o il riallineamento. Chi, dunque, avesse versato pi del dovuto ha la facolt di richiedere il rimborso.

In merito al trattamento della riserva in sospensione dimposta, in caso di operazioni straordinarie, la circolare riconosce che, contrariamente al passato, il regime di riserva tassabile solo in caso di distribuzione non pu determinare limponibilit di una riserva che non deve per forza essere ricostituita, a condizione che, nel caso specifico non sia possibile ipotizzare una attribuzione ai soci.

Il corposodocumento precisa, tra laltro, che la rivalutazione di un bene applicabile anche nellipotesi di societ che hanno sottoscritto un accordo di ristrutturazione dei debiti. Non invece rivalutabile il bene riscattato dal leasing nellesercizio 2020 ancorch il termine per il riscatto fosse stato fissato nellesercizio 2019. Impossibile la rivalutazione di una porzione di un bene immobile identificato al Catasto come unico bene.

Particolarmente interessante il chiarimento in merito all'impossibilit di rivalutare un bene iscritto nel bilancio della societ incorporante nel corso dellesercizio 2020 a seguito della fusione il cui valore era gi stato oggetto di incremento mediante lutilizzo del disavanzo da annullamento. Per le Entrate il bene non sarebbe rivalutabile dalla incorporante in quanto nel bilancio di riferimento relativo allesercizio chiuso il 3 dicembre 2020 non sarebbe stata iscritta alcuna riserva di rivalutazione n incrementato il proprio capitale sociale in contropartita dei maggiori valori degli asset iscritti in bilancio. Questi ultimi risulterebbero accresciuti solo in conseguenza dellimputazione del disavanzo di fusione e, pi in generale, della contabilizzazione delloperazione straordinaria.

Alla societ incorporante non sar consentito neanche di accedere al regime del riallineamento con riferimento ai valori relativi ai beni iscritti per effetto dellimputazione del disavanzo di fusione.

Come anticipato, la parte seconda della circolare contiene specifici chiarimenti in ordine alla disciplina della rivalutazione dei beni prevista per i settori alberghiero e termale. La rivalutazione gratuita dei soggetti operanti in questi settori riconosciuta a prescindere dal tipo di attivit e investe il proprietario dellimmobile destinato a struttura alberghiera concesso in locazione ad un soggetto operante nel settore. LAgenzia spiega che i maggiori valori rivalutati possono essere ammortizzati gi a decorrere dal periodo dimposta chiuso al 31 dicembre 2020.


(Vedi circolare n. 6 del 2022)

Ulteriori chiarimenti in merito alla Stp esercente attivit di assistenza fiscale
Venerdì, 11 Marzo , 2022

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 10/E del 4 marzo 2022, ha stabilito che i soci di S.t.p. (Societ tra professionisti) che risultano validamente costituite ed iscritte nel registro delle imprese e nel relativo ordine professionale, possono rilasciare il visto di conformit anche quando la maggioranza del capitale sociale non detenuta da professionisti iscritti agli albi. Ci, a condizione che i soci certificatori detengano il controllo dei diritti di voto della S.t.p. come disposto nei patti parasociali.

Tale assetto societario delle S.t.p. risulta in linea con le disposizioni normative che regolano la disciplina e garantisce il presidio della qualificazione professionale e della fede pubblica della S.t.p.

Pertanto, devono ritenersi superate le indicazioni di prassi contenute nella risoluzione n. 23/E/2016 in base alle quali, equiparando di fatto la S.t.p. alle societ di servizi, si riteneva necessario che, per liscrizione del socio professionista di una S.t.p. nellelenco dei soggetti abilitati al visto di conformit, i soci professionisti dovessero costituire la maggioranza e detenere la maggioranza del capitale sociale della S.t.p..

Il chiarimento era doveroso in quanto secondo le precedenti indicazioni sui requisiti necessari per lapposizione del visto di conformit da parte dei professionisti soci di una S.t.p. la risoluzione n. 23/E citata sosteneva che il numero dei soci professionisti e la partecipazione al capitale sociale degli stessi dovesse essere tale da determinare la maggioranza di ⅔ nelle deliberazioni o decisioni dei soci.

LAgenzia, alla luce dellintervento normativo contenuto nella legge di Stabilit 2012 e tenuto conto dellinformativa adottata dal Cndcec, ritiene possibile linserimento nellelenco dei soggetti abilitati al visto di conformit anche ai professionisti soci di S.t.p. validamente costituite, anche quando la maggioranza del capitale sociale non detenuta da professionisti iscritti nei relativi albi, purch tali soci detengano il controllo dei diritti di voto della S.t.p..


(Vedi risoluzione n. 10 del 2022)

Principali novit in materia Iva contenute nel Dl fisco-lavoro convertito nella legge n. 215/2021
Sabato, 5 Marzo , 2022

PREMESSA

LAgenzia delle Entrate, con la circolare n. 5/E del 25 febbraio 2022, fornisce chiarimenti in merito alle disposizioni relative allIva introdotte dal decreto legge fisco-lavoro (Dl n. 146/2021), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 215/2021.

Le previsioni normative in commento sono suddivise sulla base del contenuto che le caratterizza e la relativa disciplina Iva esaminata nellambito dei corrispondenti paragrafi, ossia:

  1. operazioni nei confronti di organismi della Ue per rispondere al Covid-19;
  2. operazioni effettuate da enti associativi;
  3. servizi di trasporto internazionale effettuati da subvettori.

NON IMPONIBILITA DELLE CESSIONI DEI CD. BENI ANTI-COVID E CONNESSE PRESTAZIONI DI SERVIZI A ORGANISMI UE

Al fine di recepire la direttiva comunitaria 2021/1159 il legislatore, con il decreto legge fisco-lavoro, ha apportato modifiche al Dpr n. 633/1972. La direttiva modifica la precedente 2006/112/CE per fronteggiare le misure varate a causa della pandemia e fornire un maggior supporto fiscale nellacquisto di beni o servizi effettuato dalla Commissione europea o da unagenzia o un organismo al fine di rispondere alla pandemia da Covid-19. Lagevolazione ha unapplicazione retroattiva e scatta a partire dalle operazioni effettuate dal 1gennaio 2021.

Dunque, fra le operazioni non imponibili ai fini Iva trovano posto le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti della Commissione europea o di unagenzia o organismo, qualora questi organi acquistino beni e servizi al fine di contrastare la pandemia.

Per espressa previsione di legge, invece, i predetti beni e servizi sono imponibili laddove utilizzati, immediatamente o in seguito, dalla Commissione o dagli altri organi specificati per ulteriori cessioni o prestazioni a titolo oneroso.

Come anticipato, il nuovo regime di non imponibilit si applica alle operazioni compiute dal 1gennaio 2021, quindi, retroattivamente.

Per le operazioni assoggettate ad Iva prima del 21 dicembre 2021 i soggetti fornitori potranno emettere note di variazione in diminuzione dellimposta a suo tempo addebitata con riferimento alle forniture di beni e servizi per le quali siano a conoscenza della destinazione duso. Il comma 2 dellarticolo 26 del Dpr n. 633/1972 consente di portare in detrazione limposta corrispondente alla variazione.

Laddove il fornitore sia a conoscenza della destinazione dei beni e servizi alle finalit previste dalla norma in commento:

  • la data entro cui emettere la nota di variazione in diminuzione deve essere individuata nel termine per la presentazione della dichiarazione Iva relativa al 2021, ossia entro il 2 maggio 2022;
  • la data entro cui esercitare il diritto alla detrazione, invece, deve essere individuata nella data della liquidazione periodica Iva relativa al mese o trimestre in cui la nota viene emessa o, al pi tardi, in sede di dichiarazione Iva relativa allanno di emissione della nota.

Se la nota emessa nel periodo 1gennaio - 2 maggio 2022, la detrazione pu essere operata nellambito della liquidazione periodica Iva relativa al mese o trimestre in cui la nota viene emessa, ovvero direttamente in sede di dichiarazione annuale relativa allanno 2022.

Stante leccezionalit della fattispecie - avente ad oggetto operazioni regolarmente fatturate con Iva, ma divenute retroattivamente non imponibili per espressa previsione normativa - si ritiene che il fornitore possa emettere ununica nota cumulativa per ciascun cessionario/committente individuato dalla norma, che richiami le singole fatture alle quali si riferisce e le relative somme.

La nota di variazione pu essere redatta anche in modalit semplificate, ma qualora il cedente/prestatore non riuscisse comunque ad operare la variazione in diminuzione entro il termine del 2 maggio 2022, il recupero dellimposta consentito secondo le istruzioni fornite con la circolare n. 20/E/2021 secondo cui, una volta spirati i termini per lemissione della nota di variazione, nellimpossibilit di presentare una dichiarazione integrativa Iva a favore, per recuperare limposta a suo tempo versata, il contribuente, in presenza dei presupposti applicativi, potr avvalersi dellart. 30-ter del Dpr n. 633/1972.

MODIFICHE ALLA DISCIPLINA IVA DEGLI ENTI ASSOCIATIVI

In sede di conversione in legge del decreto fiscale il legislatore ha modificato la disciplina dellIva, con particolare riferimento alla rilevanza delle operazioni effettuate da taluni enti non commerciali di tipo associativo.

La legge di Bilancio 2022 ha tuttavia posticipato lentrata in vigore delle nuove disposizioni che trovano applicazione solo per le operazioni effettuate dal 1gennaio 2024.

Larticolo 5, comma 15-quater, del decreto ha modificato gli articoli 4 e 10 del Dpr n. 633/1972 riguardanti, rispettivamente, le operazioni che si considerano effettuate nellesercizio dimpresa, rilevante ai fini Iva, e le operazioni esenti dallimposta.

In particolare il legislatore ha disposto che le prestazioni rese dagli enti non commerciali a carattere associativo possono beneficiare dellesenzione dal regime Iva a condizione che gli stessi possiedano specifici requisiti soggettivi. Il riferimento attiene allassenza di finalit lucrative dellente. Lesenzione vale anche per le prestazioni di servizi connesse con la pratica dello sport rese da associazioni sportive dilettantistiche come pure la somministrazione di alimenti e bevande nei confronti di indigenti da parte delle associazioni di promozione sociale.

Restano fuori campo Iva le operazioni svolte da associazioni di promozione sociale e organizzazioni di volontariato con ricavi annui fino a 65 mila euro.

Qualora, al 1gennaio 2024 le disposizioni del codice del Terzo settore riguardanti il trattamento fiscale di organizzazioni di volontariato (Odv) e associazioni di promozione sociale (Aps) non abbiano ancora trovato applicazione, a partire da tale data le Odv e le Aps che nel periodo dimposta precedente abbiano conseguito ricavi, ragguagliati ad anno, non superiori a 65 mila euro, usufruiranno, ai soli fini dellIva, della disciplina prevista per i contribuenti del regime c.d. forfetario previsto dalla legge n. 190/2014.

SERVIZI DI TRASPORTO INTERNAZIONALE EFFETTUATI DA SUBVETTORI

Larticolo 5-septies del Dl n. 146/2021 in considerazione della sentenza - causa C-288/16 del 29 giugno 2017, ha apportato modifiche allart. 9 del Dpr n. 633/1972 per ridurre, a partire dallo scorso 1gennaio, il trattamento di non imponibilit Iva previsto per i trasporti internazionali di beni soltanto alle prestazioni rese nei confronti di determinati soggetti. Parliamo dellesportatore, del titolare del regime di transito, dellimportatore, del destinatario di beni o del prestatore di servizi di spedizione.

Pertanto, le prestazioni rese a soggetti diversi, a partire dal 1gennaio 2022, sono operazioni imponibili. Ne deriva che le prestazioni di trasporto internazionale connesse alle importazioni e alle esportazioni saranno imponibili per i subvettori che realizzano servizi nei confronti di un soggetto diverso dallimportatore, dallesportatore o dal destinatario dei beni, come gi anticipato. Vettore principale pu anche essere un consorzio, una societ cooperativa a cui aderiscono o di cui sono soci i subvettori, incaricati di svolgere il trasporto.

Per determinare loperativit della misura occorre verificare la posizione del committente e leffettuazione delloperazione. Rientrano, pertanto, nel nuovo e pi ristretto ambito della non imponibilit ad Iva i servizi di trasporto connessi agli scambi internazionali resi ai soggetti sopra elencati (esportatore, titolare del regime di transito, importatore, destinatario dei beni, prestatore di servizi di spedizione) effettuati dal 1gennaio 2022 da:

  • soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato, a condizione che, in data non anteriore al 1gennaio 2022, per tali servizi sia stato pagato il corrispettivo o per cui, anteriormente al pagamento, sia stata emessa fattura da parte del fornitore;
  • soggetti che non sono ivi stabiliti, a condizione che tali servizi a partire dal 1gennaio 2022 siano stati a tutti gli effetti ultimati o che per essi il committente abbia pagato la prestazione.
Sono fatti salvi i comportamenti dei contribuenti che antecedentemente al 1gennaio 2022 si siano adeguati alle indicazioni fornite dalla sentenza della Corte di Giustizia Ue sopra richiamata, ossia che abbiano gi applicato lIva alle prestazioni di subvezione nei trasporti internazionali territorialmente rilevanti in Italia, con conseguente diritto di detrazione in capo ai committenti.


(Vedi circolare n. 5 del 2022)

Legge di Bilancio 2022 - Tassazione Irpef e esclusione dallIrap
Venerdì, 25 Febbraio , 2022

PREMESSA

LAgenzia delle Entrate, con la corposa circolare n. 4/E del 18 febbraio 2022, fornisce chiarimenti sulla legge di Bilancio 2022 che a decorrere dallo scorso 1gennaio, con lo scopo di ridurre la pressione fiscale, ha modificato il sistema di tassazione delle persone fisiche.

Scopo della riforma garantire il rispetto del principio di progressivit, mediante la riduzione graduale delle aliquote medie effettive derivanti dallapplicazione dellIrpef, con particolare riferimento ai contribuenti nella fascia di reddito oltre 28 mila euro e fino a 55 mila euro.

Con lintento di contenere lelusione fiscale si prevede il riordino delle detrazioni dallimposta lorda sul reddito delle persone fisiche. Viene, inoltre, stabilito che lIrap non dovuta dalle persone fisiche esercenti attivit commerciali e arti e professioni.

Le modifiche al sistema di tassazione delle persone fisiche devono essere valutate complessivamente, tenendo conto anche delle nuove disposizioni in materia di assegno unico e universale spettante per i figli e di quelle riguardanti la detrazione fiscale ex art. 12 del Tuir.

Per una pi agevole lettura del documento riportiamo lindice

  1. Tassazione Irpef
    1. Modifiche delle aliquote e degli scaglioni dimposta
    2. Rimodulazione delle detrazioni
      1. Redditi di lavoro dipendente assimilati
      2. Redditi di pensione
      3. Redditi di lavoro autonomo e altri redditi
    3. Modifica al Dl n. 3/2020 recante Misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente
      1. Trattamento integrativo ante 1gennaio 2022
      2. Trattamento integrativo post 1gennaio 2022
      3. Adempimenti dei sostituti e dei sostituiti dimposta
      4. Contribuenti senza sostituto dimposta
    4. Il nuovo assegno unico universale: le modifiche alle detrazioni per carichi di famiglia
    5. Ambito di applicazione temporale
  2. Differimento dei termini relativi alle addizionali regionali e comunali allIrpef
  3. Esclusione dallIrap

Tassazione Irpef

La legge di Bilancio 2022 ha modificato il metodo di calcolo dellIrpef in base al quale limposta lorda determinata applicando al reddito complessivo, al netto degli oneri deducibili, aliquote diverse per scaglioni di reddito. Limposta netta si ottiene sottraendo detrazioni e crediti dimposta spettanti.

A cambiare sono:

  • lart. 11, lettera a) del Tuir (Determinazione dellimposta) intervenendo sulle aliquote Irpef e sugli scaglioni di reddito per il calcolo dellimposta lorda;
  • lart. 13, lettera b) del Tuir (Altre detrazioni) rimodulando le detrazioni spettanti per tipologia di reddito.

Cambia, inoltre, la disciplina del trattamento integrativo. Viene, infatti, ridotta da 28 mila a 15 mila euro la soglia di reddito sopra la quale in generale il trattamento integrativo non spetta. Si salva lattribuzione dello stesso, a specifiche condizioni, in caso di redditi superiori a 15 mila euro ma non a 28 mila euro. Abrogata la ulteriore detrazione per redditi di lavoro dipendente e assimilati (art. 2 Dl n.3/2020).

Modifiche delle aliquote e degli scaglioni dimposta

Come detto, cambia il sistema di determinazione dellIrpef; si riducono da cinque a quattro le aliquote applicabili e rimodulate in relazione agli scaglioni di reddito.

Lart. 11, comma 1, del Tuir, cos come modificato dalla manovra 2022, prevede che limposta lorda determinata applicando al reddito complessivo, al netto degli oneri deducibili indicati nellart. 10, le seguenti aliquote per scaglioni di reddito:

  1. fino a 15.000 euro, 23%;
  2. oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro, 25%;
  3. oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro, 35%;

Rispetto alla vecchia disciplina notiamo che: la seconda aliquota scesa dal 27 al 25%; la terza aliquota passata dal 38 al 35% e si applica ai redditi fino a 50.000 euro; laliquota del 41% stata soppressa; i redditi sopra i 50.000 euro sono tassati al 43%.

Rimodulazione delle detrazioni

La manovra 2022 ha modificato lart. 13 del Tuir che contiene specifiche detrazioni dallimposta lorda diversamente stabilite in base alla tipologia di reddito che confluisce nel reddito complessivo.

Redditi di lavoro dipendente e assimilati

Lart. 13, comma 1, prevede che se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o pi redditi di cui agli articoli 49 e 50, comma 1, del Tuir, spetta una detrazione dallimposta lorda, rapportata al periodo di lavoro nellanno, pari a:

  1. 1.880 euro, se il reddito complessivo non supera 15.000 euro; lammontare della detrazione effettivamente spettante non pu essere inferiore a 690 euro; per i rapporti di lavoro a tempo determinato, lammontare della detrazione effettivamente spettante non pu essere inferiore a 1.380 euro; ci significa che tali misure minime competono laddove superiori al risultato derivante dal calcolo di ragguaglio al periodo di spettanza nellanno;
  2. 1.910 euro, aumentata del prodotto tra 1.190 euro e limporto corrispondente al rapporto tra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 13.000 euro, se lammontare del reddito complessivo superiore a 15.000 euro ma non a 28.000 euro;
  3. 1.910 euro, se il reddito complessivo superiore a 28.000 euro ma non a 50.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra limporto di 50.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e limporto di 22.000.

Se il reddito complessivo superiore a 25.000 euro ma non a 35.000 euro, la detrazione spettante ai sensi del comma 1, art. 13 del Tuir aumentata di un importo pari a 65 euro.Tale importo va inteso quale correttivo in aumento alle detrazioni precedentemente riproporzionate e deve essere corrisposto per intero nel corso dellanno 2022. Ne consegue che il sostituto dimposta riconosce lulteriore detrazione di 65 euro sin dal primo periodo di paga del 2022, fermo restando che alla fine dellanno, ovvero al momento della cessazione del rapporto di lavoro, deve ricalcolare la detrazione effettivamente spettante in relazione allammontare della retribuzione complessivamente erogata nel periodo dimposta.

Pertanto, rispetto alla precedente disciplina, il regime delle detrazioni per i redditi di lavoro dipendente vigente dal 1gennaio 2022:

  • amplia, da 8.000 euro a 15.000 euro, la prima soglia di reddito cui si applica la detrazione di 1.880 euro (rimasta invariata);
  • estende la misura della detrazione base, che passa da 978 euro a 1.910 euro, per la seconda soglia di reddito; viene conseguentemente modificata la modalit di calcolo della quota ulteriore di tale detrazione, stabilendo laumento del valore iniziale da 902 euro a 1.190 euro e ladeguamento dei valori utilizzati nel prodotto, ai fini della determinazione della quota aggiuntiva di detrazione; pertanto, tale quota ulteriore pari a 1.190 euro per un reddito pari a 15.001 euro e decresce, allaumentare del reddito, fino ad annullarsi raggiunti i 28.000 euro;
  • riduce da 55.000 euro a 50.000 euro la terza e ultima soglia di reddito per cui spetta la detrazione che, per tali redditi, passa da 978 euro a 1.910 euro; essa ammonta a 1.910 euro per redditi pari a 28.001 euro e decresce, fino ad annullarsi, alla soglia dei 50.000 euro;
  • prevede un aumento di 65 euro della detrazione applicabile, specificamente, alla fascia di reddito superiore a 25.000 euro ma non a 35.000 euro.

Ai fini del calcolo delle detrazioni per lavoro dipendente, non vanno computati i giorni di assenza ingiustificata per violazioni dellobbligo di possesso del green pass; ci in quanto le detrazioni per lavoro dipendente vanno rapportate al periodo di lavoro nellanno e cio al numero dei giorni compresi nel periodo di durata del rapporto di lavoro per i quali il lavoratore ha diritto alle detrazioni per lavoro dipendente: in tale numero di giorni vanno in ogni caso compresi le festivit, i riposi settimanali e gli altri giorni non lavorativi e vanno sottratti i giorni per i quali non spetta alcun reddito, neppure sotto forma di retribuzione differita. Per i redditi superiori a 25.000 euro e fino a 35.000 euro limporto della detrazione va aumentato di 65 euro.

Quanto affermato per i redditi di lavoro dipendente assimilati valido anche per il correttivo previsto per le detrazioni per redditi di pensione, di lavoro autonomo e altri redditi. Vediamolo.

Redditi di pensione

Lart. 13, comma 3, dispone che, se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o pi redditi di pensione spetta una detrazione dallimposta lorda, non cumulabile con quella prevista al comma 1 del medesimo art. 13, rapportata al periodo di pensione dellanno, pari a:

  1. 1.955 euro, se il reddito complessivo non supera 8.500 euro; lammontare della detrazione effettivamente spettante non pu essere inferiore a 713 euro; ci significa che tali misure minime competono laddove superiori al risultato derivante dal calcolo di ragguaglio al periodo di spettanza nellanno;
  2. 700 euro, aumentata del prodotto fra 1.255 euro e limporto corrispondente al rapporto fra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 19.500 euro, se lammontare del reddito complessivo superiore a 8.500 euro ma non a 28.000 euro;
  3. 700 euro, se il reddito complessivo superiore a 28.000 euro ma non a 50.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra limporto di 50.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e limporto di 22.000 euro.

Se il reddito complessivo superiore a 25.000 euro ma non a 29.000, la detrazione spettante ai sensi dellart. 13, comma 3, aumentata di un importo pari a 50 euro. Tale importo va inteso quale correttivo in aumento alle detrazioni precedentemente riproporzionate e deve essere corrisposto per intero nel corso dellanno 2022.

Ne consegue che il sostituto di imposta riconosce lulteriore detrazione di 50 euro sin dal primo periodo di paga del 2022, fermo restando che alla fine dellanno, ovvero al momento della cessazione del rapporto pensionistico, deve ricalcolare la detrazione effettivamente spettante in relazione allammontare del trattamento pensionistico complessivamente erogato nel periodo dimposta.

Pertanto, rispetto alla precedente disciplina, il regime delle detrazioni per i redditi di pensione in vigore dal 1gennaio 2022:

  • amplia la prima soglia di reddito per cui spetta la detrazione, che viene elevata da 8.000 euro a 8.500 euro; per tale soglia la detrazione viene innalzata da 1.880 euro a 1.955 euro, con una misura minima di detrazione pari a 713 euro;
  • estende la seconda soglia di reddito da 15.000 euro a 28.000 euro; per tale soglia, si riduce da 1.297 euro a 700 euro la detrazione base e si modifica il calcolo della quota ulteriore della detrazione, stabilendo laumento del valore iniziale (da 583 euro a 1.255 euro) e ladeguamento dei valori utilizzati nel prodotto ai fini della determinazione della quota aggiuntiva di detrazione; tale quota ulteriore , quindi, uguale a 1.255 euro per un reddito pari a 8.501 euro e decresce, in misura inversamente proporzionale allaumentare del reddito, fino ad annullarsi una volta raggiunti i 28.000 euro;
  • riduce da 55.000 euro a 50.000 euro la terza e ultima soglia, oltre la quale non spetta la detrazione; la base di calcolo della detrazione dimposta per i redditi superiori a 28.000 euro e fino a 50.000 euro si abbassa da 1.297 euro a 700 euro; la detrazione di 700 euro per i redditi pari a 28.001 euro e decresce fino ad annullarsi alla soglia dei 50.000 euro;
  • prevede uno specifico aumento della detrazione, pari a 50 euro, nella fascia di reddito superiore a 25.000 euro ma non a 29.000 euro.
Limporto della detrazione va aumentato di 50 euro per i redditi complessivi da 25.001 a 29.000 euro.

Redditi di lavoro autonomo e altri redditi

Lart. 13, comma 5, prevede che, se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o pi redditi di cui agli articoli 50, comma 1, lettere e), f) e i) 55, 66 e 67, comma 1, lettere i) e l), del Tuir, spetta una detrazione dallimposta lorda, non cumulabile con quelle previste dai precedenti commi del medesimo articolo 13, pari a:

  1. 1.265 euro, se il reddito complessivo non supera 5.500 euro;
  2. 500 euro, aumentata del prodotto fra 765 euro e limporto corrispondente al rapporto fra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 22.500 euro, se lammontare del reddito complessivo superiore a 5.500 euro ma non a 28.000 euro;
  3. 500 euro, se il reddito complessivo superiore a 28.000 euro ma non a 50.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra limporto di 50.000 euro, diminuito dal reddito complessivo, e limporto di 22.000 euro.

In tal caso, la detrazione, a differenza di quelle previste per i lavoratori dipendenti e per i titolari di redditi di pensione, non deve essere ragguagliata al periodo di svolgimento dellattivit e, pertanto, spetta a prescindere dal periodo di attivit svolta nellanno.

Ai sensi del comma 5-ter dellart. 13 del Tuir, se il reddito complessivo superiore a 11.000 euro ma non a 17.000 euro, la detrazione spettante ai sensi del suindicato comma 5 aumentata di un importo pari a 50 euro. Tale importo va inteso quale correttivo in aumento alle detrazioni e spetta per intero nel corso dellanno 2022.

Pertanto, rispetto alla precedente disciplina, il regime delle detrazioni per i redditi di lavoro autonomo e altri redditi in vigore dal 1gennaio 2022:

  1. amplia da 1.104 euro a 1.265 euro la detrazione per la prima soglia di reddito, elevata da 4.800 euro a 5.500 euro;
  2. introduce una ulteriore soglia di reddito - superiore a 5.500 euro ma non a 28.000 euro - con una detrazione di 500 euro, aumentata di una somma pari a 765 euro per un reddito di 5.501 euro, che decresce al crescere del reddito fino ad azzerarsi alla soglia dei 28.000 euro;
  3. rimodula lultima soglia di reddito, ora superiore a 28.000 euro ma non a 50.000 euro; per tale ultima soglia, la detrazione spetta nellimporto massimo di 500 euro per un reddito pari a 28.001 euro, riducendosi progressivamente fino ad annullarsi raggiunti i 50.000 euro;
  4. prevede un aumento della detrazione di un importo pari a 50 euro per la fascia di reddito superiore a 11.000 euro ma non a 17.000 euro.

Limporto della detrazione va aumentato di 50 euro per i redditi complessivi superiori a 11.000 euro ma non a 17.000 euro.

Modifica al Dl n. 3/2020 recante Misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente

In considerazione delle modifiche alle detrazioni per tipologie di reddito, lart. 1, comma 3, della legge di Bilancio 2022:

  1. alla lettera a) n.1) ha modificato lart. 1 del Dl n.3/2020, concernente il Trattamento integrativo dei redditi di lavoro dipendente e assimilati;
  2. alla lettera b), ha abrogato lart. 2 del Dl n.3/2020 che stabiliva una Ulteriore detrazione fiscale per redditi di lavoro dipendente e assimilati per i redditi complessivi superiori a 28.000 euro ma inferiori a 40.000 euro.

Trattamento integrativo ante 1gennaio 2022

Prima delle modifiche apportate dalla manovra 2022, lart. 1 Dl n.3/2020 riconosceva - a precise condizioni - una somma a titolo di trattamento integrativo (c.d. bonus Irpef o bonus 100 euro), determinata in rapporto al numero di giorni lavorativi, in favore dei percettori di reddito di lavoro dipendente e assimilati, la cui imposta lorda, determinata su detti redditi, risultasse di ammontare superiore alla detrazione spettante per lavoro dipendente e assimilati. Pi precisamente, tale normativa riconosceva, a decorrere dal 2021, una somma a titolo di trattamento integrativo, che non concorreva alla formazione del reddito, di importo pari a 1.200 euro qualora:

  1. limposta lorda determinata sui redditi da lavoro dipendente assimilati risultasse superiore allammontare della detrazione spettante per lavoro dipendente e assimilati e
  2. il reddito complessivo non risultasse superiore a 28.000 euro.

Ai fini del riconoscimento del trattamento integrativo, era dunque necessaria la previa verifica della capienza dellimposta lorda determinata sui redditi da lavoro dipendente e assimilati rispetto alla detrazione spettante per le stesse tipologie reddituali, con riferimento al medesimo periodo di imposta, ossia lanno in corso.

Trattamento integrativo post 1gennaio 2022

La legge di Bilancio 2022 ha ridotto da 28.000 euro a 15.000 euro la soglia di reddito complessivo sopra la quale il trattamento integrativo di regola non spetta, lasciando inalterato limpianto di determinazione e spettanza dello stesso.

La stessa disposizione ha tuttavia precisato che il trattamento integrativo di cui allart. 1 del Dl n. 3/2020 comunque riconosciuto - se il reddito complessivo superiore a 15.000 euro ma non a 28.000 euro - a condizione che la somma di determinate detrazioni (per carichi di famiglia, per reddito da lavoro dipendente e assimilati, per interessi passivi su prestiti o mutui contratti entro il 2021, per le rate relative alle spese sostenute fino al 31 dicembre 2021 riferite a spese sanitarie, interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici, nonch a detrazioni previste da altre disposizioni normative) sia di ammontare superiore allimposta lorda.

In tale ipotesi, il trattamento integrativo riconosciuto per un ammontare, comunque non superiore a 1.200 euro, determinato in misura pari alla differenza tra la somma delle detrazioni ivi elencate e limposta lorda.

Per il calcolo del trattamento integrativo effettivamente spettante necessario tenere conto delle seguenti detrazioni, spettanti per lanno dimposta 2022:

  • detrazioni per carichi di famiglia;
  • detrazioni per lavoro dipendente e assimilati;
  • detrazioni per interessi passivi su prestiti o mutui agrari contratti fino al 31 dicembre 2021;
  • detrazioni per interessi passivi su mutui contratti fino al 31 dicembre 2021 per lacquisto o la costruzione dellunit immobiliare da adibire a prima casa;
  • detrazioni per spese sanitarie superiori a 15.493,71 euro sostenute fino al 31 dicembre 2021 e rateizzate alla medesima data;
  • detrazioni per spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici sostenute fino al 31 dicembre 2021 e rateizzate alla medesima data;
  • tutte le detrazioni previste da altre disposizioni normative relative a spese sostenute fino al 31 dicembre 2021 e rateizzate alla medesima data.

In sostanza, le detrazioni di cui alle precedenti lettere c), d), e), f) e g) afferiscono a spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, ma la cui detrazione si protrae nellanno di imposta 2022 e, eventualmente, negli anni successivi per effetto della rateazione.

Limposta lorda va, invece, determinata secondo le regole ordinarie e non sui soli redditi da lavoro dipendente e assimilati.

Per espressa previsione normativa, inoltre, la somma delle detrazioni previste dallart. 1, comma 3, della legge di Bilancio 2022 deve riferirsi a spese sostenute fino al 31 dicembre 2021. Per la verifica della incapienza dellimposta lorda rispetto alle detrazioni previste dallart. 1, comma 1, secondo periodo, del Dl n. 3/2020, necessario fare riferimento allimposta lorda relativa allanno dimposta in corso, diminuita delle detrazioni di cui alle precedenti lettere da a) a g), relative al medesimo periodo di imposta.

Riepilogando, in materia di trattamento integrativo, la manovra 2022 ha riconosciuto la possibilit di beneficiare dello stesso:

  1. nellipotesi in cui il reddito complessivo non superiore a 15.000 euro, qualora vi sia capienza dellimposta lorda determinata sui redditi da lavoro dipendente e assimilati rispetto alle detrazioni da lavoro dipendente e assimilati; in tal caso, il trattamento integrativo riconosciuto per un ammontare pari a 1.200 euro;
  2. nellipotesi in cui il reddito complessivo sia superiore a 15.000 euro ma non a 28.000 euro, qualora vi sia, oltre al requisito di cui al precedente punto, anche incapienza dellimposta lorda determinata secondo le regole ordinarie, rispetto alle detrazioni di cui alle precedenti lettere da a) a g); in tal caso, il trattamento integrativo riconosciuto per un ammontare
    1. pari alla differenza tra la somma delle suindicate detrazioni dimposta e limposta lorda;
    2. comunque non superiore a 1.200 euro annui.

Adempimenti dei sostituti e dei sostituiti dimposta

Analogamente a quanto precisato nella circolare n. 29/E/2020 il trattamento integrativo di cui allart. 1 del Dl n. 3/2020 va riconosciuto dai sostituti dimposta in via automatica, senza attendere alcuna richiesta esplicita da parte dei sostituiti. Tale trattamento va attribuito dai sostituti dimposta ripartendone i relativi importi sulle retribuzioni relative a prestazioni rese a decorrere dal 1gennaio 2022 e verificandone in sede di conguaglio la relativa spettanza.

I sostituti dimposta determinano la spettanza del trattamento integrativo e il relativo importo sulla base dei dati a loro disposizione e a quelli di cui entrano in possesso, ad esempio, per effetto di comunicazioni da parte del lavoratore, relative ai redditi rivenienti da altri rapporti di lavoro intercorsi nellanno di riferimento.

Il sostituto dimposta non procede allerogazione del trattamento integrativo nel caso in cui sia il lavoratore a formulare tale richiesta perch, ad esempio, disponendo di altri redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo, presuma di non avere diritto al trattamento integrativo in esame.

Limporto del trattamento integrativo riconosciuto indicato nella Certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente e assimilati (CU). Qualora in tale sede il trattamento integrativo si riveli non spettante, i medesimi sostituti dimposta provvedono al recupero del relativo importo. E se il predetto importo supera 60 euro, il recupero avviene in otto rate.

Contribuenti senza sostituto dimposta

I contribuenti, le cui remunerazioni sono erogate da un soggetto che non sostituto dimposta, possono richiedere il trattamento integrativo nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di riferimento secondo modalit che saranno specificate nei modelli delle dichiarazioni dei redditi.

Il nuovo assegno unico e universale: le modifiche alle detrazioni per carichi di famiglia

Lart. 1 del Dlgs n. 230/2021 istituisce, a decorrere dal 1marzo 2022, lassegno unico e universale per i figli a carico, che costituisce un beneficio economico attribuito, su base mensile, per il periodo compreso tra marzo di ciascun anno e febbraio dellanno successivo, ai nuclei familiari sulla base della condizione economica del nucleo, in base allIsee.

A far data dal 1marzo 2022, pertanto, cessano di avere efficacia le detrazioni fiscali per figli a carico minori di 21 anni, ivi incluse le maggiorazioni delle detrazioni per figli minori di tre anni e per figli con disabilit, nonch la detrazione per famiglie numerose (in presenza di almeno 4 figli)

Il decreto legge Sostegni-ter ha disposto che tra i familiari a carico non rientrano i figli di qualsiasi et, ancorch per i medesimi non spetti la detrazione prevista per i figli a carico. Sempre il decreto Sostegni-ter ha previsto che per i figli di et inferiore ai 21 anni, fiscalmente a carico, anche se non spettano pi le detrazioni per figli a carico, continuano a spettare le detrazioni e le deduzioni previste per oneri e spese sostenute nellinteresse dei familiari fiscalmente a carico. Per i figli di et inferiore ai 21 anni, anche se non fiscalmente a carico, continuano ad applicarsi le disposizioni in tema di welfare aziendale per i figli disabili di et pari o superiore a 21 anni; le detrazioni sono cumulabili con lassegno unico eventualmente percepito.

Con riferimento alle detrazioni per carichi di famiglia, fino alla fine di febbraio 2022 restano in vigore le misure in essere, ossia, per quel che rileva in questa sede, le detrazioni per i figli minori di 21 anni e le detrazioni per famiglie numerose di cui al richiamato articolo 12 del Tuir.

Il sostituto dimposta, anche al fine del riconoscimento del trattamento integrativo di cui allart. 1 del Dl n. 3/2020, deve computare le detrazioni per carichi di famiglia applicando per i primi due mesi dellanno in corso (gennaio e febbraio) larticolo 12 del Tuir nella versione vigente al 28 febbraio 2022 e, per il restante periodo dellanno, nella versione come modificata, a decorrere dal 1marzo 2022, dallart. 10 del Dlgs n. 230/2021. Resta ferma la verifica delle detrazioni effettivamente spettanti in occasione del conguaglio di fine anno, ovvero al momento della cessazione del rapporto di lavoro con riferimento al reddito complessivo riferito allintero periodo dimposta.

Il ragguaglio della detrazione ai soli due mesi di vigenza dellart. 12 deve essere effettuato anche con riferimento alla detrazione per famiglie numerose.

Per i figli disabili di et pari o superiore a 21 anni le detrazioni fiscali di cui allart. 12 sono cumulabili con lassegno unico eventualmente percepito.

Al primo figlio di et pari o superiore a 21 anni, pu essere riconosciuta la detrazione prevista per il coniuge se sussistono le condizioni previste dalla legge e se pi conveniente delle detrazioni previste per i figli a carico.

La detrazione di cui al novellato art. 12, comma 1, lettera c) del Tuir spetta dal mese del compimento dei 21 anni di et del figlio.

Ambito di applicazione temporale

Le modifiche normative introdotte dalla manovra 2022 sono entrate in vigore lo scorso 1gennaio e si applicano, quindi, dal periodo dimposta 2022. Per il periodo dimposta 2021 restano, invece, applicabili le disposizioni prima vigenti.

Se i sostituti dimposta non sono riusciti ad applicare subito le nuove regole possono metterle in pratica entro il mese di aprile 2022, provvedendo ad effettuare un conguaglio per i primi tre mesi dellanno. Ricordiamo che le modifiche allart. 12 del Tuir trovano decorrenza dal 1marzo 2022. Pertanto, con riferimento allanno dimposta 2022, in relazione alle detrazioni per figli a carico, occorre procedere con calcoli diversificati delle detrazioni spettanti, applicando lart. 12 del Tuir nella versione vigente fino al 28 febbraio 2022, per i mesi di gennaio e febbraio 2022 e quello vigente a seguito delle modifiche apportate dal Dlgs n. 230/2021 per i successivi dieci mesi del 2022.

Differimento dei termini relativi alle addizionali regionali e comunali allIrpef

Al fine di consentire agli enti territoriali di adeguare la disciplina delle addizionali regionali e comunali al rinnovato sistema di tassazione delle persone fisiche, sono differiti alcuni termini:

  • le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano hanno tempo fino al 31 marzo 2022 per pubblicare la legge con la quale fissano leventuale maggiorazione dellaliquota delladdizionale regionale. Il Dlgs n. 68/2011 fissa all1,23% laliquota delladdizionale regionale allIrap ma ciascuna regione a statuto ordinario, con propria legge, pu stabilire una maggiorazione non superiore a 2,1 punti percentuali. Le regioni a statuto speciale e le province autonome che applicano laliquota base dell1,23% possono, invece, stabilire una maggiorazione non superiore a 0,50 punti percentuali.
  • entro il 13 maggio 2022 (anzich entro il 31 gennaio 2022) le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, ai fini della semplificazione delle dichiarazioni e degli adempimenti dei sostituti dimposta, dei Caf e degli altri intermediari, trasmettono i dati rilevanti per la determinazione delladdizionale ai fini della pubblicazione sul sito delle finanze.
  • i Comuni devono modificare scaglioni e aliquote delladdizionale loro spettante entro i termini di legge.

Le regioni che intendano mantenere lapplicazione dellaliquota unica delladdizionale regionale non sono tenute ad emanare alcuna legge. Quelle che, invece, abbiano modificato con propria legge approvata entro il 31 dicembre 2021 sulla base della precedente articolazione degli scaglioni Irpef, al fine di garantire la coerenza della disciplina delladdizionale regionale con la nuova articolazione degli scaglioni Irpef, devono provvedere allemanazione di apposita legge regionale di adeguamento.

In attesa che le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano si attivino per rideterminare laddizionale, alla luce delle novit apportate dalla manovra 2022, i sostituti dimposta devono applicare laliquota unica, se deliberata entro il 31 dicembre 2021 o laliquota di base, se entro il 31 dicembre 2021 sono state approvate le aliquote delladdizionale sulla base della precedente articolazione degli scaglioni Irpef.

Esclusione dallIrap

La legge di Bilancio 2022 ha previsto che dallo scorso 1gennaio le persone fisiche esercenti attivit commerciali ed esercenti arti e professioni non sono tenute a corrispondere lIrap. Sono parimenti esonerate le imprese familiari e le aziende coniugali non gestite in forma societaria.

Le imprese familiari sono escluse dallIrap in considerazione della natura di impresa individuale. Analogo principio vale per le aziende coniugali non gestite in forma societaria.

Resta assoggettata allimposta regionale sulle attivit produttive la persona fisica che eserciti arti e professioni in forma associata.

Lesclusione dallIrap dei soggetti indicati, a partire dal 1gennaio 2022, determina la caducazione degli obblighi documentali, contabili, dichiarativi funzionali alla determinazione e allassolvimento di detta imposta. Naturalmente ci vale dal periodo dimposta in corso al 1gennaio 2022 e, concretamente, dal primo acconto 2022. Significa che per quelli antecedenti, come ad esempio il saldo 2021, gli obblighi documentali, contabili, dichiarativi e di versamento restano intatti.


(Vedi circolare n. 4 del 2022)

Istituzione dei codici tributo per la restituzione spontanea del contributo a fondo perduto per imprese turistico-ricettive non spettante
Venerdì, 18 Febbraio , 2022

Larticolo 182 del decreto legge Rilancio ha previsto lassegnazione di risorse a favore di agenzie di viaggio, tour operator, imprese turistico-ricettive, agenzie di animazione, guide e accompagnatori turistici a seguito delle misure intraprese per il contenimento della pandemia.

Con la convenzione sottoscritta il 10 dicembre 2021 tra lAgenzia delle Entrate e il Ministero del Turismo stato definito il procedimento di gestione delle attivit di erogazione del contributo a favore delle imprese turistico-ricettive.

Al fine di consentire la restituzione spontanea dei contributi a fondo perduto non spettanti lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 7/E del 14 febbraio 2022 ha istituito i seguenti codici tributo:

  • 8140 denominato Contributo a fondo perduto per imprese turistico-ricettive - Restituzione spontanea - CAPITALE - art. 6, comma 3, DM 24 agosto 2021 prot. n. SG/243;
  • 8141 denominato Contributo a fondo perduto per imprese turistico-ricettive - Restituzione spontanea - INTERESSI - art. 6, comma 3, DM 24 agosto 2021 prot. n. SG/243;
  • 8142 denominato Contributo a fondo perduto per imprese turistico-ricettive - Restituzione spontanea - SANZIONE - art. 6, comma 3, DM 24 agosto 2021 prot. n. SG/243.


(Vedi risoluzione n. 7 del 2022)

NOVITA'
BILANCIO CONSUNTIVO ESERCIZIO FINANZIARIO 2021
Fascicolo Bilancio consuntivo esercizio finanziario 2021
allegato
Esito elezioni 21 22 febbraio 2022
**************
allegato
16 maggio 2022
19 maggio 2022
20 maggio 2022
25 maggio 2022
31 maggio 2022
cOrganismo per la composizione della crisi da sovraindebitamento elearning odcec MACERATA-CAMERINO
Detrazioni fiscali per interventi edilizi - comunicazione delle opzioni di cui allart. 121 Dl Rilancio

Il decreto legge n. 4/2022 convertito nella legge n. 25 del 28 marzo 2022 ha previsto che, per le spese ...continua

Modifiche al regime fiscale dei piani di risparmio a lungo termine (PIR)

PREMESSA

La legge di Bilancio 2022 ha modificato la disciplina dei piani di ...continua

Nuova Classificazione Ateco 2007 aggiornamento 2022

Con la nota informativa dello scorso 29 dicembre lISTAT ha reso noto la pubblicazione della nuova ...continua

Istituzione del codice tributo per lutilizzo del credito dimposta a favore delle imprese editrici di quotidiani e di periodici per lacquisto della carta utilizzata per la stampa delle testate edite

Il decreto legge Rilancio ha riconosciuto, per lanno 2020, un credito dimposta pari al 10% della spesa ...continua

Istituzione dei codici tributo per lutilizzo dei crediti dimposta a favore delle imprese a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti per lacquisto di energia elettrica e di gas

Per compensare i maggiori oneri sostenuti dalle imprese per lacquisto di energia elettrica e di gas ...continua