NOVITA' FISCALI
Istituzione del codice tributo per lutilizzo in compensazione del credito dimposta riconosciuto alle erogazioni liberali in denaro effettuate in favore delle fondazioni ITS Academy
Giovedì, 24 Novembre , 2022

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 68/E del 18 novembre 2022, ha istituito il codice tributo 6992 per consentire ai beneficiari lutilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito dimposta di cui allarticolo 4, comma 6, della legge n. 99/2022, riconosciuto per le erogazioni liberali in denaro effettuate in favore delle fondazioni ITS Academy.

Il credito dimposta in parola utilizzabile in 3 quote annuali di pari importo a partire dalla dichiarazione dei redditi relativa al periodo dimposta nel corso del quale effettuata lelargizione, ovvero in compensazione ai sensi dellart. 17 del Dlgs n. 241. Per i soggetti titolari di reddito dimpresa, ferma restando la ripartizione in 3 quote annuali di pari importo, il credito dimposta utilizzabile esclusivamente in compensazione.

Ai fini dellutilizzo in compensazione, il mod. F24 presentato esclusivamente tramite i servizi telematici dellAgenzia delle Entrate, pena il rifiuto delloperazione di versamento.


(Vedi risoluzione n. 68 del 2022)

Trattamento fiscale dei compensi conseguiti dallagente sportivo
Giovedì, 24 Novembre , 2022

Alla luce della nuova disciplina riguardante la figura dellagente sportivo, unAssociazione chiede di conoscere la corretta qualificazione fiscale e il conseguente regime fiscale applicabile ai compensi corrisposti agli agenti sportivi, regolarmente iscritti ai Registri nazionale Coni e federale in base ai rispettivi Regolamenti, che svolgano lattivit in modo non occasionale, anche ai fini dell'eventuale applicabilit delle ritenute.

Il decreto legislativo 28 febbraio 2021 n. 37 regolamenta lattivit dellagente sportivo che il soggetto il quale, in esecuzione di un contratto di mandato sportivo, mette in contatto due o pi soggetti operanti nellambito di una disciplina sportiva riconosciuta dal Coni. Lagente sportivo deve essere iscritto al Registro nazionale degli agenti sportivi, previo superamento di un esame di abilitazione diretto ad accertarne lidoneit.

Il contratto di mandato sportivo va redatto per iscritto a pena di nullit e deve contenere un termine di durata non superiore a due anni. Tale contratto pu essere stipulato dallagente sportivo con non pi di due soggetti da lui assistiti e pu contenere una clausola di esclusiva in favore dellagente sportivo, in assenza della quale si intende a titolo non esclusivo.

Il contratto di mandato sportivo stipulato da un soggetto non iscritto al Registro nazionale degli agenti sportivi nullo. Inoltre, lesercizio abusivo della professione punito ai sensi dellarticolo 348 del Codice penale.

Lagente sportivo tenuto ad esercitare il proprio incarico nel rispetto dei principi di lealt, probit, dignit, diligenza, competenza, corretta e leale concorrenza, con autonomia, trasparenza e indipendenza, osservando il Codice etico e le norme formulate dal Coni dal Cip e dallordinamento sportivo internazionale e nazionale.

I compensi conseguiti dallagente sportivo sono stabiliti dalle parti in misura forfettaria o in termini percentuali sul valore della transazione, in caso di trasferimento di una prestazione sportiva, oppure sulla retribuzione lorda complessiva del lavoratore sportivo risultante dal relativo contratto di lavoro sportivo sottoscritto con lassistenza dellagente sportivo.

Lattivit di agente sportivo pu essere svolta anche in forma societaria nel rispetto di una serie di condizioni tra cui una prevede che la maggioranza assoluta delle quote della societ deve essere detenuta da soggetti iscritti nel Registro degli agenti sportivi.

Larticolo 3 del decreto legislativo n. 37/2021 afferma che lagente sportivo fornisce servizi professionali di assistenza, consulenza e mediazione. Ci significa che nellesercizio della sua attivit lagente sportivo deve attingere a specifiche competenze professionali, riguardanti lo speciale settore dellordinamento giuridico sportivo.

In merito ai redditi conseguiti dallagente sportivo lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 69/E del 21 novembre 2022, chiarisce che gli stessi rientrano nella categoria dei redditi di lavoro autonomo e ove erogati da un soggetto che rivesta la qualifica di sostituto dimposta, saranno assoggettati alle ritenute alla fonte a titolo di acconto.

Nellipotesi in cui lattivit di agente sportivo sia svolta in forma societaria, i redditi prodotti costituiranno redditi dimpresa se il modello societario prescelto di tipo commerciale. In questi casi, infatti, ai fini della qualificazione del reddito prodotto dalla societ di agenti sportivi, non assumer rilevanza lesercizio dellattivit professionale, ma il fatto di operare in una veste giuridica societaria di tipo commerciale.

Conseguentemente, in queste ipotesi, i redditi prodotti dalla societ di agenti sportivi, in quanto redditi di impresa, non saranno assoggettati alle ritenute dacconto.


(Vedi risoluzione n. 69 del 2022)

Istituzione del codice tributo per lutilizzo del credito dimposta per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture ricettive turistico-alberghiere, agrituristiche, termali e allaria aperta
Giovedì, 24 Novembre , 2022

Il decreto legge n. 104/2020 (decreto Agosto) ha riconosciuto, a favore delle strutture ricettive turistico-alberghiere, agrituristiche, termali e allaria aperta il credito dimposta per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture stesse, nella misura del 65%, per i due periodi dimposta successivi a quello in corso alla data del 31 dicembre 2019. Tale credito dimposta utilizzabile esclusivamente in compensazione.

Il Ministero del Turismo, con il decreto del 17 marzo scorso, ha stabilito le disposizioni attuative del predetto credito dimposta. Ai fini della sua fruizione il decreto prevede che il mod. F24 va presentato esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dallAgenzia delle Entrate, pena lo scarto delloperazione di versamento.

Al Ministero del Turismo spetta il compito di comunicare telematicamente alle Entrate lelenco delle strutture ammesse a fruire dellagevolazione e limporto del credito concesso, nonch eventuali variazioni e revoche.

Ciascun beneficiario ha la possibilit di visualizzare lammontare dellagevolazione fruibile in compensazione dal proprio cassetto fiscale.

Per consentire lutilizzo in compensazione della suddetta agevolazione, tramite modello F24, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 70/E del 23 novembre 2022, ha istituito il codice tributo 6991 denominato credito dimposta a favore delle strutture ricettive turistico-alberghiere, agrituristiche, termali e allaria aperta - art. 79 del decreto legge n. 104/2022.


(Vedi risoluzione n. 70 del 2022)

Istituzione del codice tributo per lutilizzo del credito dimposta per lacquisto di gasolio per lesercizio delle attivit di trasporto
Giovedì, 17 Novembre , 2022

Il decreto legge n. 50 del 17 maggio scorso prevede che alle imprese aventi sede legale o stabile organizzazione in Italia esercenti le attivit di trasporto indicate allart. 24-ter, comma 2, lettera a) sia riconosciuto un contributo straordinario, sotto forma di credito di imposta, nella misura del 28% della spesa sostenuta nel primo trimestre dellanno per lacquisto del gasolio.

Tale credito dimposta deve essere utilizzato esclusivamente in compensazione presentando il mod. F24 unicamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dallAgenzia delle Entrate.

Il ministero delle Infrastrutture e della mobilit sostenibile tenuto a trasmettere telematicamente alle Entrate lelenco delle imprese ammesse a fruire dellagevolazione e limporto del credito concesso, nonch le eventuali variazioni e revoche anche parziali.

Ogni beneficiario pu visualizzare lammontare delle agevolazioni fruibili in compensazione tramite il proprio cassetto fiscale.

Per consentire lutilizzo in compensazione della suddetta agevolazione, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 65/E del 9 novembre 2022, ha istituito il codice tributo 6989 denominato credito dimposta per lacquisto di gasolio per lesercizio delle attivit di trasporto - art. 3 del decreto legge n. 50/2022.


(Vedi risoluzione n. 65 del 2022)

Istituzione dei codici tributo per il versamento degli importi dovuti a titolo di accisa e di altre imposizioni indirette a seguito di attivit di accertamento
Giovedì, 17 Novembre , 2022

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 66/E del 15 novembre 2022, ha istituito i codici tributo per il versamento, tramite modello F24 Accise, degli importi dovuti a titolo di accisa e di altre imposizioni indirette a seguito di attivit di accertamento.

LAmministrazione finanziaria, in una tabella allegata, riepiloga i codici tributo gi esistenti riferiti ai versamenti spontanei e ai versamenti a seguito dellattivit di reclamo e mediazione. Al solo scopo di aggiornare alla normativa esistente la descrizione di alcuni di essi, opportunamente evidenziati in grassetto, ne viene variata la denominazione.


(Vedi risoluzione n. 66 del 2022)

Trattamento fiscale ai fini Irpef delle somme a titolo di rimborso forfettario delle spese necessarie per lespletamento dellincarico di Navigator
Giovedì, 17 Novembre , 2022

I c.d. navigator, ossia coloro che svolgono attivit di assistenza tecnica presso i Centri per limpiego al fine di facilitare lincontro tra beneficiari del reddito di cittadinanza e datori di lavoro, chiedono di conoscere il trattamento fiscale da riservare alle somme ricevute a titolo di rimborso forfettario delle spese sostenute per lespletamento della predetta attivit.

Oltre al compenso, per lincarico di collaborazione prevista la corresponsione di una somma, pari a 300 euro lordi mensili onnicomprensivi, a titolo di rimborso forfettario delle spese necessarie per lespletamento dellincarico. Ci riferiamo alle spese di viaggio, vitto, alloggio ecc..

In relazione al rimborso forfettario i navigator chiedono se lo stesso rientri tra le indennit percepite per le trasferte di cui allart. 51, comma 5, del Tuir.

In base al principio di onnicomprensivit gli emolumenti in denaro e i valori corrispondenti ai beni, ai servizi ed alle opere offerti dal datore di lavoro, costituiscono redditi imponibili e, in quanto, tali concorrono alla determinazione del reddito di lavoro dipendente. Pertanto, anche i compensi derivanti dallattivit di collaborazione coordinata e continuativa (come quella dei navigator ) sono determinati in base al principio di onnicomprensivit.

Ne deriva che tutte le somme corrisposte, anche a titolo di rimborso spese, al lavoratore in ragione del suo status di dipendente o assimilato costituiscono, per questultimo, reddito di lavoro dipendente o assimilato.

Fanno eccezione alcune voci come le indennit di trasferta erogate al lavoratore per prestazioni fuori dalla sede di lavoro e i rimborsi di spese sostenute in occasione di dette trasferte.

Lincarico di collaborazione dei c.d. navigator ha ad oggetto attivit di assistenza tecnica alle Regioni per la valorizzazione delle politiche attive regionali e il rafforzamento del ruolo di regia dei Centri per limpiego nella gestione dei beneficiari del reddito di cittadinanza.

In base al contratto, il luogo di svolgimento della prestazione lavorativa dei navigator costituito dallintero territorio provinciale. Pertanto, gli spostamenti di questi ultimi allinterno della provincia di riferimento non presentano i requisiti per essere qualificati come trasferte, non configurandosi in dette ipotesi lesecuzione di una prestazione al di fuori della sede naturale di lavoro.

Non ricorrono, pertanto, i presupposti per lapplicazione del trattamento fiscale delle indennit di trasferta sulla somma forfettariamente corrisposta.


(Vedi risoluzione n. 67 del 2022)

Istituzione del codice tributo per lutilizzo del credito dimposta a favore delle reti di imprese agricole e agroalimentari
Sabato, 5 Novembre , 2022

La legge di Bilancio 2021 ha previsto la concessione, per i periodi dimposta dal 2021 al 2023, del credito dimposta a favore delle reti di imprese agricole e agroalimentari costituite anche in forma cooperativa o riunite in consorzi o aderenti ai disciplinari delle strade del vino.

Il Direttore dellAgenzia delle Entrate, con un provvedimento dello scorso 20 maggio, ha definito i criteri e le modalit di applicazione e fruizione del credito dimposta prevedendo che:

  • lammontare massimo del credito dimposta fruibile pari al credito dimposta richiesto moltiplicato per la percentuale resa nota con provvedimento del direttore delle Entrate;
  • il credito dimposta pu essere utilizzato esclusivamente in compensazione, a partire dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento sopra citato;
  • ai fini dellutilizzo in compensazione, il mod. F24 presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici dellAgenzia delle Entrate. Il credito dimposta utilizzato in compensazione non pu eccedere limporto disponibile, tenuto conto delle fruizioni gi avvenute o in corso, pena lo scarto del mod. F24.

Per consentire ai beneficiari lutilizzo in compensazione del credito dimposta in parola, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 64/E del 3 novembre 2022, ha istituito il codice tributo 6990 denominato Credito dimposta e-commerce delle imprese agricole - articolo 1, comma 131, della legge n. 178/2020.


(Vedi risoluzione n. 64 del 2022)

Misure fiscali per il welfare aziendale - Art. 12 Dl n. 115/2022
Sabato, 5 Novembre , 2022

PREMESSA

Vista lesigenza di adottare misure per contenere i rincari di luce e gas larticolo 12 del decreto legge n. 115/2022, meglio noto come decreto Aiuti-bis, dispone, ma soltanto per il periodo dimposta 2022, che il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati al lavoratore dipendente, nonch le somme erogate allo stesso dal datore di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini dellIrpef nel limite complessivo di 600 euro.

Ambito soggettivo

Beneficiari delle misure contenute nellarticolo 12 del decreto legge Aiuti-bis sono i lavoratori gi individuati in base alle regole stabilite dallarticolo 51, comma 3, del Tuir. Ci riferiamo ai titolari di redditi di lavoro dipendente e di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

Larticolo 12 introduce un aumento, per lanno dimposta 2022, dei c.d. fringe benefit che il datore di lavoro pu corrispondere anche ad personam.

Ambito oggettivo

Larticolo 12 citato deroga quanto previsto dallarticolo 51, comma 3, del Tuir stabilendo che, limitatamente al periodo dimposta 2022, viene fissato un nuovo limite massimo di esenzione e si ampliano le tipologie di fringe benefit concessi al lavoratore.

Il decreto Aiuti-bis, dunque, innalza da 258,23 a 600 euro il limite massimo di non concorrenza al reddito di lavoro dipendente dei beni ceduti e dei servizi prestati, nonch delle somme corrisposte per il pagamento delle utenze domestiche. Inoltre, sono incluse tra i fringe benefit anche le somme erogate o rimborsate ai lavoratori dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche di luce, gas ed acqua.

Allargamento della quota di non concorrenza alle utenze domestiche

Abbiamo visto che la norma in commento prevede che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente, oltre al valore di beni ceduti e dei servizi prestati, anche le somme erogate dal datore di lavoro ai dipendenti per il pagamento delle utenze domestiche.

Tali utenze debbono riguardare immobili ad uso abitativo posseduti o detenuti, sulla base di un titolo idoneo, dal dipendente o anche dal coniuge o ancora dai familiari, a prescindere dal fatto che negli stessi abbiano o meno stabilito la residenza o il domicilio, a patto che ne sostengano le spese.

Nel perimetro applicativo della norma sono comprese anche le utenze per uso domestico - intestate al condominio - che vengono ripartite fra i condomini e quelle per le quali, pur essendo intestate al locatore sono addebitate a carico del locatario o dei propri coniugi e familiari.

Al fine di evitare che si fruisca pi volte del beneficio in relazione alle medesime spese, il datore di lavoro tenuto ad acquisire una dichiarazione sostitutiva di atto di notoriet che attesti che le medesime fatture non siano gi state oggetto di richiesta di rimborso, non solo presso il medesimo datore di lavoro, ma anche presso altri.

Il dipendente tenuto a conservare tutta la documentazione indicata nella dichiarazione sostitutiva per eventuali controlli da parte dellAmministrazione finanziaria.

La giustificazione di spesa valida anche se intestata ad un soggetto diverso dal lavoratore dipendente, purch la fattura sia intestata al coniuge o ai familiari indicati nellarticolo 12 del Tuir. Le somme erogate dal datore di lavoro possono riferirsi anche a fatture emesse nellanno 2023, purch riguardino consumi effettuati nel 2022.

Superamento del limite massimo e relativa tassazione

Dalla relazione illustrativa allarticolo 12 del decreto legge Aiuti-bis emerge che la disciplina applicabile quella dellarticolo 51, comma 3, del Tuir e che la deroga a tale comma, introdotta dalla disposizione in parola, riguarda esclusivamente il limite massimo di esenzione e le tipologie di fringe benefit concessi al lavoratore, senza comportare alcuna modifica al funzionamento del regime di tassazione in caso di superamento dei limiti di non concorrenza stabiliti dalla norma.

Per la prima volta, con la misura in esame, la soglia di esenzione viene elevata a 600 euro. Da 258,23 euro si passati a 516,46 euro per il periodo dimposta 2020. Tale misura di non concorrenza alla formazione del reddito di lavoro dipendente dei beni e dei servizi erogati gratuitamente ai dipendenti stata confermata anche per lanno 2021. Ora, come anticipato, si eleva la soglia a 600 euro.

Qualora, in sede di conguaglio, il valore dei beni o dei servizi prestati, nonch le somme erogate o rimborsate ai lavoratori dai datori per il pagamento delle utenze di acqua, luce e gas, risultino superiori al limite di 600 euro, il datore di lavoro tenuto ad assoggettare a tassazione lintero corrisposto, ossia anche la quota di valore inferiore al limite di 600 euro.

Alcune indicazioni sulla modalit di applicazione

La circolare ha chiarito che la misura trova applicazione soltanto per lanno dimposta 2022. bene, tuttavia, ricordare che si considerano percepite nel periodo dimposta anche le somme corrisposte entro il 12 gennaio del periodo dimposta successivo a quello a cui si riferiscono.

Infatti, in base al principio di cassa, che presiede alla determinazione del reddito di lavoro dipendente, la retribuzione deve essere imputata in base al momento di effettiva percezione della stessa da parte del lavoratore e il momento di percezione quello in cui il provento esce dalla sfera di disponibilit dellerogante per entrare in quella del percettore.

In tema di benefit la circolare precisa che lo stesso si considera percepito dal dipendente ed assume, quindi, rilevanza reddituale, nel momento in cui tale utilit entra nella disponibilit del lavoratore, a prescindere dal fatto che il servizio venga fruito successivamente.

Rapporti con il bonus carburante

Il regime di fringe benefit in parola, ovvero con limite massimo di 600 euro costituisce unagevolazione diversa da quella del bonus carburante.

Ne consegue che, al fine di fruire dellesenzione da imposizione, i beni e i servizi erogati nel periodo dimposta 2022 dal datore di lavoro a favore di ciascun lavoratore dipendente possono raggiungere un valore di 200 euro per uno o pi buoni benzina ed un valore di 600 euro per linsieme degli altri beni e servizi nonch per le somme erogate o rimborsate per il pagamento delle utenze domestiche.

Inoltre, se il valore del bonus carburante supera i 200 euro, lo stesso concorre interamente a formare il reddito ed assoggettato a tassazione ordinaria.

Tale regola trova applicazione anche quando il lavoratore dipendente sceglie di sostituire i premi di risultato con il bonus in parola e/o con i fringe benefit .

Dunque, anche nellambito dei premi di risultato, qualora il valore dei beni ceduti (ivi inclusi quelli relativi al bonus carburanti), dei servizi prestati e delle somme erogate o rimborsate per il pagamento delle utenze domestiche, sia di importo superiore ai rispettivi limiti fissati dalle due norme in commento, ovvero i 600 euro per il regime temporaneo di cui allarticolo 51, comma 3, del Tuir e/o 200 euro per il bonus carburante, ciascun valore, per lintero, sar soggetto a tassazione ordinaria.


(Vedi circolare n. 35 del 2022)

Istituzione dei codici tributo per il recupero del credito Bonus Renzi indebitamente utilizzati in compensazione dai sostituti dimposta
Martedì, 1 Novembre , 2022

Il decreto legge n. 66 del 24 aprile 2014 e la legge di Bilancio 2015 prevedono un credito dimposta a favore dei lavoratori dipendenti e assimilati, riconosciuto in via automatica dai sostituti dimposta mediante attribuzione sugli emolumenti corrisposti.

I sostituti dimposta recuperano le somme erogate come credito da utilizzare in compensazione; a tal fine lAgenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo 1655 e 165E.

In caso di utilizzo indebito del credito dimposta, ovvero del Bonus Renzi, anche in compensazione, lAgenzia delle Entrate pu emanare apposito atto di recupero motivato.

Al fine di consentire il versamento, tramite i modelli F24 e F24 Enti pubblici, delle somme dovute in esito agli atti di recupero, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 61/E del 18 ottobre 2022, ha istituito i seguenti codici tributo:

  • 7503 denominato Art. 1 Dl n. 66/2014 e art. 1, commi 12 e ss., della legge n. 190/2014 - Recupero credito indebitamente utilizzato in compensazione da parte dei sostituti dimposta e relativi interessi - Controllo sostanziale;
  • 7504 denominato Art. 1 Dl n. 66/2014 e art. 1, commi 12 e ss., della legge n. 190/2014 - Recupero credito indebitamente utilizzato in compensazione da parte dei sostituti dimposta - Sanzione - Controllo sostanziale.


(Vedi risoluzione n. 61 del 2022)

Disciplina fiscale dei trust ai fini della imposizione diretta e indiretta - Recepimento delle pronunce dei giudici di legittimit
Martedì, 1 Novembre , 2022

Trust: le imposte di successione e donazione sono dovute dai beneficiari dei beni, secondo laliquota prevista dalla normativa in vigore. La tassazione tiene conto del rapporto di parentela tra disponente e beneficiario ed rinviata al momento di assegnazione ai beneficiari dei beni vincolati in trust.

LAgenzia delle Entrate, con la circolare n. 34/E del 20 ottobre 2022, ha fornito molti chiarimenti sul trust in tema di imposizione indiretta i quali tengono conto degli orientamenti espressi dalla giurisprudenza di legittimit in argomento.

Il documento di prassi amministrativa considera anche le modifiche introdotte dal decreto legge n. 124/2019 in tema di imposizione diretta. Tale decreto ha cambiato la disciplina relativa alle attribuzioni a favore di soggetti residenti in Italia, provenienti da trust stabiliti in giurisdizioni che con riferimento al trattamento dei trust si considerano a fiscalit privilegiata.

Scopo di questa norma fornire regole specifiche per limposizione delle predette attribuzioni, in particolare, da parte di trust opachi allo scopo di evitare che la residenza fiscale del trust in un Paese con regime fiscale privilegiato, comporti la sostanziale detassazione dei redditi attribuiti ai soggetti italiani.

Larticolo 13 del decreto legge n. 124/2019 fornisce indicazioni precise sul corretto trattamento dei redditi corrisposti da tali trust, prevedendo:

  • linclusione tra i redditi di capitale anche dei redditi corrisposti a residenti italiani da trust e istituti aventi analogo contenuto, stabiliti in Stati e territori che con riferimento ai redditi prodotti dal trust si considerano a fiscalit privilegiata ai sensi dellart. 47-bis, anche qualora i percipienti residenti non possano essere considerati beneficiari individuati ai sensi dellarticolo 73 ;
  • una presunzione relativa, qualora in relazione alle predette attribuzioni non sia possibile distinguere tra redditi e patrimonio, lintero ammontare percepito costituisce reddito.

Alla luce dellorientamento dei giudici di legittimit, la dotazione di beni e diritti in trust, ai fini dellapplicazione della reintrodotta imposta sulle successioni e donazioni, non d luogo di per s ad un effettivo trasferimento di beni o diritti e, quindi, ad un arricchimento dei beneficiari. Secondo i giudici del Palazzaccio, ai fini dellapplicazione delle predette imposte, occorre considerare non tanto una indeterminata utilit economica ma leffettivo incremento patrimoniale del beneficiario.

In merito alla disciplina degli obblighi di monitoraggio fiscale, in considerazione delle modifiche apportate dal decreto legislativo n. 90/2017 che ha recepito la IV Direttiva antiriciclaggio, si forniscono chiarimenti, superando in parte, quelli forniti con la circolare n. 38/E/2013.

Infine, la circolare fornisce indicazioni sullapplicazione dellIvie e dellIvafe dovuta da trust residenti in Italia.

Il documento, inoltre, si sofferma sui trust istituiti a favore di soggetti con gravi disabilit alla luce della c.d. Legge Dopo di Noi (legge n.112/2016).

Profili civilistici del trust

Il trust un rapporto giuridico fiduciario mediante il quale un soggetto disponente trasferisce ad un altro soggetto, il trustee, beni (di qualsiasi natura), affinch questultimo li gestisca e li amministri, coerentemente con quanto previsto dallatto istitutivo del trust per il raggiungimento delle finalit individuate dal disponente stesso.

Leffetto principale del trust la segregazione patrimoniale in virt della quale i beni in trust costituiscono un patrimonio separato e autonomo rispetto al patrimonio del disponente, del trustee e dei beneficiari, con la conseguenza che tali beni non potranno essere escussi dai creditori di tali soggetti.

Caratteristiche essenziali del trust sono:

  • i beni del trust costituiscono una massa distinta e non fanno parte del patrimonio del trustee;
  • i beni del trust sono intestati a nome del trustee o di unaltra persona per conto del trustee;
  • il trustee investito del potere e onerato dellobbligo, di cui deve rendere conto, di amministrare, gestire o disporre beni secondo i termini del trust e le norme particolari impostegli dalla legge.

Nella pratica esistono diversi utilizzi del trust che si distinguono per le finalit perseguite. Esiste, ad esempio:

  • il trust di scopo, per il perseguimento di uno specifico fine;
  • il trust familiare, istituito con finalit di assistenza o in vista della successione;
  • il trust Dopo di Noi, istituito a favore dei soggetti con disabilit gravi nel rispetto della legge n. 112/2016 (Legge Dopo di Noi);
  • il trust di garanzia, istituito per tutelare linteresse di uno o pi creditori del disponente;
  • il trust liquidatorio, istituito per realizzare la liquidazione dellattivo dei beni del disponente.

Il trust autodichiarato quello in cui il disponente riveste anche la carica di trustee. Inoltre, un trust pu essere discrezionale qualora il disponente si riserva la facolt di nominare in un momento successivo i beneficiari ovvero rimette al trustee o ad un protector (guardiano) lindividuazione degli stessi, delle loro rispettive posizioni o delle modalit e dei tempi di attribuzione dei benefici. Ad oggi lordinamento nazionale non contiene una disciplina organica dellistituto.

Apporto dei beni in trust

Ai fini delle imposte sui redditi lapporto di beni in un trust sconta un trattamento differenziato che varia in funzione della natura del disponente, imprenditore o non imprenditore, e della tipologia di bene trasferito.

Nel caso di disponente imprenditore, lapporto di beni relativi allimpresa configura un trasferimento per finalit estranee allimpresa. Ci comporta per il disponente imprenditore il conseguimento di componenti positivi di reddito da assoggettare a tassazione secondo le disposizioni del Tuir, nonch lassoggettamento ad Iva.

In particolare, il trasferimento di beni merce comporta il conseguimento di un ricavo desercizio mentre il trasferimento di beni strumentali o beni patrimoniali dellimpresa genera plusvalenze o minusvalenze rilevanti ai fini della determinazione del reddito dimpresa.

Nel caso di apporto al trust di beni diversi da quelli relativi allimpresa, in assenza di corrispettivo, non si genera materia imponibile, ai fini della imposizione sui redditi, n in capo al disponente non imprenditore n in capo al trust, semprech lo stesso non si qualifichi commerciale.

Disciplina ai fini delle imposte sui redditi

La Legge finanziaria 2017 ha contribuito a colmare, ma solo in parte, lassenza di una disciplina fiscale in materia di trust stabilendo che i trust sono inclusi tra i soggetti passivi dellIres.

In questo modo stata riconosciuta al trust autonoma soggettivit tributaria. Ai fini delle determinazione del reddito del trust, in Italia, rilevano:

  • per i trust residenti nel territorio dello Stato che hanno per oggetto esclusivo o principale lesercizio di attivit commerciali, in quanto enti commerciali tutti i redditi ovunque prodotti;
  • per i trust residenti nel territorio dello Stato che non hanno per oggetto esclusivo o principale lesercizio di attivit commerciali, in quanto enti non commerciali tutti i redditi ovunque prodotti;
  • per i trust non residenti, i soli redditi prodotti nel territorio dello Stato, in quanto enti non residenti, salvo le ipotesi di beneficiario individuato residente e beneficiario residente di trust opaco stabilito in Paesi a fiscalit privilegiata.

Ai fini della individuazione del regime fiscale applicabile al reddito, inoltre, si distinguono due tipologie di trust:

  • trust trasparente, ovvero trust con beneficiario di reddito individuato il cui reddito tassato in capo al beneficiario, mediante imputazione per trasparenza e applicando le regole proprie di tassazione di tale soggetto beneficiario;
  • trust opaco, ovvero trust senza beneficiario di reddito individuato, il cui reddito tassato in capo al trust quale soggetto passivo Ires.

Ai fini della determinazione del reddito prodotto dal trust si applicano le regole fiscali previste in base alla natura, commerciale o non commerciale dellattivit svolta dal trust. In particolare:

  • nel caso di trust residente nel territorio dello Stato che ha per oggetto esclusivo o principale lesercizio di attivit commerciale, il reddito determinato secondo le regole previste per i soggetti Ires che esercitano attivit commerciale;
  • nel caso di trust residente nel territorio dello Stato che non ha per oggetto esclusivo o principale lesercizio di attivit commerciale, il reddito determinato secondo le regole previste per gli enti non commerciali;
  • nel caso di trust non residente che ha per oggetto esclusivo o principale lesercizio di attivit commerciale, il reddito prodotto in Italia determinato ai sensi dellart. 151 del Tuir;
  • nel caso di trust non residente che non ha per oggetto esclusivo o principale lesercizio di attivit commerciale, il reddito prodotto in Italia determinato ai sensi dellart. 153 del Tuir.

Nel caso di trust trasparente il reddito ovunque conseguito assoggettato a tassazione per trasparenza in capo al beneficiario come reddito di capitale.

Qualora il reddito imputato sia stato prodotto dal trust in Italia ed ivi gi tassato, lo stesso non sconter ulteriore imposizione in capo al beneficiario residente. Pertanto, se il reddito prodotto dal trust ha gi scontato una tassazione a titolo dimposta o di imposta sostitutiva, detto reddito non concorre alla formazione della base imponibile fino a concorrenza del reddito gi tassato, neanche in caso di imputazione per trasparenza, in capo al beneficiario individuato.

Trust trasparente residente e non residente

Nel caso di trust trasparente ossia di trust con beneficiario individuato il reddito prodotto dal trust imputato al beneficiario indipendentemente dalla effettiva percezione, secondo un criterio di imputazione per trasparenza e, di conseguenza, tali redditi sono assoggettati ad imposizione in capo al beneficiario individuato.

Per beneficiario individuato sintende il beneficiario di reddito individuato, ossia il soggetto che esprime, rispetto a quel reddito, una capacit contributiva effettiva. Occorre, quindi, che il beneficiario sia puntualmente individuato e che risulti titolare del diritto di pretendere dal trustee lassegnazione di quella parte di reddito che gli viene imputata per trasparenza.

Di conseguenza, lattribuzione effettiva al beneficiario individuato del reddito gi tassato per imputazione in capo allo stesso non sar imponibile dal momento che si tratta del medesimo reddito.

Analogamente, se il reddito conseguito dal trust fruisce di un regime di non imponibilit o di esenzione previsto dalla normativa, la relativa attribuzione effettiva al beneficiario non d luogo a tassazione in capo a questultimo.

Trust opaco residente

Nel caso di trust opaco residente nel territorio dello Stato, ovvero di trust in cui il beneficiario non sia individuato nei termini sopra esposti, limposizione dei redditi da questo prodotti avviene nei confronti del trust stesso.

Il reddito prodotto dal trust opaco assoggettato ad Ires in capo al trust, in quanto autonomo soggetto passivo d'imposta, applicando le regole fiscali previste in base alla natura commerciale o non commerciale dellattivit svolta dal trust.

Trust opaco commerciale

Se il trust opaco si qualifica come commerciale, il reddito va determinato applicando le regole previste dagli articoli 81 e seguenti del Tuir in materia di reddito dimpresa. Ne deriva che, in caso di distribuzione del reddito ai beneficiari non individuati, si rende applicabile lart. 44, comma 1, lettera e) del Tuir, che prevede la tassazione come reddito di capitali degli utili derivanti dalla partecipazione al patrimonio anche di enti, diversi dalle societ, assoggettati ad Ires, tra i quali rientrano i trust.

Trust opaco non commerciale

Nel caso in cui il trust si qualifichi come ente non commerciale, la base imponibile del reddito del trust, cui applicare laliquota Ires, deve essere determinata ai sensi dellart. 143 del Tuir. Il trust opaco non commerciale determina il reddito imponibile con le medesime categorie reddituali previste per le persone fisiche.

Trust opaco estero

In generale il trust opaco estero soggetto passivo in Italia per i soli redditi prodotti nel territorio dello Stato e, ordinariamente, la relativa attribuzione al beneficiario non d luogo a tassazione in capo allo stesso. Tuttavia, nel caso di trust opaco stabilito in Stati e territori che, con riferimento al trattamento dei redditi prodotti dal trust, si considerano a fiscalit privilegiata, le attribuzioni a soggetti residenti in Italia assumono rilevanza reddituale in capo agli stessi.

La normativa prevede che costituiscono redditi di capitale anche i redditi corrisposti a residenti italiani da trust e istituti aventi analogo contenuto, stabiliti in Stati e territori che con riferimento ai redditi prodotti dal trust si considerano a fiscalit privilegiata ai sensi dellart. 4-bis, anche qualora i percipienti residenti non possano essere considerati beneficiari individuati ai sensi dellart. 73 .

Pertanto, se il trust opaco stabilito in uno Stato che, con riferimento ai redditi ivi prodotti, integra un livello di tassazione inferiore alla met di quello applicabile in Italia, le attribuzioni di reddito da parte del trust al beneficiario sono assoggettate ad imposizione in capo allo stesso beneficiario come reddito di capitale e in base al criterio di cassa.

Lindividuazione dei trust opachi esteri che godono di un regime fiscale privilegiato deve essere operata sulla base delle indicazioni contenute nella lettera b) del comma 1 dellart. 47-bis del Tuir, secondo cui, con riferimento al trattamento dei redditi prodotti del trust, si considerano a fiscalit privilegiata gli Stati per i quali il livello nominale di tassazione risulti inferiore al 50% di quello applicabile in Italia. Pertanto, il reddito di un trust opaco corrisposto ad un soggetto italiano sempre considerato imponibile in Italia, qualora il livello nominale di tassazione dei redditi prodotti dal trust sia inferiore al 50% di quello applicabile in Italia.

Linterposizione del Trust

Nellipotesi di interposizione fittizia, il reddito di cui appare titolare il trust assoggettato ad imposizione, per imputazione, direttamente in capo allinterponente residente in Italia, considerando il trust quale soggetto interposto.

Linterposizione del trust, ai fini della tassazione del reddito dallo stesso prodotto, fa venir meno lapplicazione delle regole fiscali con riferimento al trust sia opaco che trasparente.

In particolare, le attribuzioni effettuate dal trust interposto non generano redditi imponibili per il beneficiario, anche se il trust istituito in un Paese a fiscalit privilegiata, a condizione che e nella misura in cui tali attribuzioni derivino da redditi che, in ragione dellinterposizione del trust, sono gi stati assoggettati ad imposizione direttamente in capo allinterponente residente in Italia.

Determinazione dei redditi di capitale ai sensi dellart. 44 comma 1 lettera g-sexies)

Ai fini della determinazione del reddito di capitale da assoggettare a tassazioni in capo al beneficiario, il decreto ha inoltre introdotto una presunzione legale relativa con la finalit di assicurare limposizione dei redditi anche nel caso in cui il beneficiario della attribuzione non riceva dal trustee elementi idonei ad individuare la parte imponibile come reddito di capitale dellattribuzione ricevuta.

Il comma 4-quater allart. 45 del Tuir prevede che Qualora in relazione alle attribuzioni di trust esteri, a beneficiari residenti in Italia, non sia possibile distinguere tra redditi e patrimonio, lintero ammontare percepito costituisce reddito .

La norma detta una presunzione relativa, con la finalit di assicurare limposizione anche nel caso in cui il beneficiario della attribuzione effettuata dal trust opaco estero stabilito in giurisdizioni a fiscalit privilegiata non riceva dal trustee elementi idonei ad individuare la parte imponibile della stessa.

Con riferimento allambito soggettivo di applicazione si ritiene che la stessa si applichi ai trust opachi stabiliti in giurisdizioni a fiscalit privilegiata.

Il decreto ha inteso prevedere regole puntuali sul trattamento dei redditi corrisposti da tali trust opachi stabiliti in giurisdizioni a fiscalit privilegiata, prevedendo linclusione delle relative attribuzioni tra i redditi di capitale di cui alla lettera g-sexies) e introducendo la presunzione relativa con il comma 4-quater.

Lapplicazione della disposizione implica che sia operata una distinzione tra la quota di attribuzione riferibile:

  • al patrimonio, costituito dalla dotazione patrimoniale iniziale ed ogni eventuale successivo trasferimento effettuato dal disponente a favore del trust;
  • al reddito, costituito da ogni provento conseguito dal trust, compresi i redditi eventualmente reinvestiti o capitalizzati nel trust stesso.

Ai fini dellapplicazione della presunzione occorre rideterminare il reddito secondo la normativa fiscale italiana. Pertanto, lintero ammontare percepito costituisce reddito di capitale per il beneficiario residente in Italia qualora non emerga, da apposita documentazione contabile ed extracontabile del trustee, la distinzione tra il patrimonio e il reddito, come sopra definiti.

A tal fine il trustee deve mantenere una contabilit analitica che distingua la quota/attribuzione riferibile al valore dei beni in trust al momento del conferimento iniziale dalla quota riferibile ai redditi realizzati di anno in anno.

Leventuale distinzione, tra reddito e patrimonio, operata dalle delibere di distribuzione del trust, deve essere in ogni caso supportata dalla documentazione contabile del trust.

Disciplina ai fini delle imposte indirette

Con riferimento allimposizione indiretta la circolare recepisce lorientamento della Suprema corte che ha rivisitato le posizioni inizialmente prese. In particolare i giudici di legittimit hanno ritenuto di confermare linterpretazione secondo la quale - essendo la costituzione di vincoli di destinazione assoggettata alla reintrodotta imposta sulle successioni e donazioni - occorre tenere conto, ai fini della tassazione, del presupposto stabilito per tale imposta che impone la sussistenza del reale trasferimento di beni o diritti e quindi del reale arricchimento dei beneficiari.

La dotazione di beni e diritti in trust non integra di per s un trasferimento imponibile ma rappresenta un atto generalmente neutro, che non d luogo ad un trapasso di ricchezze suscettibile di imposizione indiretta. Infatti, secondo la Corte per lapplicazione delle imposte si deve fare riferimento non alla nozione di utilit economica ma a quella di effettivo incremento patrimoniale del beneficiario.

Alla luce dellindirizzo assunto dalla Corte di cassazione, devono ritenersi superate le indicazioni fornite nelle circolari n. 48/E/2007 e n. 3/E/2008.

Tassazione ai fini delle imposte indirette

In merito allimposizione indiretta il documento di prassi si pone in linea con lorientamento espresso dalla Corte di cassazione in base al quale la dotazione di beni e diritti in trust, ai fini dellapplicazione dellimposta sulle successioni e donazioni, non d luogo ad un effettivo trasferimento di beni o diritti e, di conseguenza, ad un arricchimento dei beneficiari. Infatti, la giurisprudenza di legittimit ha affermato che la costituzione del vincolo di destinazione non costituisce autonomo presupposto impositivo, essendo necessario che si realizzi un effettivo trasferimento di ricchezza mediante attribuzione patrimoniale stabile non meramente strumentale.

In ordine allindividuazione del momento in cui si realizza leffettivo trasferimento occorre fare riferimento alle clausole statutarie che disciplinano il concreto assetto degli interessi patrimoniali e giuridici del trust.

Liquidazione dellimposta

Ai fini della liquidazione dellimposta si fa riferimento alle aliquote e franchigie previste dallarticolo 2, commi 48 e 49 del decreto legge n. 262/2006 che sono individuate allatto dellattribuzione dei beni, sulla base del rapporto di parentela intercorrente tra disponente e beneficiario.

Pertanto, le aliquote e le franchigie, previste allart. 2, commi 48 e 49 del decreto legge n. 262 del 2006, sono individuate, allatto della attribuzione dei beni, sulla base del rapporto di parentela intercorrente tra disponente e beneficiario.

Ai fini dellapplicazione dellimposta sulle successioni e donazioni, trattandosi di una fattispecie di donazione definibile a formazione progressiva, con cui il disponente provveder ad arricchire i beneficiari per mezzo del programma negoziale attuato tramite il trustee, i requisiti della territorialit, ovvero la residenza del disponente e la localizzazione dei beni apportati, devono essere verificati allatto di apporto dei beni al trust, momento in cui si verifica leffettivo spossessamento dei beni da parte del disponente per effetto della segregazione.

Operazioni effettuate durante la vita del trust

Sono soggette ad autonoma imposizione le operazioni di gestione compiute dal trustee durante la vita del trust. Qualora il trustee proceda allacquisto di un immobile a titolo oneroso, il relativo atto sar soggetto alle disposizioni ordinarie in materia di imposta di registro, tenendo conto delle caratteristiche essenziali dellistituto, ovvero che i beni del trust, pur intestati a nome del trustee, costituiscono una massa distinta e non fanno parte del patrimonio dello stesso, che tenuto ad amministrare, gestire o disporre beni secondo i termini del trust, con obbligo di renderne conto.

Non trova applicazione in relazione a tali acquisti il criterio di determinazione della base imponibile c.d. del prezzo valore n le agevolazioni previste per le persone fisiche.

Sostituzione del trustee

Durante la vita del trust pu accadere che il trustee rinunci, revochi o decada dal suo ufficio. Quindi deve essere sostituito. Latto con il quale si effettua la sostituzione del trustee non realizza il presupposto applicativo delle imposte sulle successioni e donazioni. Si tratta, infatti, di un mero avvicendamento nelle vicende gestorie del trust, privo di contenuto patrimoniale.

Tali atti di sostituzione del trustee, se redatti con atto pubblico o con scrittura privata autenticata, saranno assoggettati allimposta di registro in misura fissa in quanto non aventi per oggetto prestazioni a carattere patrimoniale.

Analogamente saranno assoggettati allimposta di registro in misura fissa, se redatti con atto pubblico o con scrittura privata autenticata, gli atti di eventuali nomine di un ulteriore trustee o guardiano.

Imposte ipotecaria e catastale

Le imposte ipotecaria e catastale alle fattispecie dei trust sono dovute per le formalit di trascrizione di atti che importano trasferimento di propriet di beni immobili o costituzione o trasferimento di diritti reali immobiliari e per le volture catastali conseguenti ai medesimi atti.

Gli atti di donazione dei beni in trust comportano trasferimenti di beni meramente strumentali e finalizzati al solo compimento degli scopi del trust; non si traducono in effettivi trasferimenti di ricchezza dal disponente al trustee, non determinando effetti traslativi. Il trasferimento di ricchezza si realizza solo allatto di attribuzione del bene al beneficiario.

Ci posto, le formalit e le volture catastali eseguite in dipendenza degli atti con cui il disponente effettua la dotazione di beni immobili o diritti reali immobiliari al trust, sono soggette alle imposte ipotecaria e catastale in misura fissa. Le imposte ipotecaria e catastali in misura fissa saranno dovute anche nellipotesi di formalit e voltura catastali eseguite per effetto dellatto di sostituzione del trustee.

Atti formati allestero

Gli atti di attribuzione di patrimonio posti in essere da trust esteri che risultano formati allestero sono soggetti ad obbligo di registrazione quando comportano trasferimento della propriet ovvero costituzione o trasferimento di altri diritti reali, anche di garanzia, su beni immobili o aziende esistenti nel territorio dello Stato.

Lobbligo di registrazione per gli atti formati allestero previsto anche per gli atti aventi ad oggetto donazioni, dirette o indirette, formati allestero nei confronti di beneficiari residenti nello Stato.

Pertanto, si ritiene che latto di costituzione dei beni in trust formato allestero vada assoggettato a registrazione in termine fisso, in misura fissa, trattandosi di una donazione definibile a formazione progressiva in cui il disponente provveder ad arricchire i beneficiari per mezzo del programma negoziale attuato tramite il trustee. Tale obbligo di registrazione non contrasta con la circostanza che limposta sulle successioni e donazioni verr applicata solo al momento delleffettiva attribuzione dei beni ai beneficiari.

Lart.45, comma 4-quater del Tuir dispone che Qualora in relazione alle attribuzioni di trust esteri a beneficiari residenti in Italia, non sia possibile distinguere tra redditi e patrimonio, lintero ammontare percepito costituisce reddito. Alle predette attribuzioni di patrimonio applicabile limposta di successione e donazione.

Pertanto, qualora il disponente del trust sia residente in Italia, agli atti di attribuzione del patrimonio sar applicabile limposta proporzionale sulle successioni e donazioni, anche se i beni patrimoniali trasferiti siano esistenti allestero.

Nel caso in cui il disponente non risieda in Italia, la predetta imposta sulle attribuzioni dei beni patrimoniali sar applicata limitatamente ai beni e ai diritti esistenti nel territorio dello Stato.

Trust c.d. liquidatori e di garanzia

Sono diverse le tipologie di trust. Rivestono interesse i c.d. trust di scopo nei quali, a differenza di quelli c.d. familiari, istituiti per lo pi con finalit successorie, mancano i soggetti beneficiari delle attribuzioni che possono essere considerati destinatari di un effettivo arricchimento patrimoniale definitivo, in quanto i beni segregati nel trust sono utilizzati dal trustee per realizzare scopi del trust, non coincidente con lattribuzione dei beni ai beneficiari.

Tra questi, si riscontrano i trust di garanzia e i trust liquidatori istituiti, ad esempio, al fine di garantire o estinguere un debito del disponente nei confronti dei propri creditori o dei creditori della societ dallo stesso partecipata.

In ogni tipologia di trust limposta proporzionale non andr anticipata n allatto istitutivo, n a quello di dotazione, bens riferita a quello di sua attuazione e compimento mediante trasferimento finale del bene al beneficiario.

Nellipotesi del trust liquidatorio non si dubita della effettivit del trasferimento al trustee dei beni da liquidare, ma ci non esclude che tale trasferimento sia mero veicolo tanto delleffetto di segregazione quanto di quello di destinazione. Ancora una volta, dunque, si tratter di individuare e tassare gli atti traslativi propriamente detti, non potendo assurgere ad espressione di ricchezza imponibile, n lassegnazione-dotazione di taluni beni alla liquidazione del trustee in funzione solutoria e nemmeno, in tal caso, la ripartizione del ricavato ai beneficiari a dovuta soddisfazione dei loro crediti. Si tratta, in conclusione, di risoluzione che pu ricondurre ad unit anche quegli indirizzi che, pur discostandosi dalloriginaria posizione interpretativa della Cassazione, hanno tuttavia ritenuto di dover mantenere dei distinguo in relazione fattispecie di trust reputate peculiari ed in qualche modo divergenti dal paradigma convenzionale.

Pertanto, si ritiene che anche nel caso del trust di scopo di tipo liquidatorio o di garanzia, latto istitutivo e latto di dotazione saranno soggetti allimposta di registro in misura fissa, nonch alle imposte ipotecaria e catastale sempre in misura fissa, nel caso sussistano i relativi presupposti.

Nellipotesi del trust c.d. di garanzia, allatto istitutivo trover applicazione limposta di registro nella misura dello 0,50% assumendo quale base imponibile la somma garantita.

Successivamente al momento istitutivo, le operazioni di gestione compiute dal trustee durante la vita del trust, al fine di realizzarne gli scopi saranno soggette ad autonoma imposizione, secondo la natura e gli effetti giuridici che le caratterizzano, da esaminare volta per volta.

Anche gli atti con cui verranno poste in essere le attribuzioni del patrimonio da parte del trustee saranno valutati caso per caso.

Trust Dopo di Noi

La c.d. Legge Dopo di Noi ( n. 112 del 22 giugno 2016) ha introdotto una disciplina agevolativa per i trust istituiti a favore dei soggetti con disabilit gravi. Larticolo 6 prevede che i beni e i diritti conferiti in trust, istituiti in favore delle persone con disabilit grave sono esenti dallimposta sulle successioni e donazioni. Lo stesso articolo al comma 2 dispone che le esenzioni e le agevolazioni sono ammesse a condizione che il trust persegua come finalit esclusiva linclusione sociale, la cura e lassistenza delle persone con disabilit grave, in favore delle quali istituito.

Le esenzioni e le agevolazioni sono ammesse se sussistono congiuntamente le seguenti condizioni:

  • istituzione del trust con atto pubblico;
  • individuazione nellatto istitutivo dei soggetti coinvolti e dei rispettivi ruoli, dei bisogni specifici delle persone con disabilit grave e delle attivit assistenziali necessarie a garantire la cura e la soddisfazione dei bisogni delle persone assistite;
  • individuazione nellatto istitutivo degli obblighi e delle modalit di rendicontazione a carico del trustee;
  • gli esclusivi beneficiari del trust sono le persone con disabilit grave;
  • il patrimonio conferito nel trust deve essere destinato esclusivamente alla realizzazione delle finalit assistenziali del trust;
  • individuazione nellatto istitutivo del soggetto preposto al controllo delle obbligazioni imposte allatto dellistituzione del trust;
  • previsione nellatto istitutivo del termine finale della durata del trust nella data della morte della persona con disabilit grave;
  • previsione nellatto istitutivo della destinazione del patrimonio residuo.

I commi 4 e 5 dellarticolo 6 disciplinano le ipotesi di retrocessione al soggetto disponente dei beni vincolati in trust e le attribuzioni del patrimonio residuo alla morte del beneficiario disabile grave, in particolare:

  • In caso di premorienza del beneficiario rispetto ai soggetti che hanno istituito il trust i trasferimenti di beni e diritti reali a favore dei suddetti soggetti godono delle medesime esenzioni dallimposta sulle successioni e donazioni e le imposte di registro, ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa(comma 4);
  • Al di fuori dellipotesi di cui al 4 comma , in caso di morte del beneficiario del trust il trasferimento del patrimonio residuo soggetto allimposta sulle successioni e donazioni in considerazione del rapporto di parentela o coniugio intercorrente tra disponente, fiduciante e destinatari del patrimonio residuo (comma 5).

Il comma 6 dispone poi che Ai trasferimenti di beni e diritti in favore dei trust ovvero dei fondi speciali ovvero dei vincoli di destinazione, istituiti in favore delle persone con disabilit grave le imposte di registro, ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa.

Il predetto comma 6 dellarticolo 6 rileva anche con riferimento alle fattispecie di trasferimento a titolo oneroso di beni e diritti a favore del trust.

In assenza di una esplicita esclusione per gli atti a titolo oneroso, la circolare ritiene possibile applicare lagevolazione della misura fissa sia per limposta di registro che per le imposte ipotecaria e catastale anche agli atti di acquisto a titolo oneroso posti in essere dal trustee, nel caso di un trust istituito nel rispetto di tutte le condizioni richieste dalla legge n. 112/2016.

Obblighi di monitoraggio fiscale

Le persone fisiche, gli enti non commerciali e le societ semplici ed equiparate sono tenuti alla compilazione del quadro RW della propria dichiarazione dei redditi per indicare gli investimenti allestero e le attivit estere di natura finanziaria suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia.

Obbligato a tale adempimento non solo il possessore diretto delle attivit finanziarie allestero ma anche i soggetti che, per la normativa antiriciclaggio, risultino essere titolari effettivi dei predetti beni.

Dal periodo dimposta 2017, per effetto del decreto legislativo n. 90/2017, sono obbligati alla compilazione del quadro RW i titolari effettivi dellinvestimento ossia le persona fisica o le persone fisiche cui, in ultima istanza, attribuibile la propriet diretta o indiretta dellente ovvero il relativo controllo. Sono titolari effettivi: i fondatori, i beneficiari, i titolari di poteri di rappresentanza legale, direzione e amministrazione.

La nuova definizione di titolare effettivo, frutto di modifiche normative, pi ampia rispetto al passato . Sono entrati nellambito di applicazione del monitoraggio fiscale soggetti, indicati come titolari effettivi, che, pur non disponendo direttamente del patrimonio o del reddito di entit quali i trust, sono coloro che in ultima istanza beneficiano delle attivit dellentit giuridica.

I contribuenti residenti, rientranti nellambito soggettivo del monitoraggio fiscale, sono tenuti agli obblighi dichiarativi nellipotesi di detenzione di attivit finanziarie e patrimoniali, a titolo di propriet o di altro diritto reale, indipendentemente dalle modalit di acquisizione e quindi anche se pervengono da eredit o donazioni.

Lobbligo di compilazione del quadro RW sussiste non soltanto nel caso di possesso diretto delle attivit da parte del contribuente, ma anche nel caso in cui le predette attivit siano possedute dal contribuente per il tramite di interposta persona. il caso, ad esempio, di soggetti che abbiano leffettiva disponibilit di attivit finanziarie e patrimoniali formalmente intestate ad un trust.

Lobbligo dichiarativo riguarda anche i casi in cui le attivit estere, pur essendo intestate ad entit giuridiche quali fondazioni o trust, siano riconducibili a persone fisiche, ad enti non commerciali o a societ semplici ed equiparate, in qualit di titolari effettivi delle stesse attivit.

In linea di principio i trust residenti in Italia sono tenuti agli adempimenti di monitoraggio fiscale per gli investimenti allestero e le attivit estere di natura finanziaria da essi detenuti. In particolare, il trust trasparente residente deve adempiere agli obblighi di monitoraggio fiscale con lindicazione del valore delle attivit estere e della percentuale del patrimonio non attribuibile ai titolari effettivi residenti.

La definizione di titolare effettivo contenuta nella disciplina dellantiriciclaggio stata adattata in considerazione delle finalit del monitoraggio fiscale. Occorre, pertanto, verificare la compatibilit della nuova nozione di titolare effettivo, recata dalla disciplina dellantiriciclaggio, con le finalit delle norme sul monitoraggio fiscale.

La disciplina del monitoraggio fiscale ha la finalit di garantire il corretto adempimento degli obblighi tributari in relazione ai redditi derivanti da investimenti allestero e da attivit estere di natura finanziaria da parte di taluni soggetti residenti.

Con riferimento ai soggetti residenti beneficiari di trust ci che rileva, ai fini dellattribuzione della qualifica di titolare effettivo che siano individuati o facilmente individuabili e che, quindi, dallatto di trust o da altri documenti, sia possibile lidentificazione degli stessi.

Sono soggetti agli obblighi di monitoraggio tutti i beneficiari residenti di un trust estero. I beneficiari di un trust non discrezionale assolvono pienamente gli obblighi di monitoraggio fiscale e indicano il valore degli investimenti detenuti allestero dallentit e delle attivit estere di natura finanziaria ad essa intestate. I beneficiari di trust discrezionale hanno lobbligo di indicare nel quadro RW lammontare del relativo credito vantato nei confronti del trust, unitamente agli investimenti e alle attivit finanziarie detenute allestero.

Nellipotesi di omessa comunicazione di informazioni a lui note al momento della compilazione del quadro RW e contestate dal fisco, il beneficiario del trust discrezionale incorrer nelle sanzioni previste per le violazioni relative allomessa o infedele compilazione del quadro RW.

Applicazione dellIvie e dellIvafe

Nellambito oggettivo dellimposta sul valore degli immobili situati allestero (IVIE) e dellimposta sul valore delle attivit finanziarie detenute allestero (IVAFE) rientrano i soggetti tenuti ad assolvere gli obblighi di monitoraggio fiscale per gli investimenti e le attivit detenuti allestero, adempimento che si esplica mediante la compilazione del quadro RW della dichiarazione annuale dei redditi.

Pertanto, i trust residenti in Italia sono tenuti a pagare tali imposte per gli immobili e le attivit finanziarie detenute allestero dal 1gennaio 2020. Il primo versamento di Ivie e Ivafe andava effettuato entro il termine previsto per il saldo delle imposte sui redditi derivanti dalla dichiarazione dei redditi relativa al periodo dimposta 2020. Entro tale termine doveva essere versato anche il primo acconto per le imposte relative al 2021.

Per lapplicazione dellIVIE il presupposto oggettivo costituito dal possesso di un immobile allestero, a qualsiasi uso esso sia destinato. In merito al requisito della residenza fiscale dei soggetti passivi dellimposta, si considerano residenti le societ e gli enti che per la maggior parte del periodo dimposta hanno sede legale o dellamministrazione nel territorio dello Stato.

Si considerano residenti nel territorio dello Stato i trust istituiti in Stati o territori diversi da quelli inclusi nella c.d. white list.

LIVIE dovuta nella misura dello 0,76% in proporzione alla quota di titolarit del diritto di propriet o altro diritto reale e ai mesi dellanno per i quali si protratto tale diritto, con una franchigia di 200 euro.

Il valore costituito dal costo risultante dallatto di acquisto e, in mancanza, dal valore di mercato rilevabile nel luogo in cui si trova limmobile. Per determinare limposta, nei Paesi appartenenti alla Ue o aderenti allo SEE, il valore da utilizzare prioritariamente quello catastale. Dallimposta si detrae, fino a concorrenza del suo ammontare, un credito dimposta pari allimporto delleventuale imposta patrimoniale versata nellanno di riferimento nello Stato estero in cui situato limmobile e ad esso relativa.

Per gli immobili per i quali non siano intervenute variazioni nel corso del periodo dimposta - fattispecie di esonero dalla compilazione del quadro RW della dichiarazione dei redditi - il trust comunque tenuto al versamento della relativa IVIE qualora dovuta.

Anche lIVAFE si applica nei confronti dei trust residenti in Italia che detengono allestero attivit finanziarie. LIVAFE si applica, in misura differenziata, sul valore dei prodotti finanziari, dei conti correnti e dei libretti di risparmio.

Limposta dovuta nella misura del 2 per mille del valore dei prodotti finanziari e fino alla misura massima di 14 mila euro. Nella nozione di prodotti finanziari sono compresi i depositi bancari e postali, anche se rappresentati da certificati. Per i conti correnti e i libretti di risparmio intestati a trust residenti in Italia limposta dovuta nella misura fissa di 100 euro.

La base imponibile dellIVAFE costituita dal valore di mercato delle attivit finanziarie, rilevato al termine di ogni anno solare nel luogo in cui esse sono detenute. possibile detrarre dallIVAFE, fino a concorrenza del suo ammontare, un credito dimposta pari allammontare delleventuale imposta patrimoniale versata nello Stato in cui sono detenuti i prodotti finanziari.

LIVIE e lIVAFE non devono essere assolti dai beneficiari di trust opachi in quanto manca il presupposto per lassolvimento di tali imposte, vale a dire la propriet dellimmobile o la titolarit di altro diritto reale sullo stesso e/o la detenzione dei prodotti finanziari, conti correnti e libretti di deposito.


(Vedi circolare n. 34 del 2022)

Istituzione causale per il versamento della contribuzione figurativa per le cariche elettive degli iscritti alla cassa INPGI transitati in Inps gestione FPLD evidenza separata
Martedì, 1 Novembre , 2022
Con la risoluzione n. 62/E del 24 ottobre 2022, lAgenzia delle Entrate ha istituito la causale per il versamento, tramite modello F24 ELIDE, della contribuzione figurativa per le cariche elettive ai sensi dellarticolo 38 della legge n. 488/1999 degli iscritti alla cassa INPGI transitati in INPS gestione FPLD evidenza separata. La nuova causale la seguente: CPE9 denominata Contribuzione figurativa per cariche elettive di cui allart. 38 della legge n. 488/1999 degli iscritti alla cassa INPGI transitati in INPS gestione Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti evidenza separata.
(Vedi risoluzione n. 62 del 2022)

Istituzione del codice tributo per il versamento delle somme dovute per la fornitura dei contrassegni di legittimazione - Art. 62-quater 1, comma 10, Dlgs n. 504/1995
Martedì, 1 Novembre , 2022

Dal 1gennaio 2023 la circolazione dei prodotti diversi dai tabacchi lavorati sottoposti ad accisa, contenenti nicotina e preparati allo scopo di consentire, senza combustione e senza inalazione, lassorbimento di tale sostanza da parte dellorganismo, legittimata mediante applicazione di appositi contrassegni di legittimazione.

LAgenzia delle Accise, Dogane e Monopoli ha chiesto listituzione del codice tributo per il versamento, mediante modello F24 Accise, delle somme dovute per la fornitura dei suddetti contrassegni.

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 63/E del 26 ottobre 2022, ha istituito il codice tributo 5481 denominato Proventi derivanti dalla fornitura di contrassegni di legittimazione di cui allarticolo 62-quater.1, comma 10, del Dlgs n. 504/1995.


(Vedi risoluzione n. 63 del 2022)

Istruzioni per il versamento della sanzione dovuta per avvalersi della remissione in bonis ai fini dellinvio della comunicazione dellopzione di cui allart. 121 del decreto Rilancio
Venerdì, 14 Ottobre , 2022

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 58/E dell11 ottobre 2022, ha istituito il codice tributo 8114per il versamento della sanzione in misura minima stabilita ai sensi dellarticolo 11, comma 1, del decreto legislativo n. 471/1997, dovuta secondo le modalit stabilite dallarticolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997 n. 241.

LAmministrazione finanziaria, con la circolare n. 33/E del 6 ottobre 2022, ha chiarito che, in presenza di determinate condizioni, le comunicazioni per lesercizio dellopzione per la prima cessione del credito o lo sconto in fattura relativa al Superbonus e alle altre detrazioni spettanti per lavori edilizi, come pure per la cessione delle rate residue non fruite in detrazione, pu avvenire anche successivamente ai termini stabiliti dal provvedimento del 3 febbraio 2022 dellAgenzia delle Entrate e dallarticolo 10 quater del decreto legge n. 4/2022, avvalendosi dellistituto della remissione in bonis.

Nel modello F24 va indicato il codice fiscale del primo cessionario o del fornitore che ha effettuato lo sconto in fattura con il codice identificativo 10, denominato cessionario/fornitore.


(Vedi risoluzione n. 58 del 2022)

Crediti dimposta a favore delle imprese in relazione ai maggiori oneri sostenuti per lacquisto di luce, gas e carburante - istituzione del codice tributo per lutilizzo dei crediti dimposta acquistati dai cessionari
Venerdì, 14 Ottobre , 2022

Con alcuni provvedimenti legislativi sono state introdotte agevolazioni nella forma del credito dimposta, al fine di compensare parzialmente il maggiore onere sostenuto dalle imprese per lacquisto di energia elettrica, gas e carburante.

La disciplina di riferimento dei crediti dimposta in parola prevede che gli stessi siano utilizzati in compensazione oppure ceduti a terzi ma solo per intero.

Per permettere ai beneficiari originari lutilizzo in compensazione, tramite modello F24, dei crediti dimposta in argomento, con le risoluzioni n. 48/E e 49/E del 2022 lAgenzia delle Entrate ha istituito una serie di codici tributo.

In merito alla cessione e alla tracciabilit dei crediti dimposta riconosciuti in relazione agli oneri sostenuti per lacquisto di prodotti energetici, il Direttore dellAgenzia delle Entrate, con il provvedimento del 6 ottobre 2022, ha esteso le disposizioni del provvedimento datato 30 giugno 2022.

Tanto premesso, lAgenzia delle Entrate, per consentire ai cessionari di utilizzare i crediti in compensazione tramite mod. F24, con la risoluzione n. 59/E dell11 ottobre 2022, ha istituito i seguenti codici tributo:

  • 7727 denominato CESSIONE CREDITO - credito dimposta per lacquisto di carburanti per lesercizio dellattivit della pesca (secondo trimestre 2022) - art. 3-bis del decreto legge n. 50/2022;
  • 7728 denominato CESSIONE CREDITO - credito dimposta a favore delle imprese energivore (terzo trimestre 2022) - art. 6, c. 1, del decreto legge n. 115/2022;
  • 7729 denominato CESSIONE CREDITO - credito dimposta a favore delle imprese a forte consumo gas naturale (terzo trimestre 2022) - art. 6, comma 2, del decreto legge n. 115/2022;
  • 7730 denominato CESSIONE CREDITO - credito dimposta a favore delle imprese non energivore (terzo trimestre 2022) - art. 6, c. 3, del decreto legge n. 115/2022;
  • 7731 denominato CESSIONE CREDITO - credito dimposta a favore delle imprese diverse da quelle a forte consumo gas naturale (terzo trimestre 2022) - art. 6, c.4, del decreto legge n. 1152022;
  • 7732 denominato CESSIONE CREDITO - credito dimposta per lacquisto di carburanti per lesercizio dellattivit agricola e della pesca (terzo trimestre 2022) - art. 7 del decreto legge n. 115/2022;


(Vedi risoluzione n. 59 del 2022)

Acquisto e rivendita di beni a viaggiatori extracomunitari tramite mandato con rappresentanza
Venerdì, 14 Ottobre , 2022

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 60/E del 12 ottobre 2022, ha chiarito in quali casi le cessioni ai viaggiatori extracomunitari possono avvenire senza pagamento dellIva.

LAmministrazione finanziaria precisa che lagevolazione Iva sugli acquisti effettuati nel territorio dello Stato da parte di viaggiatori extracomunitari non si applica nel caso in cui venga adottato il modello basato sul mandato con rappresentanza rilasciato dal gestore di unapposita app in favore del viaggiatore i cui beni vengono contestualmente riacquistati sulla base di un c.d. flash title, non appena saranno stati ceduti dal Retailer con successiva detrazione Iva sugli acquisti da parte del mandante.

La risoluzione rammenta che per le cessioni di beni, di importo superiore a 154,94 euro Iva inclusa, da trasportare nei bagagli personali dei viaggiatori domiciliati o residenti fuori dalla Ue, trova applicazione lart. 38-quater del Dpr n. 633/1972. Tale articolo prevede che le cessioni possono essere effettuate senza pagamento dellimposta a patto che sia emessa fattura e che i beni siano trasportati fuori della Comunit entro il terzo mese successivo a quello di effettuazione delloperazione. La fattura, inoltre, deve essere restituita al cedente con lindicazione degli estremi del passaporto o di altro documento equipollente, entro il quarto mese successivo alleffettuazione delloperazione; la mancata restituzione comporta la regolarizzazione delloperazione da parte del cedente, entro un mese dalla scadenza del termine sopra indicato.

Qualora il cedente non si sia avvalso di tale facolt, il cessionario ha diritto al rimborso dellimposta pagata per rivalsa a condizione che i beni siano trasportati fuori della Comunit entro il terzo mese successivo a quello della cessione e che restituisca al cedente lesemplare della fattura vistato dallufficio doganale entro il quarto mese successivo a quello di effettuazione delloperazione. Il rimborso effettuato dal cedente il quale ha diritto di recuperare limposta mediante annotazione della corrispondente variazione nel registro di cui allarticolo 25 (comma 2 articolo 38-quater).

LAgenzia delle Entrate fa un richiamo normativo sul tema trattato evidenziando che:

  • cessionari possono essere solo coloro che risultino domiciliati o residenti fuori dalla Ue e che non siano soggetti passivi dimposta nel loro Paese;
  • non sussistono specifiche limitazioni in ordine alla qualificazione dei soggetti passivi cedenti, che tuttavia restano figure distinte da quella dellintermediario che pu eseguire il rimborso in luogo del cedente;
  • i beni devono essere destinati alluso personale o familiare del viaggiatore, mentre sono escluse le prestazioni di servizi;
  • il valore di 154,94 euro non pu riferirsi a pi cessioni avvenute in momenti diversi anche se documentate con ununica fattura;
  • la cessione dei beni ai viaggiatori extracomunitari deve essere documentata tramite il sistema OTELLO - Online tax refund at exit: light lane optimization , nellattuale versione 2.0 con emissione di una fattura in formato elettronico. Tale emissione si declina nella sua messa a disposizione in modalit digitale ma comprende anche la consegna in modalit analogica.
  • non sono ammesse modalit che non consentano di rispettare puntualmente i requisiti richiamati.

In base a quanto rappresentato dallistante lAgenzia rileva che nellattivit ipotizzata non sono presenti i passaggi descritti in quanto Beta non solo non sceglie i beni che il mandatario acquista in suo nome e per conto, ma non ne entra mai neppure in possesso, n sostiene le spese per il loro acquisto, demandandolo interamente ai viaggiatori.

In sintesi, il modello descritto dallistante non pu ritenersi conforme alle indicazioni fornite dalla normativa nazionale e comunitaria e dalla prassi. Dunque, per il mandato con rappresentanza non potr beneficiare della misura di favore prevista dallart. 38-quater del Dpr Iva per le cessioni di beni effettuate nei confronti di consumatori extracomunitari.


(Vedi risoluzione n. 60 del 2022)

Modifiche alla disciplina dellopzione per la cessione o per lo sconto in luogo delle detrazioni fiscali e chiarimenti in merito alla regolarizzazione di errori nella indicazione dei dati nella comunicazione per lesercizio dellopzione
Sabato, 8 Ottobre , 2022

Premessa

LAgenzia delle Entrate, con la circolare n. 33/E del 6 ottobre 2022, ha fornito chiarimenti in merito alle modifiche apportate dal decreto Aiuti agli incentivi per lefficienza energetica, il sisma bonus, il fotovoltaico e le colonnine di ricarica dei veicoli elettrici e dal decreto Aiuti-bis in tema di opzione per la cessione o per lo sconto in luogo delle detrazioni fiscali di cui allarticolo 121 del decreto Rilancio.

Il decreto legge Aiuti-bis ha introdotto i commi 1-bis e 1-bis 2 allarticolo 14 del decreto Aiuti. Il comma 1-bis ha modificato la disciplina della responsabilit in solido del fornitore che ha applicato lo sconto e dei cessionari in presenza di concorso nella violazione, limitandola ai casi di colpa grave e dolo. Il comma 1-bis 2 ha previsto, invece, la possibilit di beneficiare della nuova disciplina anche per i crediti sorti prima dellintroduzione degli obblighi di acquisizione del visto di conformit e delle attestazioni e asseverazioni, a condizione che il cedente acquisisca, ora per allora, la predetta documentazione.

La circolare fornisce precisazioni in merito alla responsabilit amministrativa del fornitore e del cessionario. Il documento di prassi amministrativa offre anche alcune indicazioni per rimediare ad eventuali errori commessi nella compilazione della Comunicazione per lesercizio dellopzione per la cessione o per lo sconto in luogo delle detrazioni fiscali di cui allarticolo 121 del decreto Rilancio o nella circolazione dei crediti nella Piattaforma, nonch specifiche indicazioni a seguito delle modifiche apportate dal decreto Aiuti allarticolo 119 del decreto Rilancio; modifiche che hanno ampliato lambito di applicazione temporale del Superbonus in caso di interventi su edifici unifamiliari da parte di persone fisiche.

Modalit di fruizione dei bonus edilizi disciplinate dal decreto Rilancio

Larticolo 121 del decreto Rilancio disciplina le diverse modalit di fruizione dei bonus edilizi a favore dei soggetti che effettuano interventi di ristrutturazione edilizia o di riqualificazione energetica.

Tali detrazioni sono fruite dal beneficiario in diminuzione delle imposte dovute in base alla liquidazione della dichiarazione dei redditi. In luogo dellutilizzo della detrazione possibile optare per un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto o per la cessione del credito dimposta.

Lassenza dei requisiti previsti dalla disciplina agevolativa comporta il recupero dellammontare delle detrazioni indebitamente fruite, maggiorato di interessi e sanzioni.

Disciplina della responsabilit in solido del fornitore che ha applicato lo sconto e dei cessionari in presenza di concorso nella violazione

I commi 4 e 6 dellarticolo 121 del decreto Rilancio disciplinano le forme di responsabilit dei fornitori e dei cessionari dei predetti crediti dimposta.

Il decreto legge Aiuti-bis, in sede di conversione, ha modificato il comma 6 del citato articolo 121 e lipotesi di concorso in violazione del fornitore e dei cessionari stata limitata ai soli casi di dolo o colpa grave, a patto che, per i crediti originati dallesercizio di una delle opzioni di cui allarticolo 121 del decreto Rilancio, siano stati acquisiti i visti di conformit, le asseverazioni e le attestazioni di cui allarticolo 119 e 121, comma 1-ter. (comma 1-bis 1 dellarticolo 14 del decreto Aiuti).

A seguito di tale modifica, affinch il fornitore o il cessionario che utilizza in compensazione il credito dimposta possa considerarsi responsabile in solido con il beneficiario della detrazione in ipotesi di carenza dei relativi presupposti costitutivi, lo stesso, nel rispetto delle altre condizioni recate dalla predetta modifica, deve aver operato con dolo o colpa grave, risultando, invece, irrilevante lipotesi di colpa lieve.

Per la corretta individuazione delle nozioni di dolo e colpa grave si tenga conto che:

  • si considera dolosa la violazione attuata con lintento di pregiudicare la determinazione dellimponibile o dellimposta ovvero diretta ad ostacolare lattivit amministrativa di accertamento . A rilevare la volont dellautore della violazione che consapevolmente diretta allevasione;
  • la colpa grave sussiste quando limperizia o la negligenza del comportamento sono indiscutibili e non possibile dubitare ragionevolmente del significato e della portata della norma violata e, di conseguenza, risulta evidente la macroscopica inosservanza di elementari obblighi tributari . Essa , pertanto, connessa allimperizia o negligenza indiscutibili ovvero allimpossibilit di dubitare ragionevolmente del significato e della portata della norma violata.

Giova distinguere il grado della colpa perch, ad esempio, la diligenza richiesta ai fini della colpa sar valutata anche tenendo conto della natura dellattivit professionale o dimpresa svolta dal cessionario.

Per quanto concerne il concorso nella violazione in materia tributaria possiamo affermare che al soggetto che ha concorso nella violazione viene irrogata la sanzione prevista per la medesima violazione, a meno che lerrore non sia incolpevole. Le violazioni amministrative di norme tributarie sono, infatti, punibili in caso di dolo o colpa e la sussistenza di tali elementi soggettivi rileva anche con riferimento ai soggetti che hanno concorso allillecito tributario.

Con particolare riferimento al concorso del fornitore o del cessionario, con le recenti modifiche introdotte in sede di conversione del decreto Aiuti-bis, la responsabilit solidale limitata alle sole ipotesi di dolo o colpa grave. Il dolo ricorre, ad esempio, quando il cessionario consapevole dellinesistenza del credito. La colpa grave, invece, quando il cessionario abbia omesso la diligenza richiesta che si realizza, ad esempio, quando lacquisto dei crediti sia avvenuto in assenza di documentazione a supporto degli stessi.

Per i soggetti obbligati lipotesi di concorso in violazione sussiste, ad esempio, quando gli stessi procedono allacquisizione del credito nonostante si tratti di unoperazione sospetta e quando il cessionario avrebbe dovuto astenersi dalloperazione ai sensi dellarticolo 42 del Dlgs n. 231/2007.

Al fine di limitare la responsabilit in solido del cessionario alle sole ipotesi di dolo o colpa grave, il cedente, a condizione che sia un soggetto diverso da banche, intermediari finanziari e da imprese di assicurazione, e che coincida con il fornitore, tenuto ad acquisire, ora per allora, la documentazione prevista dal comma 1-ter dellarticolo 121 del decreto Rilancio.

La limitazione della responsabilit suddetta, opera allorch siano stati acquisiti il visto di conformit, le attestazioni e le asseverazioni prescritte: ab origine, per i crediti d'imposta sorti ai sensi dellarticolo 119 del decreto Rilancio e dallintroduzione dellobbligo del visto di conformit, attestazioni e asseverazioni per i crediti dimposta relativi agli altri bonus edilizi.

Indici di valutazione della diligenza - rilevanza probatoria e ulteriori chiarimenti

Gli indici di valutazione della diligenza costituiscono istruzioni rivolte agli organi di controllo delle Entrate allo scopo di rendere omogenee e trasparenti le attivit istruttorie svolte sullintero territorio nazionale. Si tratta di una elencazione elaborata a supporto degli Uffici, i quali possono valutare leventuale presenza di tali indicatori che, a seconda dei casi, possono assumere rilevanza singolarmente oppure nel loro complesso al fine di orientare le istruttorie in ordine alla configurabilit del concorso nella violazione da parte dei fornitori o dei cessionari.

Il carattere esemplificativo di tale elencazione provato dal fatto che il cessionario per provare la sua diligenza pu invocare altre circostanze, diverse da quelle elencate, se idonee a dimostrare la diligenza richiesta.

Lattivit di controllo delle Entrate finalizzata al contrasto delle fattispecie a pi alto disvalore e di fenomeni pi macroscopici, altamente lesivi degli interessi erariali, tali da risultare facilmente intercettabili dal cessionario che non abbia agito - quantomeno - con colpa grave. Pertanto, gli Uffici, nel condurre le proprie istruttorie procederanno alla contestazione di concorso nella violazione nei confronti dei fornitori o cessionari nei casi in cui detti soggetti abbiano agito con dolo o colpa grave, ai sensi dellarticolo 33-ter del decreto Aiuti-bis.

Le incongruit rilevate con gli indici, dice lAgenzia, non costituiscono di per s motivo per qualificare linesistenza del credito e lassenza della prescritta diligenza, ma costituiscono solo degli indizi finalizzati ad una verifica pi approfondita dei comportamenti tenuti dalle parti.

Modifiche alla disciplina delle opzioni per la cessione o per lo sconto in tema di cedibilit ai correntisti

Il decreto Aiuti ha modificato larticolo 121 del decreto Rilancio, prevedendo la facolt per le banche di effettuare sempre una cessione a favore dei clienti professionali privati, che siano titolari di un conto corrente nello stesso istituto. Ci, anche se non esaurito il numero delle possibili cessioni. Significa che le banche e le societ appartenenti ad un gruppo bancario possono cedere il credito direttamente ai correntisti che siano clienti professionali, senza la necessit che sia previamente esaurito il numero di cessioni a favore dei soggetti qualificati, fermo restando il divieto per il correntista cessionario del credito di operare ulteriori cessioni.

In sede di conversione del decreto Aiuti il nuovo articolo 14, comma 1, lettera b) prevede che alle banche o alle societ appartenenti ad un gruppo bancario sempre consentita la cessione a favore di soggetti diversi dai consumatori o utenti che abbiano stipulato un contratto di conto corrente con la banca stessa, senza facolt di ulteriore cessione.

Il successivo comma 1-bis stabilisce che le nuove disposizioni si applicano anche alle cessioni o agli sconti in fattura comunicati alle Entrate prima della data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto stesso.

Le novit si applicano alle comunicazioni della cessione del credito o dello sconto in fattura inviate allAgenzia delle Entrate prima del 16 luglio 2022. Pertanto, anche in caso di prima comunicazione di cessione o sconto in fattura inviata antecedentemente al 1maggio 2022 consentita alle banche o alle societ appartenenti ad un gruppo bancario la cessione a favore di soggetti diversi dai consumatori o utenti, che abbiano stipulato un contratto di conto corrente con la banca stessa, senza facolt di ulteriore cessione.

Il correntista che acquista dalla banca, ai fini della valutazione della sua diligenza nellacquisizione del credito, non tenuto a effettuare ex novo la medesima istruttoria gi svolta dalla banca cedente al momento dellacquisto del credito, a condizione che la banca cedente consegni al cessionario-correntista tutta la documentazione idonea a dimostrare di aver osservato essa stessa, allatto dellacquisto del credito ceduto, la necessaria diligenza.

Erronea indicazione dei dati nella comunicazione per lesercizio dellopzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito in alternativa alle detrazioni spettanti per gli interventi edilizi

Con il modello Comunicazione chi ha effettuato gli interventi edilizi che danno la possibilit di accedere agli incentivi pu informare lAgenzia delle Entrate di aver esercitato lopzione della cessione del credito dimposta o dello sconto in fattura, in luogo della detrazione diretta sulla dichiarazione dei redditi. Tale Comunicazione pu essere annullata entro il quinto giorno del mese successivo a quello di invio, oppure, entro lo stesso termine, pu esserne inviata unaltra interamente sostitutiva; altrimenti, ogni Comunicazione successiva si aggiunge alle precedenti.

bene ricordare che lopzione inefficace nei confronti dellAgenzia delle Entrate se non stata comunicata nei termini e con le modalit descritte.

I crediti che derivano da cessioni o sconti validamente comunicati in ciascun mese sono resi disponibili, entro il giorno 10 del mese successivo, nella piattaforma web denominata Piattaforma cessione crediti, accessibile dallarea riservata delle Entrate. Chi riceve il credito, cessionario o fornitore, pu utilizzarlo in compensazione o cederlo ulteriormente, dopo averlo accettato nella Piattaforma; in caso di errore nella Comunicazione, il soggetto che riceve il credito deve rifiutare la cessione. Laccettazione e il rifiuto del credito non possono essere annullati.

Per rimediare ad eventuali errori nella compilazione della Comunicazione i soggetti interessati devono farlo tramite istanza da inviare allindirizzo Pec annullamentoaccettazionecrediti@pec.agenziaentrate.it.

Errore nella compilazione della Comunicazione

Con una nuova Comunicazione possibile rimediare ad un errore commesso nella compilazione del modello. Questa sostituisce per intero la precedente a patto che venga fatta entro il quinto giorno del mese successivo a quello di invio. Se tale termine trascorso e non pi possibile trasmettere una Comunicazione sostitutiva di quella errata, il credito non ancora accettato pu essere rifiutato dal cessionario o fornitore sempre attraverso la Piattaforma.

Il rifiuto del credito fa venir meno gli effetti della Comunicazione errata; il cedente, beneficiario della detrazione, non potr comunicare una nuova cessione dello stesso credito tramite la Piattaforma ma, se il relativo termine non scaduto, potr trasmettere una nuova Comunicazione corretta, a favore dello stesso o di altro cessionario.

Errore formale

Viene definito formale lerrore relativo alla Comunicazione che non comporta la modifica di elementi essenziali della detrazione spettante. Costituiscono errori formali, ad esempio, il recapito telefonico, la email, il codice fiscale nel frontespizio; nel quadro A, invece, lindicazione del semestre di riferimento, per le spese del 2020 o il Sal; nel quadro B, i dati catastali; nel quadro D, la data di esercizio dellopzione e la tipologia del cessionario.

Se nella Comunicazione sono stati commessi gli errori sopra elencati lopzione considerata comunque valida ai fini fiscali e il relativo credito pu essere ulteriormente ceduto o utilizzato in compensazione dal primo cessionario o dal fornitore che ha applicato lo sconto. Ai fini dei controlli, tuttavia, il cedente deve segnalare alle Entrate lerrore commesso, indicando i dati corretti.

Stato avanzamento lavori (Sal)

Qualora la comunicazione si riferisca al primo stato di avanzamento lavori (Sal), nellomonimo campo del modello va indicato il valore l. Nelle comunicazioni dei Sal successivi deve essere indicato il numero di Sal a cui si riferiscono e il protocollo telematico di invio della Comunicazione relativa al primo Sal.

La mancata indicazione del valore l nella Comunicazione del primo Sal impedisce di inviare le comunicazioni dei Sal successivi. Per ovviare a tale criticit, il cedente pu trasmettere le comunicazioni relative ai Sal successivi al primo omettendo di indicare il numero di Sal cui si riferiscono e il protocollo telematico di invio della prima Comunicazione. Anche in tal caso le Entrate andranno informate dellaccaduto, specificando i protocolli delle comunicazioni compilate in modo non conforme e il numero di Sal cui si riferiscono.

Analogamente andranno segnalati i casi in cui nelle Comunicazioni successive al primo Sal sia stata omessa lindicazione del numero di Sal a cui si riferiscono e del protocollo della prima Comunicazione.

Importo del credito ceduto inferiore alla detrazione spettante

Se lammontare comunicato del credito ceduto o fruito come sconto inferiore allimporto della detrazione spettante che si intende effettivamente cedere, il beneficiario pu inviare, entro il termine previsto per linvio delle comunicazioni relative allanno della spesa, unaltra Comunicazione, indicando gli stessi dati, ma un ammontare del credito ceduto pari alla differenza tra limporto corretto e quello indicato nella precedente Comunicazione.

Nel caso in cui, invece, sia stata indicata una spesa inferiore a quella sostenuta e conseguentemente un ammontare del credito ceduto inferiore alla detrazione spettante, possibile presentare unaltra Comunicazione in cui va riportato il solo importo residuo della spesa e del corrispondente credito ceduto.

Errore sostanziale

Pu essere definito sostanziale lerrore o lomissione dei dati della Comunicazione che incidono su elementi essenziali della detrazione spettante. Per consentire la corretta circolazione dei crediti ed evitare noie ai titolari delle detrazioni, oltre che ai cessionari e ai fornitori, consentito lannullamento dellaccettazione di crediti derivanti da comunicazioni di prime cessioni o sconti non corrette. Con lannullamento dellaccettazione del credito il plafond del credito compensabile in capo al cessionario viene contestualmente ridotto del relativo importo.

Tale annullamento pu avvenire solo su richiesta degli interessati che deve avvenire con istanza sottoscritta digitalmente o con firma autografa dal cessionario e dal cedente.

Eseguita loperazione di annullamento dellaccettazione, ne sar data informazione agli interessati.

Il beneficiario della detrazione pu inviare una nuova Comunicazione purch non sia scaduto il termine annuale previsto per linvio della stessa. Nei casi in cui il beneficiario della detrazione abbia gi inviato la Comunicazione corretta, comunque necessario richiedere alle Entrate lannullamento dellaccettazione della cessione errata.

Remissione in bonis

La Comunicazione dellopzione va trasmessa alle Entrate entro il 16 marzo dellanno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese che danno diritto alla detrazione. La Comunicazione di rate residue non fruite della detrazione deve essere inviata entro il 16 marzo dellanno di scadenza del termine ordinario di presentazione della dichiarazione dei redditi in cui avrebbe dovuto essere indicata la prima rata ceduta non utilizzata in detrazione.

Per le spese sostenute nel 2021, nonch per le rate residue non fruite delle detrazioni riferite alle spese sostenute nel 2020, larticolo 10-quater, comma 1, decreto legge n. 4/2022 ha consentito linvio della Comunicazione entro il 29 aprile 2022.

A certe condizioni comunque possibile trasmettere la Comunicazione anche successivamente a tali termini. infatti possibile applicare la remissione in bonis che ammessa anche per lesercizio dellopzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito purch:

  • sussistano tutti i requisiti sostanziali per usufruire della detrazione di imposta;
  • i contribuenti abbiano tenuto un comportamento coerente con lesercizio dellopzione;
  • non siano gi state poste in essere attivit di controllo in ordine alla spettanza del beneficio fiscale che si intende cedere o acquisire sotto forma di sconto sul corrispettivo;
  • sia versata la misura minima della sanzione prevista.

In presenza di tali presupposti linvio della Comunicazione consentito entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile successiva allordinario termine annuale di trasmissione dellopzione. Per le spese sostenute nel 2021 e per le rate residue delle spese sostenute nel 2020, la Comunicazione pu essere trasmessa entro il 30 novembre 2022, termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.

La trasmissione della nuova Comunicazione entro il termine di cui sopra ammessa anche nel caso in cui sia stato chiesto alle Entrate lannullamento dellaccettazione dei crediti derivanti da una Comunicazione errata.

Per usufruire della remissione in bonis necessario versare un importo pari alla misura minima della sanzione corrispondente a 250 euro. Detta sanzione: deve essere versata tramite mod. F24, senza possibilit di effettuare la compensazione con eventuali crediti disponibili; inoltre, non pu essere oggetto di ravvedimento.

Rapporti tra cedente e cessionario

I rapporti tra cedente e cessionario sono di natura privatistica e questo impedisce alle Entrate di sostituirsi al cessionario che non effettui laccettazione o il rifiuto del credito o di intervenire per annullare le comunicazioni delle opzioni, in base a una richiesta unilaterale, dopo che i crediti sono stati messi a disposizione del cessionario.

Se il contribuente ritiene che sia stata inviata, a suo nome, e senza il suo consenso, una Comunicazione di cessione del credito o di sconto in fattura tenuto a presentare denuncia allAutorit Giudiziaria che indagher per appurare quanto realmente accaduto. Le Entrate terranno conto degli esiti finali.

Detrazione delle spese per interventi effettuati dalle persone fisiche su unit immobiliari

Per effetto delle nuove disposizioni le persone fisiche possono fruire del Superbonus con riferimento agli interventi eseguiti su unit immobiliari anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022, a condizione, tuttavia, che al 30 settembre di tale anno siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dellintervento complessivo. Gli interessati, inoltre, possono scegliere se calcolare la predetta percentuale del 30% considerando solo gli interventi ammessi al Superbonus oppure includere anche altri lavori non ammessi a tale agevolazione.

Qualora al 30 settembre non siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dellintervento complessivo, la detrazione nella misura del 110% spetta con riferimento alle spese sostenute entro il 30 giugno 2022.

facoltativo (e non obbligatorio) per le persone fisiche includere nel computo anche i lavori non agevolati al 110%; pertanto, ai fini del raggiungimento del 30% dellintervento ammesso al Superbonus superfluo includere nel predetto computo anche i lavori non agevolabili.

Ai fini del raggiungimento della percentuale richiesta dalla norma, non rileva, infatti, il pagamento dellimporto corrispondente al 30% dei lavori essendo necessaria la realizzazione di almeno il 30% dellintervento complessivo entro la data del 30 settembre.

Per quanto concerne gli interventi riconducibili al Superbonus, i Sal non possono essere pi di due; ciascuno stato di avanzamento deve riferirsi ad almeno il 30% del medesimo intervento. Ne consegue che, qualora il contribuente eserciti lopzione per lo sconto in fattura o per la cessione del credito dimposta, lattestazione del tecnico abilitato che assevera il raggiungimento del 30% del Sal assorbe qualsiasi altro tipo di certificazione necessaria a dimostrare leffettiva realizzazione dei lavori.


(Vedi circolare n. 33 del 2022)

Istituzione del codice tributo per lutilizzo in compensazione del credito dimposta in favore di imprese turistico-ricettive per il versamento dellImu
Venerdì, 7 Ottobre , 2022

Il decreto legge taglia-prezzi allarticolo 22 prevede un contributo, sotto forma di credito dimposta, a favore delle imprese turistico-ricettive. Tale contributo ammonta al 50% dellimporto versato a titolo di seconda rata dellanno 2021 dellimposta municipale propria (Imu).

LAgenzia delle Entrate, con il provvedimento dello scorso 16 settembre, ha definito le modalit, i termini di presentazione e il contenuto dellautodichiarazione attestante il possesso dei requisiti e il rispetto delle condizioni previste dal Temporary Framework.

Il provvedimento prevede che ai fini dellutilizzo in compensazione del credito dimposta, il modello F24 deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici resi disponibili dallAgenzia delle Entrate, pena il rifiuto delloperazione di versamento.

Per consentire lutilizzo in compensazione del credito dimposta in parola, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 53/E del 30 settembre 2022, ha istituito il codice tributo 6982 denominato Credito dimposta in favore di imprese turistiche-ricettive per il versamento dellImu - articolo 22 del decreto legge n. 21 del 21 marzo 2022.


(Vedi risoluzione n. 53 del 2022)

Istituzione dei codici tributo per lutilizzo dei crediti dimposta a favore delle imprese a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti per lacquisto di luce, gas e carbuante
Venerdì, 7 Ottobre , 2022

Il decreto legge Aiuti-ter ha previsto delle agevolazioni al fine di compensare il maggior onere sostenuto dalle imprese per lacquisto di energia elettrica, gas naturale nei mesi di ottobre e novembre 2022 e per lacquisto di carburante nel quarto trimestre dellanno in corso. In particolare il decreto prevede:

  • il riconoscimento a favore delle imprese a forte consumo di energia elettrica di un contributo straordinario sotto forma di credito dimposta, pari al 40% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed utilizzata nei mesi di ottobre e novembre 2022.
  • il riconoscimento a favore delle imprese a forte consumo di gas naturale di un contributo straordinario sotto forma di credito dimposta, pari al 40% della spesa sostenuta per lacquisto del medesimo gas, consumato nei mesi di ottobre e novembre 2022;
  • il riconoscimento a favore delle imprese diverse da quelle a forte consumo di energia elettrica di un contributo straordinario sotto forma di credito dimposta, pari al 30% della spesa sostenuta per lacquisto della componente energetica, effettivamente utilizzata nei mesi di ottobre e novembre 2022;
  • il riconoscimento a favore delle imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale di un contributo straordinario sotto forma di credito dimposta, pari al 40% della spesa sostenuta per lacquisto del medesimo gas, consumato nei mesi di ottobre e novembre 2022;
  • il riconoscimento a favore delle imprese esercenti attivit agricola e della pesca e alle imprese esercenti lattivit agromeccanica di cui al codice Ateco 1.61 di un contributo straordinario, sotto forma di credito dimposta, pari al 20% della spesa sostenuta per lacquisto di carburante effettuato nel quarto trimestre solare dellanno 2022. Il contributo riconosciuto anche alle imprese esercenti attivit agricola e della pesca in relazione alla spesa sostenuta nel quarto trimestre solare dellanno 2022 per lacquisto del gasolio e della benzina utilizzati per il riscaldamento delle serre e dei fabbricati produttivi adibiti allallevamento degli animali.

I crediti dimposta sopra elencati devono essere utilizzati in compensazione entro la data del 31 marzo 2023, mediante modello F24, oppure ceduti, per intero, a terzi.

Per consentire lutilizzo in compensazione dei crediti dimposta descritti da parte delle imprese beneficiarie, tramite modello F24, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 54/E del 30 giugno 2022, ha istituito i seguenti codici tributo:

  • 6983 denominato Credito dimposta a favore delle imprese energivore (ottobre e novembre 2022) - art. 1, c. 1, del decreto legge n. 144/2022;
  • 6984 denominato Credito dimposta a favore delle imprese a forte consumo gas naturale (ottobre e novembre 2022) - art. 1, c. 2, del decreto legge n. 144/2022;
  • 6985 denominato Credito dimposta a favore delle imprese non energivore (ottobre e novembre 2022) - art. 1, c. 3, del decreto legge n. 144/2022;
  • 6986 denominato Credito dimposta a favore delle imprese diverse da quelle a forte consumo gas naturale (ottobre e novembre 2022) - art. 1, c. 4, del decreto legge n. 144/2022;
  • 6987 denominato Credito dimposta per lacquisto di carburanti per lesercizio dellattivit agricola e della pesca (quarto trimestre 2022) - art. 2 del decreto legge n. 144/2022;


(Vedi risoluzione n. 54 del 2022)

Istituzione del codice tributo per lutilizzo del credito dimposta relativo ai versamenti effettuati dalle fondazioni di origine bancaria in favore del Fondo per la Repubblica Digitale
Venerdì, 7 Ottobre , 2022

Larticolo 29 del decreto legge n. 152/2021 riconosce alle fondazioni un contributo, sotto forma di credito dimposta, pari al 65%, per gli anni 2022 e 2023, e al 75%, per gli anni 2024, 2025 e 2026, dei versamenti effettuati al Fondo per la Repubblica Digitale, da utilizzare esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo dimposta nel quale lo stesso stato riconosciuto.

Il Ministero per lInnovazione tecnologica e la transizione digitale, di concerto con il Ministero dellEconomia, con un decreto, hanno stabilito le disposizioni attuative del predetto credito dimposta.

Larticolo 3 del decreto del 25 marzo 2022 prevede che:

  • lAgenzia delle Entrate comunica lammontare del credito dimposta spettante alle fondazioni, sulla base dei dati trasmessi dallAssociazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio S.p.A. (ACRI) in merito alle delibere di impegno, assunte dalle medesime fondazioni, ad effettuare i versamenti al Fondo delle somme da ciascuna stanziate per il sostegno dei progetti da finanziare;
  • il credito dimposta utilizzabile esclusivamente in compensazione, presentando il modello F24, esclusivamente per mezzo dei servizi telematici messi a disposizione dallAgenzia delle Entrate;
  • lACRI trasmette telematicamente alle Entrate lelenco delle fondazioni che hanno effettuato i versamenti al Fondo, con i relativi codici fiscali e importi, nonch le eventuali variazioni e revoche;
  • il credito cedibile dalle fondazioni finanziatrici a condizione che sia avvenuto il riconoscimento dello stesso da parte dellAgenzia delle Entrate, a intermediari bancari, finanziari e assicurativi ed utilizzabile dal cessionario alle medesime condizioni applicabili al cedente.

Per consentire lutilizzo in compensazione del suddetto credito dimposta, tramite modello F24, da presentare attraverso i servizi telematici, lAgenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo 6988 denominato credito dimposta relativo ai versamenti effettuati dalle fondazioni di origine bancaria in favore del Fondo per la Repubblica Digitale, di cui allarticolo 29 del decreto legge n. 152/2021.


(Vedi risoluzione n. 55 del 2022)

Istituzione dei codici tributo per il versamento delle somme dovute a seguito della definizione agevolata dei giudizi tributari pendenti innanzi alla Corte di cassazione
Sabato, 1 Ottobre , 2022

Con la legge n. 130 del 31 agosto 2022 il legislatore ha previsto nuove disposizioni in materia di giustizia e di processi tributari. In particolare, larticolo 5 disciplina la definizione agevolata delle liti tributarie pendenti innanzi alla Corte di cassazione.

I contribuenti che non sono risultati totalmente soccombenti nei giudizi di merito hanno la possibilit di definire, in via agevolata, le controversie fiscali pendenti innanzi alla Corte di cassazione attraverso il pagamento di determinati importi correlati al valore della controversia.

Il Direttore dellAgenzia delle Entrate, con il provvedimento dello scorso 16 settembre, ha approvato il modello di domanda per la definizione agevolata delle liti fiscali e ha definito le modalit ed i termini per il versamento del quantum dovuto.

Il provvedimento precisa che: il pagamento deve avvenire in ununica soluzione; per ciascuna controversia va effettuato un distinto versamento; non consentito il pagamento rateale; esclusa la compensazione.

Per consentire il versamento tramite il modello F24 delle suddette somme lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 50/E del 23 settembre 2022, ha istituito una serie di codici tributo da esporre nella sezione ERARIO esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna importo a debito versati, per i quali il documento di prassi amministrativa riporta le modalit di compilazione degli altri campi del modello di pagamento.


(Vedi risoluzione n. 50 del 2022)

NOVITA'
Pubblicazione griglia di rilevazione OIV
E' stata pubblicata nell'apposita area dell'amministrazione trasparente al seguente link la griglia di rilevazione adempimenti anno 2022
BILANCIO CONSUNTIVO ESERCIZIO FINANZIARIO 2021
Fascicolo Bilancio consuntivo esercizio finanziario 2021
allegato
Esito elezioni 21 22 febbraio 2022
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allegato
21 novembre 2022
25 novembre 2022
30 novembre 2022
cOrganismo per la composizione della crisi da sovraindebitamento elearning odcec MACERATA-CAMERINO
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