NOVITA' FISCALI
ATAD 1 - Disciplina sulle Societ Controllate Estere (CFC) - Ulteriori chiarimenti
Venerdì, 12 Agosto , 2022

LAgenzia delle Entrate, con la circolare n. 29/E del 28 luglio 2022, fornisce chiarimenti in merito alla disciplina delle Societ Controllate Estere (CFC), con particolare riguardo alla tassazione per trasparenza e fuoriuscita dal regime, e al trasferimento di sede e operazioni straordinarie che comportano la confluenza della CFC nel soggetto residente.

Fuoriuscita dal regime CFC

Ricordiamo che la normativa CFC trova applicazione se il soggetto controllato estero, contemporaneamente:

  • soggetto a tassazione effettiva inferiore alla met di quella a cui sarebbe stato assoggettato qualora residente in Italia;
  • ritrae proventi che, per pi di un terzo del loro valore complessivo, sono qualificabili come passive income.

In questi casi, il reddito realizzato dal soggetto controllato estero imputato per trasparenza al soggetto controllante residente, a meno che questultimo sia in grado di dimostrare che lentit controllata svolge nel proprio Stato di residenza unattivit economica effettiva, mediante limpiego di personale, attrezzature, attivi e locali.

In conseguenza del meccanismo applicativo della CFC, pu verificarsi che la stessa sia tassata per trasparenza in uno o pi esercizi - per ipotesi, negli esercizi n e n+1 - e in un esercizio successivo - per ipotesi, nellesercizio n+2 - non integri le condizioni dellETR test o del passive income test.

Per tali ipotesi, lAgenzia delle Entrate, con la circolare n. 18/E/2021, ha confermato quanto espresso nella circolare n. 23/E/2011, in base alla quale una volta che si sia reso applicabile il regime di imputazione dei redditi di una CFC, questultima potr fuoriuscire dal regime solo in caso in cui svolga unattivit economica effettiva.

Tale impostazione, tuttavia, oggi pu ritenersi superata, alla luce del fatto che il livello di tassazione e la percentuale di passive income possono oscillare di anno in anno. Considerato che tali indici rappresentano condizioni di ingresso nel regime, disapplicabili attraverso la richiamata esimente, nel caso in cui in un determinato periodo dimposta le citate condizioni non siano integrate, si ritiene che, simmetricamente, il contribuente possa fuoriuscire dal regime di imputazione dei redditi ai sensi della normativa CFC scegliendo, anche alternativamente, di dimostrare lesimente ovvero di superare le condizioni dellETR test e/o del passive income test. Tale posizione, oltre ad essere in linea con la nuova impostazione recata dalla Direttiva ATAD, pu oggi trovare giustificazione nel fatto che leventuale fuoriuscita e leventuale rientro nel regime CFC adeguatamente governato: nel modello di dichiarazione dei redditi figura, infatti, un efficace ed affidabile regime di monitoraggio dei valori della CFC che consente di tenere traccia dellandamento dei redditi e delle perdite, nonch dei valori fiscalmente riconosciuti degli asset della CFC.

Ne consegue che il regime di tassazione per trasparenza, una volta adottato dal contribuente pu venire ad interrompersi anche in base allandamento dellETR test e/o del passive income test, restando ferma la facolt del contribuente, sempre per ragioni di semplificazione, di continuare ad applicare la disciplina CFC sino a quando non si siano eventualmente concretizzate le condizioni per fruire dellesimente.

In considerazione di questa nuova impostazione dovranno essere conseguentemente adeguate anche le linee interpretative precedentemente fornite dalla circolare n. 18/E/2021, allorquando la fuoriuscita dal regime CFC - in costanza di controllo - veniva ipotizzata soltanto a seguito di dimostrazione dellesimente e non anche, come ora chiarito, per effetto della dimostrazione dellETR test e/o del passive income test.

In ogni caso, nei periodi in cui la tassazione per trasparenza non trova applicazione, il monitoraggio dei valori fiscalmente riconosciuti degli elementi patrimoniali, dei redditi e delle perdite della CFC deve comunque continuare qualora il contribuente intenda utilizzare le eventuali perdite residue, nonch le eventuali eccedenze di interessi e/o di ROL e i valori fiscali aggiornati degli elementi patrimoniali della CFC in sede di tassazione per trasparenza.

AllAmministrazione finanziaria non resta che garantire un adeguato presidio degli interessi erariali, verificando, sulla base di apposita analisi di rischio, se la mancata dimostrazione della esimente sia riconducibile a ragioni di semplificazione nella produzione degli elementi probatori attestanti il superamento delle predette condizioni ovvero alla impossibilit di dare prova di unattivit economica effettiva, mediante limpiego di personale, attrezzature, attivi e locali. In questultimo caso gli organi di controllo dovranno valutare:

  • lutilizzo degli strumenti previsti dalla normativa sui prezzi di trasferimento nelle operazioni con lentit controllata estera, allo scopo di assicurare che lassenza di prove circa lo svolgimento di unattivit economica effettiva non sia sintomatica di fenomeni di distoglimento di redditi dallItalia verso lentit controllata estera;
  • lutilizzabilit, in base a fatti e circostanze concrete, di altri strumenti eventualmente applicabili, come le discipline di contrasto alla esterovestizione e allinterposizione.

Trasferimento di sede e operazioni straordinarie che comportano la confluenza della CFC nel soggetto controllante italiano

La disciplina della c.d. entry tax stabilita dallarticolo 166-bis del Tuir. I rapporti fra la entry tax e il regime CFC sono stati oggetto di chiarimenti attraverso la circolare n. 18/E/2021.

Il documento di prassi amministrativa ha chiarito che ove una societ estera che trasferisce la propria sede in Italia sia stata qualificata come CFC nel periodo di residenza allestero e i suoi redditi siano stati tassati per trasparenza in Italia, le attivit e le passivit della suddetta societ devono assumere valori fiscali pari a quelli utilizzati ai fini della disciplina CFC al 31 dicembre dellultimo esercizio di tassazione per trasparenza.

A riguardo, bene evidenziare che lesempio riportato nella circolare volto a fornire indicazioni generali sui valori di ingresso e il regime di tassazione per trasparenza previsto dal regime CFC. Il caso riportato concerne una CFC i cui redditi siano stati tassati per trasparenza, in continuit, per tutti i periodi di imposta che precedono il trasferimento di sede in Italia. Inoltre, si considera lipotesi in cui il trasferimento di sede nel nostro Paese avvenga il 1gennaio, da qui il riferimento al 31 dicembre dellultimo esercizio di tassazione per trasparenza.

Va necessariamente valutata caso per caso lipotesi in cui una societ sia stata tassata per trasparenza per effetto del regime CFC solo in alcuni periodi d'imposta antecedenti allingresso in Italia.

In ogni caso, in relazione allipotesi in cui il reddito della controllata estera sia imputato per trasparenza in capo al socio italiano in applicazione del regime CFC in un periodo dimposta anteriore a quello immediatamente precedente al suo trasferimento in Italia, occorre tenere conto di quanto chiarito nella circolare n. 18/E/2021.

In particolare, tale evenienza non assumer rilevanza, ai fini del regime ex art. 166-bis del Tuir, qualora, nel predetto periodo dimposta precedente al suo trasferimento, non si verifichino i presupposti applicativi della disciplina CFC ovvero sia dimostrata la circostanza esimente.

Laddove il trasferimento di sede avvenga dopo che sia decorsa la maggior parte del periodo dimposta, occorre far riferimento a tale periodo dimposta come ultimo periodo di residenza allestero cui riferire la verifica espressa.

Per i casi in cui il trasferimento della residenza fiscale in Italia di una entit estera non avviene in continuit di applicazione del regime CFC, leventuale riconoscimento dei maggiori valori fiscali al momento dellingresso prescinde dalleventuale mantenimento della residenza fiscale dellentit anche nello Stato di origine. Ci che rileva ai fini dellapplicazione dellart. 166-bis, infatti, lingresso dei beni nel regime di imposizione italiano ai fini del reddito dimpresa.


(Vedi circolare n. 29 del 2022)

Cause il cui valore non ecceda la somma di euro 1.033,00 e atti e provvedimenti ad essi relativi - Esenzione dallimposta di registro. Ambito applicativo
Venerdì, 12 Agosto , 2022

Premessa

Larticolo 46 della legge n. 374/1991 prevede che: Le cause e le attivit conciliative in sede non contenziosa il cui valore non eccede la somma di euro 1.033,00 e gli atti e i provvedimenti ad esse relativi sono soggetti soltanto al pagamento del contributo unificato secondo gli importi previsti dallarticolo 13 del testo unico di cui al Dpr n. 115/2002 e successive modificazioni. La disposizione introduce una deroga alla disciplina generale concernente la tassazione degli atti dellautorit giudiziaria, recata dagli articoli 37 del Tuir.

In relazione allambito applicativo del citato articolo 46, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 97/E/2014, ha precisato che il regime esentativo per valore si applica non solo in relazione agli atti e provvedimenti relativi al giudizio di primo grado dinanzi al Giudice di pace, ma anche a quelli emessi dai giudici ordinari nei successivi gradi di giudizio in sede di impugnazione delle sentenze emesse dal Giudice di pace medesimo.

LAgenzia delle Entrate, con la circolare n. 30/E del 29 luglio 2022, ha fornito ulteriori indicazioni in materia, tenuto conto dellorientamento giurisprudenziale che ha progressivamente superato quanto previsto dalla risoluzione n. 97/E/2014. Il documento di prassi amministrativa, al passo con levoluzione della giurisprudenza di legittimit, rivede e supera i chiarimenti forniti nel 2014.

Recenti orientamenti della giurisprudenza di legittimit

I contenuti della risoluzione n. 97 sono stati rivisti alla luce di alcune pronunce della Cassazione dalle quali emerge che la ratio dellagevolazione prescinde dal grado di giudizio e dallorgano giudicante: a rilevare il valore modesto della controversia e delle spese di giudizio. Tale principio stato ribadito dalle ordinanze n. 4725 del 22 febbraio 2021 e nn. 5857 e 5858 del 3 marzo 2021 della Cassazione, con riferimento a controversie promosse fin dal primo grado avanti uffici giudiziari diversi dal Giudice di pace.

Atti e provvedimenti esenti ai sensi dellarticolo 46 della legge n. 374/1991

In virt dellorientamento espresso e allo scopo di allinearsi alla richiamata giurisprudenza per assicurare uniformit di trattamento delle situazioni analoghe a quelle prese in considerazione dalle pronunce menzionate, la circolare ritiene di applicare la disposizione di favore contenuta nellarticolo 46 della legge n. 374/1991 a tutti gli atti e provvedimenti relativi a controversie il cui valore non ecceda la somma di 1.033,00 euro, indipendentemente dal grado di giudizio e dallufficio giudiziario adito, con il superamento delle precedenti indicazioni in materia.

La disposizione esentativa in argomento si applica anche agli atti giudiziari, cos come individuati dalla Nota II posta in calce allarticolo 8 della Tariffa, Parte I, allegata al Dpr n. 131/1986, per i quali trova applicazione limposta di registro in misura fissa in quanto dispongono il pagamento di corrispettivi o prestazioni soggetti ad Iva. Anche in tali casi, pertanto, non dovuta neanche limposta in misura fissa.

La circolare precisa che la previsione esentativa non risulta applicabile alle disposizioni negoziali contenute in atti scritti o contratti verbali non registrati, enunciati nellatto dellautorit giudiziaria interessato dallagevolazione in esame, che restano soggetti a tassazione in ottemperanza alle previsioni recate dallarticolo 22 Dpr n. 131/1986. Lagevolazione esclusa in quanto la disposizione di favore riguarda esclusivamente Le cause e le attivit conciliative in sede non contenziosa il cui valore non eccede la somma di 1.033,00 euro e gli atti e i provvedimenti ad esse relativi.


(Vedi circolare n. 30 del 2022)

Chiarimenti in materia di riporto delle posizioni fiscali nelle operazioni di scissione
Venerdì, 12 Agosto , 2022

LAgenzia delle Entrate, con la circolare n. 31/E del 1agosto 2022, fornisce chiarimenti in merito alla disciplina del riporto delle posizioni fiscali nelle operazioni di scissione.

Per dimostrare la sussistenza di tutte le condizioni che consentono la disapplicazione delle disposizioni che limitano il riporto delle perdite, il contribuente pu anche avvalersi dei criteri alternativi di vitalit che tengano conto delle caratteristiche dei beni trasferiti.

In relazione al tema del riporto delle posizioni fiscali nelle operazioni di scissione, con riferimento al caso della societ beneficiaria della scissione che non sia una neocostituita, alla quale sono stati trasferiti beni non integranti un ramo dazienda, considerata linesistenza dei dati contabili relativi agli asset trasferiti, occorre individuare criteri alternativi rappresentativi sia della vitalit degli elementi patrimoniali assegnati, sia della sua capacit di riassorbire le posizioni fiscali soggettive trasferite.

Il documento di prassi amministrativa si sofferma sullarticolo 173, comma 10 e sul comma 7 articolo 172 del Testo unico delle imposte sui redditi. Tali norme stabiliscono il divieto di riporto delle perdite nei casi in cui non sussistono le condizioni di vitalit economica richieste dalla legge. In particolare, in unoperazione di scissione e fusione societaria, le posizioni soggettive delle societ che partecipano alloperazione straordinaria, precisamente le perdite fiscali, gli interessi passivi oggetto di riporto o le eccedenze relative allaiuto alla crescita economica possono essere portate in diminuzione del reddito della societ avente causa nelloperazione straordinaria ⟮la societ risultante dalla fusione o incorporante(per la fusione )e la beneficiaria (per la scissione)⟯

  1. per la parte del loro ammontare che non eccede quello del patrimonio netto della societ che riporta le perdite, quale risulta dallultimo bilancio o, se inferiore, dalla situazione patrimoniale redatta ai sensi dellart. 2501-quater del Codice civile, senza tener conto dei conferimenti e dei versamenti fatti negli ultimi 24 mesi anteriori alla data cui si riferisce la situazione stessa, neutralizzando cos i tentativi volti a consentire un pieno, quanto artificioso, recupero delle perdite fiscali (c.d. equity test o test del patrimonio netto);
  2. se dal conto economico della societ le cui perdite sono oggetto di riporto, relativo allesercizio precedente a quello in cui la fusione deliberata, risulti un ammontare di ricavi e proventi dellattivit caratteristica e un ammontare delle spese per prestazioni di lavoro subordinato e relativi contributi, di cui allart. 2425 c.c., superiori al 40% di quello risultante dalla media degli ultimi due esercizi anteriori (c.d. test di vitalit).

La ratio delle limitazioni poste dallarticolo 172, comma 7, e dallarticolo 173, comma 10, del Tuir quella di contrastare il c.d. commercio di bare fiscali, mediante la realizzazione di operazioni di ristrutturazione aziendale con societ prive di capacit produttiva, poste in essere al fine di attuare la compensazione intersoggettiva delle perdite fiscali, degli interessi passivi riportabili e delle eccedenze ACE di una delle suddette societ, partecipante alloperazione, con i redditi di altra societ coinvolta, introducendo un divieto al riporto delle predette posizioni soggettive qualora non sussistano le condizioni di vitalit economica richieste dalla legge.

LAgenzia delle Entrate, con la circolare n. 9/E del 9 marzo 2010, ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla disciplina generale delle perdite nelle operazioni di fusione e di scissione, nonch la disciplina del riporto delle perdite nelle medesime operazioni in presenza di societ che abbiano optato per il regime del consolidato fiscale nazionale.

In particolare il documento di prassi ora citato ha chiarito, con riferimento alla societ beneficiaria della scissione (non una newco), che la stessa deve applicare le limitazioni contenute nel comma 10 in commento: alle proprie perdite, confrontando lammontare delle stesse con il proprio patrimonio netto nel rispetto degli indicatori di vitalit; alle perdite trasferite dalla societ scissa alla beneficiaria nei limiti di quanto previsto dallarticolo 173, comma 4, del Tuir, confrontando lammontare di queste ultime con il patrimonio netto contabile riferito agli elementi patrimoniali assegnati, per effetto della scissione, alla beneficiaria stessa in ogni caso rispettando il test di vitalit economica in capo alla societ scissa.

Con la circolare n. 31/E/2022 lAgenzia delle Entrate, a superamento di quanto precisato nella circolare n. 9/E/2010, ritiene che la mancanza di vitalit economica della scissa, non deve intendersi ereditata tout court dal compendio oggetto di scissione, sia nel caso in cui questo integri un ramo dazienda sia nel caso in cui sia composto da asset che non fanno parte di una societ.

Al fine di applicare correttamente le previsioni dellarticolo 173 del TUIR:

  • nel caso in cui per effetto della scissione sia trasferito alla beneficiaria non neocostituita un ramo dazienda, il test di vitalit andr calcolato secondo i parametri espressamente previsti dagli articoli 172 e 173 del TUIR sopra richiamati, avendo riguardo ai dati contabili relativi al compendio scisso;
  • nel caso in cui per effetto della scissione siano trasferiti alla beneficiaria non newco beni non integranti un ramo dazienda, considerata loggettiva inesistenza dei dati contabili indicati dal comma 7 dellarticolo 172 relativi agli asset trasferiti, occorre individuare criteri alternativi che siano rappresentativi, nel contempo, sia della vitalit del compendio scisso e sia della sua capacit di riassorbire le posizioni fiscali soggettive trasferite alla societ beneficiaria per effetto dellapplicazione del criterio di cui allarticolo 173, comma 4,del TUIR.

La valutazione della vitalit economica in capo al compendio scisso e non sulla scissa dipende dal fatto che le posizioni soggettive sono attribuite ex lege alla beneficiaria ai sensi del comma 4 dellarticolo 173 del TUIR, in proporzione al patrimonio netto contabile trasferito. Ne consegue che lassenza di fenomeni di compensazione intersoggettiva condizionata dalla vitalit economica di tale compendio, in mancanza della quale deve presumersi - salva prova contraria a carico del contribuente - che questultimo (il compendio) non abbia la capacit di riassorbire con propri redditi imponibili futuri le posizioni fiscali trasferite alla societ beneficiaria.

Il contribuente pu dimostrare la sussistenza di tutte le condizioni che consentono la disapplicazione delle disposizioni che limitano il riporto delle perdite, ai sensi dei pi volte citati articoli 172, comma 7, e 173, comma 10, anche attraverso lindividuazione di criteri alternativi di vitalit che tengano conto delle caratteristiche dei beni trasferiti.


(Vedi circolare n. 31 del 2022)

Cessione, in consolidato fiscale, di crediti derivanti da misure di Superbonus e bonus diversi dal Superbonus
Venerdì, 12 Agosto , 2022

Consolidato fiscale. Il trasferimento di crediti tra societ del consolidato, come i tax credit edilizi, non costituisce una cessione a terzi ma il passaggio di una posizione soggettiva alla fiscal unit rilevante solo ai fini della liquidazione dimposta.

Ad affermarlo, in sintesi, lAgenzia delle Entrate nella risoluzione n. 45/E del 2 agosto 2022, dedicata alla cessione, in consolidato fiscale, di crediti derivanti da misure di Superbonus e bonus diversi dal Superbonus.

Non essendovi operazioni di cessione, dunque, per lutilizzo dei crediti va presentato il modello F24. Nella sezione contribuente andr indicato sia il codice fiscale della societ consolidante che utilizza il credito in compensazione che il codice fiscale della consolidata nel campo coobbligato erede, genitore, tutore curatore fallimentare, quello del titolare che ha trasferito il credito utilizzando il codice identificativo 62.

La risoluzione precisa che per lutilizzo in compensazione dei crediti dimposta da bonus edilizi, non si applicano i limiti previsti dallarticolo 34 della legge 388/2000 e dallarticolo 1, comma 53, della legge n. 244 del 24 dicembre 2007.

LAgenzia delle Entrate si gi pronunciata sul trasferimento dei crediti tra societ nel perimetro del consolidato fiscale, vedi gli interpelli n. 191/2019 e n. 133/2021. Con la risoluzione n. 45/E, tuttavia, per la prima volta, lAmministrazione si pronuncia su tutti i tax credit (non solo Superbonus ma anche bonus ristrutturazioni, bonus facciate, sismabonus e fotovoltaico e colonnine elettriche) alla luce dellarticolo 121 del decreto legge Rilancio.

Con il decreto legge Sostegni-ter il legislatore ha introdotto nel nostro ordinamento diverse limitazioni antifrode alle cessioni. Oggi il numero massimo di cessioni effettuabili sono quattro di cui la prima libera, due a soggetti qualificati e lultima possibile solo tra la banca acquirente e tutte le partite Iva.

La risoluzione ricorda che per le societ partecipanti al consolidato fiscale vale il principio espresso dallart. 7 del dm 1marzo 2018, il quale ha stabilito che ciascun soggetto pu cedere, ai fini della compensazione con limposta sul reddito delle societ dovuta dalla consolidante, i crediti utilizzabili in compensazione ai sensi dellarticolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997 n. 241, nel limite previsto dallarticolo 25 di tale decreto per limporto non utilizzato dal medesimo soggetto, nonch le eccedenze di imposta ricevute ai sensi dellarticolo 43-ter del Dpr n. 602/1973.

Pertanto, in costanza di consolidato, ciascuna societ partecipante alla tassazione di gruppo (inclusa la consolidante) ha la facolt di trasferire i propri crediti ai fini della compensazione con limposta sul reddito delle societ dovuta dalla consolidante per un ammontare non superiore allIres risultante, a titolo di saldo e di acconto, dalla dichiarazione dei redditi del consolidato.

Il trasferimento dei crediti dimposta quindi consentito ai soli fini della compensazione con lIres del gruppo e per la parte non eventualmente utilizzata dalla societ per lassolvimento di altri debiti.

Detto trasferimento non configura una ipotesi di cessione a terzi dei crediti dimposta ma un trasferimento di una posizione soggettiva alla fiscal unit che rileva ai soli fini della liquidazione dellimposta sul reddito delle societ dovuta dalla consolidante.

Ne deriva che, non costituendo il trasferimento dei crediti indicati dallIstante allinterno del consolidato una ipotesi di cessione a terzi degli stessi a titolo oneroso, la societ pu legittimamente trasferire i crediti alla fiscal unit, nei limiti della quota utilizzabile e dellIres dovuta, senza incorrere nelle limitazioni fissate dalla legge per le cessioni.

Secondo le Entrate questo principio vale per tutte le cessioni e si applica sia per i crediti maturati come sconti in fattura dai fornitori che per i crediti acquistati da societ esterne al consolidato. In questo caso la seconda cessione sarebbe impossibile in quanto i cessionari non sono soggetti qualificati (la legge richiede che siano banche o assicurazioni).

In merito alle modalit operative attraverso le quali una societ consolidata pu trasferire i richiamati crediti di imposta alla societ consolidante, la risoluzione precisa che possibile utilizzare, tramite mod. F24, il credito di Beta da parte della consolidante Alfa.

In sostanza, per lutilizzo del credito dimposta si pu far riferimento alla risposta delle Entrate n. 240/2022, ossia che, costituendo le posizioni giuridiche attive in argomento crediti dimposta di natura agevolativa, affinch possano essere effettuati i controlli automatizzati per verificare la capienza del plafond delle agevolazioni disponibili rispetto ai crediti utilizzati in compensazione, necessario che nella sezione CONTRIBUENTE del mod. F24 siano indicati:

  • nel campo CODICE FISCALE (c.d. primo codice fiscale), il codice fiscale della societ consolidante che utilizza il credito in compensazione;
  • nel campo CODICE FISCALE del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare (c.d. secondo codice fiscale), il codice fiscale del titolare che ha trasferito il credito dimposta nellambito del consolidato, unitamente al codice identificativo 62.

Infine, limporto relativo ai crediti oggetto della presente istanza pu essere trasferito al consolidato fiscale senza lapplicazione dei limiti di cui allarticolo 31, comma 1, del decreto legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010 n. 122 e allarticolo 34 della legge 23 dicembre 2000 n. 388.


(Vedi risoluzione n. 45 del 2022)

Deduzione ai fini delle imposte sui redditi e dellIrap del maggior valore rivalutato/riallineato imputato alle attivit immateriali - Definizione dellambito applicativo
Venerdì, 12 Agosto , 2022

La legge di Bilancio 2022 ha inserito allarticolo 110 del decreto legge Agosto i commi 8-ter e 8 8-quater. Lagenzia delle Entrate, con la circolare n 6/E/2022, emanata a commento della disciplina della rivalutazione e del riallineamento contenuta nel citato articolo 110 del decreto legge 14 agosto 2020, ha fornito le prime indicazioni in ordine alle novit introdotte dai commi citati.

In merito alla definizione dellambito applicativo delle disposizioni recate dai commi 8-ter e 8-quater, lAmministrazione finanziaria, con la risoluzione n. 46/E del 2 agosto 2022, ha precisato che la volont del legislatore stata quella di limitare lambito applicativo della norma in discussione ai soli beni per i quali il limite di deducibilit delle quote di ammortamento in diciottesimi stato espressamente contemplato dalla norma fiscale, prescindendo, pertanto, dalla durata del piano di ammortamento contabile e, in particolare, dal fatto che ordinariamente questultimo condiziona la concreta durata dellammortamento fiscale.

A conferma di questo indirizzo espresso dal comma 8-ter dellarticolo 103 del TUIR arriva il successivo comma 8-quater il quale riconosce la facolt del versamento di unimposta sostitutiva addizionale e la conseguente possibilit di proseguire nella deduzione del maggior valore imputato in misura non superiore, per ciascun periodo dimposta, a un diciottesimo di detto importo.

La deduzione ai fini delle imposte sui redditi e dellIrap del maggior valore imputato alle attivit immateriali prevista dallarticolo 110, comma 8-ter, del decreto Agosto, introdotto, come detto, dalla legge di Bilancio 2022, riguarda, come indicato nella relazione illustrativa al disegno di legge relativo al Bilancio di previsione dello Stato per lanno finanziario 2022 e al Bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024, i marchi e lavviamento, nonch le attivit immateriali a vita utile indefinita, la cui deduzione ammessa, a prescindere dallimputazione al conto economico, alle stesse condizioni e con gli stessi limiti annuali previsti per i marchi dimpresa e dellavviamento, ai fini Ires, dallarticolo 103 del Tuir e, ai fini Irap, dagli articoli 5, 6 e 7 del decreto Irap.

Non sono, invece, ricomprese nellambito applicativo del citato comma 8-ter le attivit immateriali, diverse dalle precedenti, le cui quote di ammortamento, ai sensi dellarticolo 103, comma 1, prima parte, del TUIR, sono in linea generale deducibili in misura non superiore al 50%.

Come gi anticipato, il rinvio, da parte del comma 8-ter, allarticolo 103 del TUIR deve essere inteso, come un limite allambito applicativo della specifica norma in discussione ai soli beni per i quali il limite alla deducibilit delle quote di ammortamento in diciottesimi stato espressamente contemplato dalla norma fiscale, prescindendo, quindi, dalla durata del piano di ammortamento contabile e dal fatto che tale piano condiziona la concreta durata dellammortamento fiscale.

Alla luce delle considerazioni svolte lAgenzia ritiene, pertanto, superata la posizione espressa nella risposta pubblica n. 108/2022.


(Vedi risoluzione n. 46 del 2022)

Raccolta di tutte le principali indicazioni in materia di detrazioni legate agli interventi edilizi
Venerdì, 5 Agosto , 2022

La circolare n. 28/E del 25 luglio 2022 pubblicata dallAgenzia delle Entrate costituisce il seguito della circolare n. 24/E del 7 luglio 2022. Fornisce una trattazione sistematica delle norme e delle indicazioni di prassi riguardanti le detrazioni pluriennali relative a spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, Sisma bonus, Bonus verde, Bonus facciate, Eco bonus e Superbonus.

Tale Raccolta frutto del lavoro svolto dal tavolo tecnico istituito dallAgenzia delle Entrate in collaborazione con la Consulta nazionale dei CAF. Di questo lavoro beneficeranno gli operatori dei Caf ed i professionisti abilitati allapposizione del visto di conformit sulle dichiarazioni presentate come pure gli uffici dellAmministrazione finanziaria nello svolgimento dellattivit di assistenza e di controllo documentale.

Lintento della circolare quello di offrire a tutti gli operatori uno strumento unitario che garantisca unapplicazione uniforme delle norme sul territorio nazionale. Come anticipato il documento di prassi amministrativa costituisce anche una guida per gli uffici del fisco orientandoli nelle attivit di controllo formale delle dichiarazioni.

La Raccolta tiene conto delle novit normative ed interpretative intervenute relativamente allanno dimposta 2021.

Al fine di consentire una pi agevole consultazione, viene confermata lesposizione argomentativa per paragrafi che segue lordine dei quadri relativi al mod. 730/2022 e che consente, pertanto, di individuare rapidamente i chiarimenti di interesse. I singoli paragrafi sono strutturati in modo autonomo e indipendente, per consentire ai contribuenti, ai Caf e ai professionisti di selezionare le questioni di interesse.

La circolare fornisce chiarimenti non solo alla luce delle modifiche normative intervenute, ma anche delle risposte ai quesiti posti dai contribuenti in sede di appello o di consulenza giuridica o dai Caf e dai professionisti abilitati.

Il documento di prassi amministrativa contiene, inoltre, lelencazione della documentazione, comprese le dichiarazioni sostitutive, che i contribuenti devono esibire e che i Caf o i professionisti abilitati devono verificare, al fine dellapposizione del visto di conformit, e conservare.

Come abbiamo gi fatto per la circolare n. 24/E/2022, visto il corposo documento, ci limiteremo a trattare alcuni temi selezionati ma riportiamo di seguito il sommario per consentire ai nostri lettori di ricorrere alla circolare in caso di argomenti di particolare interesse.

Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, Sisma bonus, Bonus verde e Bonus facciate (Pag. 9)

Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio (Pag. 9)

Sisma bonus (Pag. 53)

Bonus verde (Pag. 65)

Interventi finalizzati al recupero o al restauro delle facciate degli edifici esistenti - Bonus facciate (Pag. 68)

Acquisto e posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica (Pag. 80)

Spese per larredo degli immobili ristrutturati - Bonus mobili (Pag. 84)

Spese per interventi finalizzati al risparmio energetico - Eco bonus (Pag. 93)

Interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti (Pag. 102)

Interventi sullinvolucro degli edifici esistenti (Pag. 104)

Installazione di pannelli solari (Pag. 106)

Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (Pag. 108)

Acquisto e posa in opera di schermature solari (Pag. 112)

Acquisto e posa in opera di impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili (Pag. 113)

Acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per controllo da remoto - Building Automation (Pag. 115)

Interventi sullinvolucro di parti comuni degli edifici condominiali esistenti (Pag. 117)

Interventi sulle parti comuni di edifici di riqualificazione energetica e misure antisismiche con passaggio ad una o a due classe di rischio inferiore (Pag. 119)

Superbonus (Pag. 142)

Interventi agevolabili (Pag. 156)

Altre spese ammissibili al Superbonus (Pag. 169)

Detrazione spettante (Pag. 170)

Trasferimento inter vivos o mortis causa dellimmobile (Pag. 173)

Cumulabilit con altre agevolazioni (Pag. 173)

Alternative alla fruizione diretta della detrazione: cessione del credito o contributo sotto forma di sconto (Pag. 174)

Adempimenti (Pag. 175)

Allegato (Pag. 185)

Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio

Per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati su singole unit immobiliari o su parti comuni di edifici residenziali prevista una detrazione del 36% che divenuta permanente grazie al decreto legge n. 201/2011.

La detrazione spetta anche per i lavori di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia di interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione e da cooperative edilizie che provvedano entro diciotto mesi dal termine dei lavori alla successiva rivendita dellimmobile.

La detrazione ripartita in 10 rate annuali di pari importo.

Possono fruire della detrazione i contribuenti assoggettati allIrpef che siano in possesso di un titolo idoneo ovvero siano proprietari, titolari di un diritto di godimento, soci di cooperative a propriet divisa e indivisa, imprenditori individuali, locatari dellimmobile, familiari conviventi, futuro acquirente.

Dal 26 giugno 2012 la percentuale di detrazione del 36% stata elevata al 50% e il limite di spesa agevolabile passato da 48 mila a 96 mila euro. Tali limiti sono stati pi volte prorogati e, da ultimo, fino al 31 dicembre 2024.

Nel caso di interventi di recupero edilizio che comportino laccorpamento di pi unit abitative o la suddivisione in pi immobili di ununica unit abitativa, per lindividuazione del limite di spesa vanno considerate le unit immobiliari censite in Catasto allinizio degli interventi edilizi e non quelle risultanti alla fine dei lavori.

Qualora gli interventi realizzati in ciascun anno consistano nella mera prosecuzione di lavori iniziati negli anni precedenti sulla stessa unit immobiliare, ai fini della determinazione del limite massimo delle spese ammesse in detrazione occorre tener conto anche delle spese sostenute negli anni pregressi. Si ha, quindi, diritto allagevolazione solo se la spesa per la quale si gi fruito della relativa detrazione nellanno di sostenimento non ha superato il limite complessivo. Questo ulteriore vincolo non trova applicazione agli interventi autonomi, ossia non di mera prosecuzione.

Lammontare massimo di spesa ammessa alla detrazione va riferito allunit abitativa e alle sue pertinenze unitamente considerate, anche se accatastate separatamente. Gli interventi edilizi posti in essere sulle pertinenze, infatti, non hanno un autonomo limite di spesa, ma rientrano nel limite previsto per lunit abitativa di cui la pertinenza al servizio.

Nellipotesi di unit immobiliare residenziale adibita promiscuamente anche allesercizio dellarte o della professione ovvero di attivit commerciale, la detrazione calcolata sul 50% delle spese sostenute.

Cumulabilit con altre agevolazioni

Se gli interventi posti in essere rientrano sia nelle agevolazioni previste per la riqualificazione energetica che in quelle per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, il contribuente pu fruire soltanto di uno dei due benefici.

Le agevolazioni per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, invece, sono cumulabili con quelle previste per le spese relative ai beni soggetti al regime vincolistico ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, anche se ridotte nella misura del 50%.

Pertanto, sulle spese sostenute in relazione agli immobili vincolati: nel limite attuale di 96 mila euro possibile calcolare sia la detrazione del 50% spettante per gli interventi di recupero edilizio sullintera spesa, che quella del 19% sulla spesa ridotta alla met; oltre il limite di 96 mila euro non spetta la detrazione del 50% per recupero edilizio. Quindi, su tali spese, la detrazione nella misura del 19% calcolata sullintero importo.

Interventi che danno diritto alla detrazione

Usufruiscono della detrazione gli interventi effettuati su singole unit immobiliari residenziali e su parti comuni di edifici residenziali situati nel territorio dello Stato.

Non deve essere utilizzato il principio di prevalenza delle unit immobiliari destinate ad abitazione rispetto a quelle destinate ad altri usi, per individuare le unit immobiliari ammesse allagevolazione.

In caso di interventi posti in essere sulle parti comuni di un edificio, le relative spese possono essere considerate, ai fini del calcolo della detrazione, soltanto se riguardano un edificio residenziale considerato nella sua interezza. Qualora la superficie complessiva delle unit immobiliari destinate a residenza ricomprese nelledificio sia superiore al 50%, possibile ammettere alla detrazione anche il proprietario e il detentore di unit immobiliari non residenziali che sostengono le spese per le parti comuni.

Per gli interventi effettuati sulle parti comuni, la detrazione spetta per le spese di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Per gli interventi effettuati sulle singole unit immobiliari, la detrazione compete per le medesime spese, ad eccezione di quelle relative alla manutenzione ordinaria.

Lagevolazione riguarda lavori eseguiti su singole unit immobiliari residenziali, di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze. Gli interventi devono riguardare edifici esistenti.

Lavori, su singole unit immobiliari e su parti comuni, finalizzati alleliminazione delle barriere architettoniche, aventi per oggetto ascensori e montacarichi, alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia pi avanzata, sia adatto a favorire la mobilit interna ed esterna allabitazione per le persone portatrici di handicap in situazioni di gravit

I costi di installazione di un ascensore in un condominio, nellambito di interventi per leliminazione delle barriere architettoniche, sono detraibili anche se i lavori non sono stati deliberati dallassemblea ma sono stati autorizzati dal comune. In caso di installazione dellascensore nel cavedio condominiale e di spesa sostenuta per intero da un solo condmino, a questo riconosciuta la detrazione, da applicare entro il limite massimo consentito dalle disposizioni vigenti ratione temporis , con riferimento alla parte di spesa corrispondente alla ripartizione in base alla tabella millesimale del condominio o in base ad altre modalit stabilite dallassemblea dei condmini.

Per linstallazione di un montascale, invece, la detrazione spetta interamente al condmino disabile che ha sostenuto integralmente le spese, trattandosi di un mezzo dausilio utilizzabile dal solo condmino disabile.

Su tali spese possibile fruire contemporaneamente della detrazione del 19% prevista per le spese sanitarie riguardanti i mezzi necessari al sollevamento del disabile. Tale ultima detrazione spetta sulla quota di spesa eccedente il limite di 96 mila euro previsto per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.

Gli interventi atti a favorire la mobilit interna ed esterna allabitazione per le persone portatrici di handicap in situazione di gravit perseguono tale finalit attraverso lutilizzo della comunicazione, della robotica e di ogni altro mezzo di tecnologia pi avanzata. La detrazione compete unicamente per le spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, mentre non spetta per le spese sostenute in relazione al semplice acquisto di strumenti, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilit interna ed esterna. Pertanto, non rientrano nellagevolazione i telefoni a viva voce, gli schermi a tocco, i pc e le tastiere espanse per i quali prevista la detrazione dallIrpef del 19%.

Lavori, su singole unit immobiliari e su parti comuni, finalizzati alla prevenzione del rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi

Al fine di evitare furti, aggressioni, sequestri di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti il superamento di limiti fisici posti a tutela di diritti giuridicamente protetti, possibile avvalersi della detrazione dimposta per linstallazione o la sostituzione di cancellate/recinzioni, lapposizione di grate, il montaggio di porte blindate, lapposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, lapposizione di saracinesche, il montaggio di tapparelle, di vetri antisfondamento, di casseforti, linstallazione di fotocamere e apparecchi rilevatori e relative centraline. Non detraibile il contratto stipulato con listituto di vigilanza.

Lavori, su singole unit immobiliari e su parti comuni, finalizzati al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo allinstallazione di impianti basati sullimpiego delle fonti rinnovabili di energia

Per gli interventi finalizzati al conseguimento di risparmi energetici necessario acquisire unidonea documentazione, come la scheda tecnica del produttore, attestante il conseguimento di risparmi energetici.

Linstallazione di impianti basati sullimpiego di fonti rinnovabili di energia comporta automaticamente la riduzione della prestazione energetica degli edifici e, pertanto, non necessario acquisire alcuna documentazione per provare il conseguimento dei risparmi energetici.

Costituiscono interventi di efficienza energetica e utilizzo di fonti di energia rinnovabile, ad esempio, gli interventi sulle strutture edilizie come pareti verticali, coperture e pavimenti; la sostituzione di serramenti comprensivi di infissi; linstallazione di collettori solari per la produzione di acqua calda sanitaria e/o il riscaldamento degli ambienti; la sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione; linstallazione di pompe di calore, di sistemi ibridi, di generatori di calore a biomassa, di impianti fotovoltaici e di sistemi di termoregolazione e Building automation.

agevolabile linstallazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica. Linstallazione del sistema di accumulo su un impianto d diritto alla detrazione sia nel caso in cui tale installazione sia contestuale che successiva a quella dellimpianto fotovoltaico. Linstallazione successiva del sistema di accumulo non d diritto alla detrazione nel caso in cui limpianto fotovoltaico non sia stato ammesso alla detrazione in quanto oggetto di tariffe incentivanti (la detrazione non cumulabile con la tariffa incentivante).

Rientrano tra le spese agevolabili anche quelle sostenute per i sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del consumo individuale di calore, in quanto finalizzati al conseguimento del risparmio energetico.

Lavori, su singole unit immobiliari e su parti comuni, finalizzati alladozione di misure antisismiche con particolare riguardo allesecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, specialmente sulle parti strutturali

Parliamo di interventi realizzati sulle parti strutturali degli edifici o di complessi di edifici collegati strutturalmente; ove riguardino i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unit immobiliari.

La detrazione spetta anche in caso di interventi di demolizione e ricostruzione effettuati fino al 16 luglio 2020 con la medesima volumetria o, nel caso di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del Dlgs n. 42/2004, con medesima sagoma delledificio preesistente se dal provvedimento amministrativo che autorizza i lavori risulta che gli stessi rientrano tra quelli di ristrutturazione edilizia.

Per gli interventi effettuati dal 17 luglio 2020, a seguito delle modifiche apportate dal decreto legge n. 76/2020, rientrano nella ristrutturazione edilizia gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti con diversi sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, con le innovazioni necessarie per ladeguamento alla normativa antisismica, per lapplicazione della normativa sullaccessibilit, per linstallazione di impianti tecnologici e per lefficientamento energetico.

Con riferimento agli immobili sottoposti a tutela culturale e paesaggistica nonch quelli ubicati nelle zone omogenee A o nei centri e nuclei storici e negli ambiti di particolare pregio storico e architettonico, gli interventi di demolizione e ricostruzione e di ripristino di edifici crollati costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove siano mantenuti sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche delledificio preesistente e non siano previsti incrementi di volumetria.

A titolo esemplificativo sono da ritenersi ammissibili ai benefici fiscali gli:

  • interventi sulle coperture, sugli orizzontamenti, finalizzati allaumento della capacit portante, alla riduzione dei pesi, alla eliminazione delle spinte applicate alle strutture verticali;
  • interventi di riparazione e ripristino della resistenza originaria di elementi strutturali in muratura e/o calcestruzzo armato e/o acciaio, ammalorati per forme di degrado;
  • interventi volti a ridurre la possibilit di innesco di meccanismi locali, quali, ad esempio, linserimento di catene e tiranti contro il ribaltamento delle pareti negli edifici in muratura, il rafforzamento dei nodi trave-colonna negli edifici in c.a. contro la loro rottura prematura, la cerchiatura di travi e colonne volta a migliorarne la duttilit, il rafforzamento di elementi non strutturali pesanti, come camini, parapetti, controsoffitti o dei loro vincoli e ancoraggi alla struttura principale.

Con riferimento agli interventi nei Centri storici, la locuzione progetti unitari deve essere correlata alla nozione di singola unit strutturale; pertanto, ai fini delle agevolazioni fiscali, gli interventi in questione non devono riguardare necessariamente un intero aggregato edilizio.

Sono agevolabili, inoltre, le spese per la redazione della documentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica delledificio e le spese per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio di tale documentazione.

Alternative alla fruizione diretta della detrazione: cessione del credito o contributo sotto forma di sconto

Per le spese sostenute per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di installazione di impianti fotovoltaici, i beneficiari della detrazione possono - in luogo dellutilizzo diretto della detrazione - optare per un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da questultimo recuperato sotto forma di credito dimposta (c.d. sconto in fattura); in alternativa i contribuenti possono optare per la cessione di un credito dimposta di importo corrispondente alla detrazione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Le predette opzioni vanno effettuate in via telematica. Il Direttore dellAgenzia delle Entrate, con diversi provvedimenti, ha definito le modalit attuative. Per effetto dellopzione, il titolare della detrazione non pu utilizzarla direttamente nella dichiarazione dei redditi e, pertanto, nel mod. 730/2022 non devono essere indicate le spese sostenute nel 2021 oggetto della comunicazione di esercizio delle opzioni di cessione o sconto.

Sisma bonus

Possono beneficiare del sisma bonus non solo le persone fisiche ma anche gli esercenti arti e professioni, gli enti pubblici e privati che non svolgono attivit commerciale, le societ semplici, le associazioni tra professionisti e i soggetti che conseguono reddito dimpresa.

La normativa concernente il sisma bonus stata pi volte modificata. Lultima modifica risale al 1gennaio 2021 a partire dal quale lagevolazione si applica agli interventi le cui procedure autorizzatorie sono iniziate dal 1gennaio 2017, ovvero per i quali sia stato rilasciato il titolo edilizio. Pertanto, possibile accedere alle detrazioni per le spese sostenute dal 1gennaio 2021 anche qualora il titolo abilitativo sia stato rilasciato a partire dal 1gennaio 2017 indipendentemente dalla data di inizio della procedura autorizzatoria.

bene ricordare che per le spese sostenute dal 1luglio 2020 per gli interventi di riduzione del rischio sismico effettuati da persone fisiche, al di fuori dellesercizio di attivit d'impresa, arte o professione, su edifici residenziali o non residenziali che al termine dei lavori diventino a destinazione residenziale, si applica la disciplina del Superbonus non sussistendo la possibilit per il contribuente di scegliere quale agevolazione applicare.

In sostanza, per i soggetti destinatari del Superbonus che effettuano lavori antisismici su immobili ammessi a tale agevolazione si applica il 110% senza la possibilit di applicare le aliquote di detrazione indicate nellart. 16 del decreto legge n. 63/2013. La disciplina ordinaria del sisma bonus si applica, invece, in tutti gli altri casi esclusi dal Superbonus.

Nei casi esclusi dal Superbonus la detrazione spetta nella misura del 50%, nel limite di spesa di 96 mila euro per unit immobiliare per ciascun anno ed ripartita in 5 quote annuali di pari importo.

Se dagli interventi antisismici deriva la diminuzione di una o due classi di rischio, la detrazione spetta nella maggiore misura rispettivamente del 70 o dell80% delle spese sostenute.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il decreto n. 58/2017 ha stabilito le linee guida per la classificazione di rischio sismico delle costruzione e le modalit per lattestazione, da parte di professionisti abilitati, dellefficacia degli interventi effettuati.

Il progettista dellintervento strutturale chiamato ad asseverare la classe di rischio delledificio prima dei lavori e quella conseguibile dopo. Per accedere alla detrazione occorre che la predetta asseverazione sia allegata alla segnalazione certificata di inizio attivit o alla richiesta di permesso di costruire; per i titoli abilitativi richiesti dal 16 gennaio 2020, lasseverazione va presentata contestualmente al titolo abilitativo urbanistico, tempestivamente e comunque prima dellinizio dei lavori.

In assenza dellasseverazione, il contribuente pu fruire della detrazione prevista nella misura del 50% delle spese sostenute nel limite massimo di spesa di 96 mila euro, da utilizzare in 10 quote annuali di pari importo.

Il direttore dei lavori e il collaudatore statico, se nominato per legge, dopo lultimazione dei lavori e del collaudo, devono attestare la conformit degli interventi eseguiti al progetto depositato.

Non possibile scegliere il numero di rate in cui ripartire il beneficio; pertanto, chi intende avvalersi della detrazione del 70 o dell80% dovr necessariamente ripartire la detrazione in cinque rate. Resta ferma la possibilit di avvalersi dellagevolazione che consente di fruire della detrazione del 50% della spesa da ripartire in dieci rate di pari importo.

Lagevolazione spetta anche a fronte di interventi realizzati mediante demolizione e ricostruzione inquadrabili nella categoria della ristrutturazione edilizia e anche per le spese relative allincremento di volume.

Interventi sulle parti comuni degli edifici

Per gli interventi antisismici realizzati sulle parti comuni degli edifici dal 1luglio 2020 trova applicazione la disciplina del Superbonus, non sussistendo la possibilit per i destinatari della predetta detrazione che effettuano interventi antisismici su immobili ammessi a tale agevolazione di scegliere quale beneficio applicare.

I casi che non possono beneficiare del Superbonus fruiscono della detrazione del 75%, nel caso di passaggio ad una classe di rischio inferiore e dell85%, se le classi di rischio inferiori sono due.

La detrazione si applica su una spesa massima di 96 mila euro moltiplicata per il numero delle unit immobiliari di ciascun edificio e va ripartita in 5 quote annuali di pari importo.

Alternative alla fruizione diretta della detrazione: cessione del credito o contributo sotto forma di sconto

Per le spese sostenute per gli interventi antisismici di cui allarticolo 16 del decreto legge n. 63 del 2013 i beneficiari della detrazione possono optare - in luogo dellutilizzo diretto della detrazione - per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da questultimo recuperato sotto forma di credito dimposta; in alternativa, i contribuenti possono optare per la cessione di un credito dimposta di importo corrispondente alla detrazione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Per effetto dellopzione, il titolare della detrazione non pu utilizzarla nella dichiarazione dei redditi e, pertanto, nel modello 730/2022 non devono essere indicate le spese sostenute nel 2021 oggetto della comunicazione di esercizio delle opzioni di cessione o sconto.

Acquisto di case antisismiche

Lacquirente di un immobile ricostruito secondo canoni antisismici in quanto ubicato nella zona classificata a rischio sismico 1, pu usufruire di una detrazione pari al 75 o all85% del prezzo di acquisto dellunit immobiliare, entro un ammontare massimo di 96 mila euro.

Anche agli acquirenti di case antisismiche si applica la detrazione del 110% del Superbonus e non quella indicata nellart. 16 del decreto legge n. 63/2013. La disciplina ordinaria del sisma bonus trova invece applicazione in tutti i casi esclusi dal Superbonus.

Lagevolazione, inizialmente prevista nella zona a rischio sismico 1, stata estesa anche agli edifici ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 2 e 3.

Affinch lacquirente dellunit immobiliare possa beneficiare della detrazione prevista dallarticolo 16 del decreto legge n. 63/2013 necessario che latto di acquisto relativo allimmobile oggetto dei lavori sia stipulato entro i termini di vigenza dellagevolazione.

Anche ai fini della detrazione per lacquisto di case antisismiche necessario che siano posti in essere gli adempimenti previsti per lapplicazione del sisma bonus. In particolare, lefficacia degli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico asseverata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico. Il progetto degli interventi, contenente lasseverazione, allegato alla segnalazione certificata di inizio attivit o alla richiesta di permesso di costruire.

Lasseverazione e le attestazioni della conformit degli interventi eseguiti al progetto depositato, sono depositate presso lo sportello unico per lottenimento dei benefici fiscali. Unasseverazione tardiva non consente di accedere alle detrazioni.

Le imprese che effettuano gli interventi su immobili ubicati in zone 2 e 3 in base a procedure autorizzatorie iniziate dal 1gennaio 2017 ma prima del 1maggio 2019 - data di entrata in vigore della disposizione che ha esteso lagevolazione anche agli immobili ubicati nelle zone 2 e 3 - e che non hanno presentato lasseverazione in parola, in quanto non rientranti nellambito applicativo dellagevolazione in base alle disposizioni pro tempore vigenti, possono integrare i titoli abilitativi con la predetta asseverazione per consentire agli acquirenti di fruire della detrazione. Lintegrazione deve avvenire entro la data di stipula del rogito.

Bonus verde

La legge di Bilancio 2021 ha prorogato, fino al 2024, il c.d. Bonus verde ossia lagevolazione che prevede una detrazione pari al 36% delle spese documentate per la sistemazione a verde delle aree scoperte private di edifici esistenti comprese le recinzioni, gli impianti di irrigazione e la realizzazione di giardini pensili. La detrazione spetta anche per gli interventi effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali.

La detrazione non spetta per la manutenzione ordinaria periodica di giardini preesistenti e per i lavori in economia. La realizzazione di fioriere e lallestimento a verde di balconi e terrazzi agevolabile solo se permanente e semprech si riferisca ad un intervento innovativo di sistemazione a verde degli immobili residenziali.

La detrazione calcolata su un importo massimo di 5 mila euro per unit immobiliare residenziale. Pertanto, la detrazione massima di 1.800 euro ( il 36% di 5 mila euro).

Tale limite riguarda ogni singola unit immobiliare oggetto di intervento. Qualora il contribuente esegua gli interventi su pi unit immobiliari il diritto alla detrazione riconosciuto pi volte.

La sistemazione a verde eseguita sulle parti comuni di edifici prevede una detrazione su un ammontare massimo di spesa di 5 mila euro per ciascuna unit immobiliare. Se gli interventi green sono realizzati su unit immobiliari residenziali adibite promiscuamente allesercizio dellarte, della professione o di attivit commerciale, la detrazione spettante ridotta al 50%.

La detrazione cumulabile con le agevolazioni previste sugli immobili oggetto di vincolo da parte del Codice dei beni culturali e del paesaggio, ridotte nella misura del 50%.

Si ha diritto al bonus verde a patto che i pagamenti siano effettuati con strumenti tracciabili ovvero con assegni, bonifici, carte di credito o di debito.

Incentivi finalizzati al recupero o al restauro delle facciate degli edifici esistenti - Bonus facciate

Il Bonus facciate consiste in una detrazione dallimposta lorda pari al 90% delle spese documentate e sostenute nellanno dimposta 2020, per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, compresi gli interventi di sola pulitura o tinteggiatura. La detrazione spetta anche per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2022 ma per gli interventi posti in essere nel 2022 la detrazione scende al 60%.

Beneficiari della detrazione sono le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, gli enti pubblici e privati che non svolgono attivit commerciale, le societ semplici, le associazioni tra professionisti e i contribuenti che conseguono reddito dimpresa.

Gli interessati al bonus facciate devono detenere o possedere limmobile in base al un titolo idoneo al momento di avvio dei lavori o al momento di sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio. Dai titoli abilitativi risulta la data di inizio dei lavori, in mancanza, da una dichiarazione sostitutiva di atto di notoriet.

Possono fruire della detrazione anche i familiari conviventi con il possessore o detentore dellimmobile e i conviventi di fatto. La detrazione non spetta al familiare del possessore o del detentore dellimmobile quando gli interventi sono effettuati su immobili che non sono a disposizione o su immobili strumentali allattivit dimpresa, arte o professione.

Sono escluse dal Bonus facciate le spese sostenute per interventi su edifici ubicati in parti del territorio destinate a nuovi complessi abitativi, che risultino inedificate o nelle quali la edificazione preesistente non raggiunga i limiti di superficie e densit di cui alla zona B o D, o assimilate, vale a dire le parti del territorio destinate a nuovi insediamenti per impianti industriali e ad essi assimilati.

Il Bonus facciate interessa esclusivamente le strutture opache della facciata. Non si applica alle strutture opache orizzontali o inclinate (ad esempio i lastrici solari, tetti e pavimenti), le superficie confinanti con chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni, fatte salve quelle visibili dalla strada pubblica. Sempre il Bonus non si applica per la sostituzione di vetrate, infissi, grate, portoni e cancelli, per la verniciatura di persiane e sulle mura di cinta delledificio.

Lagevolazione subordinata al fatto che gli interventi siano effettuati sullinvolucro esterno delledificio visibile dalla strada pubblica, ossia sulla parte anteriore, frontale e principale delledificio e/o sugli altri lati dello stabile. Oppure sulla facciata interna delledificio, a patto che la stessa sia parzialmente visibile dalla strada pubblica.

Il Bonus facciate non si applica sulle facciate interne delledificio come, ad esempio, gli interventi realizzati sullinvolucro esterno di un immobile che si trova al termine di una strada privata, ovvero in una posizione di dubbia visibilit dalla strada pubblica.

La detrazione ammessa per lacquisto di materiali, la progettazione, le spese professionali, linstallazione di ponteggi, lo smaltimento di materiali rimossi, limposta di bollo e i diritti pagati per la richiesta di titoli abilitativi edilizi, la tassa per loccupazione del suolo pubblico.

Interventi influenti dal punto di vista termico

Per essere ammessi al Bonus facciate i lavori di rifacimento, non di sola pulitura o tinteggiatura, che influiscono anche dal punto di vista termico o interessano oltre il 10% dellintonaco della superficie disperdente lorda complessiva, devono soddisfare le seguenti condizioni:

  • requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche previsti dal decreto del Mise del 26 giugno 2015;
  • i valori limite di trasmittanza termica stabiliti dai decreti del Mise del 2008 per gli interventi iniziati prima del 6 ottobre 2020 e del 2020 per gli interventi scattati dal 6 ottobre 2020.

Il calcolo della percentuale del 10% dellintonaco della superficie disperdente lorda complessiva delledificio va effettuato tenendo conto del totale della superficie complessiva disperdente.

Qualora parti della facciata siano rivestite da piastrelle o altri materiali, queste non vanno conteggiate al fine del superamento del limite del 10%.

Limiti di detraibilit

Come anticipato la detrazione spetta nella misura del 90% calcolata sullintera spesa sostenuta negli anni dimposta 2020 e 2021. Non sono previsti limiti massimi di detrazione n un limite massimo di spesa ammissibile. Il fisco potr verificare la congruit tra i costi sostenuti oggetto di detrazione e il valore degli interventi eseguiti.

La detrazione ripartita in 10 quote annuali di pari importo, a partire dallanno di sostenimento delle spese e in quelli successivi. Limporto che non trova capienza nellimposta lorda di ciascun anno non pu essere utilizzato in diminuzione dellimposta dei periodi successivi o chiesto a rimborso.

Il Bonus facciate non pu essere utilizzato dai soggetti che possiedono esclusivamente redditi assoggettati a tassazione separata o ad imposta sostitutiva in quanto si tratta di una detrazione dallimposta lorda.

La detrazione dallimposta lorda pu essere fatta valere ai fini sia dellIrpef che dellIres e si riferisce alle persone fisiche ma anche alle imprese individuali, le societ e gli enti commerciali.

Cumulabilit con altre detrazioni

Qualora gli interventi sono riconducibili a diverse agevolazioni, vedi, ad esempio, il Bonus facciate e leco-bonus, il contribuente pu fruire di entrambe a patto che le spese siano contabilizzate separatamente. Per i lavori posti in essere in un condominio, ogni condmino, per la parte di spesa a lui imputabile, pu decidere se fruire del Bonus facciate o della detrazione prevista per gli interventi di efficienza energetica, indipendentemente dalla scelta degli altri condmini.

In considerazione della possibile sovrapposizione tra gli interventi ammessi al Bonus facciate e quelli di riqualificazione energetica oppure quelli di recupero del patrimonio edilizio, possibile avvalersi, per le medesime spese, di una sola delle predette agevolazioni.

Il Bonus facciate non invece cumulabile con la detrazione spettante per le spese sostenute dai soggetti obbligati alla manutenzione, protezione o restauro delle cose vincolate.

Adempimenti e documentazione necessaria per fruire dellagevolazione

Per fruire del Bonus facciate linteressato deve pagare i lavori con bonifico dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva di chi ha effettuato lintervento.

Sono validi anche i bonifici effettuati tramite conti aperti presso le imprese, diverse dalle banche, autorizzate dalla Banca dItalia a prestare servizi di pagamento. Su questi bonifici le banche applicano una ritenuta dacconto dell8%.

Nella dichiarazione dei redditi occorre indicare i dati catastali identificativi dellimmobile. Occorre, inoltre comunicare preventivamente allAsl competente la data di inizio lavori, quando obbligatoria e conservare tutte le fatture, le ricevute di bonifico e le abilitazioni amministrative richieste dalla legge in relazione ai lavori. Come pure le ricevute di pagamento dei tributi locali, se dovuti, la copia della delibera assembleare di approvazione dellesecuzione dei lavori e il consenso del proprietario allesecuzione degli interventi qualora siano effettuati dal detentore.

Per gli interventi influenti dal punto di vista termico, in aggiunta agli adempimenti sopra elencati, i contribuenti devono acquisire e conservare la scheda descrittiva dellintervento che deve essere inviata allEnea entro 90 giorni dalla fine dei lavori e lasseverazione del tecnico abilitato che certifica la corrispondenza dei lavori ai requisiti tecnici previsti.

In caso di lavori sulle parti comuni di un condominio, i predetti adempimenti possono essere effettuati da uno dei condmini o dallamministratore di condominio.

Acquisto e posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica

Beneficia di una detrazione pari al 50% delle spese sostenute dal 1marzo 2019 al 31 dicembre 2021 lacquisto e la posa in opera di colonnine di ricarica per i veicoli elettrici. La detrazione riconosciuta anche per i costi iniziali legati allaumento di potenza del contatore dellenergia elettrica, fino ad un massimo di 7 kW.

Ai fini della detrazione le infrastrutture di ricarica devono essere dotate di uno o pi punti di ricarica non accessibili al pubblico.

Per le spese sostenute dal 1luglio 2020 per lacquisto e posa in opera di colonnine laliquota della detrazione aumentata al 110% e ripartita in 5 quote annuali se linstallazione eseguita congiuntamente a uno degli interventi trainanti rientranti nel Superbonus.

Possono beneficiare della detrazione i soggetti passivi dellIrpef e dellIres che sostengono le spese. Fermo restando il limite complessivo di 3 mila euro, la detrazione spetta anche per le spese sostenute per le opere funzionali come i costi di allaccio.

La detrazione calcolata su un ammontare complessivo di spesa non superiore a 3 mila euro da ripartire tra gli aventi diritto, in dieci quote annuali di pari importo.

Limporto massimo ammesso in detrazione, pari a 3 mila euro, annuale ed riferito a ciascun acquisto e posa in opera delle infrastrutture di ricarica. Se la spesa sostenuta da pi persone la stessa va ripartita tra gli aventi diritto.

Il predetto limite riferito a ciascun contribuente e costituisce lammontare massimo di spesa ammesso alla detrazione anche nellipotesi in cui, nel medesimo anno, il contribuente abbia sostenuto spese per lacquisto e la posa di pi infrastrutture di ricarica.

I pagamenti vanno effettuati con bonifico o con altri sistemi di pagamento tracciabili. La detrazione non ammessa per pagamenti in contanti.

Spese per larredo degli immobili ristrutturati - Bonus mobili

I contribuenti che effettuano interventi di recupero del patrimonio edilizio hanno diritto ad una detrazione del 50% per lacquisto di mobili e grandi elettrodomestici (c.d. Bonus mobili).

Per le spese sostenute nellanno 2021 il beneficio spetta a condizione che il predetto acquisto sia stato effettuato in connessione con lavori di recupero del patrimonio edilizio iniziati a decorrere dal 1gennaio 2020.

Ha diritto alla detrazione anche il contribuente che ha sostenuto solo una parte delle spese relative allintervento edilizio. Tuttavia se i lavori di recupero del patrimonio edilizio sono stati pagati da uno dei coniugi e quelli per larredo dallaltro, il Bonus mobili non spetta a nessuno dei due.

La detrazione collegata ad interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia sulle parti comuni di edifici residenziali, di restauro e risanamento conservativo e di ripristino degli immobili danneggiati a seguito di eventi calamitosi.

Per beneficiare del Bonus mobili, pertanto, necessario che lintervento sullabitazione sia riconducibile almeno alla manutenzione straordinaria come avviene quando si procede alla sostituzione della caldaia o allinstallazione di un impianto di climatizzazione o di stufa a pellet.

Non danno diritto al Bonus mobili la realizzazione di posti auto o box pertinenziali come pure gli interventi volti alladozione di misure finalizzate a prevenire il rischio di atti illeciti da parte di terzi e gli interventi per i quali si usufruisce delleco bonus.

Lacquisto di mobili e grandi elettrodomestici agevolabile anche se i beni sono destinati allarredo di un ambiente diverso da quello oggetto di predetti interventi, purch limmobile sia comunque oggetto degli specifici interventi edilizi sopra richiamati.

A titolo esemplificativo sono agevolabili gli acquisti di letti, armadi, librerie, tavoli, sedie, divani, materassi, apparecchi di illuminazione mentre non lo sono i pavimenti, i tendaggi e le tende.

Per quanto concerne gli elettrodomestici il beneficio riguarda quelli dotati di classe energetica A+ o superiore (A o superiore per i forni). Il nuovo regolamento sulletichettatura energetica ha eliminato il sistema di classificazione di efficienza A+, A++ e A+++ sostituendolo con la classificazione da A a G.

Limiti di detraibilit

La detrazione spetta nella misura del 50% delle spese sostenute e per lanno 2021 calcolata su un importo massimo di 16 mila euro (10 mila euro per le spese sostenute nel 2020). Tale limite concerne ogni singola unit immobiliare oggetto di lavori. Chi esegue interventi su pi unit immobiliari ha diritto a vedersi riconosciuta la detrazione pi volte.

Per gli acquisti di mobili e grandi elettrodomestici effettuati nel 2021, ai fini della verifica del limite di spesa di 16 mila euro, si deve tener conto delle eventuali spese gi sostenute nel 2020 se collegate ad interventi edilizi effettuati nel medesimo anno. Non si tiene conto, invece, delle eventuali spese sostenute nel 2020 se collegate ad interventi edilizi effettuati nel 2019 che non sono continuati nel 2020.

La detrazione va ripartita tra gli aventi diritto ed fruita in 10 quote annuali di pari importo. La detrazione non utilizzata in tutto o in parte non si trasferisce n in caso di decesso del contribuente n in caso di cessione dellimmobile oggetto dellintervento di recupero edilizio.

Modalit di pagamento

Per fruire del Bonus mobili i pagamenti devono avvenire con bonifico o con carte di credito o debito. No ad assegni, contanti o altri mezzi di pagamento.

La detrazione ammessa anche nel caso di pagamenti con il finanziamento a rate a patto che la societ che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con le medesime modalit sopra indicate e il contribuente abbia copia della ricevuta di pagamento.

La documentazione attestante lavvenuto pagamento e le fatture di acquisto dei beni con specificazione di natura, qualit e quantit deve essere conservata ai fini della detrazione. Lo scontrino con il codice fiscale dellacquirente, unitamente allindicazione di natura, qualit e quantit dei beni acquistati equivalente alla fattura. Lo scontrino privo del codice fiscale dellacquirente pu consentire la fruizione della detrazione se contiene lindicazione della natura, qualit e quantit dei beni acquistati ed riconducibile al contribuente.

Spese per interventi finalizzati al risparmio energetico - Eco bonus

Le detrazioni per le spese sostenute in relazione ad interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti (c.d. Eco bonus) sono disciplinate dallart. 14 del decreto legge n. 63 del 2013 e successive modificazioni che ha elevato laliquota della detrazione al 65% con riferimento alle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2024. A partire dal 2018, inoltre, per alcune spese la detrazione ridotta al 50%.

Lart. 119 del decreto Rilancio ha introdotto nuove disposizioni che disciplinano la detrazione delle spese sostenute dal 1luglio 2020 a fronte di specifici interventi finalizzati allefficienza energetica. Il contribuente pu avvalersi del 110% per le spese sostenute dal 1luglio 2020 rispettando gli adempimenti previsti dal Superbonus.

La detrazione dell Eco bonus spetta alle persone fisiche, alle societ semplici, alle associazioni tra professionisti e ai soggetti che conseguono reddito dimpresa. Tali soggetti devono possedere o detenere limmobile in base ad un titolo idoneo come ad esempio: proprietari, titolari di un diritto reale di godimento, soci di cooperative a propriet divisa o indivisa, detentori, familiari conviventi ecc..

Limiti di detraibilit

Il decreto legge n. 63 del 2013 ha elevato la percentuale di spesa detraibile dal 55 al 65%, per le spese sostenute a partire dal 6 giugno 2013. La detrazione maggiore si applica alle spese pagate a partire dal 6 giugno 2013, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui i pagamenti si riferiscono.

Per lanno 2021 la detrazione dimposta per leco bonus ridotta al 50% per le spese sostenute su singole unit immobiliari o sulle parti comuni degli edifici relative a: acquisto e posa in opera di finestre; acquisto e posa in opera di schermature solari; sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie e condensazione almeno in classe A o con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.

Se le caldaie, oltre ad essere in classe A, sono dotate di sistemi di termoregolamentazione evoluti riconosciuta la detrazione del 65%.

Edifici interessati

Lagevolazione ammessa se gli interventi sono realizzati su unit immobiliari o su edifici esistenti. La prova dellesistenza fornita dalliscrizione al Catasto. Lesistenza riconosciuta anche se lo stesso classificato nella categoria catastale F/2 ovvero unit collabenti

Sono esclusi dal beneficio gli interventi che vengono effettuati in fase di costruzione dellimmobile.

Gli edifici interessati dallagevolazione devono avere determinate caratteristiche tecniche; in particolare, devono essere dotati di impianto di riscaldamento funzionante o comunque riattivabile.

Per gli interventi realizzati dall11 giugno 2020 le stufe a legna o a pellet, i caminetti e i termocamini, purch fissi, sono considerati impianto di riscaldamento. Per gli interventi realizzati prima opera, invece, lassimilazione agli impianti termici delle stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante, scaldacqua unifamiliari, se fissi, e quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi a servizio della singola unit immobiliare maggiore o uguale a 15 kW.

Qualora lintervento prevede linstallazione di un impianto di riscaldamento centralizzato in un edificio in cui solo alcuni appartamenti sono gi dotati di impianto di riscaldamento, la detrazione non pu essere riconosciuta sullintera spesa sostenuta, ma deve essere limitata alla spesa riferibile alle unit immobiliari nelle quali limpianto era gi presente.

Con riferimento agli interventi effettuati fino al 16 luglio 2020 non possibile beneficiare della detrazione in caso di spese sostenute per la riqualificazione energetica a seguito di demolizione e ricostruzione, in quanto tale intervento d luogo a nuova costruzione.

possibile fruire della detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica nel caso in cui siano realizzati lavori edilizi di demolizione e successiva ricostruzione con una volumetria inferiore rispetto a quella preesistente.

Anche in caso di ristrutturazione con ampliamento senza demolizione dellesistente possibile fruire della detrazione, ma limitatamente alle spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica realizzati sulla parte esistente.

Il contribuente tenuto a mantenere distinte le spese riferibili agli interventi relativi alla parte esistente delledificio da quelle riferibili agli interventi di ampliamento; in alternativa deve ottenere dallimpresa di costruzione o ristrutturazione una attestazione che attesti gli importi riferibili a ciascun intervento.

Per gli interventi effettuati dal 17 luglio 2020, rientrano nella ristrutturazione edilizia gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti con diversi sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, con le innovazioni necessarie per ladeguamento alla normativa antisismica, per linstallazione di impianti tecnologici e per lefficientamento energetico.

Tipologia di interventi ammessi alla detrazione

Leco bonus spetta per gli interventi:

  • di riqualificazione energetica;
  • riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti) e finestre comprensive di infissi;
  • relativi allinstallazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali;
  • di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione o con pompe di calore ad alta efficienza o ancora con impianti geotermici a bassa entalpia.
La detrazione spetta anche per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.

Dal 2015 la detrazione spetta anche per lacquisto e posa in opera di schermature solari e di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.

Dal 1gennaio 2016 lagevolazione spetta anche per le spese sostenute per lacquisto, linstallazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o di climatizzazione delle unit abitative.

Dal 1gennaio 2018 la detrazione, nella misura del 65%, spetta anche per: lacquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti fino a un valore massimo della detrazione di 100 mila euro; gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione; lacquisto e posa in opera di generatori daria calda a condensazione.

Installazione di pannelli solari

Per linstallazione di pannelli solari la detrazione spetta nel limite di 60 mila euro ad immobile ed calcolata nella misura del 65%. Con i pannelli solari possibile avere acqua calda per usi domestici o industriali. La garanzia minima di questi dispositivi fissata in 5 anni, compresa per i bollitori. Per gli accessori e i componenti tecnici scende, invece, a due anni. I collettori solari devono possedere la Certificazione Solar Keymark.

Per le installazioni iniziate prima del 6 ottobre 2020 i collettori solari termici devono presentare una certificazione di qualit conforme alle norme rilasciate da un laboratorio accreditato; sono equiparate alle UNI EN 12975 o UNI EN 12976 le norme EN 12975 e EN 12976 recepite da un organismo certificatore nazionale di un Paese membro della Ue. Non sono ammessi alla detrazione i pannelli solari per i quali siano prodotte certificazioni di qualit diverse da quelle previste dal dm 19 febbraio 2007.

Le spese sostenute per linstallazione di un sistema termodinamico per la sola produzione di acqua calda sono ammesse interamente alla detrazione. Per quanto riguarda la certificazione di qualit del sistema termodinamico applicabile la normativa prevista per i collettori solari.

Con riferimento agli interventi iniziati a partire dal 6 ottobre 2020, per gli impianti solari termici prefabbricati la certificazione Solar Keymark relativa al solo collettore pu essere sostituita dalla certificazione Solar Keymark relativa al sistema.

Sono detraibili le spese per la fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche come pure le opere idrauliche, murarie e le prestazioni professionali necessarie per la realizzazione degli interventi agevolati e quelle sostenute per acquisire la certificazione energetica.

Acquisto e posa in opera di schermature solari

Sono agevolabili le spese sostenute per lacquisto e la posa in opera di schermature solari e/o chiusure tecniche mobili oscuranti. Tali schermature solari devono essere montate esclusivamente sulle esposizioni da est ad ovest passando per il sud.

La detrazione spetta nel limite massimo di 60 mila euro. Dal 1gennaio 2018 la detrazione pari al 50% delle spese sostenute. Tra le spese ammesse alla detrazione, oltre alla fornitura e posa in opera delle varie tipologie di schermature, figurano anche le opere murarie, eventualmente necessarie.

Superbonus

Il decreto legge Rilancio ha previsto una detrazione del 110% per le spese sostenute a partire dal 1luglio 2020 relative ad interventi antisismici, di efficienza energetica, di installazione di impianti fotovoltaici e infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici (c.d. Superbonus).

Le nuove misure si affiancano alle detrazioni gi esistenti previste per il recupero del patrimonio edilizio, il sisma-bonus e leco-bonus.

Lagevolazione consiste in una detrazione dallimposta lorda pari al 110% della spesa sostenuta, da ripartire in 5 quote annuali di pari importo, ammessa entro il limite di capienza dellimposta annua.

La disciplina del Superbonus stata oggetto di diverse modifiche, come quella apportata dalla legge di Bilancio 2021 che intervenuta sui beneficiari della detrazione, sugli interventi agevolabili e sulla vigenza dellagevolazione stessa.

Il documento di prassi amministrativa fornisce chiarimenti in ordine alla disciplina vigente al 31 dicembre 2021.

Come altre agevolazioni anche il Superbonus consente, in luogo della fruizione diretta della detrazione nella dichiarazione dei redditi, di optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito dimposta.

Chiarimenti sono stati forniti con la circolare n. 24/E dell8 agosto 2020, con altre risoluzioni e circolari e, da ultimo, con la circolare n. 23/E dello scorso 23 giugno al quale il documento fa espresso rinvio per approfondimenti.

Soggetti che possono fruire della detrazione

Possono beneficiare del Superbonus i condomni, le persone fisiche, al di fuori dellesercizio di attivit di impresa, arti e professioni, su un numero massimo di due unit immobiliari a destinazione residenziale e, dopo le modifiche apportate dalla legge di Bilancio 2021, le persone fisiche al di fuori dellesercizio di attivit di impresa, arti e professioni, con riferimento agli interventi finalizzati al risparmio energetico o antisismici realizzati su edifici composti da due a quattro unit immobiliari distintamente accatastate e possedute da un unico proprietario o in compropriet da pi persone fisiche.

Condomni

Sono ammessi al Superbonus gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici costituiti in condominio. Il condominio nasce automaticamente nel momento in cui pi soggetti costruiscono su un suolo comune ovvero quando lunico proprietario di un edificio ne cede a terzi piani o porzioni di piano in propriet esclusiva, realizzando il frazionamento dellimmobile.

Ai sensi dellart. 1117 c.c. sono parti comuni il suolo, i tetti e i lastrici solari nonch le opere, le installazioni e i manufatti che servono alluso e al godimento comune, come gli impianti per lacqua, per il gas, per lenergia elettrica, per il riscaldamento, fino al punto di diramazione degli impianti ai locali di propriet esclusiva.

Gli interventi realizzati sulle parti comuni dell'edificio in condominio possono fruire delle detrazioni solo se lo stabile residenziale nella sua interezza. Se la superficie complessiva delle unit immobiliari destinate a residenza delledificio superiore al 50%, possibile ammettere alla detrazione anche il proprietario e il detentore di unit immobiliari non residenziali (ad esempio, strumentale) che sostengono le spese per le parti comuni. Qualora la percentuale non supera il 50%, comunque ammessa la detrazione per le spese realizzate sulle parti comuni.

Per beneficiare del Superbonus relativamente ai lavori posti in essere sulle parti comuni, i condomni, che non sono obbligati a nominare un amministratore, non sono tenuti a richiedere il codice fiscale. Ai fini della fruizione del beneficio sufficiente il codice fiscale di un condmino che ha effettuato gli adempimenti.

Il singolo condmino usufruisce della detrazione per i lavori effettuati sulle parti comuni delledificio, in ragione dei millesimi di propriet.

Le deliberazioni dellassemblea condominiale aventi per oggetto lapprovazione dei lavori che danno diritto al Superbonus, sono valide se approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno un terzo del valore delledificio.

Edifici da due a quattro unit immobiliari di un unico proprietario o in compropriet tra persone fisiche

Ai fini del Superbonus, agli interventi effettuati sulle parti comuni si applicano i chiarimenti forniti in relazione agli edifici in condominio. In merito al computo delle unit immobiliari, le pertinenze non vanno considerate autonomamente, anche se distintamente accatastate. Le pertinenze rilevano, invece, ai fini della determinazione del limite di spesa ammesso al Superbonus nel caso di interventi realizzati sulle parti comuni qualora tale limite sia determinato in base al numero delle unit immobiliari che compongono ledificio oggetto di lavori. In sostanza, in un edificio composto da 4 unit abitative e 4 pertinenze, occorre moltiplicare per 8 il limite di spesa previsto per ciascun intervento.

bene precisare che solo se la superficie complessiva delle unit immobiliari destinate a residenza ricomprese nelledificio sia superiore al 50% possibile fruire del Superbonus. Ai fini della verifica della natura residenziale delledificio non va conteggiata la superficie catastale delle pertinenze delle unit immobiliari di cui si compone ledificio.

Persone fisiche

Possono beneficiare del Superbonus le persone fisiche, al di fuori dellesercizio di attivit di impresa, arti e professioni, che sostengono la spesa per lesecuzione dei lavori agevolati.

Le persone fisiche che svolgono attivit di impresa, arti e professioni possono beneficiare della detrazione per le spese sostenute per interventi effettuati su immobili appartenenti allambito privatistico e per le spese sostenute per interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici in condominio, qualora gli stessi partecipino alla ripartizione delle predette spese in qualit di condmini, a prescindere dalla circostanza che gli immobili posseduti o detenuti siano immobili strumentali alle attivit di impresa, arti e professioni.

Le persone fisiche possono beneficiare del Superbonus per le spese di efficienza energetica realizzate su un numero massimo di due unit immobiliari. Tale limitazione non si applica alle spese sostenute per gli interventi effettuati sulle parti comuni delledificio n per gli interventi antisismici.

Le persone fisiche che sostengono le spese devono possedere o detenere limmobile in base ad un titolo idoneo al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio. La data di inizio dei lavori deve risultare dai titoli abilitativi o dalla dichiarazione sostitutiva di atto di notoriet.

I beneficiari devono:

  • possedere limmobile in qualit di proprietario, nudo proprietario o titolare di altro diritto reale di godimento;
  • detenere limmobile in base ad un contratto di locazione o di comodato, regolarmente registrato, al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio; serve, inoltre, il consenso allesecuzione dei lavori del proprietario.

Possono beneficiare della detrazione anche i familiari del possessore o del detentore dellimmobile nonch i conviventi di fatto, semprech sostengano le spese per la realizzazione dei lavori. Tali soggetti hanno diritto alla detrazione a patto che siano conviventi con il possessore o detentore e le spese sostenute riguardino interventi eseguiti su un immobile nel quale si esplica la convivenza. Pertanto, la detrazione non spetta al familiare del possessore o detentore dellimmobile nel caso di interventi effettuati su immobili che non sono a disposizione perch, ad esempio, locati.

Per fruire del Superbonus non necessario che i familiari abbiano sottoscritto un contratto di comodato essendo sufficiente che attestino, mediante una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, di essere familiari conviventi.

Ambito oggettivo

Il Superbonus riguarda edifici esistenti. Non sono agevolati gli interventi realizzati in fase di nuova costruzione. Lagevolazione spetta anche a fronte di interventi realizzati mediante demolizione e ricostruzione inquadrabili nella categoria della ristrutturazione edilizia.

Rientrano nella ristrutturazione edilizia gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti con diversi sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, con le innovazioni necessarie per ladeguamento alla normativa antisismica, per linstallazione di impianti tecnologici e per lefficientamento energetico. Resta fermo che gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove siano mantenuti sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche delledificio preesistente e non siano previsti incrementi di volumetria.

In caso di interventi di demolizione e ricostruzione, sia pure inquadrabili come ristrutturazione edilizia, il Superbonus per interventi 'trainanti' e trainati di efficienza energetica non si applica alle spese riferite alla parte eccedente il volume ante-operam. In tal caso, il contribuente ha lonere di mantenere distinte, in termini di fatturazione, le spese riferite agli interventi sul volume ante-operam da quelle riferite agli interventi sul volume ampliato.

Gli interventi di efficienza energetica sono agevolabili a condizione che gli edifici oggetto degli interventi abbiano determinate caratteristiche tecniche e siano dotati di impianti di riscaldamento funzionante o riattivabile. Questa condizione richiesta per tutte le tipologie di interventi agevolabili ad eccezione dellinstallazione di collettori solari per produzione di acqua calda e dei generatori alimentati a biomasse e delle schermature solari.

Pertanto, se ledificio privo dellimpianto di riscaldamento, in caso di realizzazione di un nuovo impianto, questultimo non potr fruire del Superbonus.

Edifici interessati

Il Superbonus spetta per le spese relative ad interventi finalizzati alla riqualificazione energetica e alladozione di misure antisismiche degli edifici. Si distinguono gli interventi trainanti e quelli trainati.

Possono essere interventi trainanti e trainati quelli effettuati sulle parti comuni di edifici residenziali (condominio), quelli relativi agli edifici residenziali unifamiliari e ad unit immobiliari residenziali funzionalmente indipendenti e con accesso autonomo dallesterno, site allinterno di edifici plurifamiliari.

Solo trainati sono invece gli interventi che interessano le singole unit immobiliari residenziali allinterno di edifici in condominio.

Sono escluse le unit immobiliari di tipo signorile, le abitazioni in ville e castelli come pure i palazzi storico artistici.

Sono parimenti esclusi dal Superbonus gli immobili non residenziali anche se posseduti da soggetti che non svolgono attivit di impresa, arti e professioni.

Immobili vincolati

Se ledificio sottoposto ad almeno uno dei vincoli previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio o gli interventi trainanti di efficientamento energetico sono vietati da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali, il Superbonus si applica alle spese sostenute per gli interventi trainati di efficientamento energetico, a condizione che tali interventi assicurino il miglioramento di almeno due classi energetiche delledificio oppure, ove non possibile, il conseguimento della classe energetica pi alta.

Pertanto, se per effetto dei vincoli ai quali ledificio sottoposto o dei regolamenti edilizi, urbanistici o ambientali non possibile effettuare neanche un intervento trainante, il Superbonus si applica comunque, alle spese per gli interventi trainati.

La possibilit di accedere al Superbonus in mancanza di interventi trainanti invece esclusa relativamente alle spese sostenute per gli interventi trainati ossia per linstallazione di impianti solari fotovoltaici e di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.

Edificio unifamiliare e immobili funzionalmente indipendenti - Unit strutturali

Ai fini del Superbonus ledificio unifamiliare inteso come lunica unit immobiliare di propriet esclusiva funzionalmente indipendente, che dispone di un accesso autonomo dallesterno e destinato allabitazione di un singolo nucleo familiare.

Lunit abitativa che si trova allinterno di un edificio plurifamiliare dotato di accesso autonomo fruisce del Superbonus autonomamente, indipendentemente dal fatto che faccia parte di un condominio o disponga di parti comuni con altre unit abitative, ad esempio il tetto.

Analogamente avviene nel caso in cui lunit abitativa funzionalmente indipendente e con accesso autonomo dallesterno faccia parte di un edificio composto da pi unit immobiliari di un unico proprietario o in compropriet tra pi soggetti. Anche in tal caso, dunque, la predetta unit abitativa fruisce del Superbonus.

Inoltre, gli interventi effettuati su una unit abitativa funzionalmente indipendente e con uno o pi accessi autonomi dallesterno possono essere ammessi al Superbonus indipendentemente dalla circostanza che tale unit sia ubicata in un edificio escluso dallagevolazione in quanto, ad esempio, composto da pi di 4 unit immobiliari possedute da un unico proprietario o in compropriet da pi persone fisiche al di fuori dellesercizio di attivit di impresa, arte o professione ovvero composto da pi unit immobiliari interamente di propriet o in compropriet di una societ.

Per essere funzionalmente indipendente lunit immobiliare deve essere dotata di impianti per lacqua, il gas, la luce, e il riscaldamento di propriet esclusiva.

Per accesso autonomo dallesterno si intende un accesso indipendente, non comune ad altre unit immobiliari, chiuso da cancello o portone dingresso che consenta laccesso dalla strada o dal giardino anche di propriet non esclusiva.

Lunit abitativa allinterno di un edificio plurifamiliare dotata di accesso autonomo dallesterno pu fruire del Superbonus autonomamente, indipendentemente dalla circostanza che la stessa faccia parte di un condominio o disponga di parti comuni con altre unit abitative (ad esempio il tetto).

A seguito delle modifiche apportate dalla legge di Bilancio 2021, a decorrere dal 1gennaio 2021, ununit immobiliare pu ritenersi funzionalmente indipendente qualora sia dotata di almeno 3 delle seguenti installazioni di propriet esclusiva:

  • impianto idrico;
  • impianto per il gas;
  • impianto per la luce;
  • impianto di climatizzazione invernale.

Ai fini del Superbonus, la contestuale sussistenza del requisito della indipendenza funzionale e dell accesso autonomo dallesterno assume rilievo con esclusivo riferimento agli interventi trainanti di risparmio energetico.

Interventi agevolabili

Il Superbonus spetta a fronte del sostenimento delle spese relative a specifici interventi finalizzati alla riqualificazione energetica e alladozione di misure antisismiche degli edifici (interventi trainanti), nonch ad ulteriori interventi che, realizzati insieme ai primi (interventi trainati), beneficiano della detrazione maggiorata soltanto se eseguiti congiuntamente ad uno o pi interventi trainanti.

Interventi trainanti

Sono ricompresi tra gli interventi trainanti gli interventi di isolamento termico degli involucri edilizi, la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale e gli interventi antisismici.

Interventi di riqualificazione energetica (trainanti)

Interventi di isolamento termico degli involucri edilizi

Si tratta degli interventi di isolamento termico che interessano linvolucro delledificio, con unincidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda delledificio medesimo e che rispettano i requisiti di trasmittanza termica.

In merito al superamento del 25% della superficie disperdente lorda, si precisa che:

  • nel caso di interventi su edifici unifamiliari o aventi per oggetto parti comuni di edifici composti da pi unit immobiliari, detto requisito deve essere verificato avendo riguardo alla superficie disperdente lorda delimitante il volume riscaldato dellintero edificio. Sono ammessi al Superbonus anche gli interventi di isolamento termico effettuati su una parte dellinvolucro delledificio, a condizione che rispetti lincidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda e che risulti il miglioramento di almeno due classi energetiche delledificio ovvero, se non possibile, il conseguimento della classe pi alta;
  • nel caso di interventi aventi per oggetto unit immobiliari site in edifici composti da pi unit funzionalmente indipendenti e dotate di accesso autonomo allesterno, il requisito del superamento del 25% va verificato avendo riguardo alla superficie disperdente lorda delimitante il volume riscaldato della singola unit immobiliare indipendente e autonoma.

Sono ammesse al Superbonus anche le spese sostenute dal 1gennaio 2021 per lisolamento termico del tetto di un locale sottotetto non riscaldato. Va per verificato che lintervento, nel suo complesso, interessi linvolucro delledificio con unincidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda.

Sostituzione di impianti di climatizzazione

Gli impianti di climatizzazione invernale esistenti sulle parti comuni degli edifici vanno sostituiti con una delle seguenti tecnologie: generatori di calore a condensazione, pompe di calore, impianti di microcogenerazione, collettori solari, impianti di allaccio a sistemi di teleriscaldamento.

Affinch la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale si possa considerare un intervento trainante necessario che la sostituzione del sottosistema di generazione sia integrale.

Per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unit immobiliari composte da edifici plurifamiliari, la detrazione calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 30 mila euro per singola unit immobiliare.

La detrazione spetta, nei limiti di spesa previsti, anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dellimpianto sostituito.

Per accedere al Superbonus, gli interventi di isolamento termico delle superfici opache o di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti devono: rispettare i requisiti previsti dal dm del 6 agosto 2020; assicurare anche congiuntamente agli interventi di efficientamento energetico, allinstallazione di impianti solari fotovoltaici il miglioramento di almeno due classi energetiche dell'edificio o della singola unit immobiliare. Il miglioramento energetico dimostrato dallattestato della prestazione energetica (APE).

Interventi antisismici

Sono gli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico, posti in essere su immobili ubicati nelle zone sismiche 1, 2 o 3.

La detrazione calcolata su un ammontare massimo di spesa pari a :

  • 96 mila euro nel caso di interventi realizzati su singole unit immobiliari. Il limite di spesa ammesso alla detrazione annuale e riguarda il singolo immobile. Se i lavori posti in essere in ciascun anno consistono nella mera prosecuzione di lavori iniziati negli anni precedenti sulla stessa unit immobiliare, ai fini della determinazione del limite massimo delle spese ammesse in detrazione, occorre tener conto anche delle spese sostenute negli anni pregressi. In caso di pi comproprietari tale limite deve essere ripartito tra gli stessi per ciascun periodo dimposta;
  • 96 mila euro nel caso di acquisto di case antisismiche;
  • 96 mila euro moltiplicato per il numero delle unit immobiliari di ciascun edificio, per gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici.

Per le spese sostenute dal 1luglio 2020 per gli interventi di riduzione del rischio sismico effettuati dalle persone fisiche, al di fuori dellesercizio di attivit di impresa, arti e professioni, su edifici residenziali o non residenziali che lo diventino al termine dei lavori, trova applicazione la disciplina del Superbonus, non sussistendo la possibilit per il contribuente di scegliere quale agevolazione applicare.

Interventi trainati

Sono interventi trainati, in quanto eseguiti congiuntamente con almeno uno degli interventi trainanti: gli interventi di efficientamento energetico di cui allart. 14 del decreto legge n. 63/2013; linstallazione di impianti fotovoltaici e di sistemi di accumulo; linstallazione di infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici.

Questi interventi sono ammessi al Superbonus se eseguiti congiuntamente con almeno uno degli interventi trainanti di efficienza energetica e se assicurano il miglioramento di 2 classi energetiche oppure, se non possibile, il conseguimento della classe pi alta.

Linstallazione di impianti fotovoltaici ammessa al Superbonus anche se eseguita congiuntamente agli interventi trainanti antisismici.

Dal 1gennaio 2021 rientrano tra gli interventi trainanti degli interventi di efficienza energetica anche quelli finalizzati alla eliminazione di barriere architettoniche come ascensori e montacarichi. Per le spese sostenute a partire dal 1giugno 2021, gli interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche sono ammessi al Superbonus anche nellipotesi in cui siano effettuati congiuntamente agli interventi trainanti antisismici.

Le spese sostenute per gli interventi trainanti devono essere effettuate nellarco temporale di vigenza dellagevolazione mentre le spese per gli interventi trainati devono essere sostenute nel periodo di vigenza dellagevolazione e nellintervallo di tempo tra la data di inizio e la data di fine dei lavori per la realizzazione degli interventi trainanti.

Interventi di efficientamento energetico

Per fruire del Superbonus necessario che gli edifici siano dotati di impianti di riscaldamento funzionanti o riattivabili.

Per gli interventi realizzati a partire dall11 giugno 2020 per effetto della nuova definizione di impianto termico, le stufe a legna o a pellet, i caminetti e termocamini, purch fissi, sono considerati impianto di riscaldamento. Per gli interventi realizzati prima di tale data, invece, opera lassimilazione agli impianti termici delle stufe, caminetti, apparecchi per il riscaldamento localizzato ad energia radiante, scaldacqua familiari, se fissi e quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unit immobiliare maggiore o uguale a 15 kW.

Per gli interventi trainati finalizzati al risparmio energetico, il limite di spesa quello previsto per ciascun intervento di efficienza energetica dalla legislazione vigente, eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi di isolamento termico delle superfici opache o di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti e semprech assicurino il miglioramento di due classi energetiche o il conseguimento di quella pi alta da dimostrare con lApe.

Installazione di impianti solari fotovoltaici e di sistemi di accumulo

Il Superbonus si applica per le spese sostenute per linstallazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica nonch per l'installazione, contestuale o successiva, di sistemi di accumulo. Linstallazione di impianti fotovoltaici pu essere agevolata se effettuata: sulle parti comuni di un edificio in condominio, sulle singole unit immobiliari che fanno parte del condominio medesimo, su edifici unifamiliari e su unit immobiliari funzionalmente indipendenti e con accesso autonomo dallesterno. Il Superbonus spetta anche nel caso in cui linstallazione dellimpianto avviene in unarea pertinenziale delledificio in condominio.

Lapplicazione della maggiore aliquota subordinata alla:

  • installazione degli impianti eseguita congiuntamente ad uno degli interventi trainanti di isolamento termico delle superfici opache o di sostituzione degli impianti di climatizzazione, nonch di adozione di misure antisismiche che danno diritto al Superbonus;
  • cessione in favore del Gse dellenergia non auto-consumata in sito.

Per linstallazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica, la detrazione calcolata fino ad un ammontare complessivo delle spese non superiore a 48 mila euro per singola unit immobiliare e, comunque, nel limite di spesa di 2.400 euro per ogni kW di potenza nominale dellimpianto solare fotovoltaico. Il limite di spesa per linstallazione dellimpianto fotovoltaico e del sistema di accumulo ridotto a 1.600 euro per ogni kW di potenza nel caso in cui sia contestuale ad un intervento di ristrutturazione edilizia, di una nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica.

Se limpianto al servizio di un intero edificio, anche in condominio, il limite di potenza degli impianti agevolabili, pari a 20 kW, riferito alledificio condominiale oggetto di intervento. Se, invece, limpianto al servizio delle singole unit abitative, tale limite va riferito a ciascuna unit abitativa.

Il Superbonus spetta anche per le spese sostenute per linstallazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica nellambito di interventi di nuova costruzione che normalmente sono esclusi dalle agevolazioni fiscali.

In tal caso, per, linstallazione dellimpianto fotovoltaico agevolabile ai fini del Superbonus solo a condizione che sia effettuata congiuntamente alla realizzazione di almeno uno degli interventi trainanti di efficienza energetica o antisismici e spetta solo per le spese relative allinstallazione dellimpianto fotovoltaico e non anche per le spese riferite agli interventi di efficienza energetica o antisismici esclusi, invece, dal Superbonus in quanto realizzati nellambito di un interventi di nuova costruzione.

Infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici

Il Superbonus si applica alle spese sostenute per linstallazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. Dal 1gennaio 2021, i limiti di spesa ammessi alla detrazione sono rimodulati cos:

  • 2.000 euro, per gli edifici unifamiliari o per le unit immobiliari situate allinterno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o pi accessi autonomi dallesterno;
  • 1.500 euro per gli edifici plurifamiliari o i condomni che installino un numero massimo di 8 colonnine;
  • 1.200 euro per gli edifici plurifamiliari o i condomni che installino un numero superiore a 8 colonnine. Il Superbonus si applica a una sola colonnina di ricarica per unit immobiliare.

Lintervento trainato di installazione di infrastrutture di ricarica in ambito condominiale ammesso al Superbonus sia nellipotesi in cui tali infrastrutture siano al servizio dellintero condominio e sia nellipotesi in cui siano a servizio del singolo condmino.

Le spese relative ai lavori sulle parti comuni delledificio devono essere considerate, dal condmino, in modo autonomo ai fini dellindividuazione del limite di spesa detraibile. Pertanto, qualora vengano effettuati sia interventi sulle parti comuni che interventi sulla singola unit immobiliare dello stesso edificio, il contribuente potr fruire del Superbonus sia relativamente alle spese a lui imputate per lintervento condominiale sia per quelle per linstallazione di una colonnina di ricarica ad uso privato, relativa alla propria unit immobiliare.

Per i lavori di installazione iniziati prima del 1gennaio 2021, il Superbonus si applica su un ammontare massimo di spesa pari a 3.000 euro. Il limite annuale ed riferito a ciascun intervento di acquisto e posa in opera delle infrastrutture di ricarica ed ripartito tra gli aventi diritto in base al costo sostenuto da ciascuno. Il predetto limite riferito a ciascun contribuente e costituisce lammontare massimo di spesa ammesso alla detrazione anche nellipotesi in cui, nel medesimo anno, il contribuente abbia sostenuto spese per lacquisto e la posa in opera di pi infrastrutture di ricarica.


(Vedi circolare n. 28 del 2022)

Credito dimposta per investimenti in attivit di ricerca e sviluppo - Attivit attinenti al design e allideazione estetica
Venerdì, 5 Agosto , 2022

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 41/E del 26 luglio 2022, ha fornito chiarimenti per la corretta individuazione dei criteri che rilevano ai fini dellammissibilit al credito dimposta per investimenti in attivit di ricerca e sviluppo, di cui allart. 3 del decreto legge n. 145/2013 e successive integrazioni, effettuati nel comparto della moda, della pelletteria, della gioielleria e dellocchialeria.

LAmministrazione finanziaria ha ricevuto un articolato parere del Mise in ordine allammissibilit delle attivit rappresentate al beneficio del bonus ricerca e sviluppo. Il caso sottoposto a parere riguardava una societ esercente lattivit di ideazione e prototipia di beni rientranti nel comparto della moda, della pelletteria, della gioielleria e dellocchialeria e, quella successiva, di produzione, svolta per alcuni marchi detenuti da societ appartenenti ad un Gruppo di cui la societ interessata parte. La stessa riferisce di svolgere attivit di ricerca e sviluppo a partire dalla fase di ideazione, sino a quella di prototipia.

Alla luce del parere espresso dal ministero guidato da Giancarlo Giorgetti, lAgenzia delle Entrate, sinteticamente, chiarisce che le attivit descritte non possono usufruire dellincentivo del credito dimposta R&S per mancanza di novit e rischi di insuccesso tecnologico.

La risoluzione ricorda che le attivit qualificabili come ricerca e sviluppo sono quelle che hanno la finalit di pervenire alla realizzazione di nuovi prodotti o processi o al miglioramento sostanziale di prodotti o processi gi esistenti. Si tratta di lavori che si caratterizzano per la presenza di elementi di novit e creativit e, quindi, anche per il grado di incertezza o rischio di insuccesso scientifico o tecnologico che implicano. Proprio per queste caratteristiche, che producono benefici per lintera economia, le attivit di R&S sono potenzialmente meritevoli di essere incentivate con contributi pubblici.

Per chiarezza sono agevolabili le attivit che presentano un progetto di innovazione industriale o commerciale o il superamento di un ostacolo, di unincertezza scientifica o tecnologica non superabile con le conoscenze gi disponibili. Non si considerano, invece, attivit di ricerca e sviluppo, ammissibili al credito dimposta, le attivit innovative che costituiscono il risultato di un semplice utilizzo dello stato dellarte nel settore di interesse che non comportino un progresso delle conoscenze o delle capacit gi disponibili.

Beneficiano pertanto del credito dimposta soltanto le attivit che si caratterizzano per la presenza di reali contenuti di ricerca e sviluppo che consentono di superare problemi o incertezze scientifiche o tecnologiche che non lo sarebbero sulla base dello stato dellarte ovvero applicando le conoscenze gi disponibili.

Sono per converso escluse le attivit che derivano dalleffettuazione di investimenti volti allintroduzione di tecnologie e conoscenze gi note nel settore di appartenenza.

I criteri sopra esposti valgono per tutti i settori economici, sia pure con gli adattamenti necessari in ragione della specificit dei comparti industriali e commerciali.

Pertanto, avendo riguardo al settore e alla fattispecie di interesse, potrebbero essere considerate in via di principio attivit ammissibili al credito dimposta quelle volte al superamento di un ostacolo o unincertezza scientifica o tecnologica non superabile con le conoscenze e le capacit disponibili. Mentre, devono ritenersi escluse le attivit concernenti il lancio di nuovi prodotti o le modifiche ai prodotti esistenti, non finalizzate alla risoluzione di un ostacolo di carattere scientifico e/o tecnologico non risolvibile sulla base delle conoscenze e capacit gi disponibili nello stato dellarte.

questo il caso delle attivit attinenti al design e allideazione estetica, il cui obiettivo sia la concezione e la realizzazione di nuove collezioni o campionari che presentino delle novit rispetto alle collezioni o campionari precedenti con riguardo ai materiali utilizzati, alla loro combinazione, ai disegni, alle forme, ai colori ma il cui unico effetto tecnico riguardi la forma esteriore o laspetto estetico del prodotto. Tali attivit non costituiscono attivit di ricerca e sviluppo ammissibili al credito dimposta, non comportando lo svolgimento di lavori necessari per il superamento di ostacoli scientifici o tecnologici non superabili con le conoscenze disponibili.

Parimenti non sono ammissibili al credito dimposta le attivit relative alle ricerche di mercato finalizzate a raccogliere dati concernenti gusti e abitudini dei consumatori come quelle riguardanti la valutazione di gradimento dei prodotti. In generale sono escluse le attivit finalizzate alla modifica dellestetica dei prodotti e al lancio di nuove tendenze di moda.

Nel caso sottoposto allAmministrazione finanziaria gli elementi forniti dalla societ istante non consentono di individuare quali sarebbero state le attivit di ricerca e sviluppo nellaccezione rilevante ai fini del credito dimposta. Le informazioni fornite dalla societ poggiano sullassunto secondo il quale le attivit relative allideazione e alla successiva produzione dei nuovi modelli dei prodotti sarebbero complementari e, pertanto, includendo anche le fasi di ingegnerizzazione delle creazioni elaborate nelle fasi di design e ideazione estetica, assumerebbero automaticamente la qualificazione di attivit di ricerca e sviluppo nellaccezione rilevante ai fini del credito dimposta.

Le informazioni rappresentate dalla societ istante ricollegano le attivit allordinario processo di progettazione e realizzazione di nuovi prodotti; tali devono considerarsi anche le attivit svolte per lindividuazione di materiali e soluzioni tecniche compatibili con gli imput dei reparti deputati alla definizione del tema stilistico. Le informazioni fornite dalla societ, tuttavia, non evidenziano fasi e lavori di ricerca e sviluppo finalizzati al superamento di un ostacolo o unincertezza scientifica o tecnologica non superabile con le conoscenze e le capacit gi disponibili.

In conclusione deve osservarsi che le attivit descritte alla societ istante, pur essendo finalizzate al rinnovo dei prodotti, non evidenziano contenuti significativi ai fini dellindividuazione di eventuali fasi qualificabili come attivit di ricerca e sviluppo. Attenendo le medesime attivit in larga parte a innovazioni inerenti il marketing, non risultano caratterizzate neanche da elementi di rischio di insuccesso tecnico finanziario.

Alla luce di ci lAgenzia ritiene che le attivit svolte dalla societ istante nel corso del periodo dimposta 2019 non costituiscono nel loro complesso attivit di ricerca e sviluppo.

opportuno, da ultimo, precisare che la nuova disciplina del credito dimposta, introdotta, a decorrere dal periodo dimposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2019, ha ampliato la tipologia delle attivit ammissibili al beneficio. Nel nuovo contesto normativo, infatti, lambito oggettivo delle fattispecie agevolabili non pi circoscritto alle sole attivit di ricerca e sviluppo, ma stata estesa anche alle attivit di design e ideazione estetica, nellambito delle quali potrebbero rientrare, pur sempre verificando il requisito della novit e della significativit (e della non ripetitivit) alcune attivit di carattere creativo svolte dalla societ istante.

Alla luce del parere tecnico fornito dal Mise, la societ istante non pu usufruire del credito dimposta ricerca e sviluppo.


(Vedi risoluzione n. 41 del 2022)

Istituzione del codice tributo per lutilizzo del credito dimposta per sostenere il rafforzamento del sistema delle societ benefit
Venerdì, 5 Agosto , 2022

Per sostenere il rafforzamento, nellintero territorio nazionale, del sistema delle societ benefit, il decreto legge Rilancio, allarticolo 38-ter, ha previsto il riconoscimento di un contributo sotto forma di credito dimposta nella misura del 50% dei costi sostenuti per la costituzione o la trasformazione in societ benefit, a decorre dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del citato decreto.

Lo stesso articolo 38-ter, al comma 2, prevede che il credito dimposta utilizzabile esclusivamente in compensazione.

Con un decreto il Mise, di concerto con lEconomia, ha stabilito le disposizioni attuative del predetto credito dimposta. Larticolo 10 del suddetto decreto stabilisce che, ai fini della fruizione del credito dimposta, il mod. F24 deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici delle Entrate, pena il rifiuto delloperazione di versamento.

Sempre il Mise comunica allAgenzia delle Entrate lelenco delle societ benefit ammesse a fruire dellagevolazione e limporto del credito concesso. Ogni beneficiario ha la possibilit di visualizzare lammontare dellagevolazione fruibile in compensazione attraverso il proprio cassetto fiscale.

Per consentire lutilizzo in compensazione della suddetta agevolazione, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 42/E del 27 luglio 2022, ha istituito il codice tributo 6976 denominato Credito dimposta per il rafforzamento del sistema delle societ benefit - art. 38-ter, comma 1, del decreto legge n. 34/2020.


(Vedi risoluzione n. 42 del 2022)

Istituzione del codice tributo per lutilizzo del credito dimposta per il restauro e per gli altri interventi conservativi sugli immobili di interesse storico e artistico
Venerdì, 5 Agosto , 2022

Il decreto legge n. 73/2021 ha istituito il Fondo per il restauro e per gli altri interventi conservativi sugli immobili di interesse storico e artistico soggetti alla tutela del codice dei beni culturali e del paesaggio.

Lo stesso decreto ha stabilito che le persone fisiche che detengono a qualsiasi titolo gli immobili in parola hanno diritto ad un credito dimposta per le spese sostenute negli anni 2021 e 2022 per la manutenzione, la protezione o il restauro dei predetti immobili, nella misura e alle condizioni previste, utilizzabile in compensazione oppure ceduto secondo le modalit stabilite.

Il Ministro della Cultura, di concerto con il collega dellEconomia, con un decreto, ha disciplinato i criteri e le modalit di gestione e di funzionamento del Fondo, nonch le procedure per laccesso alle risorse.

Il credito dimposta in parole utilizzabile esclusivamente in compensazione, presentando il mod. F24 esclusivamente tramite i servizi telematici delle Entrate, pena il rifiuto delloperazione di versamento, a decorrere dal decimo giorno successivo al riconoscimento dellagevolazione.

La Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio del Ministero della Cultura comunica allAmministrazione finanziaria i dati dei soggetti ai quali stato riconosciuto il credito dimposta, nonch i relativi importi. Ciascun beneficiario ha la possibilit di visualizzare lammontare dellagevolazione fruibile in compensazione tramite il proprio cassetto fiscale.

Tanto premesso, per consentire lutilizzo in compensazione, tramite mod. F24, del suddetto credito dimposta, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 43/E del 27 luglio 2022, ha istituito il codice tributo 6979 denominato Credito dimposta per il restauro e per gli altri interventi conservativi sugli immobili di interesse storico e artistico di cui allarticolo 65-bis del decreto legge 25 maggio 2021 n. 73.


(Vedi risoluzione n. 43 del 2022)

Istituzione del codice tributo per lutilizzo del credito dimposta per le iniziative formative finalizzate allo sviluppo e allacquisizione di competenze manageriali
Venerdì, 5 Agosto , 2022

Per sostenere linvestimento in capitale umano in settori strategici per lo sviluppo economico e sociale del Paese e al fine di promuovere linserimento dei giovani neo-laureati nel sistema produttivo, la legge di Bilancio 2021 ha istituito un credito dimposta a favore delle imprese che sostengono finanziariamente iniziative formative finalizzate allo sviluppo e allacquisizione di competenze manageriali.

Il Ministro delluniversit e della ricerca, di concerto con il collega dellEconomia, con un decreto, ha dettato le disposizioni applicative del contributo in parola.

Larticolo 5 del citato decreto stabilisce che il credito dimposta sia utilizzabile esclusivamente in compensazione, presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici delle Entrate, pena il rifiuto delloperazione di versamento, a decorrere dal quindicesimo giorno successivo a quello in cui stata data comunicazione al beneficiario del riconoscimento del credito.

Il Ministero delluniversit e della ricerca comunica allAgenzia delle Entrate i dati dei soggetti ai quali stato riconosciuto il credito dimposta con i relativi importi. Ciascun beneficiario ha la possibilit di visualizzare lammontare dellagevolazione fruibile in compensazione tramite il proprio cassetto fiscale.

Tanto premesso, per consentire lutilizzo in compensazione, tramite modello F24, del suddetto credito dimposta, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 44/E del 27 luglio 2022, ha istituito il codice tributo 6980 denominato Credito dimposta per le iniziative formative finalizzate allo sviluppo e allacquisizione di competenze manageriali di cui allarticolo 1, comma 536, della legge 30 dicembre 2020 n. 178.


(Vedi risoluzione n. 44 del 2022)

Istituzione dei codici tributo per lutilizzo in compensazione del credito dimposta in favore delle imprese turistiche per canoni di locazione di immobili
Giovedì, 21 Luglio , 2022

Il decreto legge n. 4/2022 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 25/2022 ha previsto che il credito dimposta di cui allart. 28 del decreto legge Rilancio spetti alle imprese del settore turistico, nonch a quelle dei settori di cui al codice ATECO 93.11.20 Gestione di piscine, con le modalit e alle condizioni ivi indicate in quanto compatibili, in relazione ai canoni versati con riferimento ai mesi di gennaio, febbraio e marzo 2022.

Il Direttore dellAgenzia delle Entrate, con il provvedimento del 30 giugno scorso, ha definito le modalit, i termini di presentazione e il contenuto dellautodichiarazione attestante il possesso dei requisiti e il rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dalle Sezioni 3.1 Aiuti di importo limitato e 3.12 Aiuti sotto forma di sostegno a costi fissi non coperti del Temporary Framework.

Ai fini dellutilizzo in compensazione del credito dimposta, il modello F24 deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici delle Entrate. Ciascun beneficiario ha la possibilit di visualizzare lammontare dellagevolazione fruibile in compensazione tramite il proprio cassetto fiscale.

Per consentire lutilizzo in compensazione del credito dimposta in parola, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 37/E dell11 luglio 2022 ha istituito il codice tributo 6978 denominato Credito dimposta in favore di imprese turistiche per canoni di locazione articolo 5 del decreto legge n. 4/2022.


(Vedi risoluzione n. 37 del 2022)

Crediti dimposta a favore delle imprese in relazione ai maggiori oneri sostenuti per lacquisto di energia elettrica, gas naturale e carburante - codici tributo per lutilizzo in compensazione dei crediti dimposta acquistati dai cessionari
Giovedì, 21 Luglio , 2022

Al fine di compensare parzialmente il maggiore onere sostenuto dalle imprese per lacquisto di energia elettrica, gas naturale e carburante sono state previste misure agevolative nella forma del credito dimposta.

La disciplina prevede che gli stessi crediti dimposta siano utilizzati in compensazione entro la data del 31 dicembre 2022, oppure ceduti per intero a soggetti terzi.

Con le risoluzioni n. 13/E, n. 18/E, n. 23/E e n. 28/E tutte del 2022 lAgenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per i crediti dimposta in favore delle imprese energivore, delle imprese a forte consumo di gas naturale, delle imprese non energivore, delle imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale e per lacquisto di carburanti per lesercizio dellattivit agricola e della pesca.

Con il provvedimento del 30 giugno scorso il Direttore dellAgenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha definito le modalit di attuazione delle disposizioni relative alla cessione e alla tracciabilit dei crediti dimposta in oggetto. Il provvedimento prevede che: la cessione dei crediti dimposta in parola sia comunicata allAgenzia delle Entrate dal 7 luglio al 21 dicembre 2022; i cessionari devono utilizzare i crediti dimposta in compensazione tramite modello F24, entro il 31 dicembre 2022, oppure possono cedere ulteriormente il credito, per lintero importo, a favore di soggetti qualificati.

Per consentire ai cessionari di utilizzare i crediti in compensazione, tramite modello F24, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 38/E del 12 luglio 2022, ha istituito i seguenti codici tributo:

  • 7720 denominato CESSIONE CREDITO credito dimposta a favore delle imprese energivore (primo trimestre 2022) art. 15 del decreto legge n. 4/2022;
  • 7721 denominato CESSIONE CREDITO credito dimposta a favore delle imprese energivore (secondo trimestre 2022) art. 4 del decreto legge n. 17/2022;
  • 7722 denominato CESSIONE CREDITO credito dimposta a favore delle imprese a forte consumo di gas naturale (primo trimestre 2022) art. 15.1 del decreto legge n. 4/2022;
  • 7723 denominato CESSIONE CREDITO credito dimposta a favore delle imprese a forte consumo gas naturale (secondo trimestre 2022) art. 5 del decreto legge n. 17/2022;
  • 7724 denominato CESSIONE CREDITO credito dimposta a favore delle imprese non energivore (secondo trimestre 2022) art. 3 del decreto legge n. 21/2022;
  • 7725 denominato CESSIONE CREDITO credito dimposta a favore delle imprese diverse da quelle a forte consumo gas naturale (secondo trimestre 2022) art. 4 del decreto legge n. 21/2022;
  • 7726 denominato CESSIONE CREDITO credito dimposta per lacquisto di carburanti per lesercizio dellattivit agricola e della pesca (primo trimestre 2022) art. 18 del decreto legge n. 21/2022.


(Vedi risoluzione n. 38 del 2022)

Bonus carburante
Giovedì, 21 Luglio , 2022

PREMESSA

Per contenere gli impatti economici dovuti allaumento dei prezzi dei carburanti il decreto legge n. 21/2022 convertito nella legge n. 51 del 20 maggio 2022 ha previsto, solo per il periodo dimposta 2022, la possibilit per i datori di lavoro privati di erogare ai propri lavoratori dipendenti buoni benzina esclusi da imposizione fiscale per un importo massimo, a dipendente, di 200 euro.

Ambito soggettivo

Il bonus carburante stato inizialmente previsto per favorire esclusivamente i lavoratori dipendenti di aziende private. Successivamente, in sede di conversione del decreto legge n. 21/2022, stata sostituita la locuzione aziende private con datori di lavoro privati.

Al riguardo la circolare ritiene che il richiamo ai datori di lavoro privati sia da intendersi riferito ai datori di lavoro che operano nel settore privato, cos come individuato, per esclusione, nella circolare n. 28/E/2016.

Sono, pertanto, escluse dal settore privato e, di conseguenza, dallagevolazione in parola le amministrazioni pubbliche di cui allart. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001. Gli enti pubblici economici, che non rientrano tra le amministrazioni pubbliche del decreto citato, si considerano rientranti nel settore privato.

Rientrano nellambito di applicazione dellagevolazione anche i soggetti che non svolgono attivit commerciale e i lavoratori autonomi, sempre che dispongano di propri lavoratori dipendenti.

In merito ai lavoratori dipendenti destinatari dei buoni benzina, la disposizione agevolativa non effettua distinzioni e non pone alcun limite reddituale per lammissione al beneficio.

Inoltre, al fine di individuare i potenziali beneficiari del bonus carburanti, rileva la tipologia di reddito di lavoro dipendente prodotto.

Come disposto dallarticolo 2 del decreto legge n. 21/2022 il buono non concorre alla formazione del reddito. I datori di lavoro possono corrispondere i buoni sin da subito, nel rispetto dei presupposti e dei limiti di legge, anche ad personam, e senza necessit di preventivi accordi contrattuali, sempre che gli stessi non siano erogati in sostituzione dei premi di risultato.

Il costo connesso allacquisto dei buoni carburante integralmente deducibile dal reddito dimpresa sempre che lerogazione di tali buoni sia riconducibile al rapporto di lavoro e, per tale motivo, il relativo costo possa qualificarsi come inerente.

Ambito oggettivo e modalit di applicazione

I buoni benzina sono corrisposti dai datori di lavoro privati ai propri lavoratori dipendenti per i rifornimenti di benzina, gasolio, GPL e metano. Rientra nel bonus anche la ricarica di veicoli elettrici per non creare ingiustificate disparit.

Ai fini della tassazione, la norma riconduce i buoni benzina nellambito dellarticolo 51, comma 3, ultimo periodo del Tuir, secondo cui non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati se, complessivamente, di importo non superiore, nel periodo dimposta, a 258,23 euro; se il valore invece superiore a questo limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito.

In merito alla soglia di esenzione di 258,23 euro la circolare n. 28/E/2016 delle Entrate ha chiarito che la stessa riguarda le sole erogazioni in natura, con esclusione di quelle in denaro, per le quali resta il principio secondo il quale qualunque somma percepita dal dipendente in relazione al rapporto di lavoro costituisce reddito di lavoro dipendente. La soglia, inoltre, deve essere verificata con riferimento allinsieme dei beni e servizi di cui il dipendente ha fruito nello stesso periodo dimposta.

Pertanto, qualora, in sede di conguaglio, il valore dei beni o dei servizi prestati risulti superiore a 258,23 euro, il datore di lavoro dovr provvedere ad assoggettare a tassazione il valore complessivo e non solo la quota eccedente.

Il bonus benzina di 200 euro e costituisce unulteriore agevolazione rispetto a quella generale prevista dallarticolo 51, comma 3, del Tuir.

La circostanza che il lavoratore dipendente usufruisca di altri beni e servizi non gli impedisce di fruire del bonus benzina. Al fine di beneficiare dellesenzione da imposizione i beni e i servizi erogati nel periodo dimposta 2022 dal datore di lavoro a vantaggio di ciascun lavoratore dipendente possono raggiungere un valore di 200 euro ed un valore di 258,23 euro, per linsieme di beni e servizi, compresi eventuali ulteriori buoni benzina.

Il documento di prassi amministrativa chiarisce inoltre che lagevolazione in parola deve essere contabilizzata in modo autonomo e separato rispetto agli altri benefit. Si applica il principio di cassa allargato, ossia che lagevolazione riguarda i buoni benzina concessi ai dipendenti nel corso del 2022 e nei primi dodici giorni del 2023, indipendentemente dal loro utilizzo in periodi successivi.

Il benefit, inteso come voucher, si considera percepito dal dipendente ed assume quindi rilevanza reddituale, nel momento in cui tale utilit entra nella disponibilit del lavoratore, a prescindere dal fatto che il servizio venga fruito in un momento successivo.

Erogazione dei buoni benzina in sostituzione dei premi di risultato

Il legislatore non ha escluso che lerogazione dei buoni benzina sia effettuata per finalit retributive, qualora compatibili con le disposizioni in materia. Si ritiene, pertanto, possibile la sostituzione del premio di risultato con i buoni benzina in esame.

Al fine di fruire delle disposizioni pi favorevoli, tali buoni, sostitutivi dei premi di risultato, devono essere erogati nellanno in corso.

Se il dipendente chiede lerogazione dei premi di risultato in buoni benzina, il lavoratore avr diritto allesenzione da imposta sia per il paniere di beni e servizi offerti fino ad un valore di 258,23 euro, sia per i predetti buoni benzina per un valore di 200 euro. In caso di superamento di ognuno dei predetti tetti, ciascun importo, per lintero, sar soggetto al prelievo sostitutivo previsto per i premi di risultato.


(Vedi circolare n. 27 del 2022)

Trattamento ai fini Iva applicabile allerogazione delle risorse finanziarie ai fini della compensazione dei prezzi dei materiali nei contratti pubblici
Giovedì, 21 Luglio , 2022

Con il decreto legge Sostegni bis (Dl n. 73 del 25 maggio 2021) sono state introdotte disposizioni urgenti in materia di compensazione dei prezzi dei materiali nei contratti pubblici, a seguito delleccezionale aumento dei prezzi di alcuni materiali da costruzione verificatisi nel primo semestre dellanno 2021 e alle connesse conseguenze negative per gli operatori economici e per le varie stazioni appaltanti.

In particolare presso il Ministero stato istituito un Fondo per ladeguamento dei prezzi, con una dotazione di 100 milioni di euro per lanno 2021. Con un decreto ministeriale sono state stabilite le modalit di utilizzo del Fondo, garantendo la parit di accesso per le piccole, medie e grandi imprese di costruzione, nonch la proporzionalit, per gli aventi diritto, nellassegnazione delle risorse.

Con la risoluzione n. 39/E del 13 luglio 2022 lAgenzia delle Entrate sostiene che le somme erogate dallo Stato attraverso il Fondo istituito per venire incontro alle difficolt delle stazioni appaltanti sono esenti Iva. Ci, in quanto non sono previste controprestazioni dei riceventi nei confronti del soggetto erogante.

Il contributo assume rilevanza ai fini Iva quando tra le parti intercorre un rapporto giuridico di natura sinallagmatica, nel quale il contributo ricevuto dal beneficiario costituisce il compenso per il servizio effettuato e/o per il bene ceduto. Viceversa fuori campo Iva il contributo ricevuto dal beneficiario che non risulta obbligato a dare, fare, non fare o permettere qualcosa come controprestazione.

Lesistenza di un nesso di reciprocit fra le prestazioni dedotte nel rapporto che lega le parti, pubbliche o private che siano, fa s che la prestazione di denaro si qualifichi come corrispettivo e loperazione deve essere assoggettata ad imposta. In mancanza di un nesso sinallagmatico tra gli importi erogati dalla parte pubblica o privata e la prestazione resa dalla controparte, le erogazioni di denaro si qualificano come contributi che in quanto tali sono esclusi dallIva.

Alla luce delle norme e della prassi richiamata le somme costituenti la dotazione del predetto Fondo istituito presso il Ministero per ladeguamento dei prezzi vengono versate alle varie stazioni appaltanti una volta riscontrata linsufficienza delle risorse a disposizione delle stesse e a seguito della presentazione di apposita istanza di accesso al Fondo.

Dette somme dovranno essere erogate agli appaltatori in relazione alle istanze pervenute entro il 9 dicembre 2021 e ritenute ammissibili. Nelle istanze le stazioni appaltanti dovranno allegare alle proprie dichiarazioni documenti attestanti linsufficienza delle risorse finanziarie.

Come anticipato lerogazione delle predette somme non integra il presupposto oggettivo ai fini dellIva in quanto non si ravvisa un rapporto di natura sinallagmatica; le somme vengono infatti erogate dal Ministero ai soggetti Istanti (stazioni appaltanti), in assenza di alcuna controprestazione da parte di questultimi e di alcun obbligo di effettuare prestazioni di servizi nei confronti dellente erogatore.

La mancanza del rapporto di natura sinallagmatico conferisce alle somme la natura di mere movimentazioni di denaro e, come tali, escluse dallambito applicativo dellIva.

In merito alla successiva corresponsione delle somme dalla stazione appaltante allappaltatore, lAgenzia ritiene che le stesse assumano natura di integrazione delloriginario corrispettivo stabilito per lesecuzione dellopera o del servizio e come tale risultano rilevanti ai fini dellIva. Larticolo 13 del Dpr n. 633/1972 dispone che la base imponibile delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi costituita dallammontare complessivo dei corrispettivi dovuti al cedente o prestatore secondo le condizioni contrattuali aumentato delle integrazioni direttamente connesse con i corrispettivi dovuti da altri soggetti.


(Vedi risoluzione n. 39 del 2022)

Semplificazioni in materia di dichiarazione IRAP
Giovedì, 21 Luglio , 2022

Il decreto semplificazioni (Dl n. 73/2022) ha modificato il decreto Irap (Dlgs n. 446/1997) che contiene le disposizioni per la determinazione del valore della produzione netta e che disciplina i costi del personale deducibili dalla base imponibile Irap.

Larticolo 10, comma 1, in particolare, del decreto semplificazioni prevede che spettano esclusivamente a soggetti diversi dai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato le seguenti deduzioni:

  • la deduzione dei contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro;
  • la deduzione delle spese relative agli apprendisti, ai disabili e delle spese per il personale assunto con contratti di formazione e lavoro, nonch, dei costi sostenuti per il personale addetto alla ricerca e sviluppo;
  • la deduzione forfetaria di 1.850 euro fino a 5 dipendenti per i soggetti con componenti positivi non superiori nel periodo dimposta a 400 mila euro.

Sempre lo stesso articolo 10 prevede, inoltre, labrogazione delle seguenti agevolazioni: la deduzione forfetaria di 7.500 euro, su base annua, per ogni lavoratore dipendente a tempo indeterminato impiegato nel periodo dimposta, aumentato a 13.500 euro per i lavoratori di sesso femminile nonch per quelli di et inferiore a 35 anni; la deduzione dei contributi previdenziali e assistenziali relativi ai medesimi lavoratori; la deduzione per incremento occupazionale fino a 15mila euro per ciascun nuovo dipendente assunto con contratto a tempo indeterminato.

La norma in commento modifica, infine, il comma 4-octies, dellarticolo 11 del decreto Irap sostituendo la deduzione del costo residuo del personale dipendente con contratto a tempo indeterminato con la deduzione integrale del costo complessivo del predetto personale. In pratica, il costo deducibile non va pi determinato per differenza rispetto alle altre deduzioni specifiche previste dallarticolo 11 del decreto Irap.

Ai sensi del comma 2, dellarticolo 10, del decreto semplificazioni, le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a partire dal periodo dimposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del medesimo decreto (in vigore dal 22 giugno 2022).

A tal riguardo, sono giunte allAgenzia delle Entrate alcune richieste di chiarimenti in merito alle modalit di compilazione del modello Irap 2022. LAmministrazione finanziaria, con la risoluzione n. 40/E del 15 luglio 2022, fornisce le istruzioni per la compilazione della sezione I del quadro IS del modello Irap 2022. In particolare:

  • nei righi IS1, colonna 2, IS4, colonna 3, e IS5, colonna 2, vanno indicate le deduzioni spettanti in relazione ai soggetti diversi dai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato;
  • i righi IS2, IS3 e IS6 non vanno compilati;
  • nel rigo IS7, colonna 3, va indicata la deduzione di cui allarticolo 11, comma 4-octies, del decreto Irap, ossia la deduzione riferita al costo complessivo per il personale dipendente con contratto a tempo indeterminato, compresa la deduzione ammessa, nei limiti del 70% del costo complessivamente sostenuto, per ogni lavoratore stagionale impiegato per almeno 120 giorni per due periodi dimposta, a decorrere dal secondo contratto stipulato con lo stesso datore di lavoro nellarco temporale di due anni a partire dalla cessazione del precedente contratto;
  • nel rigo IS9 va indicata leventuale eccedenza delle deduzioni ammesse dai commi 1 e 4-bis.1 del citato articolo 11 rispetto al limite massimo rappresentato dalla retribuzione e dagli oneri e spese a carico del datore di lavoro.

Le novit apportate si sostanziano essenzialmente in una semplificazione nel calcolo della deduzione spettante per i dipendenti a tempo indeterminato cui consegue una semplificazione nelle modalit di compilazione della dichiarazione Irap. Per il primo anno di applicazione possibile, comunque, compilare la sezione I del quadro IS secondo le regole fornite nelle istruzioni per la compilazione del modello Irap 2022, pubblicato sul sito istituzionale dellAgenzia delle Entrate.


(Vedi risoluzione n. 40 del 2022)

Raccolta dei principali documenti di prassi relativi alle spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, detrazioni dimposta, crediti dimposta
Venerdì, 15 Luglio , 2022

Peccato che sia arrivata in ritardo la corposa circolare n. 24/E del 7 luglio 2022 con la quale lAgenzia delle Entrate fa una trattazione sistematica delle disposizioni normative e delle indicazioni di prassi riguardanti ritenute, oneri detraibili, deducibili e crediti di imposta.

A tempo scaduto, in quanto il termine di versamento senza la maggiorazione dello 0,40% in pi, gi trascorso. Entro il 30 giugno 2022, infatti, andava effettuato il versamento delle imposte sui redditi. Probabilmente la prima volta che il fisco, colpevole di non aver messo a disposizione in tempo utile gli strumenti necessari per gli adempimenti dichiarativi, non ha concesso una breve proroga per adempiere senza la maggiorazione. Ora il rischio, come ritengono molti professionisti, che luscita di questo documento di prassi amministrativa, in realt molto atteso, possa creare solo ulteriore confusione in un panorama gi complesso di suo.

Questa mega circolare, di ben 362 pagine, redatta in collaborazione con la Consulta nazionale dei Caf, costituisce la prima parte di chiarimenti dellAmministrazione finanziaria utili alla compilazione della dichiarazione dei redditi e allapposizione del visto di conformit. A questo documento ne seguir un altro, dedicato alle detrazioni pluriennali relative agli immobili; pensiamo, ad esempio, al recupero del patrimonio edilizio, al Sisma bonus, al Bonus verde, al Bonus facciate, allEcobonus e al Superbonus.

Di fatto questa circolare costituisce una raccolta di indicazioni e norme utili agli operatori dei Caf ed ai professionisti abilitati allapposizione del visto di conformit sulle dichiarazioni presentate nonch agli stessi uffici del fisco nello svolgimento dellattivit di assistenza e di controllo documentale.

Lobiettivo quello di fornire a tutti gli operatori uno strumento unitario che garantisca unapplicazione uniforme delle norme sul territorio nazionale. Vista la corposit del documento viene confermata lesposizione argomentativa per paragrafi che segue lordine dei quadri relativi al modello 730/2022 e che consente, pertanto, di individuare rapidamente i chiarimenti di interesse.

I singoli paragrafi sono strutturati in modo autonomo e indipendente, al fine di consentire ai contribuenti, ai Caf ed ai professionisti di selezionare le questioni di interesse, senza dover consultare lintero documento.

Oltre a richiamare i documenti di prassi ancora attuali, la circolare n. 24/E fornisce chiarimenti non solo alla luce delle modifiche normative intervenute, ma anche delle risposte ai quesiti formulati dai contribuenti attraverso interpelli o consulenze giuridiche o dai Caf o, ancora, dai professionisti abilitati.

La circolare contiene, inoltre, lelencazione della documentazione, comprese le dichiarazioni sostitutive, che i contribuenti devono esibire e che i Caf o i professionisti sono chiamati a verificare, al fine di apporre il visto di conformit. In sede di controllo documentale, possono essere richiesti solo i documenti indicati nella presente circolare, salvo fattispecie non previste.

Resta fermo il potere di controllo dellAgenzia in merito alla sussistenza dei requisiti soggettivi per fruire delle diverse agevolazioni fiscali, nonch il controllo sulle dichiarazioni sostitutive presentate dal contribuente con le modalit di cui allarticolo 38 del Dpr n. 445/2000. A tal fine allegato un elenco esemplificativo delle dichiarazioni che possono essere rese dal contribuente per attestare le condizioni soggettive rilevanti ai fini del riconoscimento di oneri deducibili, detraibili o crediti dimposta, la cui falsit comporta responsabilit penale.

Non potendo, per ovvi motivi, trattare lintero documento di prassi amministrativa, come di solito cerchiamo di fare per facilitare il lavoro di consultazione e aggiornamento dei nostri lettori, riteniamo cosa utile riportare il sommario. In tal modo ciascuno potr approfondire le parti dinteresse direttamente nella circolare dellAmministrazione finanziaria.

Il rilascio del visto di conformit (Pag. 9)

Redditi e ritenute certificati dai sostituti dimposta e indicati in dichiarazione (Pag. 16)

Oneri e spese per i quali spetta una detrazione dallimposta lorda (Pag. 22)

Spese sanitarie (Pag. 35)

Spese sanitarie (Rigo E1) (Pag. 41)

Spese sanitarie relative a patologie esenti dalla partecipazione alla spesa pubblica (Pag. 62)

Spese sanitarie per familiari non a carico affetti da patologie esenti (Pag. 64)

Spese sanitarie per persone con disabilit (Pag. 66)

Spese per acquisto cane guida (Pag. 85)

Rateizzazione spese sanitarie (Pag. 87)

Interessi passivi per mutui (Pag. 88)

Interessi per mutui ipotecari per lacquisto della prima casa (Pag. 92)

Interessi relativi a mutui ipotecari stipulati prima del 1993 per lacquisto di altri immobili (Pag. 110)

Interessi relativi a mutui contratti nel 1997 per recupero edilizio (Pag. 113)

Interessi relativi a mutui ipotecari per la costruzione dellabitazione principale (Pag. 116)

Interessi relativi a prestiti o mutui agrari (Pag. 123)

Spese per istruzione diverse da quelle universitarie (Pag. 125)

Spese per istruzione universitaria (Pag. 130)

Spese funebri (Pag. 142)

Spese sostenute per gli addetti allassistenza personale (Pag. 144)

Spese per attivit sportive praticate dai ragazzi (Pag. 147)

Spese per lintermediazione immobiliare (Pag. 150)

Canoni di locazione sostenuti da studenti universitari fuori sede (Pag. 154)

Erogazioni liberali in denaro a favore delle popolazioni colpite da calamit pubbliche o da altri eventi straordinari (Pag. 159)

Erogazioni liberali in denaro effettuate a favore di societ e ass. sportive dilettantistiche (Pag. 161)

Contributi associativi alle societ di mutuo soccorso (Pag. 163)

Erogazioni in denaro alla Fondazione La Biennale di Venezia (Pag. 165)

Spese relative ai beni soggetti a regime vincolistico (Pag. 167)

Erogazioni liberali a favore delle attivit culturali ed artistiche (Pag. 171)

Erogazioni liberali a favore degli enti dello spettacolo (Pag. 175)

Erogazioni liberali in denaro a favore di fondazioni operanti nel settore musicale (Pag. 177)

Spese veterinarie (Pag. 179)

Spese sostenute dai sordi per i servizi di interpretariato (Pag. 182)

Erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado (Pag. 184)

Contributi versati per il riscatto del corso di laurea dei familiari a carico (Pag. 187)

Spese sostenute dai genitori per pagare le rette relative agli asili nido (Pag. 189)

Erogazioni liberali in denaro al Fondo per lammortamento dei titoli di Stato (Pag. 191)

Premi di assicurazione (Pag. 193)

Premi relativi alle assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni (Pag. 195)

Premi relativi alle assicurazioni finalizzate alla tutela delle persone con disabilit grave (Pag. 197)

Premi relativi alle assicurazioni aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana (Pag. 199)

Spese sostenute per lacquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale (Pag. 203)

Premi relativi alle assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi (Pag. 207)

Spese sostenute in favore dei minori o di maggiorenni con disturbo specifico dellapprendimento (DSA) (Pag. 209)

Spese sostenute per liscrizione annuale e labbonamento di ragazzi di et compresa tra 5 e 18 anni a conservatori di musica, a istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (Pag. 212)

Erogazioni liberali in denaro a favore di Onlus, iniziative umanitarie, religiose o laiche (Pag. 214)

Erogazioni liberali in denaro in favore dei partiti politici (Pag. 217)

Erogazioni liberali in denaro o natura a favore delle Onlus e delle associazioni di promozione sociale (Pag. 220)

Erogazioni liberali a favore delle organizzazioni del volontariato (Pag. 224)

Spese per canoni di leasing di immobili da adibire a prima casa (Pag. 227)

Oneri e spese per i quali spetta una deduzione dal reddito complessivo (Pag. 231)

Contributi previdenziali e assistenziali (Pag. 235)

Assegno periodico corrisposto al coniuge (Pag. 238)

Contributi per gli addetti ai servizi domestici e familiari (Pag. 241)

Contributi ed erogazioni a favore di istituzioni religiose (Pag. 245)

Spese mediche e di assistenza specifica per le persone con disabilit (Pag. 248)

Contributi versati ai fondi integrativi del Servizio Sanitario Nazionale (Pag. 252)

Contributi, donazioni e oblazioni erogate alle ONG riconosciute idonee che operano nel campo della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo (Pag. 254)

Erogazioni liberali in denaro o natura a favore di fondazioni e associazioni riconosciute (Pag. 257)

Erogazioni liberali in denaro a favore di enti universitari, di ricerca pubblica e vigilati, nonch degli enti parco regionali e nazionali (Pag. 259)

Erogazioni liberali, donazioni e atti a titolo gratuito a favore di trust o fondi speciali (Pag. 261)

Contributi versati dai lavoratori in quiescenza a casse di assistenza sanitaria aventi esclusivamente fini assistenziali (Pag. 263)

Altri oneri deducibili (Pag. 265)

Contributi e premi per forme pensionistiche complementari e individuali (Pag. 268)

Spese per lacquisto o la costruzione di abitazioni date in locazione (Pag. 274)

Somme restituite al soggetto erogatore in periodi d'imposta diversi da quello in cui sono state assoggettate a tassazione (Pag. 279)

Erogazioni liberali in denaro o in natura in favore di Onlus, Organizzazioni di volontariato e delle Associazioni di promozione sociale (Pag. 281)

Riscatto periodi non coperti da contribuzione (Pag. 285)

Spese per larredo degli immobili giovani coppie (Pag. 288)

Iva per acquisto abitazione classe energetica A o B (Pag. 289)

Detrazioni per canoni di locazione relativi ad alloggi adibiti ad abitazione principale (Pag. 290)

Detrazione per gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale (Pag. 292)

Detrazione per alloggi locati con contratti in regime convenzionale (Pag. 293)

Detrazione per canoni di locazione spettanti ai giovani per abitazione principale (Pag. 295)

Detrazione per lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza per lavoro (Pag. 297)

Detrazione per le spese di mantenimento dei cani guida (Pag. 299)

Borsa di studio assegnata dalla regione o dalle province autonome di Trento e Bolzano (Pag. 300)

Donazioni effettuate allente ospedaliero Ospedali Galliera di Genova (Pag. 301)

Bonus vacanze (Pag. 302)

Versamenti in acconto e riporto delleccedenza dalla precedente dichiarazione dei redditi (Pag. 307)

Credito dimposta per il riacquisto della prima casa (Pag. 313)

Credito dimposta per canoni di locazione non percepiti (Pag. 318)

Credito dimposta per il reintegro delle anticipazioni sui fondi pensione (Pag. 320)

Credito dimposta per i redditi prodotti allestero (Pag. 321)

Credito dimposta per gli immobili colpiti dal sisma in Abruzzo (Pag. 324)

Abitazione principale (Pag. 326)

Altri immobili (Pag. 327)

Credito dimposta prima casa under 36 (Pag. 328)

Credito dimposta per le erogazioni liberali a sostegno della cultura (Art bonus) (Pag. 334)

Credito dimposta per negoziazione e arbitrato (Pag. 339)

Credito dimposta mediazioni per la conciliazione di controversie civili e commerciali (Pag. 341)

Credito dimposta APE (Pag. 343)

Credito dimposta per monopattini elettrici e servizi di mobilit elettrica (Pag. 345)

Credito dimposta per lincremento delloccupazione (Pag. 347)

Credito dimposta per le erogazioni liberali a sostegno della scuola (School bonus) (Pag. 348)

Credito dimposta per la sanificazione e lacquisto di dispositivi di protezione (Pag. 350)

Credito dimposta per depuratori acqua e riduzione consumo di plastica (Pag. 353)

ALLEGATO (Pag. 356)

Allinterno di questo articolato e corposo documento di prassi in cui sono affrontati molti temi meritano la giusta considerazione le novit come il bonus musica, ossia la detrazione Irpef del 19% a partire dalla dichiarazione dei redditi 2022 per liscrizione dei ragazzi, dai 5 ai 18 anni, a conservatori di musica, istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica legalmente riconosciute, scuole di musica iscritte nei registri regionali, bande, cori e scuole di musica riconosciute da una pubblica amministrazione. Si ha diritto alla detrazione fino ad un massimo di 1.000 euro di spesa ma il dichiarante non deve avere un reddito superiore a 36 mila euro, nel quale compreso anche il reddito dei fabbricati assoggettati a cedolare secca. Naturalmente il pagamento per liscrizione ai corsi di musica deve avvenire con strumenti tracciabili ossia con carte di credito o debito, bancomat o con bonifici bancari.

Unaltra novit rappresentata dal credito dimposta prima casa under 36, lagevolazione introdotta per incentivare lacquisto dellabitazione principale da parte delle persone pi giovani (gli under 36enni). Il bonus si applica ai contratti stipulati nel periodo compreso tra il 26 maggio 2021 e il 31 dicembre 2022 e concerne lacquisto di abitazioni di tipo civile. Per intenderci sono escluse le abitazioni appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Al fine di beneficiare dellagevolazione in parola i soggetti interessati non devono aver compiuto 36 anni nellanno in cui hanno sottoscritto il contratto di compravendita. Inoltre non devono avere un Isee con valore superiore a 40mila euro annui. Sempre in merito al bonus prima casa under 36 la norma prevede che: per le compravendite non soggette a Iva vige lesenzione dal pagamento delle imposte di registro, ipotecaria e catastale mentre per quelle soggette ad Iva, oltre allesenzione dalle imposte di registro, ipotecaria e catastale, riconosciuto un credito dimposta di ammontare pari allIva corrisposta in relazione allacquisto applicata con aliquota nella misura del 4%.

Con lo scopo di favorire ladozione di misure tese a contenere la diffusione del Covid-19, il decreto Sostegni-bis ha riconosciuto a favore delle strutture ricettive extra-alberghiere (ossia bed and breakfast) un credito dimposta per le spese sostenute nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati e per lacquisto di DPI, cio di dispositivi di protezione individuale atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti, comprese le spese per la somministrazione di tamponi per Covid-19. A tal proposito sono detraibili le spese per tamponi eseguiti in farmacia anche se pagati in contanti, purch la certificazione rilasciata riporti la denominazione della prestazione o i codici univoci 983172483 e 983172420. Parimenti detraibili le spese per i tamponi rapidi, quelli di autoanalisi, a patto che riportino la marcatura CE e siano conformi alla normativa europea. Il credito dimposta pari al 30% delle spese sostenute per lacquisto di detergenti, disinfettanti, mascherine, termometri, termoscanner ma anche per lacquisto di barriere e pannelli protettivi, per la somministrazione di tamponi. Limporto del credito massimo spettante ammonta a 60 mila euro. Il credito utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo dimposta di sostenimento della spesa ovvero in compensazione nel mod. F24.

Altra novit riguarda il credito dimposta per depuratori d'acqua e riduzione del consumo di plastica. La legge di Bilancio 2021 ha riconosciuto a favore delle persone fisiche non esercenti attivit economica un credito dimposta nella misura del 50% delle spese sostenute, dal 1gennaio 2021 al 31 dicembre 2023, per lacquisto e linstallazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica, per il miglioramento qualitativo delle acque destinate al consumo umano, fino ad un ammontare massimo di spesa pari a 1.000 euro per ciascuna unit immobiliare. Il Direttore dellAgenzia delle Entrate, con il provvedimento del 31 marzo 2022, ha stabilito che la percentuale di credito dimposta riconosciuto pari al 30,3745% del credito risultante dallultima comunicazione trasmessa allAgenzia. Il credito dimposta per depuratori acqua e riduzione consumo di plastica utilizzabile in detrazione nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo dimposta di sostenimento delle spese agevolabili e in quelle successive fino a quanto non se ne conclude lutilizzo ovvero in compensazione in F24. Il contribuente tenuto a conservare ed esibire la fattura o il documento commerciale in cui riportato il codice fiscale del richiedente il credito e la Comunicazione, con la relativa accettazione, inviata allAgenzia delle Entrate.

Per le attivit sportive praticate dai ragazzi, di et compresa tra i 5 e i 18 anni, prevista una detrazione del 19% dei costi di iscrizione e di abbonamento sostenuti presso associazioni sportive, palestre, piscine ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica. Dallanno dimposta 2020 la detrazione per le spese relative alle attivit sportive praticate dai ragazzi spetta per intero ai titolari di reddito complessivo fino a 120mila euro; in caso di superamento decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un reddito complessivo pari a 240 mila euro. La detrazione calcolata su un ammontare massimo di spesa pari a 210 euro per il contribuente. La detrazione non spetta per le spese sostenute presso associazioni che non rientrano nella definizione di sportiva dilettantistica, come pure in caso di sport professionistico o corsi di attivit motoria promossi presso associazioni non sportive. La spesa deve essere documentata attraverso fattura, ricevuta o bollettino bancario o postale. Le modalit di pagamento, dunque, devono essere tracciabili.

I giovani di et compresa tra i 20 ed i 30 anni che hanno stipulato un contratto di locazione ai sensi della legge n. 431/1998, per lunit immobiliare adibita a prima casa, hanno diritto ad una detrazione in misura forfetaria, rapportata al numero di giorni nei quali la medesima stata adibita ad abitazione principale.La detrazione ammonta a 991,60 euro ma spetta a patto che il reddito complessivo non sia superiore a 15.493,71 euro. La detrazione compete per i primi tre anni dalla stipula del contratto, semprech il conduttore mantenga le condizioni anagrafiche e reddituali previste dalla norma. Il rispetto dei requisiti richiesti deve essere verificato in ogni singolo periodo dimposta per il quale si chiede di fruire dellagevolazione. Il possesso dei requisiti richiesti nel primo periodo dimposta, comporta la necessit di verificarne la presenza nei due anni successivi. Il requisito anagrafico soddisfatto anche se ricorre per una sola parte del periodo dimposta. Per usufruire della detrazione necessario che limmobile sia diverso da quello destinato a prima casa dei genitori. La detrazione suddivisa in base ai cointestatari del contratto di locazione dellabitazione. Qualora solo un conduttore tra coloro che hanno stipulato il contratto di locazione abbia i requisiti di et previsti dalla norma, solo lui potr fruire della detrazione in esame per la sua quota.

Il decreto legge Rilancio, allarticolo 44 comma 1-septies, ha previsto un credito dimposta a favore delle persone fisiche che, dal 1agosto 2020 al 31 dicembre 2020, hanno acquistato un veicolo, anche usato, con emissione di CO2 comprese tra 0 e 110 g/km e, contestualmente, rottamato un secondo veicolo di categoria M1. Gli acquisti devono concernere monopattini elettrici, biciclette elettriche o muscolari, abbonamenti al trasporto pubblico o servizi di mobilit elettrica in condivisione. Il veicolo rottamato deve essere intestato da almeno dodici mesi allintestatario del nuovo veicolo o ad uno dei familiari conviventi alla data di acquisto del nuovo mezzo. Il credito dimposta riservato alle persone fisiche ed ammonta ad un massimo di 750 euro. Pu essere fruito non oltre il periodo dimposta 2022 e compete nel limite delle risorse disponibili. Il Direttore dellAgenzia delle Entrate, con il provvedimento del 23 maggio scorso, ha stabilito che la percentuale di fruizione del credito dimposta pari al 100%. Lo stesso utilizzabile esclusivamente in diminuzione delle imposte dovute nella dichiarazione dei redditi. Il beneficiario deve indicare nella dichiarazione dei redditi da presentare per il periodo dimposta 2021 o 2022 limporto del credito spettante. Nel caso in cui il credito dimposta indicato nella dichiarazione dei redditi da presentare per il periodo dimposta 2021 non sia utilizzato, in tutto o in parte, leventuale credito residuo riportato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo dimposta 2022.

Il credito dimposta per le erogazioni liberali a sostegno della scuola (School bonus) riconosciuto alle persone fisiche, nonch agli enti non commerciali e ai soggetti titolari di reddito dimpresa e non cumulabile con altre agevolazioni. Spetta a condizione che le somme siano versate allentrata del bilancio dello Stato. Le erogazioni liberali in denaro devono essere finalizzate alla realizzazione di nuove strutture scolastiche, alla manutenzione di quelle esistenti e al sostegno degli interventi che migliorino loccupabilit degli studenti. Le spese sono ammesse al credito dimposta nel limite dellimporto massimo di 100mila euro per ciascun periodo dimposta. Lo stesso credito dimposta ripartito in 3 quote annuali di pari importo. La parte della quota annuale non utilizzata fruibile negli anni seguenti ed riportata nelle successive dichiarazioni.


(Vedi circolare n. 24 del 2022)

Crediti dimposta per acquisto di energia elettrica in favore di imprese energivore e non energivore in relazione al primo e al secondo trimestre 2022 - Contributo straordinario contro il caro bollette
Venerdì, 15 Luglio , 2022

Con la circolare n. 25/E dell11 luglio 2022 lAgenzia delle Entrate risponde ad alcuni quesiti sottoposti da talune associazioni di categoria in merito ai crediti dimposta per lacquisto di energia elettrica da parte di imprese energivore e non energivore. I chiarimenti riguardano aspetti di natura non fiscale e sono resi con il contributo del Ministero della transizione ecologica e dellAutorit di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA).

Con la circolare n. 22/E/2022 lAmministrazione finanziaria ha risposto ai dubbi e alle perplessit formulate dagli operatori del settore in ordine allapplicazione del contributo a titolo di prelievo straordinario, dovuto una tantum, a carico dei produttori, importatori e rivenditori di energia elettrica, nonch di gas e prodotti petroliferi. Il contributo dovuto sullincremento del saldo tra le operazioni attive e passive Iva, risultanti dalle LIPE del periodo 1ottobre 2021 - 30 aprile 2022, rispetto al saldo delle medesime operazioni del periodo 1ottobre 2020 - 30 aprile 2021. Il contributo straordinario stabilito nella misura del 25% dellanzidetto incremento e si applica se lo stesso superiore al 10% e a 5 milioni di euro.

CREDITI DIMPOSTA PER LACQUISTO DI ENERGIA ELETTRICA: REQUISITI SOGGETTIVI

Iscrizione nellelenco delle imprese energivore con la sessione suppletiva

Beneficiano del credito dimposta per lacquisto dellenergia elettrica anche le imprese energivore iscritte nellelenco per lanno 2022 con la sessione suppletiva per i costi sostenuti nel mese di gennaio.

La sessione suppletiva consente ai soggetti che non rispettino il termine perentorio previsto per la presentazione delle dichiarazioni da parte delle imprese energivore, di richiedere comunque entro i primi mesi dellanno lattribuzione della classe di agevolazione relativa agli oneri generali di sistema applicabile al medesimo anno, con decorrenza in questo caso dal 1febbraio anzich dal 1gennaio come avviene per le imprese energivore che presentano la dichiarazione nella sessione ordinaria.

CREDITI DIMPOSTA PER LACQUISTO DI ENERGIA ELETTRICA: REQUISITI OGGETTIVI

Nozione di componente energia

Le garanzie di origine per la fornitura di energia da fonti rinnovabili remunerano la certezza della provenienza da fonti rinnovabili dellenergia elettrica consumata. Il relativo costo rientra in quello della componente energia elettrica.

Il costo sostenuto per la garanzia di origine quindi da considerarsi parte della componente energia, anche se queste siano riportate in una voce separata della medesima fattura e non inglobate nel prezzo specifico della stessa. In quanto tale, da conteggiarsi sia in sede di verifica dei requisiti di accesso al diritto al credito sia nel calcolo delleffettivo credito dimposta spettante.

Modalit di calcolo del costo medio

Il costo medio del kWh sulla base del quale si calcola laumento del 30% si determina tenendo conto del rapporto tra totale della componente energia elettrica e il consumo effettivo del trimestre.

Clienti multisito

Nel caso di clienti multisito il confronto tra il costo medio della componente energia elettrica dei trimestri di riferimento deve essere effettuato complessivamente e non tra le singole utenze, considerando che la norma non associa il beneficio a queste ultime.

Rilevanza dellIva ai fini del credito dimposta

Sia in riferimento al calcolo del costo medio ai fini del raffronto tra il primo trimestre 2021 e il primo trimestre 2019, sia con riguardo allammontare della spesa sostenuta per lacquisto dellenergia elettrica consumata, a cui parametrare il credito dimposta in esame, non si tiene conto delle relative imposte e, in particolare dellIva, atteso che occorre considerare il costo della sola componente energetica, indicata in fattura al netto delle imposte.

Dispacciamento

Nel calcolo del costo medio per kWh della componente energia, ai fini del calcolo dellincremento del costo e della determinazione del credito dimposta, occorre valorizzare il dispacciamento sulla base del costo effettivo dellenergia applicato dal fornitore. Si ritiene, pertanto, che, qualora la voce dispacciamento sia indicata a parte in fattura, essa vada considerata e che, qualora sia inglobata nel prezzo della componente energia, debba essere computato direttamente solo tale prezzo, senza valorizzare il dispacciamento sulla base dei riferimenti di ARERA.

Sussidi

Per sussidio si intende qualsiasi beneficio economico conseguito dallimpresa energivora, a copertura totale o parziale della componente energia elettrica e ad essa direttamente collegata. Si tratta di sussidi riconosciuti in euro/MWh ovvero in conto esercizio sullenergia elettrica.

Lagevolazione relativa alla componente tariffaria c.d. Asos riconosciuta alle energivore in riduzione dei soli oneri generali di sistema, che non rientrano nella componente energia elettrica. Ne deriva che lagevolazione Asos non da ritenersi inclusa tra i sussidi che rilevano ai fini del calcolo del costo medio.

Rilevanza di imposte e sussidi

La disciplina normativa concernente le imprese energivore e non energivore prevede che, ai fini del calcolo del costo medio, i costi per kWh per la componente energetica siano determinati al netto delle imposte e di eventuali sussidi. Il raffronto tra il costo medio dei due trimestri di riferimento deve avvenire considerando il costo sostenuto per lacquisto della componente energetica, senza considerare le imposte eventualmente versate e detraendo dallimporto il valore di eventuali sussidi ricevuti. Come anticipato, ai fini del calcolo del credito dimposta le imposte non vanno considerate nella base imponibile ai fini del calcolo del credito dimposta. Inoltre, eventuali sussidi non vanno detratti dalla spesa sostenuta.

CALCOLO DEL CREDITO DIMPOSTA

Utilizzo valore del prezzo unico nazionale

Il credito dimposta riconosciuto alle imprese energivore determinato con riguardo al prezzo convenzionale dellenergia elettrica, pari alla media del prezzo unico nazionale dellenergia elettrica relativa al medesimo trimestre. LAgenzia delle Entrate ha gi precisato che la produzione e lautoconsumo devono essere comprovati mediante idonea documentazione. Ai fini della determinazione del credito dimposta spettante, oltre al dato quantitativo relativo allenergia prodotta e autoconsumata, necessario fare riferimento al prezzo convenzionale dellenergia elettrica, pari alla media, relativa al secondo trimestre 2022, del prezzo unico nazionale dellenergia elettrica.

Considerato che la media del prezzo unico dellenergia relativa al secondo trimestre 2022 determinabile solo alla fine del trimestre stesso, il credito dimposta spettante pu essere determinato solo a conclusione del medesimo periodo.

Ne consegue che non possibile utilizzare il dato del valore del prezzo unico nazionale dellenergia elettrica autoconsumata relativo ai periodi antecedenti il secondo trimestre 2022. Per individuare il momento di spettanza del credito dimposta e il relativo utilizzo si deve attendere la chiusura del trimestre di riferimento.

Molteplicit di POD

Per determinare la media di riferimento, i calcoli vanno considerati cumulativamente per ogni impresa, tenendo conto di tutti gli acquisti di energia elettrica effettuati nel trimestre di riferimento.

Il calcolo del credito dimposta, invece, pu essere determinato sulla base della singola fattura, a prescindere dal fatto che questa sia riferita al singolo POD o che sia considerata cumulativamente per societ.

Laccesso al beneficio fiscale relativamente allenergia elettrica consumata subordinato alla titolarit di almeno un POD di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW.

Vendita di energia elettrica senza ricorso alla rete pubblica

Il credito dimposta non condizionato al fatto che la vendita di energia elettrica debba avvenire attraverso la rete pubblica. LAgenzia delle Entrate ritiene che la vendita di energia elettrica, senza passare dalla rete pubblica, da parte di un soggetto produttore di energia a favore di unimpresa energivora non sia ostativa al riconoscimento del beneficio fiscale in esame.

Obblighi/documenti certificativi

La documentazione certificativa necessaria per verificare la sussistenza dei requisiti e per il calcolo del credito dimposta spettante costituita dalle fatture di acquisto ricevute in relazione alle spese per lenergia elettrica consumata ovvero, in caso di autoproduzione e autoconsumo di energia, dalle fatture di acquisto del combustibile utilizzato a tal fine nonch dalle misurazioni registrate dai relativi contatori.

Fatture di cortesia

Le fatture devono riferirsi a consumi effettivi del periodo di competenza del credito dimposta e il relativo costo deve essere documentato nonch sostenuto. Sempre le fatture devono riportare il dettaglio delle singole voci. Ci per riscontrare i dati relativi allenergia elettrica consumata e le spese sostenute. Si potranno utilizzare anche le c.d. fatture di cortesia, in aggiunta alle fatture elettroniche alle quali ineriscono.

Effettivit dei dati di consumo

Lutilizzo in compensazione dei crediti dimposta consentito in un momento antecedente rispetto alla conclusione del trimestre di riferimento, a condizione che, nel rispetto di tutti gli altri requisiti previsti dalle norme, le spese per lacquisto dellenergia elettrica consumata, con riferimento alle quali calcolato il credito dimposta spettante, possano considerarsi sostenute nel predetto trimestre e il loro sostenimento sia documentato mediante il possesso delle fatture di acquisto.

Il credito dimposta calcolato sulla base dei consumi effettivi relativi al trimestre di riferimento. I consumi stimati, eventualmente fatturati in acconto dai gestori, non potranno essere presi in considerazione; in tali casi occorre fare riferimento ai consumi effettivi indicati nelle fatture di conguaglio, limitatamente ai mesi previsti dalla legge.

Nella fattispecie in esame il credito dimposta pu essere calcolato e utilizzato in compensazione limitatamente ai mesi di aprile e maggio, se in possesso della relativa fattura, che attesti i consumi effettivi. Per il mese di giugno, invece, necessario attendere il dato relativo ai consumi reali.

Fattura emessa dopo il 31 dicembre 2022

Il credito dimposta utilizzabile esclusivamente entro la data del 31 dicembre 2022. Il cliente non pu beneficiare dellagevolazione in esame in relazione ai consumi effettivi fatturati successivamente a tale data.

CEDIBILITA DEL CREDITO

Modalit di fruizione del credito dimposta maturato

La previsione che il credito sia cedibile solo per intero implica che lammontare cedibile sia quello maturato nellambito del trimestre di riferimento. Ne consegue che lutilizzo parziale di ciascun credito in compensazione impedisce la cessione della restante quota di credito trimestrale.

Il Direttore dellAgenzia delle Entrate, con il provvedimento dello scorso 30 giugno, ha previsto le modalit di attuazione delle disposizioni relative alla cessione alla tracciabilit dei crediti dimposta riconosciuti in relazione agli oneri sostenuti per lacquisto di prodotti energetici. Il punto 2.2 stabilisce che lutilizzo di uno dei suddetti crediti in compensazione tramite mod. F24, da parte del beneficiario, non consente a questultimo di effettuare la cessione di quel determinato credito.

CONTRIBUTO STRAORDINARIO CONTRO IL CARO BOLLETTE

Operazioni non soggette a Iva per carenza del presupposto territoriale

Le operazioni non soggette a Iva per carenza del presupposto territoriale non concorrono alla determinazione della base imponibile solo se gli acquisti ad esse afferenti siano territorialmente non rilevanti ai fini Iva e, pertanto, per la mancanza del requisito della territorialit, non siano computabili nelle LIPE.

Alla luce dellincertezza interpretativa esistente su tale aspetto, al fine di tutelare la buona fede del contribuente, lAgenzia ritiene che non siano dovute sanzioni in relazione agli importi non versati entro la scadenza del 30 giugno 2022 (termine di pagamento dellacconto), a seguito di una eventuale rideterminazione della base imponibile in forza della presente precisazione, purch lintegrazione del versamento (compresi gli interessi) avvenga tempestivamente. La tempestivit del versamento sar valutata dagli uffici anche in considerazione del grado di complessit dellelaborazione dei dati alla base dei calcoli per la determinazione del contributo dovuto nella specifica fattispecie.


(Vedi circolare n. 25 del 2022)

Istituzione dei codici tributo per la restituzione spontanea dei contributi a fondo perduto spettanti a favore del wedding, dellintrattenimento e dellHO.RE.CA.
Venerdì, 15 Luglio , 2022

Con alcuni provvedimenti legislativi vedi, ad esempio, i decreti legge Sostegni-bis e Sostegni-ter il legislatore ha concesso contributi a favore dei settori del wedding, dellintrattenimento, dellorganizzazione di feste e cerimonie, della ristorazione collettiva, di discoteche e sale da ballo e del settore dellHO.RE.CA.

Con i provvedimenti del Direttore dellAgenzia delle Entrate, rispettivamente, n. 197396 dello scorso 8 giugno e n. 151077 del 3 maggio 2022 e n. 171638 del 18 maggio 2022 sono stati definiti il contenuto informativo, le modalit ed i termini di presentazione delle istanze, nonch le specifiche tecniche necessarie per il riconoscimento dei contributi a fondo perduto in parola.

I richiamati provvedimenti prevedono che chi ha percepito il contributo non spettante tenuto a restituirlo spontaneamente versando oltre allimporto, interessi e sanzioni, al bilancio dello Stato. Non consentita la compensazione.

Per consentire la restituzione spontanea dei contributi a fondo perduto non spettanti, nonch il versamento di interessi e sanzioni, tramite il modello F24 Versamenti con elementi identificativi (c.d. F24 ELIDE), lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 36/E dell11 luglio 2022, ha istituito i seguenti codici tributo:

  • 8146 denominato Contributo a fondo perduto per wedding, intrattenimento, organizzazione di feste e cerimonie e HO.RE.CA. - Restituzione spontanea - CAPITALE - art. 1-ter, comma 1, decreto legge n. 73/2021;
  • 8147 denominato Contributo a fondo perduto per wedding, intrattenimento, organizzazione di feste e di cerimonie e HO.RE.CA.- Restituzione spontanea - INTERESSI - art. 1-ter, comma 1, decreto legge n. 73/2021;
  • 8148 denominato Contributo a fondo perduto per wedding, intrattenimento, organizzazione di feste e di cerimonie e HO.RE.CA.- Restituzione spontanea - SANZIONE - art. 1-ter, comma 1, decreto legge n. 73/2021;
  • 8149 denominato Contributo a fondo perduto per ristorazione collettiva - Restituzione spontanea - CAPITALE - art. 43-bis decreto legge n. 73/2021;
  • 8150 denominato Contributo a fondo perduto per ristorazione collettiva - Restituzione spontanea - INTERESSI - art. 43-bis decreto legge n. 73/2021;
  • 8151 denominato Contributo a fondo perduto per ristorazione collettiva - Restituzione spontanea - SANZIONE - art. 43-bis decreto legge n. 73/2021;
  • 8152 denominato Contributo a fondo perduto per discoteche e sale da ballo - Restituzione spontanea - CAPITALE - art. 1, comma 1, decreto legge n. 4/2022;
  • 8153 denominato Contributo a fondo perduto per discoteche e sale da ballo - Restituzione spontanea - INTERESSI - art. 1, comma 1, decreto legge n. 4/2022;
  • 8154 denominato Contributo a fondo perduto per discoteche e sale da ballo - Restituzione spontanea - SANZIONE - art. 1, comma 1, decreto legge n. 4/2022.


(Vedi risoluzione n. 36 del 2022)

Chiarimenti in tema di esterometro
Venerdì, 15 Luglio , 2022

Premessa

Nella tarda serata del 13 luglio lAgenzia delle Entrate ha diffuso la circolare n. 26/E/2022 dedicata alla nuova versione dellesterometro. Sotto forma di domande e risposte il documento di prassi amministrativa fa il punto sulle nuove regole di trasmissione telematica dei dati delle operazioni transfrontaliere che sono in vigore dallo scorso 1 luglio.

Le modifiche normative hanno riguardato lambito oggettivo e soggettivo di applicazione dellesterometro, le regole di compilazione dei file Xml per la trasmissione dei dati delle operazioni transfrontaliere e la conservazione dei documenti.

La ratio della trasmissione dei dati delle operazioni transfrontaliere (c.d. esterometro) non quella del mero controllo delle operazioni rilevanti ai fini Iva effettuate tra soggetti passivi ma il monitoraggio di quelle in cui una parte estera. Larticolo 3, comma 1, del decreto legislativo n. 127 del 2015 parla di soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato dovendo dare una locuzione ampia allespressione nel senso che sono compresi tutti i soggetti, professionali e non, persone fisiche o meno.

Ambito di applicazione dellesterometro

Linvio dellesterometro riguarda tutte le cessioni di beni e/o di servizi generici con altri soggetti passivi Iva di altri Stati membri ossia tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, salvo quelle per le quali stata emessa una bolletta doganale. Sono esentate dallobbligo le operazioni per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche. La modifica apportata dal Dl n. 73/2022 ha escluso lobbligo di trasmissione delle operazioni passive extraterritoriali di importo fino a 5 mila euro per singola operazione, relative ad acquisti di beni e/o servizi appunto non rilevanti territorialmente ai fini Iva, in Italia.

Regole di compilazione dei file Xml per la trasmissione dei dati delle operazioni transfrontaliere

Dallo scorso 1luglio la nuova modalit di trasmissione dei dati delle operazioni transfrontaliere prevede che, per ogni operazione, venga trasmesso al Sistema dinterscambio il file Xml conforme alle Specifiche Tecniche versione 1.7. Su tale file il Sistema dinterscambio effettuer i controlli formali previsti, tra cui la verifica della compilazione di tutti i campi obbligatori della fattura.

Conseguentemente, in riferimento a tutte le operazioni attive (cessioni di beni e prestazioni di servizi) poste in essere dagli operatori nazionali verso soggetti esteri, accompagnate dallemissione di una fattura o altra documentazione che certifichi il relativo corrispettivo nonch per le operazioni passive (acquisti) nelle quali va emesso un documento sostanzialmente coincidente con le citate fatture per i campi obbligatori occorrer mantenere coerenza tra i dati presenti nel documento (emesso extra Sdi) e quelli riportati nel file Xml da trasmettere a Sdi.

In merito alle operazioni con lestero le associazioni di categoria erano preoccupate sul dettaglio della descrizione dei beni e dei servizi oggetto di transazione, per assolvere correttamente gli obblighi dellesterometro. I contribuenti, in particolare, si interrogavano se i dati trasmessi per le operazioni attive e passive dovessero riportare in dettaglio la natura, qualit e quantit dei beni e dei servizi. LAgenzia delle Entrate ha fatto una scelta di iper semplificazione indicando che:

  • per le operazioni attive se il contribuente per generare il file Xml non utilizza lo stesso software che usa per generare le fatture elettroniche potr valorizzare il campo 2.2.1.4 riportando la parola BENI ovvero la parola SERVIZI o le parole BENI E SERVIZI senza indicare altri dettagli, rinviando alla descrizione contenuta nella fattura emessa.
  • Quanto alle operazioni passive, ossia quelle che danno luogo allintegrazione di un documento ricevuto, anche ai fini della pi ampia semplificazione, la circolare ritiene che la coerenza non debba consistere in una perfetta coincidenza delle informazioni, potendo i dati essere riportati in maniera pi sintetica qualora vi sia omogeneit tra i beni/servizi acquistati. Pertanto, anche per generare il file Xml in cui riportare i dati della fattura ricevuta dal soggetto estero e da trasmettere al Sistema dinterscambio per lesterometro il campo 2.2.1.4 potr essere valorizzato in via semplificativa riportando la parola BENI ovvero la parola SERVIZI o entrambe le parole BENI E SERVIZI, rinviando, come per le operazioni attive, alla descrizione contenuta nel documento di dettaglio ricevuto.

La trasmissione telematica deve avvenire ogni tre mesi ed entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento. Per le operazioni effettuate dal 1luglio 2022, i dati vengono trasmessi telematicamente attraverso il Sistema dinterscambio. La trasmissione telematica dei dati relativi alle operazioni svolte nei confronti di soggetti non stabiliti nel territorio nazionale effettuata entro i termini di emissione delle fatture o dei documenti che ne certificano i corrispettivi.

In merito alla trasmissione dei dati relativi alle operazioni ricevute da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, questa deve avvenire entro 15 giorni del mese successivo a quello di ricevimento del documento comprovante loperazione o di effettuazione delloperazione.

I file con codice documento TD17, TD18 e TD19, trasmessi al Sistema dinterscambio per segnalare gli acquisti da soggetti esteri, provano ladempimento dellesterometro e consentono di assolvere gli obblighi dimposta collegati al meccanismo del reverse charge. In ogni caso si tratta di adempimenti distinti, soggetti a specifiche discipline; pertanto, non vi obbligo di assolvere allintegrazione o autofatturazione mediante Sistema dinterscambio, potendo il contribuente provvedervi diversamente, ad esempio in modalit analogica.

Fanno eccezione, tuttavia, gli acquisti di beni da San Marino per i quali il cessionario nazionale tenuto ad effettuare lintegrazione trasmettendo al Sistema dinterscambio il file TD19 compilando laliquota e limposta da registrare in contabilit.

La tardiva trasmissione dei dati delle operazioni passive non determina, in genere, il tardivo assolvimento dellimposta tramite integrazione/autofattura. Occorre, tuttavia, tenere distinta lintegrazione della fattura/documento ricevuto, dallautofatturazione che presuppone lassenza del documento originario. In entrambi i casi il tardivo assolvimento dellimposta costituisce violazione legata al mancato tempestivo versamento dellIVA eventualmente dovuta, autonoma rispetto alla tardiva (od omessa) trasmissione dei dati delle operazioni con lestero.

Il momento in cui si trasmettono i dati ha rilevanza ai soli fini dellassolvimento del relativo obbligo e delle correlate sanzioni in caso di inadempimento. Restano, dunque, autonomamente sanzionabili le eventuali diverse violazioni degli obblighi di fatturazione, registrazione, liquidazione dellimposta.

Il momento in cui si trasmettono i dati sulle operazioni passive non incide sulla detrazione dellIva sugli acquisti. Tuttavia, evidente che la rilevanza ai fini dellesercizio del diritto alla detrazione dellIva potr manifestarsi laddove la trasmissione dei dati avvenga utilizzando tipologie di documenti che assolvono agli obblighi di autofatturazione in sostituzione della stessa. In simili ipotesi, la tardiva autofatturazione e conseguente annotazione nei registri Iva esplicherebbe i suoi effetti sulla detrazione dellimposta, impedendola sino al corretto adempimento.

Conservazione

A seguito delle modifiche recate allesterometro, gli obblighi e le modalit di conservazione delle fatture relative alle operazioni transfrontaliere non sono stati oggetto di intervento da parte del legislatore. Se il soggetto residente o stabilito in Italia emette una fattura elettronica verso quello estero attraverso Sistema dinterscambio, utilizzando un codice destinatario comunicato dal cliente e indicando nel codice paese del cessionario/committente un valore diverso da IT, ci assolve allobbligo di cui allart. 1, comma 3-bis del Dlgs n. 127/2015 e la fattura va conservata in modalit elettronica. Se non stata emessa una fattura elettronica tramite Sistema dinterscambio o non stata emessa bolletta doganale resta in vigore la regola che prevede lutilizzo del codice convenzionale XXXXXXX e codice paese del cessionario/committente diverso da IT.

In tal caso il file contenente i dati della fattura non viene recapitato dal Sistema dinterscambio al cessionario/committente. Non trattandosi di una fattura elettronica, il documento va conservato, anche eventualmente per via elettronica. Analogamente, in riferimento agli acquisti, laddove lautofatturazione avvenga solo tramite Sistema dinterscambio utilizzando i relativi codici, vi obbligo di conservazione elettronica, che degrada a possibilit in presenza di un documento (analogico o meno) extra Sistema dinterscambio. Lintegrazione via Sistema dinterscambio delle fatture/documenti ricevuti da soggetti esteri per mezzo di altro canale non esclude che anche questi vadano correttamente conservati (in forma analogica od elettronica).

Nei casi in cui i file Xml trasmessi al Sistema dinterscambio abbiano valorizzato con SI il campo 2.1.1.6.1. , il dato sar preso in considerazione ed esposto nellelenco A del servizio online messo a disposizione dalle Entrate nel portale Fatture e Corrispettivi per il calcolo e il pagamento dellimposta di bollo.


(Vedi circolare n. 26 del 2022)

Istituzione del codice tributo per il riversamento spontaneo degli indebiti utilizzi in compensazione del credito di imposta per investimenti in attivit di ricerca e sviluppo
Venerdì, 8 Luglio , 2022

La procedura di riversamento spontaneo disciplinata dal decreto legge n. 146 del 21 ottobre 2021 prevede che possano essere regolarizzati, senza irrogazione di sanzioni n applicazione di interessi, gli indebiti utilizzi in compensazione del credito di imposta per investimenti in attivit di ricerca e sviluppo.

LAgenzia delle Entrate, con il provvedimento del 1giugno 2022, ha definito il contenuto e le modalit di trasmissione del modello di comunicazione per la richiesta di applicazione della procedura di riversamento in parola.

Limporto della regolarizzazione deve essere versato entro il 16 dicembre 2022 in unica soluzione, oppure in tre rate annuali di pari importo, da corrispondere entro il 16 dicembre 2022, 16 dicembre 2023 e 16 dicembre 2024, senza possibilit di avvalersi della compensazione.

In caso di opzione per il versamento rateale, sono dovuti gli interessi calcolati al tasso legale a decorrere dal 17 dicembre 2022.

Per consentire il riversamento spontaneo degli indebiti utilizzi in compensazione del credito di imposta in parola, tramite il modello F24 Versamenti con elementi identificativi (c.d. F24 ELIDE) lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 34/E del 5 luglio 2022, ha istituito i seguenti codici tributo:

  • 8170 denominato Riversamento spontaneo del credito dimposta per attivit di ricerca e sviluppo art. 5, commi da 7 a 12, del decreto legge n. 146/2021 UNICA SOLUZIONE;
  • 8171 denominato Riversamento spontaneo del credito dimposta per attivit di ricerca e sviluppo art. 5, commi da 7 a 12, del decreto legge n. 146/2021 PRIMA RATA;
  • 8172 denominato Riversamento spontaneo del credito dimposta per attivit di ricerca e sviluppo art. 5, commi da 7 a 12, del decreto legge n. 146/2021 SECONDA RATA;
  • 8173 denominato Riversamento spontaneo del credito dimposta per attivit di ricerca e sviluppo art. 5, commi da 7 a 12, del decreto legge n. 146/2021 TERZA RATA.

In caso di pagamento rateale, gli interessi sono versati unitamente allimporto dovuto con la seconda e la terza rata.


(Vedi risoluzione n. 34 del 2022)

NOVITA'
Pubblicazione griglia di rilevazione OIV
E' stata pubblicata nell'apposita area dell'amministrazione trasparente al seguente link la griglia di rilevazione adempimenti anno 2022
BILANCIO CONSUNTIVO ESERCIZIO FINANZIARIO 2021
Fascicolo Bilancio consuntivo esercizio finanziario 2021
allegato
Esito elezioni 21 22 febbraio 2022
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allegato
22 agosto 2022
31 agosto 2022
cOrganismo per la composizione della crisi da sovraindebitamento elearning odcec MACERATA-CAMERINO
ATAD 1 - Disciplina sulle Societ Controllate Estere (CFC) - Ulteriori chiarimenti

LAgenzia delle Entrate, con la circolare n. 29/E del 28 luglio 2022, fornisce chiarimenti in merito alla ...continua

Cause il cui valore non ecceda la somma di euro 1.033,00 e atti e provvedimenti ad essi relativi - Esenzione dallimposta di registro. Ambito applicativo

Premessa

Larticolo 46 della legge n. 374/1991 prevede che: Le cause e ...continua

Chiarimenti in materia di riporto delle posizioni fiscali nelle operazioni di scissione

LAgenzia delle Entrate, con la circolare n. 31/E del 1agosto 2022, fornisce chiarimenti in merito alla ...continua

Cessione, in consolidato fiscale, di crediti derivanti da misure di Superbonus e bonus diversi dal Superbonus

Consolidato fiscale. Il trasferimento di crediti tra societ del consolidato, come i tax credit edilizi, ...continua

Deduzione ai fini delle imposte sui redditi e dellIrap del maggior valore rivalutato/riallineato imputato alle attivit immateriali - Definizione dellambito applicativo

La legge di Bilancio 2022 ha inserito allarticolo 110 del decreto legge Agosto i commi 8-ter e 8 ...continua