NOVITA' FISCALI
Regime fiscale dei contributi spettanti ai Consiglieri ed Assessori regionali cessati dal mandato
Venerdì, 16 Ottobre , 2020

I contributi corrisposti con il metodo contributivo ai consiglieri e assessori regionali cessati dal mandato non formano reddito imponibile. Pertanto, i trattamenti economici erogati sono commisurati alle contribuzioni obbligatorie versate dai consiglieri e a quelle a carico della Regione.
La Regione istante chiedeva di conoscere il corretto trattamento fiscale della quota contributiva a proprio carico in quanto mentre la quota di contributo a carico del Consigliere stata oggetto di interpretazioni giurisprudenziali e di prassi, non avvenuto ugualmente sul trattamento fiscale della quota contributiva a carico della Regione. Tutto questo alla luce del fatto che il nuovo ordinamento giuridico prevede per tutti i vitalizi/indennit a carattere differito, il sistema di calcolo contributivo in forza del quale limporto spettante commisurato ai contributi versati dal soggetto percettore e dallente di appartenenza.

La Regione fa presente che intende istituire ex novo un trattamento economico differito a carattere contributivo per i consiglieri e assessori cessati dal mandato. Nellinterpello la Regione descrive in dettaglio le caratteristiche del trattamento economico che rappresenta una indennit di carica goduta in relazione allesercizio di mandato pubblico rivestito, con connotazioni distinte da quelle proprie della retribuzione connessa al rapporto di pubblico impiego e si configura come indennit correlata alla cessazione della carica. La base imponibile contributiva pari allindennit di carica lorda e la quota di contributo a carico del Consigliere pari all8,80% della base imponibile e la quota a carico della Regione pari a 2,75 volte quella versata dal consigliere.

Come premesso la Regione chiede quale sia il corretto trattamento fiscale della quota contributiva a proprio carico, pari a 2,75 volte la quota a carico del consigliere.
Sul trattamento fiscale dellassegno vitalizio corrisposto a parlamentari ma anche ai consiglieri regionali lAgenzia delle Entrate chiarisce che costituisce reddito assimilato a quelli di lavoro dipendente.

Gi nella risoluzione n. 262/E/2009 lAmministrazione finanziaria ha avuto modo di chiarire che gli assegni vitalizi collegati ad una carica elettiva non configurino, ai fini fiscali, trattamenti pensionistici, ma una vera e propria indennit correlata alla cessazione della carica. In forza del rinvio contenuto nellart. 52, comma 1, del Tuir, ai redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente si applicano le disposizione di cui allart. 51 del Tuir relative ai redditi di lavoro dipendente, salvo le eccezioni previste per i redditi assimilati in esame secondo le quali i vitalizi sono assoggettati a tassazione per la quota parte che non deriva da fonti riferibili a trattenute effettuate al percettore gi assoggettate a ritenute fiscali. La conseguenza lindeducibilit dei relativi contributi, diversamente da quanto disposto per quelli versati alle forme pensionistiche obbligatorie. Il chiarimento dellAgenzia non pu ignorare la norma che ha disposto la riduzione del numero degli assessori regionali e le relative indennit e le disposizioni della legge di Bilancio 2019 che hanno invitato le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano a rideterminare, entro il 30 maggio 2019, la disciplina dei trattamenti previdenziali e dei vitalizi gi assegnati a coloro che avevano ricoperto la carica di presidente, consigliere o assessore regionale, adeguandone i criteri alla disciplina vigente. I trattamenti previdenziali devono essere ridefiniti sulla base dei parametri indicati in sede di Conferenza Stato-Regioni o, in assenza, sulla base del metodo contributivo.

In considerazione di tali misure la Regione istante ha adottato la legge n. 27/2019 che ha disciplinato il trattamento economico collegato ad unindennit di carica goduta in relazione allesercizio di un mandato pubblico e quantificato sulla base della contribuzione obbligatoria effettivamente versato dal consigliere. In sintesi, il trattamento economico da erogare a fine mandato deve avvenire secondo il metodo di calcolo contributivo della disciplina dei trattamenti previdenziali e vitalizi, maturato sulla base della contribuzione obbligatoria effettivamente versata dal consigliere e, pertanto, riconducibile allambito dellarticolo 49, comma 2, lettera a), quali redditi derivanti da pensioni di ogni genere e gli assegni ad essi equiparati. La riforma dellistituto ha comportato un mutamento di regime, con riflessi sul trattamento fiscale riservato ai vitalizi percepiti a fine mandato dai consiglieri. Sia i contributi versati dai Consiglieri che quelli a carico della Regione non concorrono alla formazione del reddito in quanto riconducibili allart. 51, comma 2, lettera a) del Tuir.


(Vedi risoluzione n. 64 del 2020)

Contributo a fondo perduto - Art. 25 decreto Rilancio - istanze di autotutela
Venerdì, 16 Ottobre , 2020

Larticolo 25 del decreto Rilancio ha introdotto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti colpiti dallemergenza sanitaria da Covid-19.
Il 13 agosto 2020 sono scaduti i termini per la presentazione delle istanze per il riconoscimento del contributo a fondo perduto (per gli eredi che continuano lattivit per conto del soggetto deceduto la scadenza stata il 24 agosto scorso). Diverse associazioni di categoria hanno fatto pervenire segnalazioni di istanze che a seguito di errori riscontrati hanno portato gli utenti a ricevere meno contributi rispetto a quelli spettanti. Altre segnalazioni hanno riguardato le istanze trasmesse a ridosso della scadenza dei 60 giorni di tempo, per le quali il sistema ha inviato una seconda ricevuta di scarto oltre i 5 giorni lavorativi successivi alla scadenza e lutente non stato in grado di trasmettere listanza sostitutiva con la correzione dellerrore, in quanto il sistema lha respinta per decorrenza dei termini. Per sanare tale situazione il soggetto interessato chiede se pu presentare istanza volta alla revisione, in autotutela, dellesito di rigetto o dellentit del contributo erogato sulla base di quella gi inviata alle Entrate nel periodo di vigenza del processo.

Il modello dellistanza va trasmesso via Pec insieme ad una nota con la quale il soggetto richiedente il contributo specifica in modo puntuale i motivi dellerrore o limpossibilit di trasmettere nei termini listanza sostitutiva di istanza per la quale il sistema ha consegnato una seconda ricevuta di scarto. Al riguardo le Direzioni provinciali delle Entrate le valuteranno puntualmente tenendo conto delle motivazioni presentate dagli utenti e delleventuale documentazione prodotta. Qualora dallesame dellistanza dovesse emergere lirregolarit, lufficio potr effettuare ulteriori istruttorie volte ad accertare leventuale tentativo di truffa. Se dal predetto esame sar confermato lesito comunicato in relazione alla istanza iniziale trasmessa nel periodo 15 giugno - 13 agosto, ad esempio risultando corretto limporto del contributo gi erogato, lUfficio notificher motivato diniego di annullamento/revisione, recante avvertenze per limpugnazione davanti alla competente Commissione tributaria, esclusivamente per vizi propri, in conformit ai principi in materia di impugnabilit del diniego di autotutela.
Qualora dallesame dellistanza dovesse emergere la correttezza della stessa, lAgenzia provveder ad effettuare il mandato di pagamento della quota parte del contributo a fondo perduto ancora spettante.


(Vedi risoluzione n. 65 del 2020)

Deducibilit ai fini della determinazione del reddito di lavoro autonomo dei contributi previdenziali e assistenziali versati dai notai alla Cassa Nazionale del Notariato
Venerdì, 16 Ottobre , 2020

Con la risoluzione n. 79/E dell8 marzo 2002 lAgenzia delle Entrate ha chiarito che i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati per legge dai notai alla Cassa Nazionale del Notariato si deducono esclusivamente dal reddito complessivo del contribuente non essendo deducibili nella determinazione del reddito di lavoro autonomo.
Pi precisamente tali contributi non possono rappresentare un costo sostenuto in funzione della produzione del reddito di lavoro autonomo. Non pertanto condivisibile il principio espresso dalla Cassazione nella sentenza n. 2781 del 26 febbraio 2001, secondo cui i contributi dei notai vanno dedotti in sede di determinazione del reddito di lavoro autonomo, in quanto spese inerenti allattivit professionale svolta. La Suprema corte ha continuato nel tempo ad emanare pronunce contrarie alla tesi del Fisco. Nel 2018, con lordinanza n. 321, ha confermato la deducibilit di tali contributi nella determinazione del reddito di lavoro autonomo, in quanto costi inerenti allattivit professionale. Preso atto del consolidato indirizzo sfavorevole della giurisprudenza di legittimit, deve considerarsi superato quanto affermato nella risoluzione n. 79/E/2002 e va riconosciuta ai contributi previdenziali e assistenziali obbligatori per legge versati dai notai alla Cassa Nazionale del Notariato la deducibilit ai fini della determinazione del reddito di lavoro autonomo e, quindi, del calcolo della base imponibile Irap.


(Vedi risoluzione n. 66 del 2020)

Imponibilit Iva dei servizi di gestione sinistri nellambito dei rapporti di riassicurazione dei rischi nel ramo 18 (Assistenza)
Venerdì, 9 Ottobre , 2020

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 63/E del 5 ottobre 2020, ha fornito chiarimenti in merito al regime Iva applicabile alle prestazioni di servizi relative alle attivit di gestione sinistri svolte da societ assicurative operanti nel ramo n. 18 Assistenza, nellambito di contratti di riassicurazione. La Direzione Regionale ha contestato lomesso assoggettamento ad Iva delle predette attivit di gestione, disconoscendone la natura di operazioni esenti.
Secondo la Direzione centrale il contratto di riassicurazione, nellambito del quale si inserisce il mandato alla gestione sinistri, non crea un rapporto sinallagmatico tra lassicurato e il riassicuratore. Le prestazioni relative alle operazioni di riassicurazione non presentano le caratteristiche tipiche della intermediazione nel settore assicurativo. Lattivit di cui trattasi non comporta, infatti la ricerca di clienti e la messa in relazione con lassicuratore diretto. Nel caso analizzato, limpossibilit di configurare lattivit della societ quale attivit di mediazione o intermediazione comporta il mancato riconoscimento del requisito di accessoriet alle attivit di gestione e liquidazione dei sinistri.
Pertanto, tali attivit poste in essere dalle societ riassicuratrici, in assenza dei presupposti per lapplicazione dei regimi di esenzione Iva, sono da considerare imponibili.
Tenuto conto della complessit della questione, delle condizioni di obiettiva incertezza della norma e dellassenza di precedenti di prassi amministrativa, non trovano applicazione le sanzioni per le violazioni commesse prima della pubblicazione della presente risoluzione.


(Vedi risoluzione n. 63 del 2020)

Trattamento fiscale dello sconto riconosciuto ai dipendenti per lacquisto diretto di beni a seguito di apposita convenzione stipulata dal datore di lavoro
Lunedì, 5 Ottobre , 2020

La societ istante gestisce, per s e per conto terzi, i centri logistici situati in Italia. Il suo capitale sociale interamente posseduto da una societ europea di e-commerce, specializzata nelle vendite online.
La societ richiedente riconosce ai dipendenti uno sconto del 40% sui prodotti acquistati dagli stessi sulla piattaforma web della societ di e-commerce. Limporto massimo di spesa, per dipendente, pari a 1.080,00 euro annui. Lo sconto concesso in ragione di una convenzione tra la societ istante, in qualit di datore di lavoro, e la societ di e-commerce, in qualit di fornitore.
Con listanza di interpello si chiede di conoscere il trattamento fiscale applicabile, ai fini della determinazione del reddito di lavoro dipendente, a questa forma di scontistica concessa sulla base della convenzione anzidetta.
LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 57/E del 25 settembre 2020, risponde al quesito sottoposto dalla societ istante.
Larticolo 51, comma 3, del Tuir individua nel valore normale il criterio di valorizzazione di beni e servizi rilevanti ai fini della determinazione del reddito di lavoro dipendente. Tale valore normale pu essere costituito anche dal prezzo scontato, praticato dal fornitore sulla base della convenzione stipulata dal datore di lavoro.
Nella fattispecie in esame trovano applicazione i chiarimenti forniti, dal momento che la societ istante, datore di lavoro, in virt di apposita convenzione con il fornitore (la societ di e-commerce) consente ai propri dipendenti di acquistare beni commercializzati da questultima ad un prezzo scontato.
Il documento di prassi amministrativa conclude sostenendo che nella situazione rappresentata non si genera materia fiscalmente imponibile, dal momento che il valore normale dei beni acquistati dai dipendenti pari a quanto corrisposto da questultimi.


(Vedi risoluzione n. 57 del 2020)

Istituzione dei codici tributo per il versamento dei contributi forfettari dovuti per lemersione del lavoro nero
Lunedì, 5 Ottobre , 2020

Il decreto Rilancio, convertito, con modificazioni, nella legge n. 77 del 17 luglio 2020, consente ai datori di lavoro di regolarizzare rapporti di lavoro a nero con cittadini italiani o stranieri presenti in Italia. A tal fine il datore di lavoro tenuto al pagamento di un contributo forfettario per le somme dovute a titolo retributivo, contributivo e fiscale, in merito ai rapporti di lavoro irregolari oggetto di emersione.
Per i settori dellagricoltura, allevamento, zootecnia, pesca e acquacoltura le somme dovute a titolo di contributo forfettario, per ciascun mese o frazione di mese, ammontano a 300,00 euro. Limporto scende invece a 156,00 euro per i settori dellassistenza alla persona (soggetti affetti da patologie o disabilit) e per il settore di lavoro domestico.
Per consentire il pagamento dei contributi forfettari, tramite il modello F24 Versamenti con elementi identificativi, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 58/E del 25 settembre 2020, ha istituito i seguenti codici tributo:

  • CFZP denominato Contributo forfettario 300 euro - emersione lavoro irregolare - settori agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attivit connesse -DM 7 luglio 2020;

  • CFAS denominato Contributo forfettario 156 euro - emersione lavoro irregolare - settori assistenza alla persona - DM 7 luglio 2020;

  • CFLD denominato Contributo forfettario 156 euro - emersione lavoro irregolare - settore lavoro domestico e sostegno al bisogno familiare - DM 7 luglio 2020.
E bene ricordare che esclusa la possibilit di avvalersi della compensazione per il versamento del contributo forfettario.


(Vedi risoluzione n. 58 del 2020)

Istituzione dei codici tributo per il versamento delle sanzioni amministrative pecuniarie di pertinenza dellAgenzia delle Dogane e dei Monopoli Direzione Giochi
Lunedì, 5 Ottobre , 2020

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 59/E del 25 settembre 2020, ha istituito i codici tributo per il versamento, tramite il modello F24 Accise delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui agli articoli 27, commi 8 e 9, 28 e 31, comma 1, del decreto legge 26 ottobre 2019 n. 124 e allarticolo 9-quater del decreto legge 12 luglio 2018 n. 87.
Parliamo dei codici tributo richiesti dallAgenzia delle Dogane e dei Monopoli, direzione Giochi, per il versamento delle sanzioni amministrative di giochi e scommesse per le quali non possibile accedere alla compensazione. I nuovi codici tributo sono:

  • 5473 denominato Sanzione pecuniaria amministrativa di cui allart. 27, comma 8 - Decreto legge n. 124/2019;
  • 5474 denominato Sanzione pecuniaria amministrativa di cui allart. 27, comma 9 - Decreto legge n. 124/2019;
  • 5475 denominato Sanzione pecuniaria amministrativa di cui allart. 28 - Decreto legge n. 124/2019;
  • 5476 denominato Sanzione pecuniaria amministrativa di cui allart. 31, comma 1 - Decreto legge n. 124/2019;
  • 5477 denominato Sanzione pecuniaria amministrativa di cui allart. 9-quater - Decreto legge n. 87/2018.

Le sanzioni amministrative pecuniarie sono dovute in caso di mancata iscrizione al registro unico degli operatori del gioco pubblico, se i concessionari intrattengono rapporti contrattuali funzionali per le attivit di gioco con soggetti diversi da quelli iscritti nel suddetto registro. Parimenti sanzionate sono le societ che emettono carte di credito o trasferiscono denaro ad operatori che nel territorio dello Stato offrono giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro in difetto di concessione, autorizzazione, licenza. La sanzione amministrativa anche a carico del gestore che risulti debitore dellimposta unica o del gestore che non rimuova gli apparecchi privi dei meccanismi per impedire laccesso al gioco ai minori di et.


(Vedi risoluzione n. 59 del 2020)

Superbonus Interventi realizzati sulle parti comuni di un edificio in condominio e sulle singole unit immobiliari Limiti di spesa
Lunedì, 5 Ottobre , 2020

Con la risoluzione n. 60/E del 28 settembre 2020 lAgenzia delle Entrate risponde allistanza di interpello concernente gli interventi finalizzati allefficienza energetica e alla riduzione del rischio sismico disciplinati dagli articoli 119 e 121 del decreto Rilancio e dallarticolo 14 del decreto legge n. 63/2016.
Listante evidenzia la volont di effettuare lavori su un condominio composto da quattro unit immobiliari con interventi di riduzione del rischio sismico, il restauro della facciata, la posa in opera di un cappotto termico, la sostituzione delle finestre e dei portoni esterni, il cambiamento delle soglie alle finestre e il riposizionamento in facciata di cerniere e ferramenta delle persiane a seguito dellinstallazione del cappotto. Tra i lavori in progetto trovano posto anche linstallazione di pannelli solari termici, di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica e dei sistemi di accumulo integrati e, ancora, di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici. Inoltre, ogni unit immobiliare provveder a sostituire gli impianti di climatizzazione.
AllAgenzia delle Entrate si chiedono chiarimenti in merito ai limiti di spesa ammessi, non essendo chiaro se i valori indicati nella Guida delle Entrate siano riferiti ad unit familiari o a singole unit abitative condominiali. Tra i dubbi trova posto anche la possibilit o meno che, in assenza di un impianto di riscaldamento condominiale centralizzato, la sostituzione dellimpianto di riscaldamento della singola unit immobiliare possa fruire del 110% se effettuato congiuntamente allinstallazione di un cappotto termico.

Il decreto Rilancio ha introdotto una detrazione del 110% per le spese sostenute dal 1luglio 2020 al 31 dicembre 2021 a fronte di interventi finalizzati al miglioramento dellefficienza energetica e al consolidamento statico degli edifici.
Le nuove disposizioni si affiancano allecobonus, al sismabonus gi in vigore e al bonus facciate previsto questultimo per lanno 2020.
I soggetti che negli anni 2020 e 2021 sostengono spese per interventi di riqualificazione energetica degli edifici e per la riduzione del rischio sismico possono accedere al Superbonus che prevede la detrazione delle spese sostenute in cinque quote annuali di pari importo. In luogo dellutilizzo diretto della detrazione possibile avvalersi dello sconto in fattura praticato dal fornitore che ha effettuato gli interventi o della cessione del credito dimposta corrispondente alla detrazione a soggetti terzi, compresi istituti di credito e intermediari finanziari.

LAgenzia delle Entrate ha pubblicato una Guida lo scorso luglio dedicata al Superbonus al 110% che insieme alla circolare n. 24/E dell8 agosto 2020 possono costituire punti di riferimento importanti. La maxi detrazione distingue tra interventi trainanti e trainati. Tra i primi trovano posto le spese per la riqualificazione energetica, come linstallazione di un cappotto termico, e per ladozione di misure antisismiche. Tra i secondi troviamo, ad esempio, la sostituzione degli infissi che dovr tuttavia avvenire congiuntamente ad un intervento trainante. I lavori effettuati su parti comuni di condomini possono essere sia trainanti che trainati. Quelli su singole unit immobiliari residenziali allinterno di condomini, solo trainati.

In merito ai limiti di spesa ammessi al Superbonus, la norma stabilisce che se gli interventi di isolamento termico delle superfici opache sono realizzati su edifici in condominio, la detrazione calcolata su un ammontare complessivo delle spese di importo variabile in funzione del numero delle unit immobiliari che compongono ledificio. Se il numero delle unit va da due ad otto, il limite massimo di spesa ammesso al Superbonus pari a 40mila euro, moltiplicato per il numero delle unit immobiliari. Nel caso sottoposto, essendo ledificio composto da quattro unit immobiliari, il predetto limite pari a 160mila euro.

Per gli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico la detrazione del sismabonus elevata al 110% per le spese sostenute dal 1luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Essa calcolata su un ammontare massimo di spesa pari a 96mila euro per unit immobiliare per ciascun anno. Per gli interventi sulle parti comuni che comportano la riduzione da una a due classi del rischio sismico, la detrazione si applica su un ammontare delle spese non superiore a 96mila euro moltiplicato per il numero delle unit immobiliari dello stabile. Nel caso analizzato, essendo ledificio composto da quattro unit immobiliari, il limite massimo di spesa ammesso al Superbonus pari a 384mila euro. Per gli interventi realizzati su parti comuni di condomini, lammontare di spesa determinato in funzione delle unit immobiliari, costituisce il limite massimo di spesa agevolabile riferito allintero edificio e non quello riferito alle singole unit che lo compongono. Ogni condomino potr calcolare la detrazione in funzione della spesa a lui imputata in base ai millesimi di propriet. Nel caso in esame ciascun condomino potr calcolare la detrazione anche su un importo di spesa a lui imputata superiore a 40mila euro o a 96mila euro nel caso in cui siano realizzati interventi, rispettivamente, di isolamento termico delle superfici opache o di riduzione del rischio sismico. Gli interventi ammessi al sismabonus sono disciplinati dallarticolo 16-bis del Tuir a cui rinvia lart. 16 del decreto legge n. 63/2013. Per effetto del predetto rinvio gli interventi ammessi al sismabonus non possono fruire di un autonomo limite di spesa in quanto non costituiscono una nuova categoria di interventi agevolabili. Per questi interventi il limite massimo di spesa pari a 96mila euro per il numero delle unit immobiliari delledificio.

Come gi anticipato, la maxi detrazione spetta anche per gli interventi cd trainati. Ne sono un esempio la sostituzione delle finestre e dei portoni esterni. Per tali interventi la detrazione massima spettante pari a 60mila euro per ciascun immobile. Vi rientrano anche linstallazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda (detrazione massima spettante pari a 60mila euro per ciascun immobile) e la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (detrazione massima pari a 30mila euro per ciascun immobile). LAgenzia precisa che tale detrazione spetta anche qualora venga sostituito limpianto delle singole unit immobiliari allinterno del condominio in assenza di un impianto termico centralizzato. Tra gli interventi trainati figura pure linstallazione di colonnine per la ricarica delle auto elettriche. Il Superbonus si applica alle spese sostenute, su un ammontare massimo pari a 3mila euro. I costi comprendono linstallazione delle infrastrutture e laumento di potenza del contatore fino ad un massimo di 7 kW.

Il 110% trova applicazione solo se gli interventi cd trainati sono eseguiti congiuntamente ad almeno un intervento cd trainante ed a patto che assicurino un miglioramento di due classi energetiche o, se impossibile, il conseguimento della classe energetica pi alta da dimostrare mediante Ape.
Tra gli interventi trainati che beneficiano della maxi detrazione troviamo poi linstallazione di impianti solari fotovoltaici e di sistemi di accumulo. necessario, per, che linstallazione degli impianti sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi trainanti (efficienza energetica o adozione di misure antisismiche) e che lenergia non auto-consumata sia ceduta in favore del GSE. La spesa agevolabile non pu essere superiore a 48mila euro e, comunque, nel limite di spesa di 2.400 euro per ogni kW di potenza nominale dellimpianto solare fotovoltaico. La detrazione riconosciuta anche in caso di installazione di sistemi di accumulo alle stesse condizioni.

In merito ai limiti di spesa ammessi al Superbonus il Mise ha chiarito che il tetto di 48mila euro per linstallazione degli impianti solari fotovoltaici va distinto da quello per i sistemi di accumulo integrati nei predetti impianti. Il parere supera la circolare 24/E/2020 che stabiliva in 48mila euro il limite cumulativo per linstallazione degli impianti solari fotovoltaici e dei sistemi di accumulo integrati nei predetti impianti.

Ai fini del 110% le spese sostenute per gli interventi trainanti devono essere effettuate nel periodo di vigenza dellagevolazione, mentre gli interventi trainati devono essere sostenuti nel periodo di vigenza dellagevolazione e nellintervallo di tempo tra la data di inizio e la data di fine lavori per la realizzazione degli interventi trainanti.

Come evidenziato nella circolare n. 24/E/2020 nel caso in cui sul medesimo immobile siano effettuati pi interventi agevolabili, il limite massimo di spesa ammesso alla detrazione costituito dalla somma degli importi previsti per ciascuno degli interventi realizzati. Se, dunque, nel condominio - come prospettato nellistanza di interpello - viene installato un cappotto termico ed effettuati lavori antisismici (interventi trainanti), nonch la sostituzione di portoni esterni, linstallazione di pannelli solari e di pannelli fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo e, ancora, di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici (interventi trainati), il limite massimo di spesa ammesso al Superbonus sar costituito dalla somma degli importi previsti per ciascuno di tali interventi. Per fruire della detrazione sar necessario contabilizzare distintamente le spese effettuate riferite ai diversi interventi nel rispetto degli adempimenti previsti per ciascuna detrazione. Il 110% si applica anche ai costi per la sostituzione delle soglie delle finestre e per il riposizionamento di cerniere e ferramenta delle persiane.

Ogni condomino potr calcolare la detrazione in funzione della spesa a lui imputata in base ai millesimi di propriet. Lesecuzione nelle parti comuni del condominio di almeno un intervento trainante consente a ciascun condomino di fruire del 110% anche per gli interventi trainati posti in essere sulle singole unit immobiliari. Per i condomini, il limite massimo di spesa ammesso alla detrazione sar costituito dalla somma degli importi previsti per ciascuno degli interventi realizzati sulle proprie unit immobiliari a condizione, tuttavia, che siano distintamente contabilizzate le spese riferite ai diversi interventi e siano rispettati gli adempimenti previsti in relazione a ciascuna detrazione.
Larticolo 119 del decreto Rilancio prevede che in caso di interventi trainati finalizzati al risparmio energetico realizzati sulle singole unit immobiliari, il Superbonus spetta per le spese sostenute per interventi realizzati su un massimo di due unit immobiliari. La maxi detrazione fruibile anche per gli interventi realizzati sulle parti comuni del condominio, indipendentemente dal numero delle unit immobiliari possedute allinterno dello stesso.

Il restauro della facciata fuori dal Superbonus in quanto rientrante nel bonus facciate che prevede la detrazione al 90% delle spese sostenute nellanno 2020. Anche per il bonus facciate possibile avvalersi, in luogo dellutilizzo diretto della detrazione, dello sconto in fattura o della cessione del credito dimposta cos come previsto per il Superbonus.


(Vedi risoluzione n. 60 del 2020)

Istituzione del codice tributo per il versamento delle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate dalla Consob
Lunedì, 5 Ottobre , 2020

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 61/E del 30 settembre 2020, ha istituito i codici tributo per il versamento, tramite il modello Versamenti con elementi identificativi (F24 ELIDE), delle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate dalla Consob.
Lo scorso 28 settembre lAgenzia delle Entrate e la Commissione Nazionale per le Societ e la Borsa hanno stipulato la convenzione per disciplinare lattivit di riscossione delle somme dovute a seguito dellattivit di riscossione dellente di tutela dei risparmiatori e degli investitori. I nuovi codici tributo sono i seguenti:

  • CBSE denominato sanzioni amministrative pecuniarie di competenza della CONSOB - Dlgs n. 58 del 24 febbraio 1998 - quota STATO;
  • CBSC denominato sanzioni amministrative pecuniarie di competenza della CONSOB - Dlgs n. 58 del 24 febbraio 1998 - quota CONSOB;

La Consob ha istituito nel proprio bilancio il Fondo per la tutela stragiudiziale dei risparmiatori e degli investitori al fine di favorire la risoluzione delle controversie.


(Vedi risoluzione n. 61 del 2020)

Chiarimenti su quanto espresso nella risoluzione n. 47/E/2020 in merito alla nuova disciplina Iva sui servizi di locazione e noleggio di imbarcazioni da diporto
Lunedì, 5 Ottobre , 2020

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 62/E del 30 settembre 2020, risponde alle richieste di chiarimenti da pi parti pervenute in seguito alle ultime modifiche normative apportate dal decreto legge n. 76 del 16 luglio 2020 convertito, con modificazioni nella legge n. 120 dell11 settembre 2020.
Alle operazioni di noleggio, locazione e simili, a breve termine e non a breve termine, di imbarcazioni da diporto concluse anteriormente alla data del 1novembre 2020, possono continuare ad applicarsi, in virt delle novit normative, le percentuali indicative del presumibile utilizzo delle imbarcazioni al di fuori delle acque territoriali dellUnione europea, cos come stabilite con le circolari n. 49/E/2002, n. 38/E/2009 e n. 43/E/2011.
La precisazione si resa necessaria dopo le richieste di chiarimenti sulla portata da attribuire alla locuzione Alle operazioni effettuate anteriormente alla data del 1novembre 2020 riportata nella risoluzione n. 47/E del 17 agosto 2020.
Questo per delimitare, sul piano temporale, la corretta disciplina applicabile, a seguito delle modifiche apportate alla legge di Bilancio 2020 dallarticolo 48, comma 7, del decreto Semplificazioni.


(Vedi risoluzione n. 62 del 2020)

Soglia del 10% - Versamenti Iva Scissione dei pagamenti e inversione contabile Trasparenza fiscale e liquidazione Iva di gruppo
Venerdì, 2 Ottobre , 2020
dedicata alla soglia del 10%, ossia ai complessivi versamenti registrati nel conto fiscale per un importo non inferiore al 10% dellammontare dei ricavi o compensi risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, la risoluzione n. 53/E del 22 settembre 2020 dellAgenzia delle Entrate.
Al fine di contrastare comportamenti fraudolenti lobbligo di versamento dellIva trasferito dallimpresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice al committente, pubblico o privato, obbligato allo split payment (scissione dei pagamenti) e per le operazioni soggette al regime del cd reverse charge (inversione contabile). Dunque, nel calcolo della soglia del 10%, tra i versamenti, trova posto lIva relativa alle opere realizzate dalle imprese appaltatrici, affidatarie o subappaltatrici della Pubblica amministrazione.

Nel documento di prassi amministrativa si chiedeva come determinare i complessivi versamenti registrati nel conto fiscale per un importo non inferiore al 10% dellammontare dei ricavi o compensi. Il quesito sottoposto domandava, in particolare, se, per il calcolo della soglia del 10%, le imprese appaltatrici, affidatarie o subappaltatrici potessero considerare anche i versamenti relativi alle operazioni soggette ai meccanismi dello split payment e del reverse charge e, parimenti, se nel suddetto calcolo rientrassero, tra i versamenti, l imposta teorica corrispondente al reddito della societ, imputato a ciascun socio, indipendentemente dalleffettiva percezione, proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili, e limposta sul valore aggiunto teorica risultante dalla liquidazione periodica della societ controllata, ma assolta dallente controllante, nellipotesi di esercizio dellopzione per la liquidazione Iva di gruppo.
LAgenzia fa presente che larticolo 17-bis, comma 5, del decreto legislativo n. 241/1997 stabilisce che: Gli obblighi previsti dal presente articolo non trovano applicazione qualora le imprese appaltatrici o affidatarie o subappaltatrici di cui al comma 1 comunichino al committente, allegando la relativa certificazione, la sussistenza, nellultimo giorno del mese precedente a quello della scadenza prevista dal comma 2, dei seguenti requisiti:

  • risultino in attivit da almeno 3 anni, siano in regola con gli obblighi dichiarativi e abbiano eseguito, nel corso dei periodi dimposta cui si riferiscono le dichiarazioni dei redditi presentate nellultimo triennio, complessivi versamenti registrati nel conto fiscale per un importo non inferiore al 10% dellammontare dei ricavi o compensi risultanti dalle dichiarazioni medesime;

  • non abbiano iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi o avvisi di addebito affidati agli agenti della riscossione relativi alle imposte sui Redditi, allIrap, alle ritenute e ai contributi previdenziali per importi superiori a 50mila euro, per i quali i termini di pagamento siano scaduti e siano ancora dovuti pagamenti o non siano in essere provvedimenti di sospensione. Le disposizioni di cui al periodo precedente non trovano applicazione per le somme oggetto di piani di rateazione per i quali non sia intervenuta decadenza.

In merito al primo requisito le Entrate ritengono che, ai fini del calcolo della soglia del 10% dellammontare dei ricavi o compensi, tra i versamenti, trovi posto lIva relativa alle operazioni rese dalle imprese appaltatrici, affidatarie o subappaltatrici alla Pa, obbligati allo split payment. In relazione alle operazioni rese nei confronti di una pubblica amministrazione, il debito dimposta nei confronti dellErario ricade sul cedente o prestatore. E per contrastare comportamenti fraudolenti viene spostato sullente pubblico lobbligo di versare lIva. Per queste ragioni, ai fini del calcolo della soglia del 10% vanno conteggiati tra i versamenti delle imprese appaltatrici, affidatarie o subappaltatrici le somme riguardanti lIva relativa alle operazioni soggette allo split payment.

Analogamente, anche se per ragioni in parte diverse, si perviene alle stesse conclusioni in merito alle operazioni soggetti al regime dellinversione contabile. Come evidenziato nella circolare n. 14/E/2015, infatti, tale meccanismo comporta che gli obblighi relativi allapplicazione dellIva debbano essere adempiuti dal soggetto passivo cessionario o committente, in luogo del cedente o del prestatore ed adottato dagli Stati membri in deroga alla procedura normale di applicazione dellIva con lo scopo di contrastare le frodi in particolari settori a rischio, evitando che il cessionario porti in detrazione limposta che il cedente non provvede a versare allErario.
Al pari dello split payment, per le stesse ragioni, anche in queste operazioni il versamento e, in questo caso, lapplicazione dellimposta sono spostati dallimpresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice al committente. La conseguenza che anche lIva assolta dal committente in regime di inversione contabile pu essere ricompresa nei versamenti per il calcolo della soglia del 10%.

In merito ai quesiti formulati con riguardo alla possibilit di considerare nel calcolo della soglia del 10%, tra i versamenti, anche l imposta teorica corrispondente al reddito della societ, imputato per trasparenza ai soci e l imposta sul valore aggiunto teorica risultante dalla liquidazione periodica della societ controllata, ma assolta dallente controllante, nel caso di opzione per la liquidazione Iva di gruppo, lAgenzia ritiene possibile includere, tra i versamenti, anche le suddette imposte teoriche. Ci, in analogia con quanto chiarito con la circolare n. 1/E/2020 per i soggetti aderenti al consolidato fiscale per i quali ai fini della determinazione dei complessivi versamenti del numeratore, pu essere fatta valere anche l imposta teorica corrispondente al reddito complessivo proprio di cui allart. 121 del Tuir attribuito al consolidato fiscale delle imposte.
Ed infatti, al pari del regime del consolidato fiscale, anche i regimi della trasparenza fiscale e della liquidazione Iva di gruppo, si contraddistinguono per il fatto che il debito tributario matura, in via autonoma, in capo a ciascuna delle societ aderenti, che provvedono alla liquidazione della relativa imposta, mentre il solo assolvimento del debito tributario viene eseguito da un altro soggetto, legato al primo da rapporti di partecipazione/controllo.


(Vedi risoluzione n. 53 del 2020)

Regime fiscale dei contributi versati allEnte Bilaterale di categoria e delle prestazioni erogate dal medesimo ente Articoli 6 e 51 del Tuir
Venerdì, 2 Ottobre , 2020

Con la risoluzione n. 54/E del 25 settembre 2020 lAgenzia delle Entrate risponde allistanza di interpello formulata da una societ che chiedeva di conoscere la corretta disciplina fiscale applicabile ai contributi che la stessa versa allEnte Bilaterale di categoria in relazione a eventuali obblighi di sostituzione di imposta.
LAmministrazione finanziaria gi in passato ha avuto modo di chiarire che i contributi versati allente bilaterale dal datore di lavoro e dal lavoratore concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente, in quanto non rientrano nellipotesi di esclusione dal reddito previste dallart. 51, comma 2, lettera a) del Tuir. Tale norma non consente, infatti, di escludere dalla formazione del reddito di lavoro dipendente i contributi aventi finalit assistenziali non obbligatori, quali quelli versati agli enti bilaterali sulla base di accordi contrattuali. Ci non vale qualora il contratto preveda soltanto lobbligo per il datore di lavoro di fornire talune prestazioni assistenziali e lo stesso, per garantirsi una copertura economica, scelga di iscriversi ad un ente o ad una cassa nel suo esclusivo interesse. Il pagamento, in questo caso, non genera materia imponibile per i lavoratori.
Affinch i contributi assistenziali versati dai datori di lavoro siano imponibili nei confronti dei lavoratori, necessario che questi siano riferibili alla posizione di ogni singolo dipendente. Nel caso analizzato la contribuzione allEnte ad esclusivo carico della societ istante che versa, con cadenza trimestrale, la contribuzione dovuta per il trimestre precedente, determinata moltiplicando il contributo di 21 euro per la forza media del trimestre di competenza. Per forza media del trimestre si intende il numero medio di unit lavorative presenti in azienda nel corso del trimestre immediatamente precedente al mese di versamento.
Il contributo che la societ versa allEnte non ha alcun collegamento diretto con ciascun singolo lavoratore. LAmministrazione finanziaria non ravvisa in tale contribuzione una componente reddituale nei confronti dei dipendenti; ne consegue che i predetti contributi non costituiscono reddito ai sensi del comma 1, dellart. 51 del Tuir.
Dal punto di vista fiscale le predette prestazioni assistenziali saranno assoggettate a tassazione a nulla rilevando che i contributi versati dal datore di lavoro non siano stati assoggettati a tassazione quali redditi di lavoro dipendente.


(Vedi risoluzione n. 54 del 2020)

Trattamento fiscale dei benefit offerti a categorie di dipendenti nellambito di un Piano welfare aziendale Articoli 51 del Tuir
Venerdì, 2 Ottobre , 2020

Per motivare i propri dipendenti una societ ha deciso di adottare un piano welfare a carattere premiale che interessa i lavoratori con almeno due anni di anzianit di servizio e che svolgono almeno sei ore di lavoro al giorno.
Il Piano welfare riconosce un credito welfare per lanno 2020 al raggiungimento di un obiettivo minimo di fatturato per lannualit 2019. Limporto del credito graduato per livello di inquadramento e anzianit di servizio e riparametrato in caso di fatturato inferiore allobiettivo prestabilito.

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 55/E del 25 settembre 2020, risponde alla societ istante che domanda se ai benefit previsti nel Piano welfare sia applicabile il regime di esclusione da imposizione sul reddito di lavoro dipendente previsto dallart. 51, comma 2, lettera f) e f-bis) del Tuir, nonch se sia interamente deducibile, ai fini Ires, il costo sostenuto dalla stessa per lanno dimposta 2019, senza incorrere nella limitazione della deducibilit del solo 5 per mille prevista dallart. 100 del medesimo Testo Unico.

Larticolo 51, comma 1, del Tuir sostiene che costituiscono reddito di lavoro dipendente tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo dimposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro. Pertanto, sia gli emolumenti in denaro, sia i valori corrispondenti di beni e/o servizi percepiti dal dipendente costituiscono redditi imponibili e concorrono alla determinazione del reddito di lavoro dipendente (c.d. principio di onnicomprensivit).
Il comma 2 e 3 dellarticolo 51 individua, tuttavia, specifiche deroghe elencando opere, servizi e prestazioni che non concorrono a formare la base imponibile o vi concorrono solo in parte. La non concorrenza al reddito di lavoro dipendente deve essere coordinata col principio di onnicomprensivit che riconosce lapplicazione residuale delle predette deroghe, in ragione della circostanza che i benefit ivi previsti non sempre assumono una connotazione reddituale.
Pertanto, qualora tali benefit rispondano a finalit retributive, il regime di totale o parziale esenzione non pu trovare applicazione.
In relazione allapplicabilit del regime di favore, previsto dallarticolo 51, commi 2 e 3, del Tuir, ai benefit rientranti nel Piano welfare in esame, si osserva quanto segue.
Larticolo 51, comma 2, del Tuir stabilisce che i benefit rientranti nel Piano welfare devono essere messi a disposizione della generalit dei dipendenti e non a singoli lavoratori, intendendo per dipendenti non categorie come dirigenti o operai ma un certo tipo o un certo livello o qualifica. Non concorrono al reddito di lavoro dipendente le somme erogate o rimborsate dal datore di lavoro per lacquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale o interregionale del dipendente e dei familiari. Parimenti non concorrono a formare reddito di lavoro dipendente opere e servizi aventi finalit di educazione, istruzione, assistenza sanitaria e sociale offerti dal datore di lavoro ai dipendenti e familiari. Sono invece imponibili le somme di denaro erogate ai dipendenti a titolo di rimborso spese, anche se documentate e impiegate per opere e servizi aventi le predette finalit. Secondo lAgenzia la non imponibilit di opere o servizi si configura solo quando al dipendente venga riconosciuta la possibilit di aderire o meno allofferta del datore di lavoro, senza poter pattuire altri aspetti relativi alla fruizione dellopera/servizio, fatto salvo il momento di utilizzo del benefit. Qualora, infatti, lopera e/o il servizio fossero predisposti dal datore o da un terzo erogatore in ragione di specifiche esigenze del singolo lavoratore e con le modalit da lui richieste, si configurerebbe, infatti, un aggiramento del divieto di erogare la prestazione in denaro.
Non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente lofferta di corsi di lingua, informatica, musica, danza, teatro, abbonamenti a palestre o cicli di terapie mediche come pure i servizi di educazione istruzione per i familiari del dipendente erogati dal datore di lavoro.

LAgenzia delle Entrate, gi con la circolare n. 28/E/2016, ha precisato che trovano posto nel regime fiscale di favore i contributi versati dal datore di lavoro per le spese di iscrizione alla scuola materna e allasilo, per le rette scolastiche, le tasse universitarie, i libri di testo scolastici, il servizio di trasporto scolastico, il rimborso di spese per gite didattiche e visite distruzione nonch per i servizi di baby-sitting.
Non concorrono, invece, a formare il reddito di lavoro del dipendente i rimborsi spesa e le prestazioni erogate dal datore di lavoro per la fruizione dei servizi di assistenza a familiari anziani o non autosufficienti. Affinch i rimborsi spesa non risultino imponibili necessario che nella documentazione comprovante lutilizzo delle somme sia indicato il soggetto che ha fruito del servizio o della prestazione e la tipologia di servizio/prestazione erogata al fine di verificare che lutilizzo delle somme sia coerente con le finalit della norma.
Il comma 3 dellarticolo 51 del Tuir prevede che non concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati se complessivamente di importo non superiore nel periodo dimposta a 258,23 euro. Se, tuttavia, il predetto valore risulti superiore a tale limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito.
In merito alle modalit di erogazione di beni, opere e servizi il comma 3-bis prevede che questa pu avvenire anche mediante documenti di legittimazione, in formato cartaceo o elettronico, riportanti un valore nominale. Questi possono essere cumulativamente indicati in un unico documento di legittimazione purch di valore complessivo non superiore al limite di 258,23 euro.
Larticolo 51, comma 4, alla lettera b) del Tuir prevede che nellipotesi di finanziamento concesso dal datore di lavoro o da terzi, con i quali il datore abbia stipulato accordi o convenzioni, limporto da far concorrere alla formazione del reddito imponibile del lavoratore costituito dal 50% dellammontare risultante dalla differenza tra gli interessi calcolati al tasso ufficiale di sconto vigente al 31 dicembre di ciascun anno e gli interessi calcolati al tasso praticato dalla banca mutuante. Il criterio del comma 4, lettera b), articolo 51 trova applicazione anche nellipotesi in cui il datore di lavoro eroghi sul conto corrente che il dipendente mutuatario ha dedicato al pagamento del mutuo, un contributo aziendale a copertura di una quota degli interessi maturati. In tal caso la somma concorrer alla formazione del reddito di lavoro dipendente per il 50% dellammontare risultante dalla differenza tra gli interessi calcolati al tasso ufficiale di sconto vigente al 31 dicembre di ciascun anno e gli interessi rimasti a carico del dipendente.

Nel caso sottoposto allattenzione dellAgenzia delle Entrate si rileva che lerogazione delle utilit sembra assumere carattere premiale dal momento che il credito welfare riconosciuto qualora lazienda raggiunga, nel 2019, un obiettivo minimo di fatturato fissato in euro 60.200.000,00. Dal momento che il Piano welfare della societ rivolto a due categorie di lavoratori (quelli dellarea Service e quelli in Headquarter) si dellavviso che viene rispettato il presupposto dellarticolo 51, comma 2. Il benefit previsto nel Piano welfare che riconosce il rimborso delle spese sostenute dal dipendente per lacquisto di abbonamenti di trasporto pubblico (anche per familiari fiscalmente a carico) non concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente dei lavoratori come pure le utilit (servizi) Cinema, Viaggio, Benessere, Musei, Palestre, Abbonamenti a riviste, Corsi di formazione. Naturalmente il valore di tali benefit non risulter imponibile se al dipendente venga riconosciuta solo la possibilit di aderire o meno allofferta del datore, senza poter pattuire altri aspetti dellopera/servizio, fatto salvo il momento di utilizzo che potr essere invece concordato.
Nei servizi Benessere e Cura alla persona rientrano i servizi offerti da centri termali, i corsi di yoga, di tecniche di rilassamento e corretta alimentazione. Nei Corsi di formazione trovano posto i corsi di lingua, di cucina, di giardinaggio.
Nel Piano welfare troviamo anche i servizi sanitari per i dipendenti e i loro familiari come chek-up e carte Ubi MyCare che assicurano assistenza sanitaria telefonica Medico H24; consulenza veterinaria.

Non concorre al reddito di lavoro dipendente lutilizzazione delle opere e dei servizi aventi finalit di assistenza sociale e sanitaria offerti dal datore di lavoro ai dipendenti e ai familiari. Alla luce di ci la consulenza veterinaria telefonica, prevista nel Piano welfare, non pu essere ricompresa. Inoltre le carte MyCare devono essere utilizzate solo dai soggetti specificatamente indicati e non da terzi perch in caso contrario i servizi sarebbero fiscalmente rilevanti.
In relazione alla scontistica che le carte MyCare riconoscono ai dipendenti per la fruizione di prestazioni aventi finalit sanitaria, lAgenzia delle Entrate ha avuto modo gi di precisare che per i beni e servizi offerti dal datore di lavoro ai dipendenti, il loro valore normale di riferimento pu essere costituito dal prezzo scontato che il fornitore pratica sulla base di apposite convenzioni commerciali. Alla luce di ci nella fattispecie in esame non si genera materia fiscalmente imponibile, dal momento che il valore normale dei servizi aventi finalit sanitaria fruiti dai dipendenti pari a quanto corrisposto da questi ultimi.
Ai dipendenti, inoltre, riconosciuta la possibilit di spendere il credito welfare per il rimborso delle spese di istruzione dei familiari come le rette della scuola o delluniversit, i libri scolastici, la mensa scolastica, le gite scolastiche, la baby-sitter. I benefit del Piano welfare ora elencati, perseguenti finalit di educazione e istruzione, non generano reddito di lavoro dipendente.
Altra utilit del Piano welfare sono i rimborsi di spese assistenziali per familiari anziani o non autosufficienti. Parliamo delle spese sostenute dal dipendente o da un familiare per il badante o loperatore socio-sanitario. Neanche queste ultime utilit concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente dei lavoratori destinatari del credito welfare.
Il Piano consente di utilizzare il credito welfare anche come contribuzione aggiuntiva al Fondo pensione contrattuale e a Fondi aperti. Il versamento effettuato direttamente dal datore di lavoro al Fondo e riportato nella Certificazione Unica rilasciata al dipendente che non tenuto ad alcuna comunicazione alla forma di previdenza complementare in relazione al credito welfare destinato a tale finalit.
I voucher resi disponibili ai dipendenti e ai loro familiari per e-mail dalla piattaforma, spendibili nei punti vendita Food, Shopping, Altro non generano reddito di lavoro dipendente nel limite di 258,23 euro. Qualora il valore complessivo dei fringe benefit superi questo limite lintero importo concorre a formare il reddito del dipendente.
Infine, il Piano welfare consente al dipendente di utilizzare il credito welfare quale contributo per il pagamento degli interessi su finanziamenti.


(Vedi risoluzione n. 55 del 2020)

Proventi derivanti da operazioni di peer to peer lending
Venerdì, 2 Ottobre , 2020

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 56/E del 25 settembre 2020, risponde ad unistanza di interpello di un soggetto intenzionato ad effettuare un investimento di 20mila euro tramite una piattaforma di peer-to-peer lending estera, gestita in Italia da una societ in qualit di agente di un istituto di pagamento estero (IP estero).
Il soggetto istante chiede chiarimenti in merito alla tassazione degli interessi che andrebbe a percepire nonch agli obblighi in materia di monitoraggio fiscale e IVAFE.

La legge di Bilancio 2018 disciplina la modalit di tassazione dei redditi percepiti da persone fisiche, non esercenti attivit dimpresa, in relazione agli investimenti effettuati per il tramite di piattaforme di peer-to-peer lending (P2P Lending).
I proventi derivanti da tali investimenti non concorrono pi alla formazione del reddito complessivo del percettore persona fisica non imprenditore da assoggettare a tassazione Irpef progressiva in quanto, qualora percepiti per il tramite di determinati soggetti gestori delle piattaforme che applicano sui medesimi la tassazione a titolo definitivo, sono esclusi dal reddito imponibile, con conseguente esonero dalladempimento dichiarativo.

Agli investimenti su piattaforme di P2P Lending si applica una ritenuta a titolo dimposta del 26% che, tuttavia, non si accolla quando linvestimento posto in essere da una societ semplice o da un ente non commerciale, in quanto la norma fa espressamente riferimento alle persone fisiche.
Inoltre, la ritenuta non si applica nei confronti di persone fisiche che realizzano proventi nellesercizio dellattivit dimpresa e delle societ ed enti commerciali. Per tali soggetti, infatti, il reddito percepito considerato reddito dimpresa e non reddito di capitale.

In merito al caso di specie, ossia allinvestimento effettuato su una piattaforma di servizi P2P Lending operante in uno stato estero europeo, non gestita da un soggetto autorizzato dalla Banca dItalia, la ritenuta alla fonte a titolo dimposta non applicabile ai proventi derivanti da detti investimenti corrisposti a soggetti italiani. Il contribuente istante tenuto ad indicare nella dichiarazione annuale dei redditi i proventi derivanti dagli investimenti di P2P Lending effettuati sulla Piattaforma indicata al fine di farli concorrere alla formazione del reddito complessivo da assoggettare allIrpef.

Per quanto concerne la disciplina sul monitoraggio fiscale, lart. 4 del decreto legge n. 167/1990 prevede che le persone fisiche, gli enti non commerciali e le societ semplici ed equiparate, residenti in Italia, che nel periodo dimposta, detengono investimenti allestero, suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia, devono indicarli nella dichiarazione annuale dei redditi.
Limposta sul valore delle attivit finanziarie allestero (IVAFE) dovuta dai soggetti obbligati al monitoraggio fiscale sul valore dei prodotti finanziari, dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti allestero.
Ai fini della definizione di prodotti finanziari utile allapplicazione dellIVAFE, necessario fare riferimento a quelli elencati allart. 1 del Dlgs n. 58/1998 (TUF), ivi compresi i depositi bancari e postali.

Linvestimento sulla Piattaforma estera non pu essere estinto anticipatamente dallinvestitore e lattivit di peer-to-peer lending che lIstante vorrebbe svolgere attraverso la Piattaforma appare riconducibile ad un contratto di mutuo che non rientra nel novero dei prodotti finanziari.
Pertanto, anche per gli investimenti in P2P Lending in esame non dovuta lIVAFE. Linvestimento detenuto dallIstante sulla Piattaforma estera di P2P Lending deve essere indicato nel quadro RW del modello Redditi Persone Fisiche utilizzando il codice 14 relativo ad altre attivit estere di natura finanziaria e barrando il campo monitoraggio al fine di non assoggettare ad IVAFE linvestimento in P2P Lending.
Infine, in merito alla natura del conto presso lIP estero emerso che si tratta di un conto di pagamento il quale differisce dal conto corrente bancario. Infatti, mentre su questultimo applicabile lIVAFE, le somme accreditate su un conto di pagamento possono essere utilizzate soltanto per effettuare pagamenti e non anche per la gestione del risparmio. Inoltre, gli strumenti di pagamento non costituiscono prodotti finanziari. Pertanto il conto di pagamento acceso presso lIP estero non rientra nellambito di applicazione dellIVAFE.

href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/2665656/Risoluzione+n.+56+del+25092020.pdf/6d2b1664-a0a5-d1d8-f52b-b70e7dbc4fcd" target="_blank">(Vedi risoluzione n. 56 del 2020)

Codice tributo per lutilizzo in compensazione del credito dimposta per le commissioni addebitate per le transazioni effettuate con pagamenti elettronici
Venerdì, 25 Settembre , 2020
Gli esercenti attivit di impresa, arte o professioni hanno diritto ad un credito di imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante strumenti di pagamento elettronici tracciabili. Tale credito dimposta spetta per le commissioni dovute in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi resi a consumatori finali a partire dal 1luglio 2020, a patto che i ricavi/compensi dellesercente, relativi allanno dimposta precedente, non superino i 400mila euro. Per consentire lutilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito dimposta per le commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante strumenti di pagamento elettronici, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 48/E del 31 agosto 2020, ha istituito il codice tributo 6916 denominato Credito dimposta commissioni pagamenti elettronici articolo 22, decreto legge 26 ottobre 2019 n. 124.
(Vedi risoluzione n. 48 del 2020)

Realizzazione di un cappotto termico in un condominio facolt dei condomini di scegliere quale detrazione applicare
Venerdì, 25 Settembre , 2020
I condomini che intendono realizzare un cappotto termico esterno sulle facciate del fabbricato possono optare per il bonus facciate o per lecobonus. la risposta che si ricava dalla risoluzione n. 49/E del 1settembre 2020 dellAgenzia delle Entrate. A formulare il quesito stato lamministratore di condominio che ha chiesto lumi sulla facolt dei condomini di scegliere autonomamente di quale agevolazione fruire.
La legge di Bilancio 2020 ha introdotto il bonus facciate, ossia la detrazione dallimposta lorda pari al 90% delle spese documentate sostenute nellanno 2020 per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A o B. A differenza delle agevolazioni gi presenti in materia, non sono previsti limiti massimi di spesa e la detrazione va ripartita in dieci quote annuali, di pari importo, sullintero ammontare dei costi sostenuti. Ai fini del bonus gli interventi devono essere realizzati esclusivamente sulle strutture opache verticali della facciata, su balconi, su ornamenti e fregi. Sono escluse le spese su strutture opache orizzontali o inclinate quali, ad esempio, coperture (lastrici solari, tetti) e pavimenti verso locali non riscaldati o verso lesterno nonch per la sostituzione di vetrate, infissi, grate, portoni e cancelli.
Se i lavori di rifacimento della facciata sono influenti dal punto di vista termico o interessano oltre il 10% dellintonaco della superficie disperdente lorda complessiva delledificio, devono trovare applicazione le norme che disciplinano le detrazioni spettanti per lecobonus, ossia per gli interventi di riqualificazione energetica.
In tal caso le persone fisiche, soggette allIrpef, sono tenute ad effettuare i pagamenti con bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto che ha effettuato i lavori. I contribuenti devono inoltre acquisire (e conservare) lasseverazione redatta da un tecnico abilitato che certifica la corrispondenza degli interventi effettuati ai requisiti tecnici previsti per ciascuno di essi. Successivamente ai lavori un tecnico esterno e terzo dovr redigere lattestato di prestazione energetica (Ape) per lunit immobiliare per cui si chiedono le detrazioni fiscali.
Infine, entro 90 giorni dal termine dei lavori, va inviata, per via telematica, allEnea, la scheda descrittiva relativa agli interventi realizzati. Anche le informazioni contenute nellApe vanno comunicate. La mancata effettuazione dei predetti adempimenti impedisce di fruire del bonus facciate.
Nei condomini gli adempimenti necessari per la fruizione del bonus facciate possono essere fatti dallamministratore o da uno dei condomini.

La possibile sovrapposizione del bonus facciate con gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e con quelli di recupero del patrimonio edilizio disciplinati dallart. 16 del decreto legge n. 63/2013 impone di precisare che il contribuente potr avvalersi, per le medesime spese, di una sola delle predette agevolazioni, nel rispetto degli adempimenti previsti per quella selezionata. In merito al quesito sottoposto dallamministratore di condominio, la risoluzione precisa che ciascun condomino pu scegliere liberamente se fruire del bonus facciate o dellecobonus, indipendentemente dalla scelta effettuata dagli altri.
Sar compito dellamministratore, ai fini della comunicazione finalizzata allelaborazione della dichiarazione precompilata, suddividere la spesa complessiva sostenuta dal condominio in base alle scelte operate dai singoli condomini, tenuto conto che gli interventi hanno limiti e percentuali di detrazioni diverse. Nella comunicazione lamministratore dovr indicare le due distinte tipologie di interventi e, per ciascuno di questi, i costi sostenuti, i dati delle unit immobiliari interessate, quelli dei condmini ai quali sono attribuite le spese, con le relative quote e specificando chi ha optato per la cessione del credito.
In molti casi la scelta di non fruire del bonus facciate ma di optare per lecobonus funzionale per il condomino alla possibilit di cedere il credito corrispondente alla detrazione dimposta. Tuttavia il decreto Rilancio (convertito nella legge n. 77/2020) stabilisce che chi sceglie il bonus facciate per gli interventi da realizzare pu, in luogo dellutilizzo diretto della detrazione, optare per lo sconto in fattura fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore che ha effettuato i lavori e da questultimo recuperato sotto forma di credito dimposta. Il contribuente ha, in alternativa, la possibilit di avvalersi della cessione del credito dimposta corrispondente alla detrazione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari.

Per gli interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano linvolucro delledificio, con unincidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda, il decreto Rilancio consente, inoltre, ai condomini, di fruire di una detrazione dallimposta lorda pari al 110% delle spese sostenute dal 1luglio 2020 al 31 dicembre 2021. La realizzazione di un cappotto termico agevolato su un condominio ha un limite di spesa che varia in funzione del numero delle unit immobiliari che lo compongono. Da due a otto unit lammontare complessivo della spesa pari a 40mila euro, moltiplicato per il numero delle unit immobiliari. La cifra scende a 30mila euro (sempre moltiplicato per il numero delle unit immobiliari) se queste sono pi di otto.
I lavori di efficientamento energetico legati al superbonus devono comportare il miglioramento di almeno due classi energetiche delledificio condominiale o, se non possibile, il conseguimento della classe energetica pi alta. Questo dimostrato dallAttestato di prestazione energetica (Ape) che deve essere rilasciata da un tecnico abilitato sia prima che dopo gli interventi.
Anche per il superbonus il condomino pu optare, in luogo della fruizione diretta della detrazione, per lo sconto in fattura o per la cessione del credito.
(Vedi risoluzione n. 49 del 2020)

Istituzione del codice tributo per il versamento da parte dei lavoratori autonomi delle ritenute dacconto non operate dai sostituti dimposta ai sensi dellart. 19 del decreto Liquidit
Venerdì, 25 Settembre , 2020
LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 50/E del 7 settembre 2020, ha istituito il codice tributo 4050 denominato Ritenute dacconto non operate versate dai lavoratori autonomi art. 19, comma 1, Decreto legge 8 aprile 2020 n. 23. Il nuovo codice tributo servir ai lavoratori autonomi per il versamento delle ritenute dacconto non operate dai sostituti dimposta. Tale articolo prevede che per i soggetti con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiore a 400mila euro nel periodo dimposta precedente a quello in corso alla data del 17 marzo scorso, i ricavi e i compensi percepiti nel periodo compreso tra il 17 marzo e il 31 maggio 2020 non sono assoggettati alle ritenute dacconto da parte del sostituto dimposta, a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato. I contribuenti che si avvalgono della presente opzione, rilasciano unapposita dichiarazione dalla quale risulti che i ricavi e compensi non sono soggetti a ritenuta ai sensi della presente disposizione e provvedono a versare lammontare delle ritenute dacconto non operate dal sostituto in ununica soluzione entro il 31 luglio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo, a decorrere da luglio 2020, senza applicazione di interessi n sanzioni. Successivamente il decreto Rilancio ha prorogato al 16 settembre la ripresa dei versamenti delle suddette ritenute in ununica soluzione o mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 4 rate. Il decreto Agosto ha infine stabilito che i versamenti sospesi possono essere effettuati, senza sanzioni e interessi, pagando il 50% delle somme dovute in ununica soluzione entro il 16 settembre o mediante rateizzazione fino ad un massimo di 4 rate. Il restante 50% andr pagato, a rate mensili, in un numero massimo di 24, con il versamento della prima entro il 16 gennaio 2021.
(Vedi risoluzione n. 50 del 2020)

Trattamento fiscale ai fini Irpef delle prestazioni pensionistiche integrative in forma periodica riferite a fondi interni di previdenza
Venerdì, 25 Settembre , 2020
LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 51/E del 9 settembre 2020, risponde allistanza di interpello formulata da un Ente che, in qualit di sostituto dimposta, ha chiesto chiarimenti in merito al trattamento fiscale da riservare alle prestazioni pensionistiche integrative riferibili al Fondo interno di previdenza istituito presso il medesimo Ente. Trattamento fiscale che ha trovato applicazione nei confronti dei dipendenti di questultimo assunti dopo l8 marzo 1956 e fino al 3 aprile 1975, data di entrata in vigore della legge 20 marzo 1975 n. 70. Detto Fondo stato soppresso a decorrere dal 1ottobre 1999, con cessazione di ogni forma di contribuzione. LAgenzia concorda con la tesi prospettata dallEnte istante, in disarmonia con la richiesta di alcuni ex dipendenti. Alle prestazioni integrative erogate dallEnte in forma di rendita periodica nei confronti degli ex dipendenti, tramite un Fondo interno di previdenza, come sopra espresso, soppresso nel 1999, si applica la disciplina prevista in ragione del periodo di maturazione dei relativi montanti, e cio quella applicabile fino al 31 dicembre 2000 che, per i montanti maturati fino al 31 dicembre 2000, stabilisce una tassazione ordinaria progressiva per scaglioni di reddito sull87,50% dellammontare percepito.
Non trova applicazione larticolo 1, comma 156, della legge 27 dicembre 2017 n. 205 (legge di Bilancio 2018) secondo cui, a decorrere dal 1gennaio 2018, la disciplina fiscale di premi, contributi e prestazioni di previdenza complementare prevista dal decreto legislativo n. 252/2005 estesa anche ai dipendenti pubblici che in precedenza ne erano esclusi.
Il documento di prassi amministrativa fa una ricostruzione del quadro normativo riguardante la previdenza complementare oggetto di diversi interventi normativi a seguito dei quali il trattamento fiscale delle prestazioni risulta differenziato in base al periodo di maturazione delle stesse, con la conseguenza che alla medesima prestazione si applicano differenti regole di tassazione a seconda del periodo di maturazione dei relativi montanti.
In merito al caso in esame la risoluzione chiarisce che le prestazioni integrative erogate in favore degli ex dipendenti dellEnte sono interamente riconducibili a montanti maturati entro il 31 dicembre 2000, considerato che il fondo ha cessato lattivit dal 1ottobre 1999 e conseguentemente risulta cessata ogni forma di contribuzione.
Il regime fiscale applicabile alle prestazioni in esame dunque quello in vigore fino al 31 dicembre 2000, a nulla rilevando la data di cessazione del rapporto di lavoro e quella di erogazione delle prestazioni medesime. Le suddette prestazioni, erogate in forma di rendita, sono quindi soggetta a tassazione ordinaria progressiva per scaglioni di reddito e imponibili per l87,50% del loro ammontare, in base a quanto previsto dal decreto legislativo 21 aprile 1993 n. 124, come modificato dalla legge 8 agosto 1995 n. 335.
LAgenzia evidenzia inoltre che larticolo 1, comma 156, della legge di bilancio 2018 secondo cui, a decorrere dal 1gennaio 2018, la disciplina fiscale di premi, contributi e prestazioni di previdenza complementare estesa anche ai dipendenti delle Pa che in precedenza ne erano esclusi non influenza la soluzione interpretativa fornita nel presente parere in relazione al quesito formulato. Il citato comma 156 ha, infatti, precisato che, ai dipendenti pubblici iscritti a forme pensionistiche complementari a partire dal 1gennaio 2018, si applica integralmente la disciplina di cui al Dlgs n. 252/2005, mentre a quelli che, a tale data, risultino gi iscritti a forme pensionistiche complementari, si applica la stessa disciplina limitatamente ai montanti maturati a partire dalla medesima data. Quindi, il regime fiscale delle prestazioni di previdenza complementare erogate nei confronti dei dipendenti pubblici relative ai montanti maturati fino al 31 dicembre 2017 rimasto pressoch immutato.
In sintesi, dunque, alle prestazioni erogate in forma di rendita periodica nei confronti degli ex dipendenti dellEnte istante si applica, come detto, la disciplina prevista in ragione del periodo di maturazione di relativi montanti e, cio, quella applicabile fino al 31 dicembre 2000.
(Vedi risoluzione n. 51 del 2020)

Istituzione del codice tributo per lutilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito dimposta per la sanificazione e lacquisto dei Dpi
Venerdì, 25 Settembre , 2020
LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 52/E del 14 settembre 2020, ha istituito il codice tributo 6917 per lutilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito dimposta per la sanificazione e lacquisto di dispositivi di protezione di cui allarticolo 125 del decreto Rilancio convertito, con modificazioni, nella legge n. 77 del 17 luglio 2020. Tale legge riconosce un credito dimposta del 60% per le spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti di lavoro e degli strumenti utilizzati, nonch per lacquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti. Il credito dimposta spetta ai soggetti individuati nellarticolo 125, nella misura e alle condizioni ivi stabilite e fino ad un massimo di 60mila euro per ciascun beneficiario. LAgenzia delle Entrate, con il provvedimento del 10 luglio scorso ha definito i criteri e le modalit di applicazione e fruizione del credito dimposta prevedendo, in particolare, che ai fini del rispetto del limite di spesa stabilito nellarticolo 125 del decreto Rilancio, lammontare massimo del credito dimposta fruibile pari al credito dimposta richiesto moltiplicato per la percentuale resa nota con provvedimento del Direttore dellAgenzia delle Entrate. In relazione alle spese effettuate il credito dimposta pu essere usato anche in compensazione. In alternativa allutilizzo diretto i beneficiari possono cedere il credito a soggetti terzi, con facolt di successiva cessione. I cessionari possono utilizzare il credito dimposta in compensazione entro il 31 dicembre dellanno in cui stata comunicata allAgenzia delle Entrate la prima cessione del credito. Il Direttore dellAgenzia delle Entrate, con il provvedimento dell11 settembre scorso, ha determinato la percentuale di fruizione del credito dimposta, pari al 15,6423%.
(Vedi risoluzione n. 52 del 2020)

Decreto Rilancio convertito nella legge n. 77/2020 recante Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e alleconomia, nonch di politiche sociali connesse allemergenza da Covid-19
Venerdì, 18 Settembre , 2020
PREMESSA

Con il decreto Rilancio, convertito nella legge n. 77 del 17 luglio 2020, sono state introdotte misure a favore delle imprese, dei lavoratori autonomi e, in generale, dei cittadini per fronteggiare la crisi di liquidit determinatasi come conseguenza della serrata da Covid-19 e per ristorare coloro che svolgono attivit economiche e/o professionali per le spese di sanificazione sostenute per contrastare lemergenza epidemiologica. LAgenzia delle Entrate, con la circolare n. 25/E del 20 agosto 2020, fornisce risposta a diversi quesiti relativi alle misure previste dal decreto. Al fine di facilitare la lettura del documento, i quesiti trattati sono suddivisi per aree tematiche omogenee sulla base del contenuto che caratterizza le singole previsioni fiscali presenti nel decreto. Il documento, inoltre, riepiloga le circolari finora emanate in materie affini alla presente.


1. SOSTEGNO ALLE IMPRESE E ALLECONOMIA
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI VERSAMENTO DELLIRAP (art. 24)

A seguito dallemergenza da Coronavirus le imprese con volume di ricavi non superiori a 250 milioni di euro e i lavoratori autonomi con un corrispondente volume di compensi non sono tenuti al versamento del saldo Irap relativo al periodo dimposta 2019. Resta fermo, invece, per il 2019 il versamento dellacconto. Non dovuto, inoltre, il versamento della prima rata, pari al 40%, dellacconto Irap dovuto per il periodo dimposta 2020. Limporto corrispondente alla prima rata dellacconto comunque escluso dal calcolo dellimposta da versare a saldo per il 2020. Tale disposizione non trova applicazione per:

Imprese di assicurazione, Amministrazioni ed enti pubblici; Banche e altri intermediari finanziari; Soggetti con volume di ricavi o compensi superiori a 250 milioni di euro nel periodo dimposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto legge. Ambito applicativo dellart. 24 con riferimento agli enti non commerciali

Le disposizioni dellart. 24 non prevedono, nel novero dei soggetti esclusi dal beneficio, gli enti privati non commerciali. Pertanto, la disciplina contenuta nellarticolo citato trova applicazione anche in relazione agli enti privati non commerciali, sia nellipotesi in cui gli stessi svolgano, oltre allattivit istituzionale non commerciale, anche unattivit commerciale, sia nellipotesi in cui detti enti non svolgano alcuna attivit commerciale.
Nella prima ipotesi, con riferimento allattivit commerciale esercitata e, di conseguenza, allIrap determinata con il metodo commerciale lente non commerciale pu usufruire dellesonero dal versamento del saldo dellIrap relativo al periodo dimposta 2019 e della prima rata di acconto dovuto per la medesima imposta in relazione al periodo dimposta 2020, al verificarsi delle condizioni previste dallart 24 per i soggetti esercitanti attivit dimpresa. Tali disposizioni trovano, altres, applicazione con riferimento allIrap determinata dallente non commerciale relativamente allattivit non commerciale svolta in via esclusiva o prevalente con il metodo retributivo. In tal caso, relativamente allattivit non commerciale svolta, non troveranno applicazione i parametri relativi ai ricavi e compensi conseguiti, considerato che lapplicazione di detti parametri presuppone lo svolgimento di unattivit dimpresa o lesercizio di arti e professioni.
Le previsioni di esonero dal versamento previste dallart. 24 non si applicano, invece, sugli enti non commerciali pubblici.

Rapporto tra i limiti di applicazione del beneficio previsti dal Temporary Framework COVID-19 e quelli previsti dalla disciplina de minimis

Le disposizioni introdotte dallart. 24 trovano applicazione nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno delleconomia nellattuale emergenza del Covid-19 e successive modifiche.
E bene ricordare che lart. 24 prevede lesclusione dal versamento del saldo Irap relativo al periodo dimposta 2019 e della prima rata dellacconto dovuto per il periodo dimposta 2020. Pertanto, la verifica delle condizioni e dei limiti entro i quali il beneficio di cui allart. 24 del decreto configura un aiuto di Stato compatibile con la disciplina Ue, va operata con esclusivo riferimento al Framework temporaneo comunitario sugli aiuti di Stato, e quindi anche con riferimento agli importi massimi ivi indicati.
Le misure di aiuto applicate sulla base del Framework temporaneo possono essere cumulate con gli aiuti previsti dai Regolamenti de minimis, a condizione che siano rispettate le disposizioni e le norme relative al cumulo previste da tali regolamenti. Di conseguenza, anche il beneficio di cui allart. 24 del decreto pu essere cumulato con gli aiuti previsti dai Regolamenti Ue relativo agli aiuti de minimis sempre nel rispetto delle norme relative al cumulo previste da tali regolamenti.

Determinazione degli acconti IRAP per il periodo dimposta 2020

Il versamento in acconto dellIRAP va effettuato secondo le stesse regole previste per le imposte sui redditi. Pertanto, lacconto relativo al periodo dimposta in corso al 31 dicembre 2020 dovuto:  Per le persone fisiche e le societ o associazioni di cui allart. 5 del Tuir, nella misura pari al 100% dellimporto indicato nel rigo IR21, semprech tale importo sia superiore a 51,65 euro;  Per gli altri soggetti diversi da quelli di cui al punto precedente, nella misura pari al 100% dellimporto indicato nel rigo IR21, semprech tale importo sia superiore a 20,66 euro.

Ne deriva che, ai fini della determinazione dellacconto IRAP dovuto per il periodo dimposta 2020 secondo il metodo storico, deve essere preso a riferimento limporto indicato nel rigo IR21 del modello di dichiarazione 2020 relativo al periodo dimposta 2019, a prescindere dalla circostanza che il saldo dovuto per tale ultimo periodo non debba essere versato.

Utilizzo delleccedenza IRAP risultante dalla precedente dichiarazione (mod. IRAP 2019)

Lart. 24 ha disposto lesonero dal versamento del saldo IRAP relativo al periodo dimposta 2019. Saldo che, tuttavia, deve essere determinato al lordo delleccedenza IRAP risultante dalla precedente dichiarazione (mod. IRAP 2019), non ancora utilizzata in compensazione esterna e/o interna, in quanto leventuale utilizzo di tale eccedenza a riduzione del saldo si tradurrebbe, di fatto, in un versamento dello stesso. A sostegno di ci si dispone che un eventuale utilizzo delleccedenza 2018 a scomputo dellIRAP 2019 determinerebbe una disparit di trattamento tra i contribuenti che hanno gi utilizzato leccedenza IRAP 2018 e quelli che, invece, non lhanno ancora utilizzata.
Leccedenza IRAP 2018 non utilizzata a riduzione del saldo IRAP 2019 pu essere, pertanto, recuperata con la dichiarazione IRAP 2020 ed essere utilizzata secondo le consuete modalit previste per le eccedenze dimposta. A tal fine, la sezione II del quadro IR va compilata riportando nel rigo IR28 la quota delleccedenza IRAP 2018 utilizzata in tale sezione a riduzione del saldo IRAP 2019, il cui versamento non dovuto.
Resta fermo che leccedenza IRAP 2018 sar, invece, utilizzabile a riduzione delleventuale quota del saldo IRAP 2019 che dovesse eccedere il limite previsto dal Framework temporaneo comunitario sugli aiuti di Stato. La Commissione Europea ha autorizzato la misura agevolativa in commento ritenendola compatibile con il mercato interno. I contribuenti che fruiscono dellesonero dal versamento del saldo IRAP 2019 sono tenuti a compilare nel modello IRAP 2020 la sezione XVIII del quadro IS, avendo cura di indicare, tra laltro, limporto del saldo IRAP relativo allanno 2019 non versato per effetto dellart 24 del decreto Rilancio.


CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO (art. 25)

Scopo del contributo a fondo perduto, previsto dallart. 25 del decreto, quello di compensare, almeno in parte, i gravi effetti economici e finanziari che hanno subito varie categorie di operatori economici a seguito del Covid-19. Con la presente circolare lAgenzia delle Entrate fornisce nuovi chiarimenti in merito che fanno seguito a quelli arrivati con le circolari n. 15/E/2020 e n. 22/E/2020.

Ambito soggettivo di applicazione. Imprenditore agricolo e coadiuvanti

Come precisa lart. 25 del decreto, il contributo a fondo perduto spetta esclusivamente allimpresa agricola e, pertanto, non riconosciuto anche ai coadiuvanti dellimprenditore.

Consorzi tra imprese

I consorzi tra imprese non possono fruire del contributo a fondo perduto in considerazione della loro natura, in quanto si limitano ad operare il ribaltamento dei costi/proventi percepiti alle imprese che ne fanno parte. Diversamente, i consorzi che svolgono una propria attivit autonoma rispetto alle consorziate e che assumono rappresentanza esterna possono comunque fruire del contributo a fondo perduto Covid-19 in relazione alle attivit ammesse al contributo stesso. Al riguardo, i due requisiti previsti in relazione sia alle modalit di determinazione della soglia massima di ricavi o compensi sia per quanto concerne il calcolo della riduzione del fatturato, andranno determinati in relazione allammontare dei ricavi e del fatturato direttamente riferibili esclusivamente allattivit autonoma posta in essere dal consorzio.
Il soggetto che ha percepito il contributo non spettante non andr incontro alle sanzioni se presenta una rinuncia prima che il contributo venga accreditato sul conto corrente. Parimenti le sanzioni non saranno dovute quando la violazione del contribuente sia dovuta da obiettive condizioni di incertezza sullambito di applicazione della norma. Ci si verifica quando il contribuente che ha gi fruito del contributo, a seguito della pubblicazione dei chiarimenti, riconosca di aver assunto un comportamento non coerente con questi ultimi.

CREDITO DIMPOSTA PER I CANONI DI LOCAZIONE DEGLI IMMOBILI A USO NON ABITATIVO E AFFITTO DAZIENDA (art. 28)

Per i soggetti esercenti attivit dimpresa, arte o professione lart. 28 del decreto ha previsto un credito dimposta nella misura del 60% dellammontare mensile del canone di locazione degli immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento delle attivit industriale, commerciale, artigianale, agricola, turistica o allesercizio di attivit professionale e di lavoro autonomo. Il credito spetta ai soggetti con ricavi e compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo dimposta precedente.
Il decreto Agosto, modificando le disposizioni del presente decreto (Rilancio), ha stabilito che:  Il credito dimposta spetta, indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo dimposta precedente, oltre che alle strutture alberghiere e agrituristiche, alle agenzie di viaggio e ai tour operator, anche alle strutture termali;  Il credito dimposta commisurato allimporto versato a titolo di canone di locazione nel periodo dimposta 2020, con riferimento ai mesi di marzo, aprile, maggio e giugno e, per le strutture turistico ricettive con attivit solo stagionale, con riferimento ai mesi di aprile, maggio, giugno e luglio. Studi medici con attivit intramoenia senza partita Iva

Lattivit intramoenia esercitata presso gli studi professionali privati, nel rispetto della normativa sanitaria e dei regolamenti aziendali, rientrando tra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, non pu beneficiare del credito dimposta previsto dallart. 28 del decreto il quale non contempla tale tipologia di attivit.

Bed and Breakfast svolto in via imprenditoriale

Il credito dimposta per i canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo riconosciuto indipendentemente dalla categoria catastale per attivit di tipo industriale, commerciale, artigianale, agricola e di interesse turistico. Ne consegue che tale beneficio, nato con lo scopo di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse allemergenza epidemiologica da Covid-19, spetta anche nellipotesi di immobili che, sebbene accatastati come abitativi, siano utilizzati per lo svolgimento di attivit commerciali. Dunque, il credito dimposta riconosciuto anche quando limmobile locato ad uso abitativo sia strumentale allattivit di Bed and Breakfast svolta in via imprenditoriale.


2. ALTRE MISURE URGENTI IN MATERIA DI LAVORO E POLITICHE SOCIALI
NUOVE INDENNIT PREVISTE PER I LAVORATORI DANNEGGIATI DALLEMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19 (art. 84)

Lart. 84 del decreto riconosce una indennit per il mese di maggio 2020 pari a 1.000 euro a favore dei liberi professionisti titolari di partita Iva danneggiati dallemergenza sanitaria da Coronavirus. Lindennit spetta a condizione che i professionisti: siano iscritti alla Gestione separata; non siano titolari di pensione o iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie; abbiano subto una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019.
Per determinare il reddito e, di conseguenza, la sua riduzione lo stesso deve essere individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e nellesercizio dellattivit, comprese le eventuali quote di ammortamento.

Determinazione della variazione del reddito nel secondo bimestre 2020 per i soggetti in regime forfetario

In merito alle modalit di determinazione della riduzione del reddito di almeno il 33% subta dai liberi professionisti titolari di partita Iva, lart. 84 del decreto stabilisce i criteri per la determinazione del reddito effettivo individuato come differenza tra i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e nellesercizio dellattivit. Pertanto, la misurazione dello scostamento del reddito e lattribuzione della nuova indennit prescinde dal regime contabile adottato dal professionista, sia esso regime ordinario o forfetario. Questultimo rileva solo ai fini della determinazione dellimposta dovuta dal professionista e delle semplificazioni contabili previste anche ai fini delle imposte dirette.

3. MISURE FISCALI

Il decreto ha introdotto una serie di misure fiscali oggetto di chiarimenti interpretativi in documenti di prassi del 2020. Questa circolare fornisce nuove precisazioni alla luce dei quesiti pervenuti.
TRASFORMAZIONE DELLE DETRAZIONI FISCALI IN SCONTO SUL CORRISPETTIVO DOVUTO E IN CREDITO DIMPOSTA CEDIBILE (art. 121)
LAgenzia delle Entrate ha dedicato la circolare n. 24/E/2020 alle disposizioni dellart. 121 del decreto Rilancio. La presente circolare fornisce nuovi chiarimenti in merito.
Possibilit di compensazione del debito da rottamazione-ter

La circolare chiarisce che il debito da rottamazione-ter non pu essere compensato con il credito dimposta derivante dalle spese sostenute per gli interventi di efficientamento energetico come linstallazione di impianti fotovoltaici e pompe di calore.

CREDITO DI IMPOSTA PER LE SPESE DI SANIFICAZIONE DEGLI AMBIENTI DI LAVORO E LACQUISTO DI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE (art. 125)

Con la circolare n. 20/E/2020 lAgenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito al credito di imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro e lacquisto di dispositivi di protezione individuale (Dpi). Il presente documento fornisce ulteriori delucidazioni.

Certificazione attivit di sanificazione

In merito alla certificazione delle attivit di sanificazione degli ambienti di lavoro e degli strumenti spetter agli operatori del settore e/o alle imprese che svolgono lattivit di sanificazione di predisporre una certificazione che attesti che le attivit poste in essere siano coerenti con i Protocolli di regolamentazione vigenti, anche a carattere territoriale. Tali attivit devono essere finalizzate ad eliminare o ridurre a quantit non significative la presenza del virus Covid-19.

Pulizia impianti di condizionamento

Con riferimento agli impianti di condizionamento i Protocolli di regolamentazione vigenti stabiliscono lobbligo di escludere totalmente la funzione di ricircolo dellaria, il rafforzamento ulteriore delle misure per il ricambio daria naturale e/o attraverso limpianto, la sostituzione, se tecnicamente possibile, dei filtri esistenti con filtri di classe superiore, la garanzia dello svolgimento della pulizia, ad impianto fermo, dei filtri dellaria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati. Pertanto, in termini generali, lordinaria attivit di pulizia degli impianti di condizionamento non rientra tra quelle di sanificazione. Tuttavia, le spese di pulizia degli impianti, diverse da quelle sostenute per le ordinarie prassi di manutenzione degli impianti stessi come dei filtri, finalizzate ad aumentare la capacit filtrante del ricircolo attraverso, ad esempio, la sostituzione dei filtri esistenti con filtri di classe superiore, mantenendo livelli di filtrazione/rimozione adeguati, possono rientrare tra quelle di cui allart. 125 del decreto e quindi essere rilevanti ai fini della determinazione del credito dimposta.

CUMULABILIT DELLA SOSPENSIONE DEI TERMINI PROCESSUALI E DELLA SOSPENSIONE NELLAMBITO DEL PROCEDIMENTO DI ACCERTAMENTO CON ADESIONE (art. 158)

In relazione ai termini per la notifica del ricorso avverso lavviso di accertamento, lart. 158 del decreto introduce una disposizione di natura interpretativa. Prevede che la sospensione dei termini processuali di cui allart. 83, comma 2, del decreto Cura Italia si intende cumulabile in ogni caso con la sospensione del termine di impugnazione stabilita dalla procedura di accertamento con adesione. Pertanto, in caso di istanza di adesione presentata dal contribuente, si applicano cumulativamente sia la sospensione del termine di impugnazione per un periodo di 90 giorni dalla data di presentazione dellistanza, sia la sospensione dei termini processuali.

Cumulabilit della sospensione dei termini processuali e della sospensione nellambito del procedimento di accertamento con adesione ulteriori chiarimenti

Lart. 158 del decreto fa riferimento alla cumulabilit, con la sospensione del termine di impugnazione prevista dalla procedura di accertamento con adesione, della sola sospensione di cui allart. 83 del decreto Cura Italia. AllAmministrazione finanziaria il compito di chiarire se il termine per la conclusione del procedimento di adesione oppure per la proposizione del ricorso fruisca anche della sospensione di 31 giorni prevista dallart. 1 della legge n. 742/1969. Come gi affermato la sospensione dei termini processuali di cui allart. 83, comma 2, del decreto Cura Italia si intende cumulabile con la sospensione del termine di impugnazione stabilita dalla procedura di accertamento con adesione. Dunque, in caso di istanza di adesione presentata dal contribuente, si applicano cumulativamente sia la sospensione del termine di impugnazione per un periodo di 90 giorni dalla data di presentazione dellistanza, sia la sospensione di complessivi 64 giorni prevista dal combinato disposto dellart. 83 e dellart. 36 del decreto Liquidit. Trova applicazione, inoltre, la sospensione feriale dal 1 al 31 agosto prevista dallart. 1 della legge n. 742/1969.

Cumulabilit della sospensione dei termini processuali e della sospensione nellambito del procedimento di accertamento con adesione ulteriori chiarimenti

I termini processuali sono sospesi di diritto dal 1 al 31 agosto di ciascun anno. A disporlo lart. 1 della legge n. 742/1969. Dal 1settembre, dunque, i termini riprendono a decorrere. Il decorso del termine di impugnazione, gi sospeso dal 9 marzo all11 maggio 2020 ai sensi dellart. 158 del decreto, subir cos una nuova sospensione dal 1 al 31 agosto 2020. Dunque, laccertamento notificato il 15 febbraio 2020, il cui termine di impugnazione, in virt della sospensione di 64 giorni (dal 9 marzo all11 maggio 2020), non scade il 16 settembre 2020 ma il 17 ottobre 2020, in quanto si dovranno computare anche gli ulteriori 31 giorni di agosto.

PROROGA DEI TERMINI DI RIPRESA DELLA RISCOSSIONE PER I SOGGETTI DI CUI AGLI ARTICOLI 61 E 62 DEL DECRETO-LEGGE 17 MARZO 2020 N. 18, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 24 APRILE 2020 N. 27 ( art. 127)

Lart. 127 del decreto proroga il termine di ripresa della riscossione per i soggetti di cui agli articoli 61 e 62 del decreto legge Cura Italia colpiti dallemergenza sanitaria in corso. I versamenti sospesi andranno eseguiti in ununica soluzione entro il 16 settembre prossimo o a rate, in un numero massimo di quattro, mensili, di pari importo, a partire sempre dal 16 settembre 2020. Entro il medesimo termine vanno effettuati, anche tramite sostituto dimposta, i versamenti delle ritenute non operate ai sensi dellart. 1, comma 3, del decreto del Mef 24 febbraio 2020 nonch vanno eseguiti i versamenti degli adempimenti contributivi sospesi ai sensi dellart. 61, comma 1. Per le associazioni e le societ sportive, dilettantistiche e professionistiche, la sospensione dei versamenti si estende fino al 30 giugno 2020, mentre la ripresa dei medesimi fissata al 16 settembre in ununica soluzione o in quattro rate mensili, sempre a partire dal 16 settembre prossimo.
Anche i termini di ripresa della riscossione dei versamenti che scadono nel periodo compreso tra l8 marzo e il 31 marzo 2020, sono prorogati al 16 settembre 2020; riguardano le ritenute sui redditi di lavoro dipendente a assimilati, le trattenute relative alladdizionale regionale e comunale, lIva, i contributi previdenziali e assistenziali e i premi per lassicurazione obbligatoria, relativamente ai soggetti individuati dallart. 62 del decreto Cura Italia.
In tutti i casi individuati dallart. 127, i versamenti sospesi possono essere eseguiti nel pi ampio termine senza applicazione di sanzioni ed interessi.
Il decreto Agosto, allart. 97, ha previsto la possibilit di beneficiare di unulteriore rateizzazione per i versamenti sospesi che possono essere effettuati, senza applicazione di sanzioni n interessi:  Per un importo pari al 50% delle somme oggetto di sospensione, in ununica soluzione entro il 16 settembre 2020, ovvero mediante rateizzazione in massimo quattro rate mensili a partire dalla stessa data;  Per il restante 50%, mediante rateizzazione, sino ad un massimo di 24 rete mensili di pari importo, a partire dal 16 gennaio 2021.

Significa, in altre parole, che ogni contribuente beneficiario della sospensione potr effettuare i versamenti inizialmente sospesi:

 Per intero entro il 16 settembre 2020;  Per intero in massimo 4 rate mensili di pari importo a partire dal 16 settembre 2020;  Per il 50% in ununica soluzione entro il 16 settembre 2020 o, in alternativa, in massimo 4 rate mensili di pari importo a partire dal 16 settembre 2020;  Per il restante 50% in una o pi rate mensili di pari importo (massimo 24) con scadenza dal 16 gennaio 2021. Rateazione del versamento annuale Iva

Il decreto Rilancio, agli articoli 126 e 127, ha posticipato al 16 settembre 2020 il termine di ripresa dei versamenti in autoliquidazione, relativi anche allimposta di valore aggiunto, sospesi dallart. 18 del decreto Liquidit. LAmministrazione viene invitata a chiarire se chi, pur potendo beneficiare della sospensione del saldo Iva annuale, ha scelto di versare la prima rata di marzo, pu beneficiare della sospensione dei versamenti fino al 16 settembre prossimo con riferimento al debito annuale che residua al netto della prima rata.
La ripresa della riscossione dei versamenti sospesi avverr senza applicazione di sanzioni e interessi, in ununica soluzione entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata a partire sempre dal 16 settembre; le restanti rate andranno corrisposte entro il 16 dei mesi successivi. Il decreto Agosto allart. 97 ha disposto, in alternativa, che i versamenti sospesi possono essere effettuati, per un importo pari al 50% delle somme oggetto di sospensione, in ununica soluzione entro il 16 settembre 2020, ovvero mediante rateizzazione fino ad un massimo di quattro rate mensili di pari importo a partire dalla medesima data. Il restante 50% andr versato, sempre a rate mensili, in due anni, a partire dal 16 gennaio 2021.
Chi, pur avendo i requisiti per beneficiare della sospensione del versamento del saldo Iva annuale, ha versato la prima rata, ma non quelle in scadenza nei mesi di aprile e/o maggio 2020, potr, al pari di colui che non ha versato nulla a marzo 2020, versare ci che residua del debito annuale Iva in ununica soluzione entro il 16 settembre 2020, ovvero mediante rateizzazione fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata sempre a partire dal 16 settembre 2020. In alternativa potr procedere al versamento secondo le indicazioni previste dallart. 97 del decreto Agosto.
Il contribuente che, invece, ha versato la prima rata di marzo 2020, perch escluso dal beneficio della sospensione dei versamenti di marzo 2020, ed ha successivamente beneficiato, avendone i requisiti, della sospensione disposta per i mesi di aprile e maggio 2020, dovr versare nei termini ordinari le rate restanti, potendo rinviare al 16 settembre prossimo il versamento delle sole rate sospese di aprile e maggio 2020. In alternativa potr versare secondo le indicazioni previste nellart. 97 del decreto Agosto.

RIMESSIONE IN TERMINI E SOSPENSIONE DEL VERSAMENTO DEGLI IMPORTI RICHIESTI A SEGUITO DEL CONTROLLO AUTOMATIZZATO E FORMALE DELLE DICHIARAZIONI (art. 144)

Il decreto Rilancio allart. 144 prevede la remissione in termini e la proroga dei termini per il pagamento, anche rateale, delle somme dovute a seguito delle attivit di controllo automatizzato e formale delle dichiarazioni, nonch delle somme dovute a seguito della liquidazione dei redditi soggetti a tassazione separata, che scadono nel periodo compreso tra l8 marzo e il 31 maggio 2020. In particolare la norma prevede la rimessione in termini per i versamenti scaduti nel periodo compreso tra l8 marzo e il 18 maggio 2020 e la proroga dei termini per i versamenti che scadono tra il 19 maggio 2020 e il 31 maggio 2020. In entrambi i casi i versamenti interessati possono essere eseguiti entro il 16 settembre 2020, senza applicazione di interessi n sanzioni. In alternativa al pagamento in unica soluzione, possibile versare le somme dovute anche in quattro rate mensili di pari importo, da pagare entro il giorno 16 dei mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre 2020.

Termine per fornire chiarimenti

La proroga al 16 settembre 2020 disposta dallart. 144 del decreto non riguarda esclusivamente i termini di versamento delle somme dovute, ma pu intendersi estesa anche al termine per fornire chiarimenti. Pertanto, con riferimento alle comunicazioni per le quali il termine di versamento in unica soluzione o della prima rata sarebbe scaduto ordinariamente nel periodo compreso tra l8 marzo e il 31 maggio, anche il termine per fornire chiarimenti e chiedere la rideterminazione degli esiti mantenendo il beneficio della riduzione delle sanzioni sulle residue somme dovute pu considerarsi prorogato al 16 settembre 2020.

Pagamenti rateali

La proroga disposta dallart. 144 del decreto interessa anche i pagamenti rateali scadenti tra l8 marzo e il 31 maggio 2020. In base alle regole che disciplinano la rateazione, la scadenza delle rate successive alla prima determinata in base alla scadenza della prima. Dunque, se il termine di versamento della prima rata ricade nel periodo di sospensione, la proroga si riflette anche sulle scadenze delle rate successive. E tutto il piano di rateazione si articoler sulla scadenza, prorogata, della prima rata. Se, invece, nel periodo di sospensione ricade il termine di versamento di una rata successiva alla prima, la proroga interesser solo tale rata, senza influenzare le scadenze successive che restano inalterate.

Chiarimenti in merito allambito di applicazione dellarticolo 144

Larticolo 144 del decreto prevede il differimento dei termini di scadenza dei pagamenti derivanti da controllo automatico delle dichiarazioni. Lo stesso decreto nulla dispone in merito alla disapplicazione dellart. 23 del Dlgs n. 472/1997 per tali atti.

SOSPENSIONE DELLA COMPENSAZIONE TRA CREDITO DIMPOSTA E DEBITO ISCRITTO A RUOLO (art. 145)

Al fine di immettere liquidit nel sistema economico anche a vantaggio delle famiglie, lart. 145 del decreto consente di effettuare i rimborsi, nei confronti di tutti i contribuenti senza applicare la procedura di compensazione di cui allart. 28-ter del Dpr n. 602/1973.

Ulteriori chiarimenti in merito allattivit di rimborso ai fini delle imposte dirette e dellIva
Rimborsi Imposte dirette

Nel 2020, in sede di erogazione dei rimborsi fiscali non si applica la compensazione tra il credito dimposta ed il debito iscritto a ruolo prevista dallart. 28-ter del Dpr n. 602/1973. E quanto prevede lart. 145 del decreto. Dunque, i rimborsi vanno erogati senza effettuare alcuna compensazione con eventuali debiti erariali. Ci, al fine di immettere liquidit nel sistema economico. Gli uffici potranno cos utilizzare i dati forniti dallagente della riscossione per procedere alla compensazione legale del rimborso. La misura vale anche per i rimborsi intestati a soggetti deceduti o soggetti titolari di partita Iva che hanno cessato lattivit relativamente ai quali lufficio deve continuare ad applicare lart. 23 del Dlgs n. 472/1997.

Rimborsi Iva

In merito alle erogazioni dei rimborsi relativi allImposta sul valore aggiunto, lart. 145 del decreto non ha modificato la disciplina normativa. Ai fini dellesonero dalla presentazione della garanzia lart. 38-bis, comma 3, del Dpr n. 633/1972 prevede la sussistenza di precise condizioni patrimoniali e di regolarit contributiva che devono essere valutate secondo i criteri ordinari. Va dunque confrontata la posizione del contribuente alla data di presentazione dellistanza di rimborso con le risultanze contabili dellultimo periodo dimposta.

SOSPENSIONE DEI VERSAMENTI DELLE SOMME DOVUTE A SEGUITO DI ATTI DI ACCERTAMENTO CON ADESIONE, CONCILIAZIONE, RETTIFICA E LIQUIDAZIONE, LIQUIDAZIONE E DI RECUPERO DEI CREDITI DIMPOSTA (art. 149)
p>Lart. 149 del decreto prevede la sospensione dei versamenti delle somme dovute a seguito di atti di accertamento con adesione, conciliazione, rettifica e liquidazione e di recupero dei crediti dimposta. Lo scopo della misura ampliare le categorie di atti per cui risulta prorogato il versamento degli importi dovuti. Lart. 83 del decreto Cura Italia aveva gi introdotto una sospensione dal 9 marzo al 15 aprile 2020, successivamente prorogata all11 maggio 2020, dallart. 36 del decreto Liquidit, dei termini processuali. Queste misure hanno determinato anche la sospensione, per la stessa durata, dei versamenti limitatamente agli istituti che fanno esplicito rinvio ai termini per limpugnazione dellatto.
Lart. 149 ha prorogato al 16 settembre 2020 il versamento della prima o unica rata relativa alle adesioni sottoscritte, dei versamenti relativi alle mediazioni, alle conciliazioni, al recupero dei crediti di imposta e agli avvisi di liquidazione. La sospensione dei versamenti interessa anche gli atti e gli istituti non rientranti nellambito applicativo della sospensione prevista dagli art. 83 del decreto Cura Italia e 36 del decreto Liquidit.
Prorogato al 16 settembre prossimo anche il termine finale per la notifica del ricorso di primo grado innanzi alle Commissioni tributarie, ma i termini di versamento devono essere scaduti nel periodo compreso tra il 9 marzo e il 31 maggio 2020.
La proroga interessa pure le somme rateali, scadenti tra il 9 marzo e il 31 maggio 2020, inerenti agli atti indicati nellart. 149 i cui importi dovuti risultano rateizzabili in base alle disposizioni vigenti. Una speciale rateazione stata introdotta per i versamenti in scadenza tra il 9 marzo e il 31 maggio 2020; i soggetti interessati possono versare il dovuto in ununica soluzione entro il 16 settembre 2020 o in 4 rate mensili di pari importo con scadenza il 16 di ciascun mese a partire da settembre. Non sono rimborsabili gli eventuali versamenti effettuati durante la proroga.

Calcolo del termine entro il quale gli atti sono definibili

Lart. 149 del decreto ha previsto che gli atti rientranti nella proroga dei termini di versamento e del termine di impugnazione devono scadere nel periodo compreso tra il 9 marzo 2020 e il 31 maggio 2020. La norma si riferisce ai termini di versamento scadenti nel suddetto arco temporale, senza considerare nel computo le misure di differimento degli oneri tributari previste per fronteggiare il Covid-19, tra cui la sospensione di complessivi 64 giorni che si determinano sommando la sospensione dal 9 marzo al 15 aprile e quella dal 15 aprile all11 maggio. Una diversa lettura della norma finirebbe per ridurre drasticamente larco temporale utile per godere del beneficio previsto dalla norma, limitandone lapplicazione ai soli atti i cui termini di versamento sarebbero scaduti tra il 12 maggio e il 31 maggio 2020.
Ai fini dellindividuazione dei termini ordinariamente scadenti nel periodo indicato dalla norma occorre anche considerare, in caso di presentazione dellistanza di scomputo delle perdite pregresse, la sospensione del termine di impugnazione per un periodo di 60 giorni nellambito del procedimento di accertamento ordinario e nelle ipotesi di accertamento con adesione. Qualora la scadenza del versamento degli importi rideterminati a seguito di presentazione della suddetta istanza ricada, tenendo conto della menzionata sospensione di 60 giorni del termine di impugnazione, nel periodo compreso tra il 9 marzo e il 31 maggio, allora il termine di versamento si intende prorogato al 16 settembre.

Modalit di applicazione dellarticolo 149 del decreto agli atti di accertamento con adesione

Lart. 149 del decreto ha prorogato al 16 settembre la scadenza del versamento della prima o unica rata relativa ai pagamenti degli importi dovuti a seguito di accertamento con adesione, mediazioni, conciliazioni gi sottoscritte e atti di recupero dei crediti dimposta e di avvisi di liquidazione per i quali non applicabile lart. 15 del Dlgs n. 218/1997, i cui termini di versamento ricadono in una data compresa tra il 9 marzo e il 31 maggio 2020.
La norma dispone che il versamento della prima o unica rata relativa rispettivamente alladesione, alla mediazione e alla conciliazione deve avvenire entro 20 giorni dalla sottoscrizione dellatto/accordo, ne deriva lesclusione dallambito applicativo dellart. 149 dei versamenti relativi alle suddette procedure per le quali sia stato sottoscritto latto/accordo nel periodo 9 marzo 31 maggio, ma il cui termine di versamento scade dopo il 31 maggio 2020. La proroga al 16 settembre non invece applicabile quando laccordo/atto sia stato sottoscritto prima del 18 febbraio 2020, in quanto il relativo versamento risulta scaduto in una data antecedente al 9 marzo 2020. Rientrano dunque nella sospensione prevista dallart. 149 i versamenti relativi alle adesioni, mediazioni e conciliazioni il cui accordo/atto sia stato sottoscritto tra il 18 febbraio e l11 maggio 2020.

Precisazioni in merito allapplicazione dellart. 149 del decreto agli atti di accertamento per i quali sia stata presentata istanza di adesione

Se la sottoscrizione dellistanza di adesione presentata dal contribuente a seguito della notifica di un avviso di accertamento avviene oltre l11 maggio, il relativo versamento non rientra nella sospensione prevista dai primi due commi dellart. 149 del decreto. Inoltre, in caso di mancato perfezionamento del procedimento di accertamento con adesione, considerato che la presentazione dellistanza comporta limpossibilit di beneficiare della definizione prevista dallart. 15 del Dlgs n. 218/1997, il quale presuppone la rinuncia a formulare istanza di accertamento con adesione, non opera la sospensione di cui al comma 3 dellart. 149.
Per il versamento delle somme dovute sulla base degli accertamenti non pi definibili opera la sospensione di 64 giorni prevista dagli articoli 83 del decreto Cura Italia e 36 del decreto Liquidit.

Applicabilit dellarticolo 149 del decreto agli avvisi di liquidazione della maggiore imposta di registro per intervenuta decadenza dai benefici prima casa

LAgenzia delle Entrate ha chiarito che possibile fruire della proroga del versamento al 16 settembre degli importi dovuti nei casi di avviso di liquidazione della maggiore imposta di registro notificato dallufficio a seguito di auto-denuncia del contribuente per decadenza dai benefici prima casa. Lavviso di liquidazione emesso dallufficio per consentire al contribuente di pagare limposta non versata in sede di registrazione rientra tra quelli previsti dalla lettera g) del comma 1 dellart. 149 del decreto, ossia tra gli avvisi di liquidazione emessi in presenza di omesso, carente o tardivo versamento dellimposta di registro. Nel caso in cui il contribuente con unistanza dichiara, ad esempio, di non poter adempiere allobbligo di trasferire la residenza entro 18 mesi nellimmobile acquistato, lufficio notifica lavviso di liquidazione dellimposta dovuta e, in caso di scadenza del versamento dovuto nel periodo 9 marzo 31 maggio, si configura la fattispecie di proroga al 16 settembre 2020 con la possibilit di rateizzare il dovuto ai sensi del comma 5 dellart. 149 del decreto.

Chiarimenti in merito al pagamento delle rate successive alla prima dellatto di adesione perfezionato

Con lart. 149 del decreto Rilancio i termini di versamento delle somme dovute a seguito degli atti di accertamento con adesione con scadenza compresa tra il 9 marzo e il 31 maggio 2020 sono slittati al 16 settembre. Nei casi in cui la scadenza delle somme dovute ricade nel citato arco temporale il contribuente ha la possibilit di definire latto versando lintero importo o una prima rata entro il 16 settembre. Nel caso specifico la proroga dei versamenti da effettuare, ai sensi dellart. 8 del Dlgs n. 218/1997, riguarda il perfezionamento delladesione, ovvero lintero importo o la prima rata del piano di rateazione.
In caso di versamento a rate, la prima andr effettuata entro il 16 settembre. Le altre tre, di pari importo, entro il 16 ottobre, 16 novembre e 16 dicembre, per effetto della proroga introdotta dallart. 149.

Chiarimenti in merito alla decadenza dal beneficio della rateazione

Per non incorrere nella decadenza dal beneficio della rateazione il contribuente tenuto ad effettuare il versamento entro il termine di pagamento della rata successiva. Trattandosi di versamento tardivo, non si procede alliscrizione a ruolo della sanzione e dei relativi interessi se il contribuente si avvale del ravvedimento entro il termine di pagamento della rata successiva. Nel caso prospettato di mancato versamento della rata di febbraio, considerato che il contribuente, per non incorrere nella decadenza dalla rateazione, avrebbe potuto versarla entro la scadenza della rata successiva (ossia il 31 maggio) e che tale scadenza slittata al 16 settembre in virt della proroga disposta dallart. 149 del decreto per i termini scadenti tra il 9 marzo e il 31 maggio, la rata di febbraio potr essere versata entro il 16 settembre.
Trattandosi di versamento tardivo il contribuente non potr avvalersi dei benefici che attengono alle scadenze ordinarie; ne consegue che sono dovuti gli interessi e le sanzioni per versamento tardivo della rata e non sar possibile fruire del versamento in 4 rate mensili, di pari importo. Analogo ragionamento interessa le rate, a ritroso, di dicembre (la cui rata successiva era quella di marzo) e di gennaio ( la cui rata successiva era quella di aprile) che, laddove non versate, potranno esserlo tardivamente entro il 16 settembre in considerazione della proroga disposta dallart. 149 del decreto per i termini scadenti tra il 9 marzo e il 31 maggio.
In merito alle rate con scadenza ordinaria nei mesi di marzo, aprile e maggio e per le quali il termine di pagamento slittato al 16 settembre, le stesse non possono usufruire del tardivo pagamento entro il termine di pagamento della rata successiva in quanto per ciascuna di esse, sar gi decorso, a quella data, il termine di scadenza della rata successiva in base alloriginario piano di ammortamento: infatti, i termini per il pagamento della rata successiva alla rata di marzo (ossia la rata di giugno) cos come della rata successiva a quella di aprile (ossia la rata di luglio) e della rata successiva a quella di maggio (ossia la rata di agosto) non sono stati oggetto di proroga.

DIFFERIMENTO DEL PERIODO DI SOSPENSIONE DELLA NOTIFICA DEGLI ATTI E PER LESECUZIONE DEI PROVVEDIMENTI DI SOSPENSIONE DELLA LICENZA/AUTORIZZAZIONE AMMINISTRATIVA ALLESERCIZIO DELLATTIVIT/ISCRIZIONE AD ALBI E ORDINI PROFESSIONALI (art. 151)

Il decreto Cura Italia ha disposto la sospensione, dall8 marzo al 31 maggio 2020, dei termini relativi alle attivit di liquidazione, controllo, accertamento, riscossione e contenzioso da parte degli uffici degli enti impositori.
Tra i termini sospesi trovano posto anche quelli per la notifica e lesecuzione di atti di sospensione della licenza o dellautorizzazione allesercizio dellattivit e i provvedimenti di sospensione delliscrizione ad albi o ordini professionali a carico di imprese, commercianti e lavoratori autonomi destinatari di contestazioni per violazione degli obblighi di emissione di scontrini, ricevute fiscali, certificazione dei corrispettivi o degli obblighi di regolarizzazione di acquisto di mezzi tecnici per le telecomunicazioni.
Lart. 151 del decreto Rilancio ha prorogato al 31 gennaio 2021 il termine finale della sospensione stabilita dal decreto Cura Italia, viste le difficolt che il lockdown da Covid-19 ha procurato a gran parte delle attivit imprenditoriali, commerciali e professionali.
Il suddetto differimento al 31 gennaio 2021 non trova applicazione nei confronti di coloro che commettono, dopo lentrata in vigore della norma in commento, anche solo una delle quattro distinte violazioni previste dallart. 12, comma 2 e comma 2-sexies, del Dlgs n. 471/1997, ovvero una delle tre previste dal comma 2-quinquies del medesimo articolo.

Provvedimenti di sospensione della licenza o dellautorizzazione allesercizio dellattivit, ovvero dellesercizio dellattivit medesima, da notificare dopo la fine del periodo di sospensione Calcolo dei termini di decadenza

Con lart. 151 il decreto ha previsto una proroga del periodo di sospensione, al 31 gennaio 2021, relativa alla notifica e allesecuzione dei provvedimenti di sospensione di cui allart. 12 del Dlgs n. 471/1997. Tale proroga segue quella disposta dallart. 67 del decreto Cura Italia. Considerato che gli atti di sospensione devono essere notificati, a pena di decadenza, entro sei mesi da quando stata contestata la quarta violazione, il computo di tale termine deve avvenire escludendo il periodo di sospensione che va dall8 marzo 2020 al 31 gennaio 2021.

PROROGA DEL PERIODO DI SOSPENSIONE DELLE ATTIVIT DELLAGENTE DELLA RISCOSSIONE (art. 154)

A seguito dellemergenza sanitaria ed economica causata dal Covid-19, lart. 154 del decreto ha posticipato al 31 agosto 2020 il termine finale per la sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati allagente della riscossione, in precedenza fissato al 31 maggio 2020. Ora il decreto Agosto ha disposto un ulteriore slittamento al 15 ottobre 2020.
Sempre lart. 154 ha disposto, inoltre, che per i piani di dilazione in essere alla data dell8 marzo 2020 e per quelli derivanti da provvedimenti di accoglimento emessi con riferimento alle richieste presentate fino al 31 agosto 2020 (ora 15 ottobre 2020, a seguito del decreto Agosto), la decadenza del debitore dalle rateazioni accordate dallagente della riscossione e gli altri effetti di tale decadenza previsti dalla legge si determinano in caso di mancato pagamento di 10 rate, anzich 5. In merito alle rate della c.d. rottamazione-ter e del saldo e stralcio larticolo in commento prevede che il mancato, insufficiente o tardivo versamento alle scadenze delle rate da corrispondere nellanno 2020, non determina linefficacia delle stesse definizioni se il debitore effettua lintegrale versamento delle predette rate entro il termine del 10 dicembre 2020. A tale ultimo termine non si applica la tolleranza di 5 giorni disposta dal dl n. 119/2018.
Considerate le difficolt dei debitori nellassolvere le obbligazioni derivanti dai carichi affidati allagente della riscossione, lart. 154 rimuove la preclusione alla possibilit di chiedere la dilazione del pagamento dei debiti inseriti nelle dichiarazioni di adesione alle definizioni agevolate sopra espresse, per i quali, alla data del 31 dicembre 2019, si determinata linefficacia della definizione agevolata, non avendo il contribuente provveduto al pagamento degli importi dovuti entro i termini previsti.

Rapporti tra larticolo 154 del decreto e larticolo 23 del decreto legislativo 18 dicembre 1997 n. 472

La sospensione dei termini dei versamenti scadenti nel periodo dall8 marzo al 15 ottobre 2020 si riferisce anche a quelli rateali, derivanti dalle cartelle di pagamento nonch ai termini dei versamenti unicamente rateali dei carichi derivanti da avviso di accertamento esecutivo affidati allagente della riscossione.
Ai fini dellapplicazione della compensazione legale di cui allart. 23 del decreto legislativo 18 dicembre 1997 n. 472, ferma restando la necessaria ricorrenza del presupposto della definitivit dellatto impositivo in funzione dello spirare dei termini di impugnazione o del passaggio in giudicato della sentenza che definisce il contenzioso, la circolare ritiene che, laddove si intenda realizzare la compensazione legale tra il rimborso e le somme il cui termine di versamento rientri nella sospensione sopracitata, tale compensazione sia preclusa per carenza del requisito dellesigibilit del credito erariale; non sussiste, invece, alcuna preclusione laddove si intenda realizzare la compensazione legale tra il rimborso e le somme derivanti da avviso di accertamento esecutivo resosi definitivo non ancora affidate allagente della riscossione o affidate ma non oggetto di rateazione oppure le somme dovute sulla base di altra tipologia di atto impositivo resosi definitivo non ancora iscritte a ruolo.

Come impatta la sospensione della riscossione sulle attivit di recupero dellagente della riscossione?
Lart. 68 del decreto Cura Italia, modificato dallart. 99 del decreto Agosto, stabilisce che: con riferimento alle entrate tributarie e non, sono sospesi i termini dei versamenti, scadenti nel periodo dall8 marzo al 15 ottobre 2020, derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonch dagli avvisi previsti dagli articoli 29 e 30 del decreto legge n. 78/2010. I versamenti sospesi devono essere eseguiti in ununica soluzione, entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione, ossia entro il 30 novembre 2020. Trovano applicazione, inoltre, le disposizioni sulla sospensione dei termini di versamento in caso di eventi eccezionali. le disposizioni sopra richiamate si applicano anche agli atti di accertamento esecutivo emessi dallAgenzia delle Dogane e dei Monopoli, alle ingiunzioni emesse dagli enti territoriali, nonch agli atti esecutivi; nei confronti dei soggetti aventi, alla data del 21 febbraio 2020, la residenza, la sede legale o la sede operativa nel territorio dei comuni di Lombardia e Veneto (ex Zona Rossa), i termini delle sospensioni di cui sopra decorrono dalla medesima data del 21 febbraio 2020.

Queste norme vanno lette tenendo conto delle disposizioni in materia di sospensione dei termini di versamento in caso di eventi eccezionali la cui ratio risiede nellesigenza di evitare di effettuare, nei confronti di soggetti gi in difficolt per calamit, attivit di notifica o di riscossione di crediti rientranti nelle tipologie oggetto di sospensione. Pertanto, sono da ritenersi sospesi nel periodo intercorrente tra l8 marzo 2020 e il 15 ottobre 2020: A) i termini di pagamento relativi a carichi, affidati agli agenti della riscossione, derivanti dagli avvisi esecutivi dellAgenzia delle Entrate, dellAgenzia delle Dogane e dei Monopoli e dellInps e da ruoli/cartelle, in scadenza nello stesso periodo, con conseguente congelamento, per la durata dello stesso periodo di sospensione, dellapplicazione degli interessi di mora; B) la notifica di nuove cartelle di pagamento afferenti a carichi affidati sia prima dellinizio del periodo di sospensione, sia durante tale periodo; C) le attivit di recupero, anche coattivo, dei carichi gi scaduti prima del periodo di sospensione, con effetti identici a quelli richiamati sub A), sotto il profilo del congelamento degli interessi di mora durante il periodo di sospensione.

In merito alle modalit di effettuazione dei versamenti sospesi, lart. 68 del decreto Cura Italia prevede che essi debbano essere eseguiti in unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione e, quindi, entro il 30 novembre 2020.
In tale contesto, non ipotizzabile lesecuzione di azioni di recupero di somme per le quali non possa considerarsi in concreto scaduto il termine stabilito dal legislatore per effettuare il relativo pagamento. Ne deriva che: - restano sospesi fino al 30 novembre 2020 i termini di pagamento dei carichi sub A) per i quali lAgente della riscossione non potr svolgere azione di recupero (almeno fino a questa data) e rester sospesa la decorrenza degli interessi di mora; - terminer, invece, il 15 ottobre 2020 la sospensione degli adempimenti di notifica delle cartelle di pagamento sub B), che dovranno perci essere riattivati sin dal 16 ottobre 2020. Parimenti si esaurir la sospensione delle attivit di recupero sub C), che lAgente della riscossione dovr riavviare a partire dallo stesso 16 ottobre 2020, con contestuale ripresa della decorrenza degli interessi di mora. PROROGA DEI TERMINI AL FINE DI FAVORIRE LA GRADUALE RIPRESA DELLE ATTIVIT ECONOMICHE E SOCIALI (art. 157)

Lart. 157, al primo comma, prevede che gli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, relativi ad atti o imposte per i quali i termini di decadenza scadono tra l8 marzo e il 31 dicembre 2020, sono emessi entro il 31 dicembre 2020 e notificati tra il 1gennaio e il 31 dicembre 2021, in deroga agli ordinari termini decadenziali.
Con la stessa finalit larticolo dispone il rinvio al 2021 della notifica e dellinvio di atti e comunicazioni elaborati centralmente con modalit massive entro il 31 dicembre 2020, prevedendo altres il differimento dei termini di decadenza per la notifica delle cartelle di pagamento conseguenti alle comunicazioni medesime.
Inoltre, per gli atti e le comunicazioni interessati dalla proroga dei termini, notificati nel 2021, non sono dovuti interessi per il periodo compreso tra il 1gennaio 2021 e la data di consegna o notifica dellatto.
Sempre lart. 157 individua specifiche modalit di attestazione dellavvenuta elaborazione o emissione degli atti e delle comunicazioni nel 2020, prevedendo che queste possono essere provate anche dalla data di elaborazione risultante dai sistemi informativi delle Entrate.
Infine, un provvedimento del direttore dellAgenzia delle Entrate stabilir le modalit di applicazione della proroga dei termini per la consegna e la notifica degli atti, in modo che distribuendo le attivit nel corso del 2021 possa essere reso pi agevole ladempimento degli obblighi tributari da parte dei contribuenti interessati.

Chiarimenti in merito allambito oggettivo di applicazione dellarticolo 157 del decreto

La proroga prevista dallart. 157 del decreto interessa gli avvisi di accertamento, gli atti di constatazione e di irrogazione delle sanzioni, gli atti di recupero dei crediti di imposta, gli avvisi di liquidazione e gli avvisi di rettifica e liquidazione relativi ad atti o ad imposte per i quali i termini di decadenza scadono tra l8 marzo e il 31 dicembre 2020. Gli avvisi e gli atti devono essere emessi entro il 31 dicembre 2020 e notificati tra il 1gennaio e il 31 dicembre 2021. Gli atti citati si riferiscono a provvedimenti che vengono emessi al termine della fase del controllo sostanziale con riferimento agli atti o alle imposte, sia indirette che dirette, i cui termini di decadenza scadono nel periodo indicato. Per gli atti riferiti, invece, ad atti o ad imposte i cui termini decadenziali non scadono entro il 31 dicembre 2020, gli uffici potranno svolgere questanno le relative attivit di accertamento o di controllo sostanziale senza per procedere alla notifica degli atti, a meno che non abbiano carattere di indifferibilit e urgenza.
La proroga riguarda tutti gli atti e le imposte per le quali prevista una decadenza dei termini nel periodo dall8 marzo al 31 dicembre 2020.

Applicabilit del differimento dei termini stabilito dallarticolo 157, comma 1, del decreto agli avvisi di liquidazione notificati ai Notai a seguito di controllo sullautoliquidazione degli atti notarili

Il differimento dei termini di cui al comma 1 dellart. 157 del decreto si riferisce a provvedimenti che vengono emessi al termine della fase del controllo sostanziale con riferimento agli atti o alle imposte, sia indirette che dirette, i cui termini di decadenza scadono nel periodo compreso tra l8 marzo e il 31 dicembre 2020. La circolare chiarisce che tale differimento non si applica anche agli avvisi di liquidazione destinati ai notai a seguito di controllo sullautoliquidazione degli atti notarili.

Articolo 157, comma 2 Casi di indifferibilit e urgenza

Il secondo comma dellart. 157 dispone la sospensione, dall8 marzo 2020, dellinvio di comunicazione, atti e inviti elaborati o emessi, anche se non sottoscritti, entro il 31 dicembre 2020 dallAgenzia delle Entrate. Ci sono, per, delle eccezioni.
Nei casi di indifferibilit ed urgenza possibile procedere allinvio, alla notifica e alla messa a disposizione degli atti, comunicazione e inviti. Sono salvi anche gli atti la cui emissione funzionale al perfezionamento di adempimenti fiscali che richiedono il contestuale versamento di tributi.
Linvio delle comunicazioni e la notifica di atti durante il periodo di sospensione pu considerarsi legittima, ad esempio, nei casi di comunicazioni o atti che prevedono una comunicazione di notizia di reato (art. 331 c.p.p.), di comunicazioni o atti destinati a soggetti sottoposti a procedure concorsuali o di pericolo per la riscossione.
Le caratteristiche di indifferibilit e urgenza sono riscontrabili anche in tutti i casi in cui il mancato invio della comunicazione o di notifica dellatto non consenta di rispettare i termini di prescrizione e decadenza previsti in materia di riscossione, rischiando di compromettere il recupero delle somme dovute.
E bene osservare che la proroga dei termini di notifica delle cartelle di pagamento, disposta dallart. 157, comma 3, non generalizzata, ma riguarda solo le dichiarazioni presentate in determinati anni. Per le somme dovute a seguito dellattivit di controllo automatizzato la proroga, ad esempio, riguarda solo le dichiarazioni presentate nellanno 2018. Dunque, per le dichiarazioni presentate in anni diversi, qualora la sospensione degli invii rischia di pregiudicare il rispetto dei termini previsti dalle disposizioni in materia di riscossione, lufficio legittimato a procedere allinvio delle comunicazioni dirregolarit.

Operativit della proroga prevista dallarticolo 157, comma 1, del decreto e calcolo degli interessi per il ritardato pagamento

La proroga disposta dallart. 157, al comma 1 del decreto, incide su due termini differenti entro cui gli uffici sono chiamati a completare sia la fase di emissione dellatto che quella della relativa notifica.
Da un lato sono prorogati e unificati al 31 dicembre 2020 tutti i termini di decadenza riferiti ad atti e imposte che scadono nel periodo 8 marzo 31 dicembre 2020. Dallaltro, prorogato e distribuito nellarco temporale che va dal 1gennaio al 31 dicembre 2021, il termine per la notifica degli atti gi emessi entro il 31 dicembre 2020.
Dal 1 gennaio 2021 fino alla data di notifica, sulle maggiori imposte accertate nellatto e dovute dal contribuente non maturano gli interessi per ritardato pagamento e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo; i suddetti interessi per ritardato pagamento e per ritardata iscrizione a ruolo, invece, maturano dalla data in cui le imposte dovevano essere versate fino al 31 dicembre 2020 e riprendono a decorrere, giornalmente, dal giorno successivo alla data di notifica fino alla data di effettivo pagamento delle maggiori imposte.
Per il periodo dal 1gennaio 2021 fino alla data di notifica dellatto non sono dovuti gli interessi anche nei casi di mancato pagamento entro i termini previsti e di successiva iscrizione a ruolo o di affidamento del carico. Lomesso versamento delle somme richieste nei termini previsti comporter, dal giorno successivo alla notifica dellatto, lobbligo di corrispondere gli interessi di mora.
Lart. 157, comma 1, dispone, inoltre, che i termini del differimento della notifica degli atti sono calcolati senza tenere conto della ulteriore sospensione dei termini prevista dallart. 67 del Cura Italia. Per questo pu ritenersi superato il periodo di sospensione dei termini previsto dallart. 67, in quanto lo stesso periodo (8 marzo 31 maggio 2020) ora ricompreso nel pi ampio arco temporale in cui opera la proroga dei termini di decadenza prevista dallart. 157 (entro il 31 dicembre 2020).
Mentre lart. 67 determinava lo slittamento in avanti del decorso dei termini per la durata della sospensione ovvero per 85 giorni, lart. 157 proroga i termini di decadenza limitatamente di atti e imposte che scadono tra l8 marzo e il 31 dicembre 2020.

Conciliazione dei termini di cui allarticolo 157 del decreto con le tempistiche dettate dallarticolo 10-bis della legge 27 luglio 2000 n. 212, e dallarticolo 5 del decreto legislativo 19 giugno 1997 n. 218.

p>Il documento di prassi amministrativa interviene in merito alla conciliazione delle disposizioni contenute nellart. 157 del decreto che prorogano gli ordinari termini di decadenza con le tempistiche per gli accertamenti sullabuso del diritto, in caso di operazioni abusive e la proroga automatica di 120 giorni del termine di decadenza per la notificazione dellatto impositivo in caso di invito al contraddittorio.
In tema di abuso del diritto, i termini di decadenza del potere accertativo possono determinare due ipotesi. La prima quella in cui il termine di decadenza, prorogato ai sensi dellart. 10-bis, comma 7, cada nel periodo 8 marzo 31 maggio 2020. In questi casi lavviso di accertamento per labuso del diritto va emesso entro il 31 dicembre 2020 e notificato tra il 1gennaio e il 31 dicembre 2021, ai sensi dellart. 157, comma 1, in quanto il termine scade nel periodo oggetto della proroga. La seconda riguarda, invece, le ipotesi in cui il termine di decadenza, prorogato ai sensi dellart. 10-bis, comma 7, cada dopo il 31 dicembre 2020. In tali casi non opera la proroga di cui allart. 157, comma 1, tenuto conto che il termine di decadenza scade dopo il 31 dicembre 2020.
Lart. 5 del decreto legislativo 19 giugno 1997 n. 218 al comma 5 prevede, invece, una proroga automatica di 120 giorni del termine di decadenza per la notificazione dellatto impositivo qualora, tra la data di comparizione indicata nellinvito e quella di decadenza dellAmministrazione finanziaria dal potere di notificazione dellatto impositivo intercorrano meno di 90 giorni, in deroga al termine ordinario.
Qualora si verifichi il suddetto presupposto in relazione a periodi di imposta il cui termine di decadenza previsto per il 31 dicembre 2020, per effetto delloperativit della proroga prevista dal comma 3-bis dellarticolo 5 il termine di decadenza risulter successivo al 31 dicembre 2020 e, di conseguenza, non risulta applicabile quanto statuito dallart. 157, comma 1. In tale ipotesi lufficio, in caso di mancata adesione, dovr quindi notificare lavviso di accertamento entro il 30 aprile 2021, ricorrendo i presupposti della proroga di 120 giorni decorrenti dal 1gennaio 2021.

Specificazione del concetto di atti emessi

Gli atti di cui al comma 1 dellart. 157 per i quali i termini di decadenza scadono tra l8 marzo 2020 e il 31 dicembre 2020, sono considerati emessi se firmati e protocollati entro il termine del 31 dicembre 2020. Questi, dovranno poi essere notificati a decorrere dal 1gennaio e fino al 31 dicembre 2021, tranne che nei casi di indifferibilit ed urgenza.
La trasformazione in formato digitale degli atti con la firma del responsabile o di un suo delegato assicura limmodificabilit e lintegrit del documento informatico. La segnatura di un protocollo attesta la provenienza del documento informatico da una pubblica amministrazione e attribuisce allo stesso data certa, opponibile a terzi. Lacquisizione del documento informatico nel sistema di protocollo ne garantisce, inoltre, larchiviazione in un sistema di gestione documentale a norma.

MISURE PER LEDITORIA
Credito dimposta per gli investimenti pubblicitari

La crisi sanitaria da Coronavirus ha aggravato le condizioni di numerose realt editoriali sempre pi provate dal crollo degli investimenti pubblicitari. Per contrastare questa crisi il decreto Cura Italia ha introdotto, per il 2020, un regime straordinario di accesso al credito dimposta, gi vigente, riconosciuto nella misura del 30% del valore degli investimenti effettuati. E stata prevista, inoltre, la possibilit di trasmettere la comunicazione telematica di accesso al credito nel periodo compreso tra il 1 ed il 30 settembre 2020, ferma restando la validit delle comunicazioni trasmesse dal 1 al 31 marzo 2020. Il decreto ha elevato dal 30 al 50% limporto massimo dellinvestimento ammesso al credito dimposta.

Requisiti per beneficiare del credito dimposta nellanno 2020

Per beneficiare del credito dimposta nellanno 2020 non necessario aver sostenuto nel 2019 analoghi investimenti sui mezzi di informazione, requisito invece previsto per il riconoscimento del credito dimposta a regime, unitamente alla condizione del valore incrementale degli stessi (superiore almeno dell1% rispetto al valore di quelli effettuati nellanno precedente). Per accedere al credito dimposta nella misura del 50% del valore degli investimenti effettuati, la presentazione della comunicazione telematica deve avvenire tra il 1 e il 30 settembre 2020. Restano comunque valide le comunicazioni presentate dal 1al 31 marzo scorso, con il relativo credito dimposta richiesto, che sar rideterminato alla luce dei nuovi criteri.


(Vedi circolare n. 25 del 2020)

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