NOVITA' FISCALI
Decreto Rilancio convertito nella legge n. 77/2020 recante Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e alleconomia, nonch di politiche sociali connesse allemergenza da Covid-19
Venerdì, 18 Settembre , 2020
PREMESSA

Con il decreto Rilancio, convertito nella legge n. 77 del 17 luglio 2020, sono state introdotte misure a favore delle imprese, dei lavoratori autonomi e, in generale, dei cittadini per fronteggiare la crisi di liquidit determinatasi come conseguenza della serrata da Covid-19 e per ristorare coloro che svolgono attivit economiche e/o professionali per le spese di sanificazione sostenute per contrastare lemergenza epidemiologica. LAgenzia delle Entrate, con la circolare n. 25/E del 20 agosto 2020, fornisce risposta a diversi quesiti relativi alle misure previste dal decreto. Al fine di facilitare la lettura del documento, i quesiti trattati sono suddivisi per aree tematiche omogenee sulla base del contenuto che caratterizza le singole previsioni fiscali presenti nel decreto. Il documento, inoltre, riepiloga le circolari finora emanate in materie affini alla presente.


1. SOSTEGNO ALLE IMPRESE E ALLECONOMIA
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI VERSAMENTO DELLIRAP (art. 24)

A seguito dallemergenza da Coronavirus le imprese con volume di ricavi non superiori a 250 milioni di euro e i lavoratori autonomi con un corrispondente volume di compensi non sono tenuti al versamento del saldo Irap relativo al periodo dimposta 2019. Resta fermo, invece, per il 2019 il versamento dellacconto. Non dovuto, inoltre, il versamento della prima rata, pari al 40%, dellacconto Irap dovuto per il periodo dimposta 2020. Limporto corrispondente alla prima rata dellacconto comunque escluso dal calcolo dellimposta da versare a saldo per il 2020. Tale disposizione non trova applicazione per:

Imprese di assicurazione, Amministrazioni ed enti pubblici; Banche e altri intermediari finanziari; Soggetti con volume di ricavi o compensi superiori a 250 milioni di euro nel periodo dimposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto legge. Ambito applicativo dellart. 24 con riferimento agli enti non commerciali

Le disposizioni dellart. 24 non prevedono, nel novero dei soggetti esclusi dal beneficio, gli enti privati non commerciali. Pertanto, la disciplina contenuta nellarticolo citato trova applicazione anche in relazione agli enti privati non commerciali, sia nellipotesi in cui gli stessi svolgano, oltre allattivit istituzionale non commerciale, anche unattivit commerciale, sia nellipotesi in cui detti enti non svolgano alcuna attivit commerciale.
Nella prima ipotesi, con riferimento allattivit commerciale esercitata e, di conseguenza, allIrap determinata con il metodo commerciale lente non commerciale pu usufruire dellesonero dal versamento del saldo dellIrap relativo al periodo dimposta 2019 e della prima rata di acconto dovuto per la medesima imposta in relazione al periodo dimposta 2020, al verificarsi delle condizioni previste dallart 24 per i soggetti esercitanti attivit dimpresa. Tali disposizioni trovano, altres, applicazione con riferimento allIrap determinata dallente non commerciale relativamente allattivit non commerciale svolta in via esclusiva o prevalente con il metodo retributivo. In tal caso, relativamente allattivit non commerciale svolta, non troveranno applicazione i parametri relativi ai ricavi e compensi conseguiti, considerato che lapplicazione di detti parametri presuppone lo svolgimento di unattivit dimpresa o lesercizio di arti e professioni.
Le previsioni di esonero dal versamento previste dallart. 24 non si applicano, invece, sugli enti non commerciali pubblici.

Rapporto tra i limiti di applicazione del beneficio previsti dal Temporary Framework COVID-19 e quelli previsti dalla disciplina de minimis

Le disposizioni introdotte dallart. 24 trovano applicazione nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno delleconomia nellattuale emergenza del Covid-19 e successive modifiche.
E bene ricordare che lart. 24 prevede lesclusione dal versamento del saldo Irap relativo al periodo dimposta 2019 e della prima rata dellacconto dovuto per il periodo dimposta 2020. Pertanto, la verifica delle condizioni e dei limiti entro i quali il beneficio di cui allart. 24 del decreto configura un aiuto di Stato compatibile con la disciplina Ue, va operata con esclusivo riferimento al Framework temporaneo comunitario sugli aiuti di Stato, e quindi anche con riferimento agli importi massimi ivi indicati.
Le misure di aiuto applicate sulla base del Framework temporaneo possono essere cumulate con gli aiuti previsti dai Regolamenti de minimis, a condizione che siano rispettate le disposizioni e le norme relative al cumulo previste da tali regolamenti. Di conseguenza, anche il beneficio di cui allart. 24 del decreto pu essere cumulato con gli aiuti previsti dai Regolamenti Ue relativo agli aiuti de minimis sempre nel rispetto delle norme relative al cumulo previste da tali regolamenti.

Determinazione degli acconti IRAP per il periodo dimposta 2020

Il versamento in acconto dellIRAP va effettuato secondo le stesse regole previste per le imposte sui redditi. Pertanto, lacconto relativo al periodo dimposta in corso al 31 dicembre 2020 dovuto:  Per le persone fisiche e le societ o associazioni di cui allart. 5 del Tuir, nella misura pari al 100% dellimporto indicato nel rigo IR21, semprech tale importo sia superiore a 51,65 euro;  Per gli altri soggetti diversi da quelli di cui al punto precedente, nella misura pari al 100% dellimporto indicato nel rigo IR21, semprech tale importo sia superiore a 20,66 euro.

Ne deriva che, ai fini della determinazione dellacconto IRAP dovuto per il periodo dimposta 2020 secondo il metodo storico, deve essere preso a riferimento limporto indicato nel rigo IR21 del modello di dichiarazione 2020 relativo al periodo dimposta 2019, a prescindere dalla circostanza che il saldo dovuto per tale ultimo periodo non debba essere versato.

Utilizzo delleccedenza IRAP risultante dalla precedente dichiarazione (mod. IRAP 2019)

Lart. 24 ha disposto lesonero dal versamento del saldo IRAP relativo al periodo dimposta 2019. Saldo che, tuttavia, deve essere determinato al lordo delleccedenza IRAP risultante dalla precedente dichiarazione (mod. IRAP 2019), non ancora utilizzata in compensazione esterna e/o interna, in quanto leventuale utilizzo di tale eccedenza a riduzione del saldo si tradurrebbe, di fatto, in un versamento dello stesso. A sostegno di ci si dispone che un eventuale utilizzo delleccedenza 2018 a scomputo dellIRAP 2019 determinerebbe una disparit di trattamento tra i contribuenti che hanno gi utilizzato leccedenza IRAP 2018 e quelli che, invece, non lhanno ancora utilizzata.
Leccedenza IRAP 2018 non utilizzata a riduzione del saldo IRAP 2019 pu essere, pertanto, recuperata con la dichiarazione IRAP 2020 ed essere utilizzata secondo le consuete modalit previste per le eccedenze dimposta. A tal fine, la sezione II del quadro IR va compilata riportando nel rigo IR28 la quota delleccedenza IRAP 2018 utilizzata in tale sezione a riduzione del saldo IRAP 2019, il cui versamento non dovuto.
Resta fermo che leccedenza IRAP 2018 sar, invece, utilizzabile a riduzione delleventuale quota del saldo IRAP 2019 che dovesse eccedere il limite previsto dal Framework temporaneo comunitario sugli aiuti di Stato. La Commissione Europea ha autorizzato la misura agevolativa in commento ritenendola compatibile con il mercato interno. I contribuenti che fruiscono dellesonero dal versamento del saldo IRAP 2019 sono tenuti a compilare nel modello IRAP 2020 la sezione XVIII del quadro IS, avendo cura di indicare, tra laltro, limporto del saldo IRAP relativo allanno 2019 non versato per effetto dellart 24 del decreto Rilancio.


CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO (art. 25)

Scopo del contributo a fondo perduto, previsto dallart. 25 del decreto, quello di compensare, almeno in parte, i gravi effetti economici e finanziari che hanno subito varie categorie di operatori economici a seguito del Covid-19. Con la presente circolare lAgenzia delle Entrate fornisce nuovi chiarimenti in merito che fanno seguito a quelli arrivati con le circolari n. 15/E/2020 e n. 22/E/2020.

Ambito soggettivo di applicazione. Imprenditore agricolo e coadiuvanti

Come precisa lart. 25 del decreto, il contributo a fondo perduto spetta esclusivamente allimpresa agricola e, pertanto, non riconosciuto anche ai coadiuvanti dellimprenditore.

Consorzi tra imprese

I consorzi tra imprese non possono fruire del contributo a fondo perduto in considerazione della loro natura, in quanto si limitano ad operare il ribaltamento dei costi/proventi percepiti alle imprese che ne fanno parte. Diversamente, i consorzi che svolgono una propria attivit autonoma rispetto alle consorziate e che assumono rappresentanza esterna possono comunque fruire del contributo a fondo perduto Covid-19 in relazione alle attivit ammesse al contributo stesso. Al riguardo, i due requisiti previsti in relazione sia alle modalit di determinazione della soglia massima di ricavi o compensi sia per quanto concerne il calcolo della riduzione del fatturato, andranno determinati in relazione allammontare dei ricavi e del fatturato direttamente riferibili esclusivamente allattivit autonoma posta in essere dal consorzio.
Il soggetto che ha percepito il contributo non spettante non andr incontro alle sanzioni se presenta una rinuncia prima che il contributo venga accreditato sul conto corrente. Parimenti le sanzioni non saranno dovute quando la violazione del contribuente sia dovuta da obiettive condizioni di incertezza sullambito di applicazione della norma. Ci si verifica quando il contribuente che ha gi fruito del contributo, a seguito della pubblicazione dei chiarimenti, riconosca di aver assunto un comportamento non coerente con questi ultimi.

CREDITO DIMPOSTA PER I CANONI DI LOCAZIONE DEGLI IMMOBILI A USO NON ABITATIVO E AFFITTO DAZIENDA (art. 28)

Per i soggetti esercenti attivit dimpresa, arte o professione lart. 28 del decreto ha previsto un credito dimposta nella misura del 60% dellammontare mensile del canone di locazione degli immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento delle attivit industriale, commerciale, artigianale, agricola, turistica o allesercizio di attivit professionale e di lavoro autonomo. Il credito spetta ai soggetti con ricavi e compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo dimposta precedente.
Il decreto Agosto, modificando le disposizioni del presente decreto (Rilancio), ha stabilito che:  Il credito dimposta spetta, indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo dimposta precedente, oltre che alle strutture alberghiere e agrituristiche, alle agenzie di viaggio e ai tour operator, anche alle strutture termali;  Il credito dimposta commisurato allimporto versato a titolo di canone di locazione nel periodo dimposta 2020, con riferimento ai mesi di marzo, aprile, maggio e giugno e, per le strutture turistico ricettive con attivit solo stagionale, con riferimento ai mesi di aprile, maggio, giugno e luglio. Studi medici con attivit intramoenia senza partita Iva

Lattivit intramoenia esercitata presso gli studi professionali privati, nel rispetto della normativa sanitaria e dei regolamenti aziendali, rientrando tra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, non pu beneficiare del credito dimposta previsto dallart. 28 del decreto il quale non contempla tale tipologia di attivit.

Bed and Breakfast svolto in via imprenditoriale

Il credito dimposta per i canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo riconosciuto indipendentemente dalla categoria catastale per attivit di tipo industriale, commerciale, artigianale, agricola e di interesse turistico. Ne consegue che tale beneficio, nato con lo scopo di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse allemergenza epidemiologica da Covid-19, spetta anche nellipotesi di immobili che, sebbene accatastati come abitativi, siano utilizzati per lo svolgimento di attivit commerciali. Dunque, il credito dimposta riconosciuto anche quando limmobile locato ad uso abitativo sia strumentale allattivit di Bed and Breakfast svolta in via imprenditoriale.


2. ALTRE MISURE URGENTI IN MATERIA DI LAVORO E POLITICHE SOCIALI
NUOVE INDENNIT PREVISTE PER I LAVORATORI DANNEGGIATI DALLEMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19 (art. 84)

Lart. 84 del decreto riconosce una indennit per il mese di maggio 2020 pari a 1.000 euro a favore dei liberi professionisti titolari di partita Iva danneggiati dallemergenza sanitaria da Coronavirus. Lindennit spetta a condizione che i professionisti: siano iscritti alla Gestione separata; non siano titolari di pensione o iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie; abbiano subto una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019.
Per determinare il reddito e, di conseguenza, la sua riduzione lo stesso deve essere individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e nellesercizio dellattivit, comprese le eventuali quote di ammortamento.

Determinazione della variazione del reddito nel secondo bimestre 2020 per i soggetti in regime forfetario

In merito alle modalit di determinazione della riduzione del reddito di almeno il 33% subta dai liberi professionisti titolari di partita Iva, lart. 84 del decreto stabilisce i criteri per la determinazione del reddito effettivo individuato come differenza tra i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e nellesercizio dellattivit. Pertanto, la misurazione dello scostamento del reddito e lattribuzione della nuova indennit prescinde dal regime contabile adottato dal professionista, sia esso regime ordinario o forfetario. Questultimo rileva solo ai fini della determinazione dellimposta dovuta dal professionista e delle semplificazioni contabili previste anche ai fini delle imposte dirette.

3. MISURE FISCALI

Il decreto ha introdotto una serie di misure fiscali oggetto di chiarimenti interpretativi in documenti di prassi del 2020. Questa circolare fornisce nuove precisazioni alla luce dei quesiti pervenuti.
TRASFORMAZIONE DELLE DETRAZIONI FISCALI IN SCONTO SUL CORRISPETTIVO DOVUTO E IN CREDITO DIMPOSTA CEDIBILE (art. 121)
LAgenzia delle Entrate ha dedicato la circolare n. 24/E/2020 alle disposizioni dellart. 121 del decreto Rilancio. La presente circolare fornisce nuovi chiarimenti in merito.
Possibilit di compensazione del debito da rottamazione-ter

La circolare chiarisce che il debito da rottamazione-ter non pu essere compensato con il credito dimposta derivante dalle spese sostenute per gli interventi di efficientamento energetico come linstallazione di impianti fotovoltaici e pompe di calore.

CREDITO DI IMPOSTA PER LE SPESE DI SANIFICAZIONE DEGLI AMBIENTI DI LAVORO E LACQUISTO DI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE (art. 125)

Con la circolare n. 20/E/2020 lAgenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito al credito di imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro e lacquisto di dispositivi di protezione individuale (Dpi). Il presente documento fornisce ulteriori delucidazioni.

Certificazione attivit di sanificazione

In merito alla certificazione delle attivit di sanificazione degli ambienti di lavoro e degli strumenti spetter agli operatori del settore e/o alle imprese che svolgono lattivit di sanificazione di predisporre una certificazione che attesti che le attivit poste in essere siano coerenti con i Protocolli di regolamentazione vigenti, anche a carattere territoriale. Tali attivit devono essere finalizzate ad eliminare o ridurre a quantit non significative la presenza del virus Covid-19.

Pulizia impianti di condizionamento

Con riferimento agli impianti di condizionamento i Protocolli di regolamentazione vigenti stabiliscono lobbligo di escludere totalmente la funzione di ricircolo dellaria, il rafforzamento ulteriore delle misure per il ricambio daria naturale e/o attraverso limpianto, la sostituzione, se tecnicamente possibile, dei filtri esistenti con filtri di classe superiore, la garanzia dello svolgimento della pulizia, ad impianto fermo, dei filtri dellaria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati. Pertanto, in termini generali, lordinaria attivit di pulizia degli impianti di condizionamento non rientra tra quelle di sanificazione. Tuttavia, le spese di pulizia degli impianti, diverse da quelle sostenute per le ordinarie prassi di manutenzione degli impianti stessi come dei filtri, finalizzate ad aumentare la capacit filtrante del ricircolo attraverso, ad esempio, la sostituzione dei filtri esistenti con filtri di classe superiore, mantenendo livelli di filtrazione/rimozione adeguati, possono rientrare tra quelle di cui allart. 125 del decreto e quindi essere rilevanti ai fini della determinazione del credito dimposta.

CUMULABILIT DELLA SOSPENSIONE DEI TERMINI PROCESSUALI E DELLA SOSPENSIONE NELLAMBITO DEL PROCEDIMENTO DI ACCERTAMENTO CON ADESIONE (art. 158)

In relazione ai termini per la notifica del ricorso avverso lavviso di accertamento, lart. 158 del decreto introduce una disposizione di natura interpretativa. Prevede che la sospensione dei termini processuali di cui allart. 83, comma 2, del decreto Cura Italia si intende cumulabile in ogni caso con la sospensione del termine di impugnazione stabilita dalla procedura di accertamento con adesione. Pertanto, in caso di istanza di adesione presentata dal contribuente, si applicano cumulativamente sia la sospensione del termine di impugnazione per un periodo di 90 giorni dalla data di presentazione dellistanza, sia la sospensione dei termini processuali.

Cumulabilit della sospensione dei termini processuali e della sospensione nellambito del procedimento di accertamento con adesione ulteriori chiarimenti

Lart. 158 del decreto fa riferimento alla cumulabilit, con la sospensione del termine di impugnazione prevista dalla procedura di accertamento con adesione, della sola sospensione di cui allart. 83 del decreto Cura Italia. AllAmministrazione finanziaria il compito di chiarire se il termine per la conclusione del procedimento di adesione oppure per la proposizione del ricorso fruisca anche della sospensione di 31 giorni prevista dallart. 1 della legge n. 742/1969. Come gi affermato la sospensione dei termini processuali di cui allart. 83, comma 2, del decreto Cura Italia si intende cumulabile con la sospensione del termine di impugnazione stabilita dalla procedura di accertamento con adesione. Dunque, in caso di istanza di adesione presentata dal contribuente, si applicano cumulativamente sia la sospensione del termine di impugnazione per un periodo di 90 giorni dalla data di presentazione dellistanza, sia la sospensione di complessivi 64 giorni prevista dal combinato disposto dellart. 83 e dellart. 36 del decreto Liquidit. Trova applicazione, inoltre, la sospensione feriale dal 1 al 31 agosto prevista dallart. 1 della legge n. 742/1969.

Cumulabilit della sospensione dei termini processuali e della sospensione nellambito del procedimento di accertamento con adesione ulteriori chiarimenti

I termini processuali sono sospesi di diritto dal 1 al 31 agosto di ciascun anno. A disporlo lart. 1 della legge n. 742/1969. Dal 1settembre, dunque, i termini riprendono a decorrere. Il decorso del termine di impugnazione, gi sospeso dal 9 marzo all11 maggio 2020 ai sensi dellart. 158 del decreto, subir cos una nuova sospensione dal 1 al 31 agosto 2020. Dunque, laccertamento notificato il 15 febbraio 2020, il cui termine di impugnazione, in virt della sospensione di 64 giorni (dal 9 marzo all11 maggio 2020), non scade il 16 settembre 2020 ma il 17 ottobre 2020, in quanto si dovranno computare anche gli ulteriori 31 giorni di agosto.

PROROGA DEI TERMINI DI RIPRESA DELLA RISCOSSIONE PER I SOGGETTI DI CUI AGLI ARTICOLI 61 E 62 DEL DECRETO-LEGGE 17 MARZO 2020 N. 18, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 24 APRILE 2020 N. 27 ( art. 127)

Lart. 127 del decreto proroga il termine di ripresa della riscossione per i soggetti di cui agli articoli 61 e 62 del decreto legge Cura Italia colpiti dallemergenza sanitaria in corso. I versamenti sospesi andranno eseguiti in ununica soluzione entro il 16 settembre prossimo o a rate, in un numero massimo di quattro, mensili, di pari importo, a partire sempre dal 16 settembre 2020. Entro il medesimo termine vanno effettuati, anche tramite sostituto dimposta, i versamenti delle ritenute non operate ai sensi dellart. 1, comma 3, del decreto del Mef 24 febbraio 2020 nonch vanno eseguiti i versamenti degli adempimenti contributivi sospesi ai sensi dellart. 61, comma 1. Per le associazioni e le societ sportive, dilettantistiche e professionistiche, la sospensione dei versamenti si estende fino al 30 giugno 2020, mentre la ripresa dei medesimi fissata al 16 settembre in ununica soluzione o in quattro rate mensili, sempre a partire dal 16 settembre prossimo.
Anche i termini di ripresa della riscossione dei versamenti che scadono nel periodo compreso tra l8 marzo e il 31 marzo 2020, sono prorogati al 16 settembre 2020; riguardano le ritenute sui redditi di lavoro dipendente a assimilati, le trattenute relative alladdizionale regionale e comunale, lIva, i contributi previdenziali e assistenziali e i premi per lassicurazione obbligatoria, relativamente ai soggetti individuati dallart. 62 del decreto Cura Italia.
In tutti i casi individuati dallart. 127, i versamenti sospesi possono essere eseguiti nel pi ampio termine senza applicazione di sanzioni ed interessi.
Il decreto Agosto, allart. 97, ha previsto la possibilit di beneficiare di unulteriore rateizzazione per i versamenti sospesi che possono essere effettuati, senza applicazione di sanzioni n interessi:  Per un importo pari al 50% delle somme oggetto di sospensione, in ununica soluzione entro il 16 settembre 2020, ovvero mediante rateizzazione in massimo quattro rate mensili a partire dalla stessa data;  Per il restante 50%, mediante rateizzazione, sino ad un massimo di 24 rete mensili di pari importo, a partire dal 16 gennaio 2021.

Significa, in altre parole, che ogni contribuente beneficiario della sospensione potr effettuare i versamenti inizialmente sospesi:

 Per intero entro il 16 settembre 2020;  Per intero in massimo 4 rate mensili di pari importo a partire dal 16 settembre 2020;  Per il 50% in ununica soluzione entro il 16 settembre 2020 o, in alternativa, in massimo 4 rate mensili di pari importo a partire dal 16 settembre 2020;  Per il restante 50% in una o pi rate mensili di pari importo (massimo 24) con scadenza dal 16 gennaio 2021. Rateazione del versamento annuale Iva

Il decreto Rilancio, agli articoli 126 e 127, ha posticipato al 16 settembre 2020 il termine di ripresa dei versamenti in autoliquidazione, relativi anche allimposta di valore aggiunto, sospesi dallart. 18 del decreto Liquidit. LAmministrazione viene invitata a chiarire se chi, pur potendo beneficiare della sospensione del saldo Iva annuale, ha scelto di versare la prima rata di marzo, pu beneficiare della sospensione dei versamenti fino al 16 settembre prossimo con riferimento al debito annuale che residua al netto della prima rata.
La ripresa della riscossione dei versamenti sospesi avverr senza applicazione di sanzioni e interessi, in ununica soluzione entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata a partire sempre dal 16 settembre; le restanti rate andranno corrisposte entro il 16 dei mesi successivi. Il decreto Agosto allart. 97 ha disposto, in alternativa, che i versamenti sospesi possono essere effettuati, per un importo pari al 50% delle somme oggetto di sospensione, in ununica soluzione entro il 16 settembre 2020, ovvero mediante rateizzazione fino ad un massimo di quattro rate mensili di pari importo a partire dalla medesima data. Il restante 50% andr versato, sempre a rate mensili, in due anni, a partire dal 16 gennaio 2021.
Chi, pur avendo i requisiti per beneficiare della sospensione del versamento del saldo Iva annuale, ha versato la prima rata, ma non quelle in scadenza nei mesi di aprile e/o maggio 2020, potr, al pari di colui che non ha versato nulla a marzo 2020, versare ci che residua del debito annuale Iva in ununica soluzione entro il 16 settembre 2020, ovvero mediante rateizzazione fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata sempre a partire dal 16 settembre 2020. In alternativa potr procedere al versamento secondo le indicazioni previste dallart. 97 del decreto Agosto.
Il contribuente che, invece, ha versato la prima rata di marzo 2020, perch escluso dal beneficio della sospensione dei versamenti di marzo 2020, ed ha successivamente beneficiato, avendone i requisiti, della sospensione disposta per i mesi di aprile e maggio 2020, dovr versare nei termini ordinari le rate restanti, potendo rinviare al 16 settembre prossimo il versamento delle sole rate sospese di aprile e maggio 2020. In alternativa potr versare secondo le indicazioni previste nellart. 97 del decreto Agosto.

RIMESSIONE IN TERMINI E SOSPENSIONE DEL VERSAMENTO DEGLI IMPORTI RICHIESTI A SEGUITO DEL CONTROLLO AUTOMATIZZATO E FORMALE DELLE DICHIARAZIONI (art. 144)

Il decreto Rilancio allart. 144 prevede la remissione in termini e la proroga dei termini per il pagamento, anche rateale, delle somme dovute a seguito delle attivit di controllo automatizzato e formale delle dichiarazioni, nonch delle somme dovute a seguito della liquidazione dei redditi soggetti a tassazione separata, che scadono nel periodo compreso tra l8 marzo e il 31 maggio 2020. In particolare la norma prevede la rimessione in termini per i versamenti scaduti nel periodo compreso tra l8 marzo e il 18 maggio 2020 e la proroga dei termini per i versamenti che scadono tra il 19 maggio 2020 e il 31 maggio 2020. In entrambi i casi i versamenti interessati possono essere eseguiti entro il 16 settembre 2020, senza applicazione di interessi n sanzioni. In alternativa al pagamento in unica soluzione, possibile versare le somme dovute anche in quattro rate mensili di pari importo, da pagare entro il giorno 16 dei mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre 2020.

Termine per fornire chiarimenti

La proroga al 16 settembre 2020 disposta dallart. 144 del decreto non riguarda esclusivamente i termini di versamento delle somme dovute, ma pu intendersi estesa anche al termine per fornire chiarimenti. Pertanto, con riferimento alle comunicazioni per le quali il termine di versamento in unica soluzione o della prima rata sarebbe scaduto ordinariamente nel periodo compreso tra l8 marzo e il 31 maggio, anche il termine per fornire chiarimenti e chiedere la rideterminazione degli esiti mantenendo il beneficio della riduzione delle sanzioni sulle residue somme dovute pu considerarsi prorogato al 16 settembre 2020.

Pagamenti rateali

La proroga disposta dallart. 144 del decreto interessa anche i pagamenti rateali scadenti tra l8 marzo e il 31 maggio 2020. In base alle regole che disciplinano la rateazione, la scadenza delle rate successive alla prima determinata in base alla scadenza della prima. Dunque, se il termine di versamento della prima rata ricade nel periodo di sospensione, la proroga si riflette anche sulle scadenze delle rate successive. E tutto il piano di rateazione si articoler sulla scadenza, prorogata, della prima rata. Se, invece, nel periodo di sospensione ricade il termine di versamento di una rata successiva alla prima, la proroga interesser solo tale rata, senza influenzare le scadenze successive che restano inalterate.

Chiarimenti in merito allambito di applicazione dellarticolo 144

Larticolo 144 del decreto prevede il differimento dei termini di scadenza dei pagamenti derivanti da controllo automatico delle dichiarazioni. Lo stesso decreto nulla dispone in merito alla disapplicazione dellart. 23 del Dlgs n. 472/1997 per tali atti.

SOSPENSIONE DELLA COMPENSAZIONE TRA CREDITO DIMPOSTA E DEBITO ISCRITTO A RUOLO (art. 145)

Al fine di immettere liquidit nel sistema economico anche a vantaggio delle famiglie, lart. 145 del decreto consente di effettuare i rimborsi, nei confronti di tutti i contribuenti senza applicare la procedura di compensazione di cui allart. 28-ter del Dpr n. 602/1973.

Ulteriori chiarimenti in merito allattivit di rimborso ai fini delle imposte dirette e dellIva
Rimborsi Imposte dirette

Nel 2020, in sede di erogazione dei rimborsi fiscali non si applica la compensazione tra il credito dimposta ed il debito iscritto a ruolo prevista dallart. 28-ter del Dpr n. 602/1973. E quanto prevede lart. 145 del decreto. Dunque, i rimborsi vanno erogati senza effettuare alcuna compensazione con eventuali debiti erariali. Ci, al fine di immettere liquidit nel sistema economico. Gli uffici potranno cos utilizzare i dati forniti dallagente della riscossione per procedere alla compensazione legale del rimborso. La misura vale anche per i rimborsi intestati a soggetti deceduti o soggetti titolari di partita Iva che hanno cessato lattivit relativamente ai quali lufficio deve continuare ad applicare lart. 23 del Dlgs n. 472/1997.

Rimborsi Iva

In merito alle erogazioni dei rimborsi relativi allImposta sul valore aggiunto, lart. 145 del decreto non ha modificato la disciplina normativa. Ai fini dellesonero dalla presentazione della garanzia lart. 38-bis, comma 3, del Dpr n. 633/1972 prevede la sussistenza di precise condizioni patrimoniali e di regolarit contributiva che devono essere valutate secondo i criteri ordinari. Va dunque confrontata la posizione del contribuente alla data di presentazione dellistanza di rimborso con le risultanze contabili dellultimo periodo dimposta.

SOSPENSIONE DEI VERSAMENTI DELLE SOMME DOVUTE A SEGUITO DI ATTI DI ACCERTAMENTO CON ADESIONE, CONCILIAZIONE, RETTIFICA E LIQUIDAZIONE, LIQUIDAZIONE E DI RECUPERO DEI CREDITI DIMPOSTA (art. 149)
p>Lart. 149 del decreto prevede la sospensione dei versamenti delle somme dovute a seguito di atti di accertamento con adesione, conciliazione, rettifica e liquidazione e di recupero dei crediti dimposta. Lo scopo della misura ampliare le categorie di atti per cui risulta prorogato il versamento degli importi dovuti. Lart. 83 del decreto Cura Italia aveva gi introdotto una sospensione dal 9 marzo al 15 aprile 2020, successivamente prorogata all11 maggio 2020, dallart. 36 del decreto Liquidit, dei termini processuali. Queste misure hanno determinato anche la sospensione, per la stessa durata, dei versamenti limitatamente agli istituti che fanno esplicito rinvio ai termini per limpugnazione dellatto.
Lart. 149 ha prorogato al 16 settembre 2020 il versamento della prima o unica rata relativa alle adesioni sottoscritte, dei versamenti relativi alle mediazioni, alle conciliazioni, al recupero dei crediti di imposta e agli avvisi di liquidazione. La sospensione dei versamenti interessa anche gli atti e gli istituti non rientranti nellambito applicativo della sospensione prevista dagli art. 83 del decreto Cura Italia e 36 del decreto Liquidit.
Prorogato al 16 settembre prossimo anche il termine finale per la notifica del ricorso di primo grado innanzi alle Commissioni tributarie, ma i termini di versamento devono essere scaduti nel periodo compreso tra il 9 marzo e il 31 maggio 2020.
La proroga interessa pure le somme rateali, scadenti tra il 9 marzo e il 31 maggio 2020, inerenti agli atti indicati nellart. 149 i cui importi dovuti risultano rateizzabili in base alle disposizioni vigenti. Una speciale rateazione stata introdotta per i versamenti in scadenza tra il 9 marzo e il 31 maggio 2020; i soggetti interessati possono versare il dovuto in ununica soluzione entro il 16 settembre 2020 o in 4 rate mensili di pari importo con scadenza il 16 di ciascun mese a partire da settembre. Non sono rimborsabili gli eventuali versamenti effettuati durante la proroga.

Calcolo del termine entro il quale gli atti sono definibili

Lart. 149 del decreto ha previsto che gli atti rientranti nella proroga dei termini di versamento e del termine di impugnazione devono scadere nel periodo compreso tra il 9 marzo 2020 e il 31 maggio 2020. La norma si riferisce ai termini di versamento scadenti nel suddetto arco temporale, senza considerare nel computo le misure di differimento degli oneri tributari previste per fronteggiare il Covid-19, tra cui la sospensione di complessivi 64 giorni che si determinano sommando la sospensione dal 9 marzo al 15 aprile e quella dal 15 aprile all11 maggio. Una diversa lettura della norma finirebbe per ridurre drasticamente larco temporale utile per godere del beneficio previsto dalla norma, limitandone lapplicazione ai soli atti i cui termini di versamento sarebbero scaduti tra il 12 maggio e il 31 maggio 2020.
Ai fini dellindividuazione dei termini ordinariamente scadenti nel periodo indicato dalla norma occorre anche considerare, in caso di presentazione dellistanza di scomputo delle perdite pregresse, la sospensione del termine di impugnazione per un periodo di 60 giorni nellambito del procedimento di accertamento ordinario e nelle ipotesi di accertamento con adesione. Qualora la scadenza del versamento degli importi rideterminati a seguito di presentazione della suddetta istanza ricada, tenendo conto della menzionata sospensione di 60 giorni del termine di impugnazione, nel periodo compreso tra il 9 marzo e il 31 maggio, allora il termine di versamento si intende prorogato al 16 settembre.

Modalit di applicazione dellarticolo 149 del decreto agli atti di accertamento con adesione

Lart. 149 del decreto ha prorogato al 16 settembre la scadenza del versamento della prima o unica rata relativa ai pagamenti degli importi dovuti a seguito di accertamento con adesione, mediazioni, conciliazioni gi sottoscritte e atti di recupero dei crediti dimposta e di avvisi di liquidazione per i quali non applicabile lart. 15 del Dlgs n. 218/1997, i cui termini di versamento ricadono in una data compresa tra il 9 marzo e il 31 maggio 2020.
La norma dispone che il versamento della prima o unica rata relativa rispettivamente alladesione, alla mediazione e alla conciliazione deve avvenire entro 20 giorni dalla sottoscrizione dellatto/accordo, ne deriva lesclusione dallambito applicativo dellart. 149 dei versamenti relativi alle suddette procedure per le quali sia stato sottoscritto latto/accordo nel periodo 9 marzo 31 maggio, ma il cui termine di versamento scade dopo il 31 maggio 2020. La proroga al 16 settembre non invece applicabile quando laccordo/atto sia stato sottoscritto prima del 18 febbraio 2020, in quanto il relativo versamento risulta scaduto in una data antecedente al 9 marzo 2020. Rientrano dunque nella sospensione prevista dallart. 149 i versamenti relativi alle adesioni, mediazioni e conciliazioni il cui accordo/atto sia stato sottoscritto tra il 18 febbraio e l11 maggio 2020.

Precisazioni in merito allapplicazione dellart. 149 del decreto agli atti di accertamento per i quali sia stata presentata istanza di adesione

Se la sottoscrizione dellistanza di adesione presentata dal contribuente a seguito della notifica di un avviso di accertamento avviene oltre l11 maggio, il relativo versamento non rientra nella sospensione prevista dai primi due commi dellart. 149 del decreto. Inoltre, in caso di mancato perfezionamento del procedimento di accertamento con adesione, considerato che la presentazione dellistanza comporta limpossibilit di beneficiare della definizione prevista dallart. 15 del Dlgs n. 218/1997, il quale presuppone la rinuncia a formulare istanza di accertamento con adesione, non opera la sospensione di cui al comma 3 dellart. 149.
Per il versamento delle somme dovute sulla base degli accertamenti non pi definibili opera la sospensione di 64 giorni prevista dagli articoli 83 del decreto Cura Italia e 36 del decreto Liquidit.

Applicabilit dellarticolo 149 del decreto agli avvisi di liquidazione della maggiore imposta di registro per intervenuta decadenza dai benefici prima casa

LAgenzia delle Entrate ha chiarito che possibile fruire della proroga del versamento al 16 settembre degli importi dovuti nei casi di avviso di liquidazione della maggiore imposta di registro notificato dallufficio a seguito di auto-denuncia del contribuente per decadenza dai benefici prima casa. Lavviso di liquidazione emesso dallufficio per consentire al contribuente di pagare limposta non versata in sede di registrazione rientra tra quelli previsti dalla lettera g) del comma 1 dellart. 149 del decreto, ossia tra gli avvisi di liquidazione emessi in presenza di omesso, carente o tardivo versamento dellimposta di registro. Nel caso in cui il contribuente con unistanza dichiara, ad esempio, di non poter adempiere allobbligo di trasferire la residenza entro 18 mesi nellimmobile acquistato, lufficio notifica lavviso di liquidazione dellimposta dovuta e, in caso di scadenza del versamento dovuto nel periodo 9 marzo 31 maggio, si configura la fattispecie di proroga al 16 settembre 2020 con la possibilit di rateizzare il dovuto ai sensi del comma 5 dellart. 149 del decreto.

Chiarimenti in merito al pagamento delle rate successive alla prima dellatto di adesione perfezionato

Con lart. 149 del decreto Rilancio i termini di versamento delle somme dovute a seguito degli atti di accertamento con adesione con scadenza compresa tra il 9 marzo e il 31 maggio 2020 sono slittati al 16 settembre. Nei casi in cui la scadenza delle somme dovute ricade nel citato arco temporale il contribuente ha la possibilit di definire latto versando lintero importo o una prima rata entro il 16 settembre. Nel caso specifico la proroga dei versamenti da effettuare, ai sensi dellart. 8 del Dlgs n. 218/1997, riguarda il perfezionamento delladesione, ovvero lintero importo o la prima rata del piano di rateazione.
In caso di versamento a rate, la prima andr effettuata entro il 16 settembre. Le altre tre, di pari importo, entro il 16 ottobre, 16 novembre e 16 dicembre, per effetto della proroga introdotta dallart. 149.

Chiarimenti in merito alla decadenza dal beneficio della rateazione

Per non incorrere nella decadenza dal beneficio della rateazione il contribuente tenuto ad effettuare il versamento entro il termine di pagamento della rata successiva. Trattandosi di versamento tardivo, non si procede alliscrizione a ruolo della sanzione e dei relativi interessi se il contribuente si avvale del ravvedimento entro il termine di pagamento della rata successiva. Nel caso prospettato di mancato versamento della rata di febbraio, considerato che il contribuente, per non incorrere nella decadenza dalla rateazione, avrebbe potuto versarla entro la scadenza della rata successiva (ossia il 31 maggio) e che tale scadenza slittata al 16 settembre in virt della proroga disposta dallart. 149 del decreto per i termini scadenti tra il 9 marzo e il 31 maggio, la rata di febbraio potr essere versata entro il 16 settembre.
Trattandosi di versamento tardivo il contribuente non potr avvalersi dei benefici che attengono alle scadenze ordinarie; ne consegue che sono dovuti gli interessi e le sanzioni per versamento tardivo della rata e non sar possibile fruire del versamento in 4 rate mensili, di pari importo. Analogo ragionamento interessa le rate, a ritroso, di dicembre (la cui rata successiva era quella di marzo) e di gennaio ( la cui rata successiva era quella di aprile) che, laddove non versate, potranno esserlo tardivamente entro il 16 settembre in considerazione della proroga disposta dallart. 149 del decreto per i termini scadenti tra il 9 marzo e il 31 maggio.
In merito alle rate con scadenza ordinaria nei mesi di marzo, aprile e maggio e per le quali il termine di pagamento slittato al 16 settembre, le stesse non possono usufruire del tardivo pagamento entro il termine di pagamento della rata successiva in quanto per ciascuna di esse, sar gi decorso, a quella data, il termine di scadenza della rata successiva in base alloriginario piano di ammortamento: infatti, i termini per il pagamento della rata successiva alla rata di marzo (ossia la rata di giugno) cos come della rata successiva a quella di aprile (ossia la rata di luglio) e della rata successiva a quella di maggio (ossia la rata di agosto) non sono stati oggetto di proroga.

DIFFERIMENTO DEL PERIODO DI SOSPENSIONE DELLA NOTIFICA DEGLI ATTI E PER LESECUZIONE DEI PROVVEDIMENTI DI SOSPENSIONE DELLA LICENZA/AUTORIZZAZIONE AMMINISTRATIVA ALLESERCIZIO DELLATTIVIT/ISCRIZIONE AD ALBI E ORDINI PROFESSIONALI (art. 151)

Il decreto Cura Italia ha disposto la sospensione, dall8 marzo al 31 maggio 2020, dei termini relativi alle attivit di liquidazione, controllo, accertamento, riscossione e contenzioso da parte degli uffici degli enti impositori.
Tra i termini sospesi trovano posto anche quelli per la notifica e lesecuzione di atti di sospensione della licenza o dellautorizzazione allesercizio dellattivit e i provvedimenti di sospensione delliscrizione ad albi o ordini professionali a carico di imprese, commercianti e lavoratori autonomi destinatari di contestazioni per violazione degli obblighi di emissione di scontrini, ricevute fiscali, certificazione dei corrispettivi o degli obblighi di regolarizzazione di acquisto di mezzi tecnici per le telecomunicazioni.
Lart. 151 del decreto Rilancio ha prorogato al 31 gennaio 2021 il termine finale della sospensione stabilita dal decreto Cura Italia, viste le difficolt che il lockdown da Covid-19 ha procurato a gran parte delle attivit imprenditoriali, commerciali e professionali.
Il suddetto differimento al 31 gennaio 2021 non trova applicazione nei confronti di coloro che commettono, dopo lentrata in vigore della norma in commento, anche solo una delle quattro distinte violazioni previste dallart. 12, comma 2 e comma 2-sexies, del Dlgs n. 471/1997, ovvero una delle tre previste dal comma 2-quinquies del medesimo articolo.

Provvedimenti di sospensione della licenza o dellautorizzazione allesercizio dellattivit, ovvero dellesercizio dellattivit medesima, da notificare dopo la fine del periodo di sospensione Calcolo dei termini di decadenza

Con lart. 151 il decreto ha previsto una proroga del periodo di sospensione, al 31 gennaio 2021, relativa alla notifica e allesecuzione dei provvedimenti di sospensione di cui allart. 12 del Dlgs n. 471/1997. Tale proroga segue quella disposta dallart. 67 del decreto Cura Italia. Considerato che gli atti di sospensione devono essere notificati, a pena di decadenza, entro sei mesi da quando stata contestata la quarta violazione, il computo di tale termine deve avvenire escludendo il periodo di sospensione che va dall8 marzo 2020 al 31 gennaio 2021.

PROROGA DEL PERIODO DI SOSPENSIONE DELLE ATTIVIT DELLAGENTE DELLA RISCOSSIONE (art. 154)

A seguito dellemergenza sanitaria ed economica causata dal Covid-19, lart. 154 del decreto ha posticipato al 31 agosto 2020 il termine finale per la sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati allagente della riscossione, in precedenza fissato al 31 maggio 2020. Ora il decreto Agosto ha disposto un ulteriore slittamento al 15 ottobre 2020.
Sempre lart. 154 ha disposto, inoltre, che per i piani di dilazione in essere alla data dell8 marzo 2020 e per quelli derivanti da provvedimenti di accoglimento emessi con riferimento alle richieste presentate fino al 31 agosto 2020 (ora 15 ottobre 2020, a seguito del decreto Agosto), la decadenza del debitore dalle rateazioni accordate dallagente della riscossione e gli altri effetti di tale decadenza previsti dalla legge si determinano in caso di mancato pagamento di 10 rate, anzich 5. In merito alle rate della c.d. rottamazione-ter e del saldo e stralcio larticolo in commento prevede che il mancato, insufficiente o tardivo versamento alle scadenze delle rate da corrispondere nellanno 2020, non determina linefficacia delle stesse definizioni se il debitore effettua lintegrale versamento delle predette rate entro il termine del 10 dicembre 2020. A tale ultimo termine non si applica la tolleranza di 5 giorni disposta dal dl n. 119/2018.
Considerate le difficolt dei debitori nellassolvere le obbligazioni derivanti dai carichi affidati allagente della riscossione, lart. 154 rimuove la preclusione alla possibilit di chiedere la dilazione del pagamento dei debiti inseriti nelle dichiarazioni di adesione alle definizioni agevolate sopra espresse, per i quali, alla data del 31 dicembre 2019, si determinata linefficacia della definizione agevolata, non avendo il contribuente provveduto al pagamento degli importi dovuti entro i termini previsti.

Rapporti tra larticolo 154 del decreto e larticolo 23 del decreto legislativo 18 dicembre 1997 n. 472

La sospensione dei termini dei versamenti scadenti nel periodo dall8 marzo al 15 ottobre 2020 si riferisce anche a quelli rateali, derivanti dalle cartelle di pagamento nonch ai termini dei versamenti unicamente rateali dei carichi derivanti da avviso di accertamento esecutivo affidati allagente della riscossione.
Ai fini dellapplicazione della compensazione legale di cui allart. 23 del decreto legislativo 18 dicembre 1997 n. 472, ferma restando la necessaria ricorrenza del presupposto della definitivit dellatto impositivo in funzione dello spirare dei termini di impugnazione o del passaggio in giudicato della sentenza che definisce il contenzioso, la circolare ritiene che, laddove si intenda realizzare la compensazione legale tra il rimborso e le somme il cui termine di versamento rientri nella sospensione sopracitata, tale compensazione sia preclusa per carenza del requisito dellesigibilit del credito erariale; non sussiste, invece, alcuna preclusione laddove si intenda realizzare la compensazione legale tra il rimborso e le somme derivanti da avviso di accertamento esecutivo resosi definitivo non ancora affidate allagente della riscossione o affidate ma non oggetto di rateazione oppure le somme dovute sulla base di altra tipologia di atto impositivo resosi definitivo non ancora iscritte a ruolo.

Come impatta la sospensione della riscossione sulle attivit di recupero dellagente della riscossione?
Lart. 68 del decreto Cura Italia, modificato dallart. 99 del decreto Agosto, stabilisce che: con riferimento alle entrate tributarie e non, sono sospesi i termini dei versamenti, scadenti nel periodo dall8 marzo al 15 ottobre 2020, derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonch dagli avvisi previsti dagli articoli 29 e 30 del decreto legge n. 78/2010. I versamenti sospesi devono essere eseguiti in ununica soluzione, entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione, ossia entro il 30 novembre 2020. Trovano applicazione, inoltre, le disposizioni sulla sospensione dei termini di versamento in caso di eventi eccezionali. le disposizioni sopra richiamate si applicano anche agli atti di accertamento esecutivo emessi dallAgenzia delle Dogane e dei Monopoli, alle ingiunzioni emesse dagli enti territoriali, nonch agli atti esecutivi; nei confronti dei soggetti aventi, alla data del 21 febbraio 2020, la residenza, la sede legale o la sede operativa nel territorio dei comuni di Lombardia e Veneto (ex Zona Rossa), i termini delle sospensioni di cui sopra decorrono dalla medesima data del 21 febbraio 2020.

Queste norme vanno lette tenendo conto delle disposizioni in materia di sospensione dei termini di versamento in caso di eventi eccezionali la cui ratio risiede nellesigenza di evitare di effettuare, nei confronti di soggetti gi in difficolt per calamit, attivit di notifica o di riscossione di crediti rientranti nelle tipologie oggetto di sospensione. Pertanto, sono da ritenersi sospesi nel periodo intercorrente tra l8 marzo 2020 e il 15 ottobre 2020: A) i termini di pagamento relativi a carichi, affidati agli agenti della riscossione, derivanti dagli avvisi esecutivi dellAgenzia delle Entrate, dellAgenzia delle Dogane e dei Monopoli e dellInps e da ruoli/cartelle, in scadenza nello stesso periodo, con conseguente congelamento, per la durata dello stesso periodo di sospensione, dellapplicazione degli interessi di mora; B) la notifica di nuove cartelle di pagamento afferenti a carichi affidati sia prima dellinizio del periodo di sospensione, sia durante tale periodo; C) le attivit di recupero, anche coattivo, dei carichi gi scaduti prima del periodo di sospensione, con effetti identici a quelli richiamati sub A), sotto il profilo del congelamento degli interessi di mora durante il periodo di sospensione.

In merito alle modalit di effettuazione dei versamenti sospesi, lart. 68 del decreto Cura Italia prevede che essi debbano essere eseguiti in unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione e, quindi, entro il 30 novembre 2020.
In tale contesto, non ipotizzabile lesecuzione di azioni di recupero di somme per le quali non possa considerarsi in concreto scaduto il termine stabilito dal legislatore per effettuare il relativo pagamento. Ne deriva che: - restano sospesi fino al 30 novembre 2020 i termini di pagamento dei carichi sub A) per i quali lAgente della riscossione non potr svolgere azione di recupero (almeno fino a questa data) e rester sospesa la decorrenza degli interessi di mora; - terminer, invece, il 15 ottobre 2020 la sospensione degli adempimenti di notifica delle cartelle di pagamento sub B), che dovranno perci essere riattivati sin dal 16 ottobre 2020. Parimenti si esaurir la sospensione delle attivit di recupero sub C), che lAgente della riscossione dovr riavviare a partire dallo stesso 16 ottobre 2020, con contestuale ripresa della decorrenza degli interessi di mora. PROROGA DEI TERMINI AL FINE DI FAVORIRE LA GRADUALE RIPRESA DELLE ATTIVIT ECONOMICHE E SOCIALI (art. 157)

Lart. 157, al primo comma, prevede che gli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, relativi ad atti o imposte per i quali i termini di decadenza scadono tra l8 marzo e il 31 dicembre 2020, sono emessi entro il 31 dicembre 2020 e notificati tra il 1gennaio e il 31 dicembre 2021, in deroga agli ordinari termini decadenziali.
Con la stessa finalit larticolo dispone il rinvio al 2021 della notifica e dellinvio di atti e comunicazioni elaborati centralmente con modalit massive entro il 31 dicembre 2020, prevedendo altres il differimento dei termini di decadenza per la notifica delle cartelle di pagamento conseguenti alle comunicazioni medesime.
Inoltre, per gli atti e le comunicazioni interessati dalla proroga dei termini, notificati nel 2021, non sono dovuti interessi per il periodo compreso tra il 1gennaio 2021 e la data di consegna o notifica dellatto.
Sempre lart. 157 individua specifiche modalit di attestazione dellavvenuta elaborazione o emissione degli atti e delle comunicazioni nel 2020, prevedendo che queste possono essere provate anche dalla data di elaborazione risultante dai sistemi informativi delle Entrate.
Infine, un provvedimento del direttore dellAgenzia delle Entrate stabilir le modalit di applicazione della proroga dei termini per la consegna e la notifica degli atti, in modo che distribuendo le attivit nel corso del 2021 possa essere reso pi agevole ladempimento degli obblighi tributari da parte dei contribuenti interessati.

Chiarimenti in merito allambito oggettivo di applicazione dellarticolo 157 del decreto

La proroga prevista dallart. 157 del decreto interessa gli avvisi di accertamento, gli atti di constatazione e di irrogazione delle sanzioni, gli atti di recupero dei crediti di imposta, gli avvisi di liquidazione e gli avvisi di rettifica e liquidazione relativi ad atti o ad imposte per i quali i termini di decadenza scadono tra l8 marzo e il 31 dicembre 2020. Gli avvisi e gli atti devono essere emessi entro il 31 dicembre 2020 e notificati tra il 1gennaio e il 31 dicembre 2021. Gli atti citati si riferiscono a provvedimenti che vengono emessi al termine della fase del controllo sostanziale con riferimento agli atti o alle imposte, sia indirette che dirette, i cui termini di decadenza scadono nel periodo indicato. Per gli atti riferiti, invece, ad atti o ad imposte i cui termini decadenziali non scadono entro il 31 dicembre 2020, gli uffici potranno svolgere questanno le relative attivit di accertamento o di controllo sostanziale senza per procedere alla notifica degli atti, a meno che non abbiano carattere di indifferibilit e urgenza.
La proroga riguarda tutti gli atti e le imposte per le quali prevista una decadenza dei termini nel periodo dall8 marzo al 31 dicembre 2020.

Applicabilit del differimento dei termini stabilito dallarticolo 157, comma 1, del decreto agli avvisi di liquidazione notificati ai Notai a seguito di controllo sullautoliquidazione degli atti notarili

Il differimento dei termini di cui al comma 1 dellart. 157 del decreto si riferisce a provvedimenti che vengono emessi al termine della fase del controllo sostanziale con riferimento agli atti o alle imposte, sia indirette che dirette, i cui termini di decadenza scadono nel periodo compreso tra l8 marzo e il 31 dicembre 2020. La circolare chiarisce che tale differimento non si applica anche agli avvisi di liquidazione destinati ai notai a seguito di controllo sullautoliquidazione degli atti notarili.

Articolo 157, comma 2 Casi di indifferibilit e urgenza

Il secondo comma dellart. 157 dispone la sospensione, dall8 marzo 2020, dellinvio di comunicazione, atti e inviti elaborati o emessi, anche se non sottoscritti, entro il 31 dicembre 2020 dallAgenzia delle Entrate. Ci sono, per, delle eccezioni.
Nei casi di indifferibilit ed urgenza possibile procedere allinvio, alla notifica e alla messa a disposizione degli atti, comunicazione e inviti. Sono salvi anche gli atti la cui emissione funzionale al perfezionamento di adempimenti fiscali che richiedono il contestuale versamento di tributi.
Linvio delle comunicazioni e la notifica di atti durante il periodo di sospensione pu considerarsi legittima, ad esempio, nei casi di comunicazioni o atti che prevedono una comunicazione di notizia di reato (art. 331 c.p.p.), di comunicazioni o atti destinati a soggetti sottoposti a procedure concorsuali o di pericolo per la riscossione.
Le caratteristiche di indifferibilit e urgenza sono riscontrabili anche in tutti i casi in cui il mancato invio della comunicazione o di notifica dellatto non consenta di rispettare i termini di prescrizione e decadenza previsti in materia di riscossione, rischiando di compromettere il recupero delle somme dovute.
E bene osservare che la proroga dei termini di notifica delle cartelle di pagamento, disposta dallart. 157, comma 3, non generalizzata, ma riguarda solo le dichiarazioni presentate in determinati anni. Per le somme dovute a seguito dellattivit di controllo automatizzato la proroga, ad esempio, riguarda solo le dichiarazioni presentate nellanno 2018. Dunque, per le dichiarazioni presentate in anni diversi, qualora la sospensione degli invii rischia di pregiudicare il rispetto dei termini previsti dalle disposizioni in materia di riscossione, lufficio legittimato a procedere allinvio delle comunicazioni dirregolarit.

Operativit della proroga prevista dallarticolo 157, comma 1, del decreto e calcolo degli interessi per il ritardato pagamento

La proroga disposta dallart. 157, al comma 1 del decreto, incide su due termini differenti entro cui gli uffici sono chiamati a completare sia la fase di emissione dellatto che quella della relativa notifica.
Da un lato sono prorogati e unificati al 31 dicembre 2020 tutti i termini di decadenza riferiti ad atti e imposte che scadono nel periodo 8 marzo 31 dicembre 2020. Dallaltro, prorogato e distribuito nellarco temporale che va dal 1gennaio al 31 dicembre 2021, il termine per la notifica degli atti gi emessi entro il 31 dicembre 2020.
Dal 1 gennaio 2021 fino alla data di notifica, sulle maggiori imposte accertate nellatto e dovute dal contribuente non maturano gli interessi per ritardato pagamento e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo; i suddetti interessi per ritardato pagamento e per ritardata iscrizione a ruolo, invece, maturano dalla data in cui le imposte dovevano essere versate fino al 31 dicembre 2020 e riprendono a decorrere, giornalmente, dal giorno successivo alla data di notifica fino alla data di effettivo pagamento delle maggiori imposte.
Per il periodo dal 1gennaio 2021 fino alla data di notifica dellatto non sono dovuti gli interessi anche nei casi di mancato pagamento entro i termini previsti e di successiva iscrizione a ruolo o di affidamento del carico. Lomesso versamento delle somme richieste nei termini previsti comporter, dal giorno successivo alla notifica dellatto, lobbligo di corrispondere gli interessi di mora.
Lart. 157, comma 1, dispone, inoltre, che i termini del differimento della notifica degli atti sono calcolati senza tenere conto della ulteriore sospensione dei termini prevista dallart. 67 del Cura Italia. Per questo pu ritenersi superato il periodo di sospensione dei termini previsto dallart. 67, in quanto lo stesso periodo (8 marzo 31 maggio 2020) ora ricompreso nel pi ampio arco temporale in cui opera la proroga dei termini di decadenza prevista dallart. 157 (entro il 31 dicembre 2020).
Mentre lart. 67 determinava lo slittamento in avanti del decorso dei termini per la durata della sospensione ovvero per 85 giorni, lart. 157 proroga i termini di decadenza limitatamente di atti e imposte che scadono tra l8 marzo e il 31 dicembre 2020.

Conciliazione dei termini di cui allarticolo 157 del decreto con le tempistiche dettate dallarticolo 10-bis della legge 27 luglio 2000 n. 212, e dallarticolo 5 del decreto legislativo 19 giugno 1997 n. 218.

p>Il documento di prassi amministrativa interviene in merito alla conciliazione delle disposizioni contenute nellart. 157 del decreto che prorogano gli ordinari termini di decadenza con le tempistiche per gli accertamenti sullabuso del diritto, in caso di operazioni abusive e la proroga automatica di 120 giorni del termine di decadenza per la notificazione dellatto impositivo in caso di invito al contraddittorio.
In tema di abuso del diritto, i termini di decadenza del potere accertativo possono determinare due ipotesi. La prima quella in cui il termine di decadenza, prorogato ai sensi dellart. 10-bis, comma 7, cada nel periodo 8 marzo 31 maggio 2020. In questi casi lavviso di accertamento per labuso del diritto va emesso entro il 31 dicembre 2020 e notificato tra il 1gennaio e il 31 dicembre 2021, ai sensi dellart. 157, comma 1, in quanto il termine scade nel periodo oggetto della proroga. La seconda riguarda, invece, le ipotesi in cui il termine di decadenza, prorogato ai sensi dellart. 10-bis, comma 7, cada dopo il 31 dicembre 2020. In tali casi non opera la proroga di cui allart. 157, comma 1, tenuto conto che il termine di decadenza scade dopo il 31 dicembre 2020.
Lart. 5 del decreto legislativo 19 giugno 1997 n. 218 al comma 5 prevede, invece, una proroga automatica di 120 giorni del termine di decadenza per la notificazione dellatto impositivo qualora, tra la data di comparizione indicata nellinvito e quella di decadenza dellAmministrazione finanziaria dal potere di notificazione dellatto impositivo intercorrano meno di 90 giorni, in deroga al termine ordinario.
Qualora si verifichi il suddetto presupposto in relazione a periodi di imposta il cui termine di decadenza previsto per il 31 dicembre 2020, per effetto delloperativit della proroga prevista dal comma 3-bis dellarticolo 5 il termine di decadenza risulter successivo al 31 dicembre 2020 e, di conseguenza, non risulta applicabile quanto statuito dallart. 157, comma 1. In tale ipotesi lufficio, in caso di mancata adesione, dovr quindi notificare lavviso di accertamento entro il 30 aprile 2021, ricorrendo i presupposti della proroga di 120 giorni decorrenti dal 1gennaio 2021.

Specificazione del concetto di atti emessi

Gli atti di cui al comma 1 dellart. 157 per i quali i termini di decadenza scadono tra l8 marzo 2020 e il 31 dicembre 2020, sono considerati emessi se firmati e protocollati entro il termine del 31 dicembre 2020. Questi, dovranno poi essere notificati a decorrere dal 1gennaio e fino al 31 dicembre 2021, tranne che nei casi di indifferibilit ed urgenza.
La trasformazione in formato digitale degli atti con la firma del responsabile o di un suo delegato assicura limmodificabilit e lintegrit del documento informatico. La segnatura di un protocollo attesta la provenienza del documento informatico da una pubblica amministrazione e attribuisce allo stesso data certa, opponibile a terzi. Lacquisizione del documento informatico nel sistema di protocollo ne garantisce, inoltre, larchiviazione in un sistema di gestione documentale a norma.

MISURE PER LEDITORIA
Credito dimposta per gli investimenti pubblicitari

La crisi sanitaria da Coronavirus ha aggravato le condizioni di numerose realt editoriali sempre pi provate dal crollo degli investimenti pubblicitari. Per contrastare questa crisi il decreto Cura Italia ha introdotto, per il 2020, un regime straordinario di accesso al credito dimposta, gi vigente, riconosciuto nella misura del 30% del valore degli investimenti effettuati. E stata prevista, inoltre, la possibilit di trasmettere la comunicazione telematica di accesso al credito nel periodo compreso tra il 1 ed il 30 settembre 2020, ferma restando la validit delle comunicazioni trasmesse dal 1 al 31 marzo 2020. Il decreto ha elevato dal 30 al 50% limporto massimo dellinvestimento ammesso al credito dimposta.

Requisiti per beneficiare del credito dimposta nellanno 2020

Per beneficiare del credito dimposta nellanno 2020 non necessario aver sostenuto nel 2019 analoghi investimenti sui mezzi di informazione, requisito invece previsto per il riconoscimento del credito dimposta a regime, unitamente alla condizione del valore incrementale degli stessi (superiore almeno dell1% rispetto al valore di quelli effettuati nellanno precedente). Per accedere al credito dimposta nella misura del 50% del valore degli investimenti effettuati, la presentazione della comunicazione telematica deve avvenire tra il 1 e il 30 settembre 2020. Restano comunque valide le comunicazioni presentate dal 1al 31 marzo scorso, con il relativo credito dimposta richiesto, che sar rideterminato alla luce dei nuovi criteri.


(Vedi circolare n. 25 del 2020)

20 ottobre
26 ottobre
30 ottobre
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