NOVITA' FISCALI
Sequestro per equivalente e successiva confisca dei beni - Applicabilit - Effetti
Venerdì, 6 Novembre , 2020

Lamministratore giudiziario di unazienda oggetto di sequestro per equivalente dei beni chiede allAgenzia delle Entrate una serie di chiarimenti in merito agli obblighi tributari e agli adempimenti dichiarativi fiscali di diversi periodi e se questi debbano essere onorati dallimprenditore destinatario del procedimento o dallamministrazione giudiziaria o, ancora, se potranno estinguersi per confusione ex art. 1253 del Codice civile. LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 70/E del 29 ottobre 2020, precisa che si estinguono per confusione i debiti erariali emersi dalle dichiarazioni fiscali precedenti il sequestro, connessi ai beni successivamente acquisiti dallo Stato. Le altre pendenze, invece, restano a carico di chi ha subto la misura cautelare. Allamministrazione giudiziario spetta il compito di presentare le dichiarazioni dei redditi per lintero periodo del sequestro nonch versare i relativi tributi.

Il Tribunale del riesame, con un provvedimento del 2019, confermava il sequestro preventivo per equivalente dei beni. Anche la Corte di Appello ribadiva la confisca disposta in primo grado del patrimonio della ditta individuale, divenuta definitiva nel 2020. La stessa Corte di Appello disponeva la cancellazione del vincolo del sequestro gravante sullazienda e autorizzava la vendita, perfezionata per atto notarile nel 2020.
Il soggetto istante precisa, inoltre, che limprenditore ha predisposto e fatto trasmettere la dichiarazione fiscale per lanno 2017 e per lanno 2018; lui stesso ha predisposto e trasmesso la dichiarazione dei redditi per lanno 2018 nel 2019 dalla quale emergono imposte da pagare Irpef, non versate per incapienza delle disponibilit finanziarie aziendali. Dovendo procedere alla predisposizione del riparto finale e del regolamento dei debiti a carico dellamministrazione giudiziaria, fra cui quelli tributari, lo stesso amministratore giudiziario pone una serie di quesiti allAgenzia delle Entrate:

  • i debiti per imposte scaturenti dalle dichiarazioni fiscali relative agli anni solari precedenti al sequestro, ossia fino al 2017 incluso, devono essere pagate dallimprenditore che le ha dichiarate o invece devono essere incluse fra i debiti aziendali da pagare da parte dellamministrazione giudiziaria o da intendersi estinte per confusione?;
  • si dovr procedere alla rettifica della dichiarazione fiscale presentata per lintero periodo dimposta 2018, ricalcolando il reddito del solo periodo dimposta successivo al sequestro, anche se quella precedente non stata presentata, oppure bisogner trasmettere due distinte dichiarazioni rettificative una per ciascuno dei periodi ante e post sequestro?
  • quali sono le obbligazioni tributarie e gli adempimenti dichiarativi fiscali relativi alla frazione dellultimo periodo dimposta fino alla data in cui divenuta definitiva la confisca? E quali obblighi dichiarativi ai fini reddituali scaturenti dalla vendita dellazienda perfezionata successivamente alla definitivit delle confisca?;
  • i debiti tributari scaturenti dalle dichiarazioni dei redditi dellimpresa relative ai periodi post sequestro 2018 e 2019 e 2020, anche se non onorati tempestivamente, devono essere pagati dallamministrazione giudiziaria oppure potranno estinguersi per confusione ex art. 1253 Codice civile?

Ai sequestri preventivi si applicano le disposizioni del Decreto legislativo n. 159 del 2011 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione). LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 114/E del 31 agosto 2017, ha precisato che larticolo 50, comma 2, del Codice delle leggi antimafia regola una particolare ipotesi di estinzione dellobbligazione tributaria. Nelle ipotesi di confisca dei beni, aziende o partecipazioni societarie sequestrati, i crediti erariali si estinguono per confusione ai sensi dellart. 1253 c.c.. Affinch si verifichi tale effetto estintivo devono sussistere particolari presupposti: la definitivit della confisca; il venir meno della pluralit dei soggetti del rapporto obbligatorio, con conseguente riunione della qualit di debitore e di creditore nello stesso soggetto (lo Stato-Erario). Inoltre, sempre secondo il medesimo documento di prassi, la confusione si riferisce ai soli crediti di natura erariale, restando esclusi gli altri (ad esempio, quelli per Ires o Irpef).

In pendenza di sequestro, dunque, lamministratore giudiziario deve:

  • presentare le dichiarazioni relative al periodo dimposta anteriore a quello in cui stata adottata la misura cautelare, per le quali non sia scaduto il relativo termine di presentazione alla data di consegna dei beni;
  • determinare, in via provvisoria, il reddito dei beni sequestrati;
  • presentare, nei termini ordinari, le dichiarazioni relative ai periodi dimposta interessati dallamministrazione giudiziaria e versare le relative imposte.

Nel momento in cui, allesito del procedimento cautelare, la confisca definitiva comporti, con effetto retroattivo alla data del sequestro, il consolidarsi del patrimonio in capo allo Stato-Erario:

  • si estingueranno per confusione tutti i crediti erariali maturati (e non estinti) per Irpef (o Ires) sino alladozione del provvedimento di sequestro, connessi al patrimonio acquisito in quanto derivanti dai redditi che lo stesso ha prodotto in capo al soggetto che ha subito la misura cautelare.
  • successivamente a tale data, seppure con effetto che retroagisce dalla confisca definitiva, ricordato che il soggetto passivo dimposta diviene lo Stato, mancando il presupposto soggettivo per limposizione, detti tributi non saranno dovuti. Restano, invece, esclusi dalleffetto estintivo i crediti Irap, Iva o relativi alle ritenute per i quali, quindi, non viene meno la dualit dei soggetti del rapporto obbligatorio.

In riferimento ai quesiti formulati si avr che:

  • i debiti per imposte (Irpef) scaturenti dalle dichiarazioni fiscali relative agli anni solari precedenti al sequestro (nel caso di specie fino al 2017 incluso), si intendono estinti per confusione sempre se inerenti o comunque derivanti dai beni poi acquisiti al patrimonio dello Stato e nel limite del loro valore. I restanti debiti restano a carico del soggetto (o dei soggetti) che hanno subito il sequestro;
  • lamministratore giudiziario tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi (riferiti ai beni oggetto di sequestro) relativa allintero periodo dimposta in cui stata attuata la misura cautelare (2018), con versamento dei relativi tributi e/o imposte;
  • in merito al periodo dimposta in cui divenuta definitiva la confisca, ivi inclusa la frazione compresa tra il suo inizio e la definitivit della confisca stessa, ai fini reddituali non sussiste alcun obbligo dichiarativo. Ci vale anche in riferimento alla vendita dellazienda avvenuta dopo che la confisca diventata definitiva;
  • i debiti tributari (Irpef), scaturenti dalle dichiarazioni dei redditi dellimpresa relative ai periodi di imposta intercorrenti tra il sequestro e la confisca definitiva, ove non tempestivamente onorati, non sono pi dovuti.

Tra i debiti tributari trovano posto anche gli interessi maturati per il ritardato/omesso versamento.


(Vedi risoluzione n. 70 del 2020)

NOVITA'
BILANCIO CONSUNTIVO 2020
Fascicolo Bilancio Consuntivo anno 2020
allegato
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17 MAGGIO 2021
20 MAGGIO 2021
25 MAGGIO 2021
28 MAGGIO 2021
31 MAGGIO 2021
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