NOVITA' FISCALI
Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi - Risposte a quesiti
Venerdì, 27 Agosto , 2021

La legge di Bilancio 2021 ha modificato la disciplina del credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi materiali e immateriali destinati a strutture produttive ubicate in Italia. La nuova disciplina si pone in linea con la legge di Bilancio 2020 che ha disciplinato gli incentivi fiscali del ‘Piano nazionale Impresa 4.0’. La novitŕ piů importante della legge n. 160/2019 ha riguardato la trasformazione del beneficio in forma di credito d’imposta utilizzabile esclusivamente in compensazione. Altre innovazioni introdotte dalla legge n. 160 sono il super ammortamento e l’iper ammortamento.

Al fine di rafforzare l’agevolazione agli investimenti in beni strumentali la legge di Bilancio 2021 ha apportato novitŕ all’impianto della legge n. 160. Le piů importanti hanno riguardato: l’ampliamento dell’ambito oggettivo dell’agevolazione ai beni immateriali diversi dai beni 4.0; la maggiorazione della misura del credito d’imposta applicabile in funzione della tipologia degli investimenti e del periodo di effettuazione; l’aumento del limite massimo di investimenti ammissibili; le regole per la compensazione del credito d’imposta con la finalitŕ di accelerarne la fruizione; la richiesta della perizia asseverata per i beni dell’allegato A e dell’allegato B.

Con il Dl Sostegni-bis il Legislatore č nuovamente intervenuto sullo strumento agevolativo con modifiche sull’utilizzo del credito d’imposta. Anche i soggetti con un volume di ricavi/compensi non inferiori a 5 milioni di euro possono utilizzare in compensazione, in un’unica quota annuale, il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali materiali non 4.0, effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021.
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 9/E del 23 luglio 2021, sentito il Ministero dello Sviluppo economico, fornisce, sotto forma di risposte a quesiti, indicazioni in merito alle modalitŕ di applicazione del credito d’imposta disciplinato dalla legge di Bilancio 2021.

Soggetti interessati

I commi 1051 e 1061 della legge di Bilancio 2021 individuano l’ambito soggettivo di applicazione dell’agevolazione.
Il credito d’imposta č attribuito ‘a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa, che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato’.

Dal punto di vista soggettivo, il credito d'imposta č riservato alle imprese residenti nel territorio dello Stato che, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato, effettuano investimenti alle condizioni stabilite dai commi 1054, 1055, 1056, 1057 e 1058, in relazione alle diverse tipologie di beni agevolabili.
Sono ricompresi nel novero delle imprese beneficiarie gli enti non commerciali, con riferimento all’attivitŕ commerciale eventualmente esercitata, le imprese agricole che determinano il reddito agrario, nonché le reti di impresa.

Le ‘reti-soggetto’, ai fini delle imposte sui redditi, figurano tra gli enti commerciali oppure tra quelli non commerciali a seconda che svolgano o meno attivitŕ commerciale in via principale o esclusiva. Con riferimento, invece, alla categoria della ‘rete-contratto’, l’adesione al contratto di rete non comporta l’attribuzione di soggettivitŕ tributaria alla rete risultante dal contratto stesso, per cui gli atti posti in essere in esecuzione del programma di rete producono i loro effetti direttamente nelle sfere giuridico-soggettive dei partecipanti alla rete.

Tra le imprese beneficiarie trovano posto le STP titolari di reddito d’impresa, con la conseguenza che, al pari di tali soggetti, possono avvalersi sia del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali materiali e immateriali 4.0, sia del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali materiali e immateriali ‘ordinari’.
Sempre in merito all’ambito soggettivo di applicazione dell’agevolazione sono ammessi a beneficiare del credito d’imposta gli ‘esercenti arti e professioni’ che effettuano investimenti in beni strumentali materiali e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello ‘Industria 4.0’.
Rientrano nella categoria dei soggetti esercenti arti e professioni anche le associazioni tra professionisti. Possono usufruire del beneficio anche i soggetti che intraprendono l’attivitŕ a partire dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore della disciplina in esame. Sempre in merito all’ambito soggettivo, qualora le imprese siano destinatarie di sanzioni interdittive, č prevista l’esclusione soggettiva dal credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi, esclusione che deve riguardare il medesimo arco temporale interessato dall’applicazione della relativa sanzione interdittiva.
Pertanto, gli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati nell’arco temporale in questione saranno irrilevanti agli effetti della disciplina agevolativa e, di conseguenza, i relativi costi saranno esclusi dalla base di calcolo del credito d’imposta in questione.

Investimenti

La circolare evidenzia come la rilevanza delle operazioni di locazione finanziaria sia riconosciuta sulla base di un principio di ‘sostanziale’ equivalenza tra l’acquisto e l’acquisizione del bene stesso tramite contratto di leasing. Il mancato riferimento ai contratti di locazione finanziaria nella legge di Bilancio 2021 č da imputare ad un mero difetto di coordinamento formale e non alla volontŕ del legislatore di circoscrivere le modalitŕ di effettuazione degli investimenti agevolabili alla sola acquisizione in proprietŕ dei beni.

Ambito temporale

In merito all’ambito temporale di applicazione si chiede di conoscere il corretto comportamento da adottare nel caso in cui l’effettuazione degli investimenti eleggibili ricada nell’arco temporale in cui il credito d’imposta introdotto dalla legge di Bilancio 2021 coesiste con l’analogo credito d’imposta introdotto dalla legge di Bilancio 2020.
La circolare precisa che il coordinamento delle due discipline agevolative, sul piano temporale, va effettuato distinguendo il caso degli investimenti per i quali alla data del 15 novembre 2020 (ovvero anteriormente alla decorrenza della nuova disciplina) si sia proceduto alla ‘prenotazione’, dal caso degli investimenti per i quali a questa data non risultino verificate tali condizioni. Nel primo caso, gli investimenti, se completati entro il 30 giugno 2021, restano incardinati nella vecchia disciplina. Nel secondo caso, trova applicazione la disciplina introdotta dalla legge di Bilancio 2021.
Tale interpretazione trova fondamento nella volontŕ del legislatore di anticipare gli effetti del nuovo regime agevolativo, senza attendere la naturale scadenza dell’ordinario termine del precedente regime.

Determinazione dell’agevolazione

Č bene ricordare che le reti di imprese sono ricomprese nel novero dei soggetti beneficiari dell’agevolazione, distinguendo tra le ‘reti-contratto’ e le ‘reti-soggetto’. Qualora gli investimenti in beni strumentali nuovi siano effettuati da imprese che aderiscono a un ‘contratto di rete’, ai fini dell’applicazione dell’agevolazione, occorre distinguere se si tratta di ‘rete-contratto’ o di ‘rete-soggetto’. Nel primo caso gli atti posti in essere in esecuzione del programma comune di rete producono i loro effetti in capo alle imprese partecipanti. Nella rete-contratto la titolaritŕ di beni, diritti, obblighi ed atti č riferibile, quota parte, alle singole imprese partecipanti.
Con riferimento agli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati nell’ambito di una ‘rete-contratto’ sono le singole imprese retiste ad aver diritto al credito d’imposta sulla quota parte del costo di propria competenza. Il credito d'imposta verrŕ applicato in modo autonomo da ciascuna delle imprese aderenti alla rete:

  • in relazione alla quota di costi di competenza del periodo d’imposta alle stesse direttamente imputati, laddove gli investimenti, effettuati in esecuzione del programma comune di rete, siano stati posti in essere dal soggetto designato a svolgere l’ufficio di organo comune;
  • in relazione alla quota di costi a queste ‘ribaltati’, laddove gli investimenti siano stati posti in essere da un’impresa della rete o dall’impresa ‘capofila’.
Nel caso in cui, invece, la rete di imprese si configuri come ‘rete-soggetto’ gli atti posti in essere in esecuzione del programma comune di rete producono i loro effetti direttamente in capo alla ‘rete-soggetto’.
Qualora il programma di rete preveda l’esecuzione di investimenti in beni strumentali nuovi, l’effettuazione degli stessi č imputabile alla ‘rete-soggetto’, la quale, risultando essere un’ ‘impresa’ č il soggetto destinatario dell’agevolazione.
La ‘rete-soggetto’, quindi, applicherŕ in modo autonomo il meccanismo di calcolo del credito d’imposta avendo riguardo ai costi relativi agli investimenti ammissibili effettuati in esecuzione del programma comune di rete, di competenza del periodo d’imposta in cui intende avvalersi dell’agevolazione, ferma restando, in capo alla stessa, la sussistenza di tutte le condizioni poste dalla disciplina agevolativa, tra cui la verifica relativa al raggiungimento della soglia massima degli investimenti ammissibili.

In merito alla determinazione del costo del bene agevolabile, costituisce una componente del costo l’eventuale Iva, relativa alle singole operazioni di acquisto, totalmente indetraibile. Non rileva, invece, ai fini della determinazione del valore degli investimenti, l’Iva parzialmente indetraibile in misura corrispondente al rapporto tra l’ammontare delle operazioni che conferiscono il diritto alla detrazione ed operazioni esenti. In quest’ultima ipotesi l’Iva parzialmente indetraibile per effetto del prorata, non puň essere considerata come costo afferente le singole operazioni d’acquisto, ma č una massa globale che si qualifica come costo generale.
Quanto agli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, nel caso in cui per l’utilizzatore l’Iva sui canoni di locazione sia indetraibile, ai fini dell’agevolazione assume rilievo anche l’Iva pagata dal locatore sull’acquisto del bene.

Utilizzo

La legge di Bilancio 2021 stabilisce che per le imprese ammesse al credito d’imposta, la fruizione del beneficio spettante č comunque subordinata al rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori. Si ricorda che alle imprese č riconosciuto un credito d’imposta alle condizioni e nelle misure stabilite dalla norma in relazione alle diverse tipologie di beni agevolabili. In particolare, le imprese sono ammesse sia al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali materiali e immateriali ‘ordinari’, sia al credito d’imposta per investimenti in beni materiali e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello ‘Industria 4.0’.
Il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali materiali e immateriali ‘ordinari’ si applica alle stesse condizioni e negli stessi limiti anche agli investimenti effettuati dagli esercenti arti e professioni.

Il contribuente č legittimato alla fruizione del credito d’imposta qualora, alla data di utilizzo in compensazione, abbia correttamente adempiuto agli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.
La disponibilitŕ del DURC in corso di validitŕ al momento della fruizione del credito d’imposta costituisce prova del corretto adempimento degli obblighi contributivi e previdenziali. Diversamente il DURC irregolare preclude la fruizione del credito d’imposta spettante.

Ai fini della fruizione il credito d’imposta č ripartito in tre quote annuali di pari importo ed č utilizzato a scomputo dei versamenti dovuti da effettuarsi esclusivamente mediante il modello di pagamento F24 a decorrere dall’anno di entrata in funzione, ovvero di avvenuta interconnessione, dei beni oggetto di investimento. La ripartizione in quote annuali risponde alla necessitŕ, soprattutto di ordine finanziario, di porre un limite annuo all’utilizzo del credito d’imposta - nella misura di un terzo dell’importo maturato - e non giŕ di fissare un obbligo di utilizzo dell’intera quota annuale ivi stabilita o un limite temporale alla sua fruizione.
Pertanto, nel caso in cui la quota annuale non sia utilizzata, l’ammontare residuo potrŕ essere riportato in avanti nelle dichiarazioni dei periodi d’imposta successivi senza alcun limite temporale ed essere utilizzato giŕ dall’anno successivo, secondo le ordinarie modalitŕ di utilizzo del credito, andando cosě a sommarsi alla quota fruibile a partire dal medesimo anno.

Per gli investimenti in beni strumentali effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, il credito d’imposta spettante ai soggetti con un volume di ricavi/compensi inferiori a 5 milioni di euro č utilizzabile in compensazione in un’unica quota annuale. Inoltre, per gli investimenti in beni strumentali materiali diversi da quelli indicati nell’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016 n. 232, effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, il credito d’imposta spettante ai soggetti con un volume di ricavi o compensi non inferiori a 5 milioni di euro č utilizzabile in compensazione in un’unica quota annuale. Dal combinato disposto di queste norme si evince che č utilizzabile in compensazione in un’unica quota annuale:

  • il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali materiali ‘non 4.0’ effettuati ai sensi del comma 1054 della legge di Bilancio 2021 a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, indipendentemente dal volume dei ricavi o dei compensi dei soggetti beneficiari;
  • il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali immateriali ‘non 4.0’ effettuati nel medesimo periodo dai soggetti con un volume di ricavi o compensi inferiori a 5 milioni di euro.
L’utilizzabilitŕ in un’unica quota del credito d’imposta costituisce una facoltŕ che se non viene sfruttata, consentirŕ al beneficiario di continuare a fruire del credito in tre quote annuali di pari importo.
Nel caso in cui il contribuente scelga di fruire del credito d’imposta in un’unica quota, il credito non utilizzato potrŕ essere portato in avanti nelle dichiarazioni dei periodi d’imposta successivi.

In merito all’utilizzo del credito d’imposta da parte di un soggetto diverso da quello che lo ha maturato si chiede se tale credito d’imposta possa essere trasferito in caso di conferimento d’azienda o di ramo di azienda. L’Agenzia delle Entrate ha piů volte affermato la non trasferibilitŕ dei crediti d’imposta di natura similare a quello in argomento in forza della natura soggettiva dei medesimi, che maturano esclusivamente in capo ai soggetti che effettuano l’investimento e non possono essere trasferiti a soggetti terzi per effetto di atti realizzativi.
Il trasferimento della titolaritŕ č infatti ammissibile unicamente nei casi in cui specifiche norme giuridiche prevedono, al verificarsi dell’operazione, una confusione di diritti e obblighi dei diversi soggetti giuridici interessati; ad esempio, nei casi di fusione, successione per decesso dell’imprenditore individuale, scissione. Ugualmente i crediti di tal natura possono essere trasferiti nell’ambito della cessione del ramo d’azienda che lo ha generato. In presenza di operazioni straordinarie, caratterizzate dalla veicolazione dell’azienda o di un ramo d’azienda nel cui ambito č rinvenibile il bene agevolato da cui origina il credito d’imposta, l’avente causa continuerŕ a fruire del credito d’imposta maturato in capo al dante causa, indipendentemente dal sopravvenuto cambiamento di proprietŕ del complesso aziendale.

Cumulo con altre agevolazioni

Il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi č cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attivitŕ produttive, non porti al superamento del costo sostenuto. In sostanza, l’agevolazione č cumulabile con altre misure di favore (fiscali e non) insistenti sugli stessi costi ammissibili al credito d’imposta, nel limite massimo rappresentato dal costo sostenuto.
Eventuali ulteriori limitazioni alla fruizione del credito d’imposta possono derivare dalla circostanza che siano le discipline di tali altre misure di favore a prevedere un divieto di cumulo con altre disposizioni agevolative.
Al fine di appurare la cumulabilitŕ, occorre calcolare il credito d’imposta teoricamente spettante, e sommare tale importo teorico a quello degli altri incentivi pubblici concessi sui medesimi investimenti. Il risultato di tale somma non deve superare il ‘costo sostenuto’ ovverosia l’ammontare complessivo dei costi ammissibili di competenza del periodo d’imposta per il quale il contribuente intende avvalersi del credito d’imposta.

Rideterminazione dell’agevolazione

Investimento effettuato mediante contratto di locazione finanziaria. La legge di Bilancio 2021 prevede che il credito d’imposta debba essere corrispondentemente ridotto nell’ipotesi in cui ‘i beni agevolati sono ceduti a titolo oneroso o sono destinati a strutture produttive ubicate all’estero, anche se appartenenti allo stesso soggetto’ entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di entrata in funzione ovvero a quello di avvenuta interconnessione.
Nel caso di investimenti effettuati mediante contratto di locazione finanziaria, il mancato esercizio del diritto di riscatto cosě come la cessione del contratto di leasing durante il ‘periodo di sorveglianza’ costituiscono causa di rideterminazione dell’incentivo. Considerato che per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria ai fini della determinazione del credito d’imposta si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni, si ritiene che sia tale valore a dover essere escluso dall’originaria base di calcolo ai fini della rideterminazione dell’agevolazione.
Il credito d’imposta non sarŕ oggetto di rideterminazione qualora, nel ‘periodo di sorveglianza’ il bene acquisito in proprietŕ a seguito di riscatto venga successivamente ceduto a una societŕ di leasing nel contesto di un’operazione di sale and lease back.

Il furto del bene agevolato non costituisce causa di rideterminazione dell’agevolazione, dovendosi dare rilevanza, a tal fine, alla volontarietŕ della scelta del beneficiario. Nel caso di furto del bene oggetto di investimento, comprovato dalla denuncia alle autoritŕ competenti, la fuoriuscita del bene dal regime di impresa o dall’esercizio dell’attivitŕ di arti e professioni, proprio perché indipendente dalla volontŕ del beneficiario, non comporta la rideterminazione dell’agevolazione.

Documentazione

Indicazione della norma agevolativa. Per gli investimenti per i quali alla data del 15 novembre 2020 si sia proceduto all’ordine vincolante e sia stato versato l’acconto del 20%, le relative fatture e gli altri documenti di acquisto devono contenere il riferimento alle disposizioni della legge di Bilancio 2020.
Per gli investimenti intrapresi a decorrere dal 16 novembre 2020 - per i quali alla data del 15 novembre non ci sia stato l’ordinativo e/o il versamento dell’acconto del 20% - le fatture e gli altri documenti di acquisto dei beni ammissibili devono riportare il riferimento alla disciplina agevolativa della legge di Bilancio 2021.
Nel caso di documenti giŕ emessi, non puň escludersi che non sia stato indicato il corretto riferimento normativo. In tal caso, i soggetti interessati possono integrare i documenti sprovvisti della corretta indicazione delle disposizioni agevolative di riferimento, prima che inizino le attivitŕ di controllo del fisco.


(Vedi circolare n. 9 del 2021)

NOVITA'
ELEZIONI DEL RINNOVO DEL CONSIGLIO E DEL COLLEGIO DEI REVISORI DELL’ODCEC DI MACERATA E CAMERINO
Ai sensi dell’art. 10 comma 4 si pubblica, in allegato, l’estratto di verbale con i provvedimenti adottati nei confronti delle liste pervenute nel corso della seduta di Consiglio del 16 settembre 2021
allegato
ELEZIONI DEL RINNOVO DEL CONSIGLIO E DEL COLLEGIO DEI REVISORI DELL’ODCEC DI MACERATA E CAMERINO
Ai sensi dell’art. 10 comma 3 del Regolamento Elettorale il Consiglio nella seduta del 16 settembre 2021 ha deliberato l’ammissione della Lista n.1
MOTTO: “ INSIEME COSTRUIAMO IL FUTURO
Candidato Presidente: LUCA MIRA
Candidati Consiglieri: 
1. ANNA BERNABEI
2. SIMONA CANZONETTA
3. CRISTIANO SOCCIONOVO
4. LIDIA LEBBORONI
5. MICHELA SOPRANZI
6. LUIGI MANCINELLI
7. MARCO PINCIAROLI
8. ALESSANDRO PIANTONI
9. ROBERTO D’ASCANIO
10. TOMMASO VALENTINI
11. ROMANA FILONI
12. PIERGIOVANNI NARDI
13. DANILA TESEI
14. LAMBERTO LUCARELLI
15. RAFFAELLA SANTINELLI

ELEZIONI DEL RINNOVO DEL CONSIGLIO E DEL COLLEGIO DEI REVISORI DI MACERATA E CAMERINO
Elezioni del Collegio dei revisori:
 Nel corso della seduta del 16 settembre 2021 il Consiglio  ha deliberato l’ammissione delle seguenti candidature a membro del Collegio dei Revisori
  1. Lamberti Eleonora;
  2. Torresi Marco;
  3. Salvucci Samuele;
  4. Nardi Roberto;
  5. Perugini Domenico;
  6. Grassetti Matteo;
  7. Sopranzi Lino;
  8. Tallei Roberto;
  9. Dignani Manuela;
  10. Pettinari Roberto;
  11. Belletti Roberta
  12. Eleuteri Giuseppe

ELEZIONI PER LA COSTITUZIONE E L'ELEZIONE DEL COMITATO PARI OPPORTUNITA' DELL’ODCEC DI MACERATA E CAMERINO
Ai sensi dell’art.8, comma 8 del Regolamento per la costituzione e l’elezione dei Comitati Pari Opportunità, il Consiglio nella seduta del 16 settembre 2021 ha deliberato l’ammissione delle le seguenti candidature
  1. Rommozzi Maria Sabina
  2. Parisi Presicce Chiarastella
  3. Grassetti Matteo
  4. Pilotti Valentina
  5. Patriarca Elisabetta
  6. Seghetta Tatiana
  7. Luciani Mauro
  8. Salvucci Giuseppe
  9. Pennente Diego

REGOLAMENTO PER LO SVOLGIMENTO DELLE ELEZIONI DEI CONSIGLI DEGLI ORDINI DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI E DEL COLLEGIO DEI REVISO
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allegato
modello A_lista elezioni consiglio ordine_2021
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allegato
modello B_accettazione candidatura_2021
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allegato
modello A1_candidatura revisori_2021
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allegato
AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA ELETTORALE DEGLI ISCRITTI PER L’ELEZIONE DEL CONSIGLIO DELL’ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI MACERATA E CAMERINO
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allegato
REGOLAMENTO PER LA COSTITUZIONE E L’ELEZIONE DEI COMITATI PARI OPPORTUNITA’
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allegato
facsimile candidatura per elezione comitato pari opportunitŕ
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allegato
AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA ELETTORALE DEGLI ISCRITTI PER L’ELEZIONE DEL COMITATO PARI OPPORTUNITA’ DEL CONSIGLIO DELL’ORDINE DEI DOTTORI C
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allegato
18 ottobre 2021
20 ottobre 2021
25 ottobre 2021
cOrganismo per la composizione della crisi da sovraindebitamento elearning odcec MACERATA-CAMERINO
Accollo del debito d’imposta altrui - attivazione del codice identificativo ‘80’ da indicare nel mod. F24

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 59/E del 6 ottobre 2021, istituisce il codice ...continua

Decreto legge Sostegni-bis - Agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa da parte di under 36

Il decreto legge Sostegni-bis, come modificato dalla legge di conversione n. 106 del 23 luglio 2021, ha ...continua

Esonero versamento dell’Irap-Chiarimenti

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 58/E del 29 settembre 2021, fornisce chiarimenti in merito ...continua

Stralcio dei debiti fino a 5 mila euro - Art. 4, commi da 4 a 9, del Decreto Sostegni

Premessa

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 11/E del 22 settembre ...continua

Istituzione delle causali contributo per il versamento dei contributi di spettanza della Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza Forense
Con una nota dello scorso 14 luglio la Cassa Forense ha richiesto l’istituzione di ulteriori causali ...continua